28 febbraio 2013

La torta al cioccolato e cocco tostato e il mio zonzolare

Il cuore del mio zonzolare?Eccolo.In pochi versi la mia verità:
"Soffia un vento lieve.
Lo straordinario sole dell'Africa.
Azzurro profondo.Uccelli bianchi..
Sotto,sedie calde sulla sabbia.
E naturalmente il mare.
Comunque mancano alcuni alberi.
E una o due navi sul fondo.
Per indicare che uno può sempre partire"
Questi sono dei versi che mi porto dietro da una vita.
Mi piace viaggiare.Per la prima parte della mia vita ho viaggiato nel Nord-Europa.Nebbia,neve,freddo,quel freddo che ti dà diecimila volts di energia,perchè secco,perchè avvolgente e meraviglioso nel suo essere pungente.
Poi ho scoperto quel cielo della poesia.Quel blu intenso,quel blu che è la chiave d'accesso all'oblio più dolce.E il mare,quel mare così profondo,così pericoloso ma così piacevole quando t'accarezza le caviglie.La sabbia così chiara,la sabbia del deserto.La sabbia così calda.Quell'orizzonte tremolante,sfumato,lontano.
Ecco.Proprio quell'orizzonte che per me ha la forma del punto interrogativo.Perchè alla fine mi chiedo sempre cosa c'è al di là.
E mi serve un piccolo albero per iniziare a cambiare il panorama.E mi serve una nave.Perchè l'essenza stessa del viaggiare è il non fermarsi mai,il non sentirsi mai completamente a casa,mai completamente arrivati.
E allora riprendo la mia nave e salpo verso altri orizzonti,verso altri scenari.
Perchè la base del mio zonzolare è semplicemente la mia libertà di cambiare.Fuori e dentro di me.
Ovviamente con questa ricetta partecipo al giveaway di Zonzolando!

La ricetta di oggi viene da new York,una delle mete preferite del mio zonzolare mentale.E' una torta al cioccolato e cocco tostato.Una piacevole morbidezza che contrasta con il sapore particolare del cocco tostato.

Torta al cioccolato e al cocco tostato

75 gr fiocchi di cocco
100 gr burro morbidissimo ma non sciolto
3 uova
125 gr yogurt
150 gr farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
4 cucchiai di cacao amaro
4 cucchiai di acqua calda
150 gr zucchero

Foderare una tortiera con la carta forno.Sistemarvi i fiocchi di cocco e metterli in forno caldo a 180 gradi fino a che il cocco avrà assunto un colore marroncino.Tirare fuori dal forno e mettere da parte.
Sciogliere il cacao amaro nei 4 cucchiai di acqua calda.
Montare il burro con lo zucchero.Unire lo yogurt,le uova una alla volta (unire l'uovo successivo quando il precedente è ben miscelato).Unire il cacao miscelato con l'acqua e infine la farina setacciata con il lievito.
Sistemare l'impasto così ottenuto nella teglia,direttamente sopra il cocco tostato.
Cuocere in forno caldo a 180 gradi per una 35\40 minuti.



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27 febbraio 2013

I bocconcini alle mele e Carlotta e le sue amiche

".......Nelle mie notti passate a misurare l'area delle piastrelle di casa mia ho preso una decisione.
Anche casa mia è una mediamente.Settanta metri quadri,terzo piano senza ascensore.Due camere,una cucina che ha visto tempi migliori ,un salottino e un bagno.Va beh bagno è una parola grossa.Diciamo che in due non ci si sta.Ci si deve chiedere permesso e appiattirsi contro il lavandino per far passare l'altro.Il che credetemi,è una cosa alquanto seccante.A meno che lo strusciamento non presupponga un approccio di altro tipo.E allora è un altro paio di maniche.Comunque,approcci o no,la casa non va più bene.Bisogna cambiarla.Almeno novanta metri quadri.Un attico ecco.E pure in centro.
Stamattina l'ho comunicato alle mie amiche.
Avete presente il buono,il brutto e il cattivo?ecco,noi dai tempi dell'università siamo la grassa,la bassa e la smilza.
Io la smilza (ai tempi),Lara è la bassa e Ginger è la grassa.Tre scalcinate studentesse di lettere perennemente fuori corso e perennemente dentro il bar dell'Università.La prima lezione andava,la seconda iniziavano gli sbadigli la terza presupponeva la fuga incondizionata.Ore passate sedute a chiacchierare.Più che altro di uomini.Più che altro di anatemi lanciati contro gli uomini.Caffè,tramezzini e lacrime.E poi risate.E poi ancora lacrime.E le ore passavano.
Abbiamo capito che forse stavamo esagerando quando il barista un giorno c'ha messo in mano la scopa ,il Mocio e la pezzetta per lavare il bancone al grido di "E che minkia".
Nessuna di noi tre alla fine si è laureata.Ginger si è sposata a ventiquattro anni.Ha tre figli.Tre maschi.E due mariti.Sforna torte a casa in nero con l'incubo della Guardia di finanza e dei Nas.Se li sogna anche la notte.
Lara fa la segretaria in un'agenzia immobiliare.Non si è sposata,non ha fidanzati,ha solo un gatto.
Nando si chiama.Le ho detto che non è un nome da gatto.
Lei mi ha mandato a cogliere ravanelli.
Ma lei è così.e mi piace proprio per questo.Ognuno dovrebbe avere una Lara nella propria vita.Ognuno dovrebbe avere una persona che ogni tanto ti manda sinceramente e brutalmente a coglier ravanelli.Con affetto senza dubbio.Ma ti ci manda.E questa cosa ti riporta con i piedi a terra.
Perchè io ho la sindrome dei piedi in mongolfiera.Ogni tanto mi alzo in volo.Troppo.E Lara è come se riempisse la mia mongolfiera di sacchi di sabbia.E mi riporta giù........."
to be continued...Carlotta Pallotta parte seconda ,la prima la trovate QUI!

Guardate cosa ho scovato in un blog francese (Chocolat à tous les étages).I bocconcini di mele.sapete quanto ci si impiega a prepararli?Cinque minuti.A cuocerli?Una decina.A mangiarli?Due secondi.Piccoli,piccoli l'ideale sarebbe farli in stampi da mini muffins.Io li ho fatti un pò più grandi,ma vengono lo stesso deliziosi!
Baciiiiiiiiii!!!!
  
Bocconcini alle mele (dose per 10\12 bocconcini)

35 gr burro morbidissimo
100 gr farina
100 gr zucchero
2 uova
1\2 cucchiaino di lievito
1\2 vasetto di yogurt bianco 
1 pizzico di sale
1 mela

Montare leggermente il burro con lo zucchero.Unire mano mano tutti gli ingredienti tranne la mela.Sistemare l'impasto in piccoli stampini per muffins o mini muffins imburrati e infarinati (oppure se preferite rivestiteli con i pirottini di carta).Sbucciate e affettate a dadini la mela e sistematela sopra i bocconcini.
Mettete in forno caldo e cuocete a 180 gradi per dieci,quindici minuti (fate la prova stecchino).
Spolverizzate con zucchero a velo.



