31 gennaio 2014

Fagottini al cioccolato

Piove,fa freddo.Le bimbe sono a casa.Niente di grave.Una per un leggero malessere,l'altra per riposarsi un pò.La promessa di un film da vedere nel pomeriggio e la richiesta di qualcosa di dolce e cioccolatoso.Non ho voglia di far torte,non ho voglia di far biscotti.
Rispolvero una vecchia ricetta della Paneangeli.Sostituisco la marmellata con la cioccolata (non sia mai che un dolce qui scenda sotto le ottomila calorie) e inforno.
I fagottini sono pronti.
Tanto non sopravviveranno fino al film di oggi pomeriggio.Il profumo è invitante.Rende i confini casalinghi ancora più dolci,confortevoli..
Bella la sensazione di voler essere proprio dove si è,non trovate?
Vi abbraccio tutte in un colpo solo.
A presto!

Fagottini al cioccolato

500 gr farina
150 ml latte tiepido
100 gr zucchero
1 bustina o 1 cubetto di lievito di birra
80 gr burro liquefatto tiepido
2 uova
scorza grattugiata di un'arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia


per farcire:

cioccolata o marmellata
1 uovo

latte per spennellare

Se utilizzate una macchina per il pane,unite tutti gli ingredienti  partendo da quelli liquidi .Avviate il programma impasto e lievitazione.
Per il procedimento a mano:
su un piano da lavoro setacciate la farina e formate una fontana con il buco al centro.Unite mano mano tutti gli ingredienti previsti e impastate fino ad ottenere un panetto omogeneo e malleabile.mettete l'impasto in una terrina infarinata e copritelo con un canovaccio.Fate lievitare fino al raddoppio.
Stendere l'impasto in una sfoglia (circa 32 per 35 cm).
Tagliarla a metà per la larghezza.Avrete a questo punto due sfoglie.
Da ognuna di queste ricavate sette striscioline (16 per 5).
Mettere un mucchietto di cioccolata (o marmellata) sulla metà di ogni strisciolina.
Spennelllare con l'uovo previsto ogni lato intorno al mucchietto e ripiegare i fagottini.Far lievitare di nuovo per una ventina di minuti.
Spennellare la superficie di ognuno con un pò di latte.
Metterli a cuocere in forno caldo a 200 gradi per un quarto d'ora circa (ovviamente il tempo è sempre relativo in base alla caratteristiche dei nostri forni.Sorvegliate sempre attentamente la cottura).


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24 gennaio 2014

La torta del Diavolo (devil's food cake) e se il buongiorno si vede dal mattino....

Sbircio dalla finestra.Sono le otto meno un quarto di mattina.Stiamo per uscire,io e le bimbe.
"Piove mamma?".
No,non piove.Anzi,mi sa tanto che non pioverà.Portiamo gli ombrelli per sicurezza,tanto non ci serviranno.
Peccato che appena uscite il cugino di terzo grado del diluvio universale abbia deciso di soggiornare qui,proprio sopra la nostra testa.
Ci bagniamo.
No,è un eufemismo.
Ci allaghiamo.
Ho i girini negli stivali ormai e le rane nelle maniche.

Saliamo in Comune io e la mia socia.Abbiamo bisogno di un certificato.Caspita,facciamo presto.Peccato che un certificato ci sia costato il doppio del normale perchè non si trovava il resto di una moneta da un euro.Il tempo stringeva e gli impegni anche.Alla fine abbiamo lasciato la mancia al Comune.
Speriamo ne tenga conto alla prossima passata di Tares.

"Ci prendiamo un caffè al volo alle macchinette?"
Ma certo socia.Prendiamocelo perchè nel frattempo tra il freddo e l'acqua presa ho dato via ad una generazione di stalattiti e stalagmiti .
Peccato che abbiamo infilato le monete e la macchinetta ci abbia salutato spegnendosi.
Si vede che questa è la mattinata della beneficenza.
Prima al Comune ora all'ignoto proprietario di queste maledette macchinette.