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26 febbraio 2013

La mini pavlova e manuale di sopravvivenza urbana per ragazze

Problema:delusione amorosa.
Soluzione:cioccolato.
Cioccolato puro,cioccolato sciolto,cioccolato a palate,cioccolato a cucchiaiate.
Avvolge,scalda,coccola.Meglio di due braghe maschili che se t'hanno abbandonato non meritano nemmeno un neurone dei tuoi pensieri.
Cioccolato che ti si appiccica sui fianchi per tutta la vita,cioccolato sulle dita,cioccolato che sembra un baffo,cioccolato nel caffè e forse anche nel thè.
Perchè la delusione amorosa giustifica qualsiasi incongruenza mentale.

Problema:un capo deficiente.
Soluzione:torrone spaccadenti.
Torrone di quelli che nella loro confezione trovi come omaggio il numero del dentista più vicino.Torrone che devi prendere a morsi con impegno,con foga.
Che poi è quello che faresti con la testa del tuo superiore.ma non lo fai perchè sarebbe un filino indigesto.E la riproposizione continua sullo stomaco di una testa di ravanello è cosa assai sgradita.
Torrone che fa scrunch scrunch ad ogni morso e ad ogni morso ti allontana la rabbia.
Perchè in fondo pensare di pigliare a morsi il tuo capo ti fa anche sorridere.

Problema:commessa fashion che ti fa sentire un pò demodè e un pò "sovrappè".
Soluzione:red velvet cake.
Morbida,vellutata,rossa perchè tanto il rosso va di moda quasi sempre.Va gustata stese a mò di Paolina Bonaparte sul divano,con addosso quell'abito che vi è costato un occhio della testa e con suddetta testa appena uscita dalle mani di un abile parrucchiere.
E cosi,proprio al top della vostra forma,mangiate una delle torte più fashion che ci siano.E mangiatela lentamente pensando alla commessa figa che per rimanere tale non mangerà mai una tale squisitezza.

Problema:suocera scassazucchine.
Soluzione.torta allo yogurt
Suocera abnorme?Suocera tentacolare?Suocera acida?
Una bella torta allo yogurt.Preparatela con cattiveria appena accennata.Al posto dello yogurt immaginate di versarvi l'amata genitrice del vostro compagno.Immaginate di frustarla a dovere con gli altri ingredienti,di amalgamarla,di mescolarla.E poi gustatevi il risultato.Opportunamente "addestrato" il vostro yogurt avrà perso per strada la sua acidità a volte esagerata e avrà regalato morbidezza e leggerezza all'insieme.E mangiatela pensando che forse è meglio trascurare il peggio di questa santa donnina e concentrarsi sul meglio.E non perchè siete in odore di santità.Ma semplicemente perchè siete stanche di mandar giù litri e litri di maalox.
E il mio cibo antistress?
La pavlova.
E' la torta dei miei momenti no come dei momenti si.E' la torta che mi fa annegare in una miriade di piacere o che mi annega qualcosa andato storto.
Panna morbida in silenziosi strati di meringa. Piccoli frutti di bosco come ricompensa o come ancora di salvataggio per non annegare in tutto quel mare di dolcezza.
E' il dolce annulla-pensiero per eccellenza.
E' il mio punto sicuro di approdo in questa giungla urbana.

Potevo non proporvelo?
Qui è fatto in versione mini e con le fragole.Provatelo!Con questa ricetta partecipo al contest "Cake therapy" di Valy cake and..

Mini pavlova alle fragole

per la meringa
4 albumi
125 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio di frumina
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiai di zucchero semolato

200 ml panna da montare
2 cucchiai di zucchero

fragole per guarnire

In un contenitore perfettamente sgrassato mettete gli albumi e iniziate a montare unendo 1 cucchiaio di zucchero semolato.Montate per due minuti e unite l'altro cucchiaio.Inserite il succo di limone,e mano mano tutti e 125 grammi di zucchero a velo. e il cucchiaio di fruminaMontate fino ad ottenere una meringa bella lucida e solida (se la alzate con le fruste non deve ricadere nel contenitore).
Prendete una teglia  e rivestitela con carta forno.Con la sac -a -poche col beccuccio liscio formate dei cerchi di meringhe di al massimo sette- otto centimetri di diametro.Continuate fino ad esaurimento.
A questo punto avete una doppia alternativa:
-fate asciugare le meringhe in forno a 130 gradi massimo per due ore.
-oppure optate per la cottura a costo zero delle meringhe (quella che faccio io).In sostanza si tratta di sfruttare il calore del forno dopo avervi cotto altre pietanze.Prendete la teglia ,infilatela nel forno già caldo  (non importa la temperatura) e spegnete il forno stesso.Lasciate cosi tutta la notte,avendo cura di non aprire mai lo sportello.La mattina dopo i cerchi di meringa saranno pronti.
Montate la panna con lo zucchero e procedete al montaggio della mini pavlova.
Fate uno strato di meringa,unite la panna montata,una manciata di fragole tagliate a pezzetti e completate con un altro cerchio di meringa
Decorate a piacere la sommità della tortina.Io ho utilizzato ancora della panna montata!



 Vi propongo un piccolo esperimento fatto in questi giorni.Piccoli sofficini home made.Presi qua e là in giro per il web.Un esperimento riuscito e gustoso per quanto riguarda la versione fritta.
Io li ho farciti con wurstel,besciamella densa e galbanino.

Simil sofficini

200 ml latte
100 gr farina
30 gr burro
2 pizzichi di sale

per la panatura
2 uova
pangrattato quanto basta

per il ripieno.
besciamella densa
wurstel
galbanino

Portate ad ebollizione il latte,il burro e il sale.Mentre il tutto bolle versate la farina e fate cuocere finchè si formerà una palla e si staccherà dalle pareti della pentola.
Prendete questo impasto e fatelo raffreddare e riposare per una quindicina di minuti.
trascorso il tempo necessario,stendetelo e ritagliate tanti dischi.farcite ognuno di questi con il ripieno prescelto.Chiudete il cerchio a mezzaluna,sigillando bene i bordi.passateli nell'uovo sbattuto,nel pangrattato e friggete!

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25 febbraio 2013

Risotto alla birra con radicchio e salsiccia e la mia prima volta

La prima volta è stata emozionante.
Il tempo di accorgermi e già il cuore aveva fatto una bella capriola.
La prima volta ha portato con sè l'incredulità e la sensazione di contare qualcosa.
La prima volta ha insinuato in me un piccolo dubbio.
Ma era la prima e tutte le "prime" della vita hanno un sapore speciale.....
Poi c'è stata una seconda volta.
E contrariamente alla prima è stata deludente.
Ma in quante eravamo?Uno,due,tre,quattro.....QUINDICI!
Eh la Peppa e io che pensavo di contare qualcosa!
La terza è stata sconvolgente.Niente Olimpi di piacere ma misure errate.Le mie.
Duecento.Se "ne hai" meno di duecento non conti nulla...
Ma stai scrivendo la sceneggiatura del nuovo film di Rocco Siffredi?
Naaaaaaa.
E non è questione nè di Iolande nè di Walter,per dirla alla maniera della Littizzetto.
E' questione di premi.
Quali premi?
Quelle meravigliose catene di S.Antonio che ci rimbalziamo le une con le altre.
Ora riscrivo il copione di cui sopra.
La prima volta che ho ricevuto un premio è stato entusiasmante.Il mio blog che ancora profumava di vernice fresca e di nuovo.Un commento e la frase fatidica:passa da me che c'è qualcosa per te.
O poffarbacco,cosa sarà mai?
UN PREMIO!!!!
A me?A me che non conosco nessuno qui ?A me che a malapena raggiungo le dieci pagine lette del mio blog in questa afosa e sonnacchiosa estate?
Si,proprio a me.E mi emoziono e sono contenta.E mi si rafforza anche l'autostima guarda un pò!
Ma siamo in cinque selezionate per questo premio!
E io lo devo girare ad altre cinque.
Va beh,poco male.
Cinque è un numero irrisorio e ancora veritiero.
La seconda volta stesso copione,ma cambia il numero.Quindici blog scelti e altri quindici blog ai quali girare il premio.
Quindici?o che sarà mai una catenella piccina piccina di S.Antonio?
La terza volta lo SBATABAM completo.
Vieni che c'è una cosa per te.
Venti e dico venti blog selezionati perchè piccini,selezionati perchè con meno di duecento followers.
Selezionati per il premio"perchè così acquisite  visibilità."
O maremma bucaiola e che vol dire?
E che l'è la visibilità?
La fo stasera a cena insieme all'insalata?
Visibilità.E che ci fo con la visibilità?
E mica sono una ballerina o una cantante di Amici.
Io sono una semplice foodblogger.Cialtrona si,ma sempre e solo foodblogger.
E allora forse ho capito che è un pò sbagliato il sistema.E' che assegnare lo stesso premio a una miriade di blog è come se a Sanremo vincessero quattro canzoni,è come se lo scudetto fosse vinto da dieci squadre.
Per me questi premi acquisterebbero il giusto valore morale se solo riuscissero a contemplare non più di due blog e già sono stata di manica larga.
Darli a destra e manca è come dare la Iolanda a destra e manca ...poi si perde di valore ^_^
Pienamente consapevole che questo post susciterà una quintalata di antipatia nei miei confronti.
Ma ormai mi conoscete,nel bene o nel male la bocca chiusa non la so tenere.
Quindi ringrazio tutte coloro che mi hanno dedicato un premio ma da oggi in poi questo "blogghino" non ne ritirerà nè assegnerà più non per mancanza di tempo ,ma per incompatibilità di carattere con il premio stesso!

E ora se siete sopravvissute al logorroico post vi propongo la ricetta!


Risotto alla birra con salsiccia e radicchio

400 gr riso carnaroli
1 bicchiere di birra
1 cipolla
500 gr luganega
1 cespo di radicchio
granella di nocciole per decorare
olio e burro
brodo vegetale
parmigiano

In un padellino fate rosolare la salsiccia tagliata a pezzi e il radicchio tagliato a listarelle.
Tritate la cipolla e fatela appassire nell'olio e nel burro.Unite il riso e fatelo tostare per un minuto,girandolo in continuazione.Unite la birra e fate sfumare.Aggiungete al riso la salsiccia e il radicchio.Mescolate e cominciate ad unire il brodo vegetale e portate a cottura,aggiungendo il brodo mano mano che il precedente viene assorbito.Al termine  spegnete il fuoco,unite ancora un pò di burro e parmigiano e mantecate.
A me piace servirlo con delle nocciole tostate e ridotte a granella!







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22 febbraio 2013

Giant Cookie ovvero il biscotto gigante ovvero della pigrizia

Io sono una e trina.
Nel senso che ho un'idea.
Ma anche altre tre che contrastano con la prima.
E non perchè io abbia un disturbo bipolare.
Semplicemente perchè mi piace considerare anche la convinzione opposta alla mia.
O lo stato d'animo.
O perchè penso che soltanto gli imbecilli non cambino mai idea.
Sono una foodblogger cialtrona.
Perchè non uscirei mai dalla cucina.
Ma anche no.
Perchè ci sono quelle volte che mi commuovo guardando un mestolo.
Ma ci sono anche quelle volte che guardo l'impastatrice come un'acerrima nemica.
E ci sono anche quelle volte che questi stati d'animo coesistono nello stesso istante.
Come oggi.
Facciami i biscotti al cioccolato.Yuppi.
Yuppi de che?
Io non ho voglia.Le formine,la perfezione,pezzo per pezzo...naaaaaaaaaaaaaa non posso sono in convalescenza.
Entro ed esco dalla cucina.Tiro fuori dal frigo il burro e lo rimetto dentro una decina di volte.
Forse sto diventando ossessiva.
O compulsiva.O compulsiva e ossessiva insieme.
Ma alla fine,manco fossi Archimede,s'accende la lampadina.
Genio.Sei un genio.
Un bel Giant Cookie,un biscotto gigante.Pochi e semplici ingredienti.Poco lavoro,nessuna forma.
E un risultato ottimo.
Buona merenda!
(la ricetta originale l'ho presa da "Chocolat à tous les etages" un bel blog d'Oltralpe)


Giant Cookie ovvero il biscotto gigante

1 uovo
150 gr zucchero
180  gr di farina
100 gr burro
1 cucchiaino di lievito
granella di nocciole
170 gr cioccolato tagliato a dadini o direttamente le pepite già pronte

Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Montare lo zucchero con il burro ammorbidito fino ad ottenere una crema morbida.Aggiungere  l'uovo,la farina,il lievito,la granella e il cioccolato.Rivestite con carta forno una tortiera (la mia era di 26 cm),rovesciarci l'impasto dandogli appena appena una livellatina (durante la cottura si allargherà a cerchio prendendo le sembianze di una torta).
Cuocete in forno caldo a 180 gradi per venticinque minuti.Lo tirerete fuori che sarà ancora morbido.Raffreddandosi prenderà la consistenza del biscotto! 


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20 febbraio 2013

Cake pops facilissimi e ho visto cose....