Torno a casa.
Apro i miei contatti sul pc.
E leggo una storia.L'ennesimo plagio ai danni di una blogger.
Siamo alle solite.
No,non siamo alle solite.Capisco che c'è di peggio rispetto al furto di una ricetta.
Anzi,pigliatele pure le ricette.
Cosa c'è di peggio?
Quando si copiano i sentimenti.Quando si copia un post dove una blogger si mette a nudo e racconta un passaggio essenziale nella vita di una donna:la nascita di una figlia.
Oh my God,ma che mondo è??

Arriva una mail
Una mail per il  mio ""lavoro????"" da ghost-writer.Scrivimi un articolo semiprofessionale entro le dodici.Un articolo sull'ansia.Io ne so poco.Beato te,io ne so troppo.
E butto giù una prima stesura.
Ok,è pronto.
Parte la mail con l'allegato..
Non va bene quest'articolo.Troppo serio.Fammelo più colloquiale
Spolvero mentre rifletto su come dare del tu all'ansia stessa.
Riscrivo.
Non va ancora bene.
Una via di mezzo tra il serio e il faceto
Giro il sugo con una mano e con l'altra strimpello sulla tastiera.Decido di dare un pò del tu un pò del voi all'ansia.E mi sforzo di rendermela simpatica.Ma non ci riesco.
Ci detestiamo incivilmente.
E' mezzogiorno.
Consegno l'articolo.
Senti,c'ho ripensato.
Non mi interessa più l'ansia.
Voglio un articolo su Vucinic e Guarin.
Il vaffa m'è scappato dalla bocca e purtroppo anche dalla tastiera.
Guadagno andato.
Cirrosi epatica arrivata.

E allora decido di aver bisogno di cioccolato.Una torta al cioccolato.
Si ma quale?
Una giornata del cacchio presuppone una torta tosta.
La torta del diavolo.
Non l'ho mai fatta,non ho mai cercato la ricetta.
Mi è tornata in mente oggi.
Forse perchè la giornata è stata indiavolata.
Forse perchè ho deciso di salutare il mio giro vita e di affogare nel cioccolato parole inutili.
Ho trovato la versione di Nigella.
Ho trovato tutti gli ingredienti nella dispensa.
Non ho trovato lo stampo adatto però.
E allora la Devil's Food cake si è trasformata in ciambella.
E non ho trovato nemmeno la voglia di preparare un bel frosting.
L'ho annegata nella ganache.


Ce la stiamo litigando questa torta.Briciola dopo briciola.Risata dopo risata.
E' buonissima!
Sarà, ma io l'ho sempre detto che il diavolo a volte non è cosi brutto come lo dipingono!!!

(ho modificato qualche passaggio.Per quelli descritti da Nigella vi metto il link diretto  al suo sito.Potrete trovare anche la ricetta del frosting che viene utilizzato per ricoprire la sua Devil's cake)


La torta del Diavolo (Devil's food cake di Nigella Lawson)

50 gr cacao in polvere
100 gr zucchero muscovado (io ho utilizzato un normale zucchero di canna)
250 ml acqua bollente
125 gr burro
150 gr zucchero semolato
225 gr farina
1\2 cucchiaino di lievito
1\2 cucchiaino (RASO) di bicarbonato
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
2 uova

per la ganache:

200 gr cioccolato fondente
200 ml panna fresca da montare
30 gr burro

Unire in un contenitore il cacao,l'acqua bollente e lo zucchero muscovado.
In un altro contenitore montare a crema il burro con lo zucchero fino ad ottenere una bella crema montata.
In un terzo contenitore mescolate la farina,il lievito e il bicarbonato.
Aggiungere alla crema di burro la vaniglia.
Unire un uovo e mezzo composto di farina.
mescolate bene.
Unite l'altro uovo e la miscela restante della farina
Unite per ultimo il cacao mescolato all'acqua bollente.
Mescolate per bene e mettete in uno stampo da forno (il mio era una teglia per ciambella da 20 cm) imburrato e infarinato e cuocete a 180 gradi per una mezz'ora circa.
Mentre cuoce, preparate la ganache:
in un pentolino fate scaldare la panna insieme al burro.Fuori dal fuoco unite il cioccolato e fate sciogliere.
Quando la torta è pronta ponetela su una gratella e ricopritela con la ganache.Fate raffreddare completamente (la ganache mano mano si indurisce) e gustate!!