In una notte fatta di termometri,fazzoletti,tachipirine e gentili parolacce in aramaico ho visto e sentito cose che voi umani.....
Ho visto e sentito Jamie Oliver fare degli spaghetti conditi con la genovese.
Peccato che la genovese fosse costituita da polpa di granchio,lime e finocchio.
E ho pensato che bisognerebbe vietare di cucinare la pasta agli stranieri.
E non per razzismo.
Ma per tutela.
Perchè la genovese è un'istituzione .
E la genovese col granchio e il finocchio la mangiano su Marte forse.
Ho visto la pubblicità di una crema che viene chiamata Sangue di Drago.
A prescindere che ultimamente i draghi sul mercato scarseggiano e non poco.
A prescindere che per togliere il sangue dal drago ci vorrebbero tutti gli Avengers con Hulk incazzato a dovere...
Ho pensato che io una crema con quel nome non la spalmerei nemmeno sulle cromature del water...
Ho visto un'intervista fatta in strada sulla Littizzetto.
E ho sentito uomini dire che magari una donna ,non particolarmente dotata fisicamente,con un cervello attivo e un'abile senso dell'umorismo,riesce a diventare attraente.
Ho sentito donne dire che si,la Luciana è divertente ma certo "l'è bruttina proprio".
E allora ho pensato che forse sono proprio le donne le principali nemiche delle donne stesse.
Poi mi sono addormentata.
E al risveglio ho pensato di aver sognato tutto.Trentanove e mezzo di febbre giustificano un pò di delirio,ne converrete con me.
E ho sorriso.
Ma il sorriso si è spento poi quando ,accendendo la televisione,ho rivisto la pubblicità della famigerata crema al sangue di drago......
Al peggio non c'è mai fine.
Ma durante il giorno,quando il nostro cervello chiacchiera ed è distratto da mille pensieri,tutto quello che sentiamo,vediamo è un messaggio subliminale.Entra subdolo nella testa,ma noi non lo registriamo.
Di notte ,quando tutto tace,la partecipazione diventa attiva,i sensi sono allertati,tutto assume contorni diversi e ti rendi conto di quante assurdità e messaggi assurdi e distorti ci vengono presentati.
(Monica Pennacchietti,I deliri influenzali,febbraio 2013,editrice me stessa)

Ci sono però anche alcune idee carine che ci vengono trasmesse.
La conoscete Lorraine Pascal?
Quella spilungona di colore che conduce una trasmissione sul Gambero Rosso Channel?
Si proprio quella ex modella che ti fa pensare che nel mondo oltre ad un'equa distribuzione di ricchezze,ci dovrebbe essere anche una equa distribuzione di bellezza e altezza!
Propone tante idee carine.
Una di queste sono i cake pops facilissimi.Pochi ingredienti,poco tempo e tanta bontà!
Mi scuso in anticipo per le forme e per le foto.
Visto la mia defaillance causa influenza,le mie figlie hanno provveduto a far tutto loro.
Questo a dimostrazione di come sia veramente facile farli!
Un bacio influenzato a tutte voi!


Cake pops facilissimi

1 scatola di biscotti (tipo Ringo,Oreo o quei biscottoni farciti al cioccolato)
2 cucchiai di Nutella
150 gr cioccolato (bianco,fondente o al latte)
zuccherini colorati
granella di nocciole
lamelle di mandorle

Prendete il frullatore,metteteci i biscotti e tritateli finemente,fino a ridurli in poltiglia.
Unite la Nutella e frullate di nuovo (se dovesse rendersi necessario unite altra Nutella,l'impasto deve risultare ben lavorabile).Iniziate a prendere l'impasto,formate delle palline,più o meno della stessa grandezza.
Metteteli in un vassoio e passateli in freezer per un quarto d'ora giusto per farli rapprendere un pò.
Intanto sciogliete il cioccolato a bagnomaria.
Tirate fuori le palline.
Prendete gli stecchini,intingeteli nel cioccolato fuso e poi inseriteli delicatamente nelle palline (il cioccolato farà da colla).Prendete ora il cake pop,tuffatelo nel cioccolato,passatelo negli zuccherini o nelle granelle citate negli ingredienti.Lasciate asciugare e indurire il cioccolato e voilà,una golosa e facile merenda.



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18 febbraio 2013

Ricotta al forno al limone e manco per niente

"L'Essenziale è invisibile agli occhi".(Il Piccolo principe,Antoine de Saint-Exupery)
"Manco per niente (L'Emporio 21,Monica Pennacchietti) 
Io,credetemi,il libro lo adoro ma questa frase mi fa mettere il turbo alle zucchine che già normalmente hanno il loro bel da fare a girare incasinate.
L'interpretazione letterale mi trova d'accordo.Le cose importanti nella vita sono quelle intangibili,quelle che non si vedono,sono le cose extramateriali.
E fin qui ci siamo.
A me quello che fa sbuffare come un toro col mal di pancia è il fatto che un legame tra questo mondo dell'invisibile e quello reale ci deve pur essere.
Io l'essenziale lo voglio vedere ,lo voglio toccare.
Io voglio rendere l'amore,l'affetto,una nuvola di zucchero filato.Impalpabile ma reale.
Ogni gesto,ogni carezza,ogni parola rendono concreti i sentimenti,li rendono visibili.Ecco perchè quella frase non la sopporto.
La trovo incompleta.
E' un pò come quando a scuola studiavo il filosofo Kierkegaard.Questo caro omino aveva una grande passione per una tizia,Regina Olsen.Si è  mai dichiarato,le ha mai confessato il suo amore?
Manco per niente.
"Porterò il nostro amore nell'eternità,lì avremo tempo e spazio per amarci".
Vedete,ancora l'invisibilità.
Lo trovate romantico?
Io manco per niente!^_^

Buon lunedi mie care.Vi propongo una ricetta abbastanza veloce e gustosa.Quadrottini di ricotta al forno al limone.Un dessert fresco e delizioso se accompagnato con della frutta.Rifà il verso ad un dolce tipico della Corsica,il fiadone.
(ricetta originale  e modificata Un dejeneur de soleil)

Quadrotti di ricotta al limone

300 gr ricotta di pecora
1 cucchiaio di olio  extravergine
130 gr zucchero (per me eccessivi,voi fate la prova assaggio,penso che un 90 grammi siano più che sufficienti)
3 uova
succo e scorza di un limone
1 pizzico di sale
2 cucchiai di acqua

Grattugiate la scorza del limone e mescolatela con 30 gr di zucchero.Aggiungere la ricotta e mescolare con una frusta.Unire il succo del limone,l'acqua e l'olio extravergine.
A parte montare le uova con il restante zucchero e unire poi il tutto mano mano al composto di ricotta.
Mettere in uno stampo (piccolo) imburrato e infarinato e cuocere a 180 gradi per una quarantina di minuti.Deve in sostanza rapprendersi e scurirsi sui bordi.
Fate raffreddare e tagliare a quadrotti.



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15 febbraio 2013

Il fricandò e Carlotta Pallotta


"....Il tasto è tratto.
Ho premuto invio.
Ormai sono in rete.
O per lo meno non lo so cosa c'è in rete.Un pezzetto di me.Per ora solo pagine bianche che aspettano di essere riempite non so da cosa.
Amo cucinare,ma non so cucinare.Non ho niente da insegnare a nessuno,nè idee particolari da proporre.
Ho solo tanta voglia di parlare.
Bianco,lo voglio bianco questo blog.
Come un quaderno.
Mi chiamo Carlotta.Totta per gli amici,Carlotta pallotta tra me e me.
Perchè dopo la gravidanza non sono più la stessa.Ho scoperto che la legge di gravità mi attira le terga verso il basso.Le tette ce le ho a pera e nei miei fianchi ci possono soggiornare tre famiglie in colonia estiva con relativi ombrelloni aperti.
Non sono bella.
Sono carina.
Non sono alta,non sono nè bionda né mora,non sono una cima.
Sono una di quelle ragazze che appartengono al genere “mediamente”.
Un genere affollato sapete.Siamo in parecchie,alcune consapevoli altre no.
Come quando ti trovi per strada la ragazza insalsicciata in fuseaux che nemmeno Naomi Campbell potrebbe permettersi.
Ecco,quella è una mediamente,ma non lo sa ed è convinta di stare sull'Olimpo insieme alle dee.
Però a pensarci bene...se il tuo uomo ti ci fa sentire una dea,beh..perchè negarsi questa piacevole sensazione.
Una sensazione che io non ho.
O forse non la voglio avere.
Perchè oltre ad essere una mediamente sono anche terribilmente cocciuta.Vedo solo che vedono i miei occhi.
Mi importa un fico secco degli occhi degli altri.
Non mi entrano i jeans.
Ma sei bella lo stesso.
Si,ma intanto i jeans non mi entrano lo stesso.
Il mio lui si chiama Ernesto.
"Ernesto fa presto" per gli amici.
Perchè per lui non ci sono mai problemi,risolve tutto in un lampo.
Nel suo ufficio è idolatrato manco come fosse un'apparizione riconosciuta dalla Chiesa di Freddy Mercury.
Hai un problema?
Lui te lo risolve.
Beata me?ne riparleremo.
Tappetta è la mia piccola.Lei non è una mediamente.Lei è una “olimpica” perchè se ne sta lassù,con le sue cosciotte cicciotte,i suoi buchini sulle gambe.Buchini che all'età sua sono motivo di orgoglio e che alla mia età sono il motivo migliore per passare al burka.
Tappetta è bella.E' una mangiona e non dorme.
E nemmeno io dormo
Io sono una passeggiatrice domestica.
Trascorro la notte a passeggiare.
Ma non ho certo la divisa d'ordinanza delle passeggiatrici,minigonne,tacchi a spillo e labbra a canotto..La mia divisa invece è una vecchia vestaglia con quello che una volta,tanti rigurgiti fa, doveva essere un orsetto o un coniglietto,non ricordo più e i capelli alla Sid Vicious dei tempi d'oro.Solo che a lui magari servivano chili di brillantina all'epoca.
I miei,guarda che fortuna,stanno a cresta di gallina da soli...."
to be continued?
Questo è un primo capitolo pilota,un incipit.C'è un pò di tutte noi dentro,perchè tutte siamo un pò Carlotta "inside".E come ogni opera che si rispetti è frutto della fantasia della sottoscritta,di storie ascoltate strada facendo ^_^

Verdura ma golosa.Un bel fricandò ma che facciamo finire dritto dritto in mezzo alla Crescia alta di campagna che vi ho proposto giorni fa.Perchè la verdurina bollita a me onestamente deprime non poco!!
(ricetta originale utente monica2158-cookaround forum)


Fricandò

2 peperoni 
2 zucchine
2 cipolle
2 melanzane
20 pomodorini ciliegia
2 cipolle
2 patate
basilico 
aceto balsamico
basilico

Se volete raggiungere un super risultato le verdure varie andrebbero cotte a parte e poi saltate all'ultimo tutte insieme,avendo cura di mettere per primi i peperoni a cuocere in una padella grande e poi di far saltare in questa tutte le verdure cotte.
Tagliate a listarelle i peperoni e cuoceteli in una larga padella.Tagliate le zucchine a dadini in un altro contenitore ed unitele ai peperoni.
Friggete le melanzane a cubetti e unitele al gruppo..
Friggere poi le patate ed unirle.
Affettare le cipolle,rosolarle insieme ai pomodorini e poi unire al gruppo delle verdure e fatele cuocere insieme per cinque minuti.Dare un' aggiustata di sale e pepe,una spruzzatina di aceto balsamico e completare con le foglie di basilico.
fate raffreddare per benino e gustatelo cosi.Oppure usatelo per farcire la crescia alta.
Ne vale veramente la pena!



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14 febbraio 2013

Lo Schisotto e un amore dimenticato

Anni fa avevo un'amica in Svizzera.Sembrava una spanna al di sopra di noi,comuni mortali.Bella,chic,"oltre" in tutto.
Tranne che in una cosa.Le prendeva di santa ragione dal fidanzato.E a nulla valeva farla ragionare.veniva da un contesto sociale in cui era giusto così.
Una volta ci andò giù pesante,più del solito.E l'unica cosa che le venne da dire fu.
"Ma a S. Valentino si era comportato così bene"
L'ultima volta che l'ho vista era alla stazione di Zurigo.Lo sguardo occupato solo dalla droga.
Amara?
Si,è un giorno in cui lo sono,come solitamente durante la festa della donna.
E allora voglio festeggiare queste due giornate insieme con questo video.
Dura solo tre minuti,pochissimo ma vi regalerà una forza inaudita
Buon S.Valentino a tutte voi.
Ricordando a me e a voi di amare una persona che spesso dimentichiamo.Noi stesse.

Oggi una ricetta semplice semplice,di quelle che ti fanno rimediare al fatto di aver scordato di comperare il pane.E' lo schisotto o schissotto,pane originario veneto.Basso,buono così da solo e ottimo con i salumi.Togliendo i tempi della lievitazione è anche veloce da preparare!


Schisotto

500 gr farina
1 bustina di lievito di birra
2 cucchiai di strutto (o se preferite di olio)
1/2 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di zucchero
250 ml circa di acqua tiepida

Impastare tutti gli ingredienti.Formare un panetto liscio e senza grumi e mettere a lievitare per un due ore.
Stenderlo con il mattarello ad uno spessore di non più di 1 cm.Metterlo in una teglia unta,formare con un coltello delle losanghe e salare la superficie con qualche granello di sale grosso.Far lievitare per una ventina di minuti e infornare poi a 200 gradi per una mezz'oretta.


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13 febbraio 2013

Il Ciambellone alla birra e Plutarco

Ai tempi del liceo classico avevo un nemico giurato,che mandavo a coglier ravanelli sull'Olimpo con una media di due o tre volte a settimana.
Non lo capivo,lo traducevo a fatica e insomma mi stava un pò sulle terga.
Il malcapitato in questione era lo scrittore e filosofo Plutarco.
Tra me e lui una seria incompatibilità di carattere e comprensione.
Ma fedele al detto romano "Non sputà per aria che te ricasca in faccia" mi sono dovuta rimangiare il cappello come il Rockerduck della Disney.
Sentite qua :
"Quando i nostri occhi sono abbagliati da qualcosa di troppo luminoso,noi li distogliamo e li riposiamo con i colori dei fiori.
Lo stesso dovremmo fare con i paesaggi della mente;anzichè concentrarci sugli aspetti degli avvenimenti che ci sembrano negativi,anzichè concentrarci sulle considerazioni tormentose,dovremmo adottare un atteggiamento positivo:dovremmo cercare di scoprire in essi anche quel che c'è di favorevole e buono...."
Capito?e mi stava anche antipatico.
E'una specie di ginnastica mentale.
E' cercare quel bicchiere mezzo pieno in mezzo ad un oceano di grigiore.E quel mezzo bicchiere pieno c'è sempre,secondo me.
Certo all'inizio sarà difficile.E' come fare sette serie da venti di addominali dopo anni passati a praticare l'aerobica da divano.
Il primo giorno forse non arriverai manco in fondo.
Il secondo ti sforzerai magari di farne anche solo uno in più.
Il terzo ti dirai "se pò fà"
E diventerà sempre più semplice finchè non diventerà automatico.
E il segreto è quello di non perdere tempo.Subito,ora,qui.
Per quanto  mi riguarda lo sto già mettendo in atto.
Sto cercando l'aspetto positivo nella cascata saponata che sta uscendo dall'oblò della mia lavatrice.
Vedo le bolle di detersivo librarsi leggere nell'aria e cerco una ragione,una sola,per trovare un che di positivo.
Forse un tentativo di far tornare il sale perso dalla mia zucca?e di farmi finalmente capire che in una lavatrice da sette kg forse forse forse dieci kg di biancheria asciutta non ci possono entrare?
Si,sicuramente penso,mentre come una novella Cenerentola mi sdraio a terra cercando di tamponare,pulire,asciugare.
Visto?E' solo questione di esercizio.
Grazie Plutarco!