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22 gennaio 2014

Il Loaf al limone della "The Hummingbird bakery" e la vecchietta





La Vecchietta

Pensi sempre che ci sarà tempo .
Tempo per gli acciacchi,per l'osteoporosi e per le dentiere.
Pensi che gli anni passeranno lenti pur nella loro velocità. E non ti preoccupi,vivi incurante.
Cosa t'importa di capelli grigi e femori barcollanti?
Poi di colpo ti accorgi.
Ti accorgi che ci sei arrivata.
E lo vedi da uno sguardo alzato al cielo,da un tono di voce più astioso del solito.
Signore e signori,la vecchiaia è arrivata.
Sono giorni che mi risuona in testa un vecchio motivetto :”Il vecchietto dove lo metto,il vecchietto dove lo metto”
Lo cantava la mia mamma mentre faceva il bucato nella fontana del paese.
Il vecchietto dove lo metto era mio nonno. Pelle cotta dal sole e perennemente arrabbiato.
Viveva in casa con noi,rendendo la vita impossibile a tutti. Mia mamma sbuffava e sopportava dicendo che “La vita l'è 'na rota:tocca a tutti prima o poi”.
Lei il poi non lo vide mai. Se ne andò leggiadra una mattina di primavera. Sorriso eterno e ancora giovane.
Un'uscita di scena clemente. La vecchiaia non l'aveva toccata e di lei era rimasta solo la scia della gioventù e il profumo di rosa.
Il primo segnale era stato dimenticarsi di Stendardo,il mio gatto.
Unica compagnia delle mie vuote serate (mio marito se ne era andato ormai anni fa in compagnia di Desdemona,affascinante badante di mia suocera. ),Stendardo era stato la croce e la delizia delle mie figlie .Perché davo da mangiare prima a lui che a loro ,perché mi preoccupavo più di pettinare il suo pelo piuttosto che fare i codini alle mie nipoti.
Già,una casa di tutte femmine.
Un posto dove manco il Diavolo in persona avrebbe messo piede!
Ora Stendardo era solito fare una passeggiatina digestiva notturna nel terrazzo condominiale. Un'ora e poi andavo a chiamarlo. Quella sera non lo feci. Me ne andai tranquillamente a riposare.
L'indomani mattina mi suonò il ragionier Giusti
“Gilda le riporto il gatto. Sappia che se rifarà di nuovo la pipì sul mio zerbino,avviserò l'amministratore .E le farò scontare tutto:pipì,zuppa di cipolle e briciole post -prandiali sul mio balcone”
Dannato ragioniere. Una spina nel fianco da vent'anni circa.
Stendardo mi fissava astioso. Una ciotola di croccantini per fare pace e spiegare a me stessa perché.
L'inconsueto era planato nella mia vita fatta di abitudini calde e rassicuranti.
Poi fu un fornello lasciato acceso,il ferro da stiro su una camicia,un discorso ripetuto più del necessario.
Io soprassedevo ,rimandavo l'incontro con la realtà.
Mi rendevo conto che stavo mutando pelle come un serpente avariato (o inacidito secondo Stella,la mia terzogenita).
Perché dirlo a gran voce era rendere reale il mio ingresso nel terzo stadio.
L'ultimo stadio.
La vecchiaia.
La vecchietta dove la metto,dove la metto non si sa.
E allora stavo zitta anche con me stessa..
Mica me l'aveva chiesto la vita cosa volevo.
E di certo non volevo diventar vecchia.
Pardon,anziana, che fa più chic. E allora stavo zitta.
E più stavo zitta più la lingua mi si attaccava ai denti e non si muoveva più.
Ecco,il silenzio.
E le mie figlie accanto
“Sarà la pressione,sarà la glicemia,saranno gli acidi urici”
Non era niente,ero sana come un pesce.