Oggi vi propongo un ciambellone che io adoro!Il ciambellone alla birra.Non allarmatevi.Il gusto della birra non si sente per nulla.L'acool,il retrogusto amaro...niente di tutto ciò.Si sente un gradevole sapore ,leggermente speziato..mentre durante la cottura si sente un profumino che ricorda quello del pane appena sfornato.Anche questa ricetta ce l'ho da tantissimo tempo e l'ho presa e copiata a piene mani da una mia carissima amica,Laura del blog Una mamma e sette laghi,altrimenti detta da noi amici la mamma bionica,in quanto mamma di sei e dico sei bimbi!!
Provatelo!E' buono e semplicissimo.


Ciambellone alla birra

3 uova
3 cucchiai di acqua calda
2 bicchieri di farina
1 bicchiere di fecola di patate
2 bicchieri di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 bicchiere di birra chiara
1 bicchiere di olio di mais

Separare gli albumi dai tuorli.Montare a neve ferma i primi e metterli da parte.
Sbattere i tuorli con l'acqua calda e lo zucchero per cinque minuti.Unire la birra e il pizzico di sale e mescolare.Setacciare la farina.la fecola e il lievito insieme ed unirli alternandoli al bicchiere di olio di mais.Sistemare il tutto in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere a forno caldo a 180 gradi per 35 minuti.



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12 febbraio 2013

La Torta delizia di mele e Monica

Parliamo di amore?
Ma l'amore in senso ampio,ad onde allargate.
Sono notoriamente allergica al santo dell'amore,ai cuoricini in questo periodo.Non perchè io non sia innamorata.
Lo sono ovviamente del mio compagno.
Oggi più di ieri.
Lo sono follemente delle mie figlie.
Ma sono anche innamorata di tutto quello che mi fa star bene.
Lo sono del cibo,ovviamente.
Il cibo riempie le assenze con la sua forza,con il suo potere evocativo.
Il cibo è riproposizione e ricordo.Il cibo è allegria e nostalgia.
Nel mio caso questo cibo evocativo è senza dubbio la mela..........
"Maremma bucaiola me s'è rovesciata la fijola"
La voce quella della mi mamma e la figliola rovesciata io.Rovesciata,cioè stavo male,avevo mal di stomaco.Vero ma anche provocato,simulato.Perchè a casa mia il mal di stomaco prevedeva prima il dazio da dover pagare:riso in bianco con carota lessa.Poi la dolcezza:la mela cotta.
Si prendeva la mela,la si  lavava bene,si pigliavano i chiodi di garofano e via,nell'acqua aromatizzata con un bastoncino di cannella.E poi una volta cotta lo zucchero,come se piovesse.
A dire il vero,la mi mamma ne metteva poco.Ma io ero abile ad ogni sguardo abbassato ad aggiungerne altro e altro ancora.
Ho una manciata di ricordi dei miei genitori che mi hanno lasciata presto, a nove anni.
E la mela,il suo aroma ,il suo profumo è il nastro che li tiene insieme.
Ma non pensate che io sia stata un'orfana stile Piccola Fiammiferaia.Non mi sono mai arresa alla mia diversità con gli altri bambini,Anzi.
Ho sempre approfittato a piene mani della mia vita successiva un pò da bohemienne.Avevo la mia valigia sempre pronta.E un pò seguivo mio fratello nei giri in Europa,un pò me ne andavo  in Umbria e in Toscana,un pò stavo a Roma e un pò da mia sorella in Svizzera.
E li mi piaceva tanto.Ma mi sentivo diversa per la lingua.A casa sua si parlava solo tedesco.Mio cognato una fiera guardia svizzera papale prima,e baldo e patriota poliziotto poi.E io?io ho imparato il tedesco solo ascoltandolo.Tutt'ora è una  lingua che non scrivo ma parlo abbastanza bene.Uno sforzo immane,ma dovevo integrarmi.Il mio obiettivo?sedermi in un Restaurant e chiedere in tedesco una Apfelbachis o un Apfelstrudel.Mele,sempre mele.Perchè giravo geograficamente come una trottola impazzita ma avevo bisogno di un profumo e di un sapore che mi ricordasse le mie radici.
Fiera della strada che stavo percorrendo,delle culture che conoscevo a zonzo per il nord Europa,le facce di colori diversi,le diverse lingue e modi di vivere.
E all'Università?Una manciata di studenti squattrinati,esami da preparare e tanta fame.E la torta di mele era quella che ci metteva tutti d'accordo.
Questa in particolare.Fatta di niente.Senza bilance.A vent'anni non hai tempo di pesare gli ingredienti,non ti importa nulla se i dolci sono dei perfezionisti.Non ti importa di sapere che la torta è tutta una questione di chimica in primo luogo,di reazioni degne della tavola di Mendeleev ben congegnate e di fantasia poi.Che t'importa se magari lievita poco,viene con la gobba o metà rimane appiccicata sulla teglia.La stacchi e te la mangi lo stesso.
Oggi ve la propongo corretta,sistemata nel dosaggio,alleggerita.L'ho cercata,ho preso appunti da alcuni siti Oltralpe,ho sperimentato.
Questa è una torta talebana.
Presuppone l'adorazione unica e assoluta per le mele.Perchè sono le protagoniste indiscusse

Torta delizia di mele

6 cucchiai di farina
600 gr mele (pesate già pulite e tagliate a fettine o cubetti)
4 cucchiai di zucchero
2 uova
4 cucchiai di vino bianco
2 cucchiai di olio di semi
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di cannella

Impastare tutti gli ingredienti.Unire le mele tagliate a dadini o a fettine,aggiungetele all'impasto e cuocete in forno caldo a 180 gradi per 30\35 minuti.




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11 febbraio 2013

La coppia poliamorosa e il risotto al burro acido,fonduta e gocce di gelatina balsamica

Non venite a dirmi che la vostra è ancora una di quelle coppie formate solo da voi e dal vostro compagno.
ANTICHE!
E non venite nemmeno a dirmi che vi sentite moderne perchè avete anche l'amante.
ANTIQUATE!!!
Vi sentite innovative e global perchè amate una persona del vostro stesso sesso?
DINOSAURI
.Ecco cosa siete.
Perchè dovete stare al passo con i tempi.Modernizzarvi,aprirvi ad altri orizzonti.
Il futuro è la coppia poliamorosa.
Cosa l'è la coppia poliamorosa?.Accidenti,devo proprio spiegarvi tutto.
La coppia poliamorosa è lui,lei e l'altro.
Embè,che c'è di nuovo?
Lei,lui e l'amante di lei.
Nooooooo.
Togliete il concetto di amante.Amante presuppone la clandestinità,incontri fugaci,miriadi di bugie.
Lui,lei e l'altro,tutti insieme consapevolmente e dentro la stessa casa.
Un nuovo movimento che negli States conta cinquecentomila adepti e si sta diffondendo anche qui in Italia.
Vi scandalizzate?
Ma non abbiamo sempre detto che per fare l'uomo ideale ce ne vogliono tre\ quattro messi insieme?I bicipiti di Gennaro,il cervello di Antonio,le chiappe di Arnaldo e la gentilezza d'animo di Filippo?
I nostri erano però discorsi persi intorno al tavolo di un bar con i caffè fumanti,un gruppo di amiche con le quali cazzeggiare in materia di uomini e basta.
C'è chi invece ha deciso di trasformare tutto in realtà.
Servizio delle Iene ieri sera e mia incredulità nel sentirlo.
Stessa casa,stesso letto.Lei in mezzo,i due uomini ai lati.Stretti stretti,vicini vicini.
Ma non pensate ad un menage à trois.Lei gradirebbe,loro no.
Quindi una sera va a far ginnastica da camera con uno,la sera dopo con l'altro.
E se dovesse arrivare un figlio?Come si attribuisce la paternità in questo caso?
Ma quanti problemi vi fate.
Sceglie di aver rapporti protetti con il non prescelto.
L'altro diverrà padre biologico,ma il pargolo che ne verrà sarà fortunato.Avrà una mamma e due papà.
Pensate che arricchimento,pensate che crescita completa e sana.
E noi ancora qui ad interrogarci se una coppia omosessuale possa aver dei figli o meno.
Tutti retrogradi.
Solo che mi sorge un dubbio.
Alla fine del servizio alla signora in questione è stato chiesto se,oltre ai due,va anche con altri uomini.La tizia ha risposto candidamente di si.
Quindi:è poliamorosa o ballerina nel profondo?
^_^
Oggi mia care prima ricetta per il contest "Dolcemente salato" del blog Arricciaspiccia.Un contest realizzato in collaborazione con l'"Azienda agricola Mariangela Prunotto"
Una ricetta particolare,un pò laboriosa ma sono soddisfatta del risultato.
Il risotto è fatto con il burro acido.Invenzione questa del maestro Marchesi per evitare il soffritto di cipolla nel riso.Ne girano varie versioni.Io ho questa descritta nella ricetta.

Risotto al burro acido,fonduta di parmigiano e gocce di gelatina balsamica.

Ingredienti:

per il burro acido:
1 cipolla grossa
2 bicchieri di vino bianco
1 bicchiere di aceto
200 gr burro.

per il risotto:
1 cucchiaio di olio
320 gr riso carnaroli
2 cucchiai di burro
mezzo bicchiere di spumante
brodo vegetale

per la fonduta:
100 gr parmigiano reggiano
100 ml panna fresca

decorazione con gelatina di Aceto balsamico Prunotto

Procediamo con il preparare il burro acido.Considerate che deve riposare per un due ore in frigorifero.
tagliate sottile sottile la cipolla.mettetela in una casseruola antiaderente,unite vino e aceto e fate asciugare dolcemente.Quando non ci sarà più traccia di liquido,spegnete il fuoco,unite il burro,fate sciogliere.
Prendete un colino,mettete a scolare il tutto e il burro che si sarà raccolto,fatelo solidificare per un due ore.
In un tegame fate sciogliere l'olio e il burro.Unire il riso e fatelo tostare a fuoco sostenuto per un minuto e mezzo,fino a che diventa trasparente (mescolate in continuazione).Sfumate con lo spumante (o in assenza di questo con del vino bianco) e continuate la cottura,unendo mano mano del brodo vegetale.
Al termine spegnete il fuoco e mantecate con il vostro burro acido .
Per la fonduta:
prendete un tegame ,posizionatelo su un altro con acqua bollente dentro(a bagnomaria in sostanza) e scioglietevi la panna fresca e il parmigiano,emulsionandoli con una frusta e spegnendo quando saranno appena addensati.
Prendete la gelatina all'aceto balsamico e scaldatela a bagnomaria leggermente in maniera tale da renderla fluida.
Sistemate la fonduta sul piatto,posizionatevi il riso e decorate con gocce di gelatina al balsamico.





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8 febbraio 2013

La crostata al fondente di mele e l'acqua

Ci sono momenti che non passano mai.Rimangono fermi,come piccoli fotogrammi nel film della vita di ognuno di noi.
E il post che ho scritto ieri,le vostre reazioni,il vostro cuore aperto,sincero...beh non lo scorderò mai.
Pensieri che si sono presi per mano,confidenze,parole...una complicità tutta al femminile che raramente diviene realtà.
Ringrazio tutte voi che avete commentato e ringrazio anche tutte quelle ragazze che hanno voluto raggiungermi su Fb per parlare con me,per sfogarsi in privato..Ho raccolto tanti pezzi di vite,persone a me sconosciute che mi hanno raccontato le loro storie.Una giornata magica.Ecco.Non posso aggiungere altro.
E' difficile quindi oggi scrivere qualcosa,magari tornare a fare la cialtrona come mi è congeniale.
Vi parlo quindi semplicemente di questa crostata.
Vorrei dirvi che era una mattina buia e tempestosa.
Ma c'era il sole.
Vorrei dirvi che il mio proverbiale sesto senso  mi aveva avvertito.....ma non è vero.
Vorrei dirvi che la mia gatta era stranamente nervosa.
Ha dormito placidamente tutta la mattinata.
Era una tranquilla mattinata.
Trovo un foglietto tra le pagine di un vecchio libro
Ma guarda.
Una ricetta vecchissima,mai provata.L'avevo appuntata su un foglietto.Forse l'ho presa da Internet,l'inchiostro è un pò sbiadito.L'ho cercata a lungo e ormai la davo per persa.
Controllo gli ingredienti.
Ho tutto.
Anche la voglia.
E già partiamo bene.
Arriva la prima figlia.E' affamata.Non ce la fa ad aspettare le due e a mangiare con la sorella.Preparo il primo pranzo.
La piccola mangia.
E io inizio a preparare la torta.Annuso e mi sembra già di gustarla.Le pentole si accumulano sul lavello.Va beh,alla fine laverò tutto insieme.
Ammazza però 'sta torta.Semplice ma le cose che si sporcano...
Arriva la seconda figlia.
Parte il secondo pranzo.Il secondo piatto di pasta.Mi fermo per mangiare anche io.Un altro piatto,un altro bicchiere,altre posate...
La torta è pronta da cuocere.Ma che bella faccia che ha....
Inforno.Guardo inorridita la quantità di cose da lavare.Va beh.
Infilo il Liga nel lettore.Mi farà compagnia.
Detersivo,spugnetta,acqua...
Acqua...
HO DETTO ACQUA.
MA CHE FINE HA FATTO L'ACQUA?
Dal rubinetto nemmeno una goccia.Niente.Un gorgoglio raccapricciante,oscuro,nemico.
E il pentolame mi sorride con un sogghigno degno del Joker di Batman.
Erano le tre.
La cucina un girone degno dell'inferno dantesco.Le incrostazioni proliferavano malefiche,incuranti della mia disperazione
La prima goccia d'acqua l'ho rivista alle otto di sera,maledette pompe e simpatici operai che la mattina dopo un sopralluogo avevano dimenticato ehm...di riattaccarle.
Morale della favola?
La torta non mi è nemmeno piaciuta.
L'Emporio family's l'ha divorata.
A me ha dato fastidio la vanillina presente nel fondente.
Il consiglio che vi do (a meno che non siate vaniglia addicted) è quello di sostituire la bustina di vanillina con della buccia grattugiata di limone,per un sapore meno stucchevole.
Non so attribuire la paternità della ricetta.Chi la riconosce come propria è la benvenuta.
Parte della ricetta prevede una normale frolla .Io l'ho sostituita con la mia all'olio.

Crostata con fondente di mele

Per la frolla:
400 gr farina
200 gr zucchero
1 pizzico di sale
2 uova
1 bicchiere di plastica di olio di semi
2 cucchiaini di lievito
scorza grattugiata di un limone

per il fondente:

200 gr mele pulite
60 ml panna (io latte)
2 uova
30 gr zucchero
1 bustina di vanillina
15 gr fecola di patate o amido di mais
60 gr burro


per decorare: 

2 mele a fettine

Preparare il fondente.

Prendere i 200 grammi di mele,tagliatele a dadini e mettetele a caramellare con lo zucchero in  una padella antiaderente.Quando inizia a scurirsi unire dell'acqua e portarle a cottura.Toglierle da fuoco,frullarle e scioglierci dentro il burro.Lasciare da parte per far raffreddare.

Preparare la pasta frolla.Impastare tutti gli ingredienti e mettere in frigo a riposare.

Sbattere le uova con la panna.Unire la fecola o l'amido di mais e la vanillina e mettere sul fuoco.Unire la purea di mele frullata e portare ad ebollizione molto lentamente (mi raccomando ,è delicatissimo e tende a bruciare,mescolate in continuazione).

Fate raffreddare.

Prendete la frolla.Stendetela e rivestite una tortiera imburrata e infarinata.mettete da parte un pò di impasto che vi servirà per fare le strisce della crostata.

Stendete il fondente,adagiatevi sopra le fettine di mela e fate la grata con le strisce rimanenti.

Cuocete a 180 gradi per una mezz'oretta.

Fate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.




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7 febbraio 2013

Torta soffice allo yogurt,cocco e Nutella e di maternità mancate

Sarà colpa della nottata in bianco per via della bimba.
Sarà che il cielo è cupo e la musica  in sottofondo non mi aiuta...
Ma una leggera malinconia mi accompagna.
Sto mettendo via i vestiti della più piccola,quelli piccoli,quelli con le maniche che non le coprono più i polsi,le gonne ormai troppo corte...E li sto mettendo via per un'altra bimba.
Triste sorte la sua.
La mamma l'ha abbandonata.
Per un altro uomo.
Lasciata così,insieme ad un padre incredulo e disoccupato.Un pacchetto regalo,ben infiocchettato depositato a casa della sorella.
E poi via verso altri lidi,verso una nuova vita.
Io non giudico mai,non mi appartiene.Ogni persona è un microcosmo con i propri sapori,le proprie speranze,le proprie disillusioni.Nessuno può capire,nessuno può insegnare.Ogni vita ha i propri meccanismi incomprensibili ai più.
Ma questa storia è il mio limite mentale.
E' così innaturale abbandonare un figlio,per un altro uomo poi...Cerco di pensare,ma non riesco nemmeno a comprendere
E mi viene solo una grande rabbia e penso che forse i figli molte volte capitano a chi non se li merita.
Io ho faticato molto ad avere la grande.Penso alle lacrime versate ogni mese quando puntualmente il sogno di una gravidanza si sgonfiava come un palloncino,alla rassegnazione subentrata,alle storie di ragazze come me,alle loro speranze,alle nostre chiacchiere con un unico argomento...
E poi alla gioia quando il destino all'improvviso ha cominciato a sorridermi ed è iniziata la prima gravidanza,all'incredulità quando la seconda è arrivata così,senza nemmeno pianificarla...
E mi incazzo,perdonate il francesismo.
Perchè non c'è uomo che possa valere un figlio .Mai.
Perdonate i pensieri a ruota libera,ma questa storia mi ha colpito.Una bimba abbandonata,,a casa di persone umili che non hanno nulla ,il passaparola per aiutare questa bimba....
Per sdrammatizzare un pò questo post così cupo vi racconto un aneddoto.
Io e mio marito abbiamo aspettato quattro anni prima di prendere la decisione di avere un  figlio.Poi una volta deciso,il destino per un pò non ne ha voluto sapere.
Un giorno ad una riunione tra colleghi e non,c'erano due belle matrone con tanto di poppanti al collo.Io ero dietro di loro,non vista.Questo il dialogo:
"Una così bella coppia e ancora non hanno figli"
"Ma lui vorrai dire.Lei così secca,sembra anoressica,forse è per questo.Poi sempre in giro,viaggia,STUDIA,la colpa è sicuramente sua"
"Ma non direi"
"Ma non può essere lui.Così alto,così bello.E poi è militare"
Ecco.
Quel giorno imparai due cose essenziali.
I militari sono gli esseri più fecondi sulla faccia della terra.
E che la stupidità umana non conosce confini. ^_^

Consoliamoci con una botta di zuccheri oggi.
Una bella base allo yogurt con una decorazione Cocco e Nutella.Ma potete sostituire il cocco con le nocciole o le mandorle o le noci tritate!Viene bene comunque!
baci care!

Torta soffice allo yogurt,cocco e Nutella

2 uova
1 vasetto di yogurt al naturale da 125 grammi
3 vasetti di farina
2 vasetti di zucchero
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 vasetto di olio
1 vasetto di latte

per la decorazione:

noce di cocco grattugiata
nutella

Sbattere per cinque minuti le uova con lo zucchero e lo yogurt.Unire il sale e il latte.Setacciare la farina insieme con il lievito e alternare nell'impasto l'olio alla farina.Una volta ottenuto un impasto omogeneo,metterlo in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere a 180 gradi per 35 minuti.
far raffreddare leggermente.Prendere la nutella,stenderla sulla superficie ,cospargervi la noce di cocco e gustare!

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