E ad ogni analisi ritirata cresceva il loro astio. Ma come non ha nulla?E allora?
Allora niente,non volevo star più da sola.
Mi piaceva vederle preoccupate per me,ansiose. Stavo presentando loro il conto di nottate ansiose,di ciucci,di biberon e pannolini sporchi..Presentavo il conto della solitudine. Tutte mi avevano abbandonato per sposare uomini che io vedevo solo a Natale,quando dietro ad un panettone rancido del discount ,nascondevano una mano tesa a raccoglier soldi
“Tanto la vecchia ha preso la tredicesima”
Gongolavo ad ogni lite,ad ogni muso lungo.
La mia esistenza trasudava di vecchiaia ed egoismo.
E di silenzio.
Le guardavo e non parlavo.
Mamma ma cos'hai?
Niente,non ho niente.
Ho solo tanta rabbia.
Rabbia per quello che non ho vissuto,che non ho avuto,rabbia per quel demente (che possa esalare l'ultimo alito tra le cosce di Desdemona). Rabbia per la giovinezza delle mie figlie e per queste dita tremanti.
Sto zitta,sta zitto il mio respiro.
La vecchietta dove la metto,dove la metto non si sa.
Fanno i turni le mie figlie.
L'Assunta a colazione,la Maria a pranzo e l'Elide a cena.
Mamma non si può andare avanti cosi.
E che diamine,mica l'ho chiesto io di diventare vecchia.
E mica mi hanno dato il libretto di istruzioni.
Ieri correvo per prendere il tram oggi mi trascino a fatica dalla cucina alla camera da letto.
Tutto in un attimo.
Mamma vieni a casa nostra.
Tre mesi qua,tre mesi là.
Un pacco postale. Una raccomandata senza ricevuta di ritorno
La vecchietta dove la metto,dove la metto non si sa.
In ospizio mi hanno messo.
Minestrone e pillole per la pressione.
La vecchia che non parla mi chiamano.
Ascolto le voci intorno a me. Ascolto quelle facce rugose lamentarsi del tempo,delle ossa e delle dentiere. Guardo le mie figlie arrivare,cupe come se dovessero sbrigare un compito di matematica.
E andarsene con la stessa faccia che avevano durante l'ultimo giorno di scuola. Felici e sollevate.
La vecchietta dove la metto,dove la metto ...si sa.
In un angolo.
In punizione.
Per non aver vissuto abbastanza quando era il momento,per non aver sputato i noccioli delle ciliegie in testa al ragionier Giusti. Per non aver amato liberamente quando la carne era soda e liscia,per non aver gridato a squarciagola sulla collina delle Fate.
In punizione.
Per aver capito tardi che la vita non è quella che verrà.
E' semplicemente il respiro di quest'attimo.
Nulla di più.
Nulla di meno.


Hummingbird Bakery ovvero una delle pasticcerie londinesi più famose .I loro cupcakes sono il trionfo della bellezza nonchè della bontà.
Oggi vi propongo la più semplice delle loro torte ma anche quella che va a ruba nel loro negozio:il loaf al limone.Ottimo da solo,sublime se accompagnato da una tazza di ottimo Earl Grey.At five o' clock,ovviamente!!!
Vi riporto le dosi indicate dai loro pasticceri,tra parentesi le mie modifiche (ho tolto un pò di burro e un pò di zucchero).
Mi raccomando:fate anche lo sciroppo al limone.E' il valore aggiunto di questa preparazione!


Loaf al limone

320 gr zucchero superfino (io 200 gr )
3 uova
scorza grattugiata di due limoni
350 gr farina
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale
250 ml latte (possibilmente intero)
1\2 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 gr burro fuso (io 150)

per lo sciroppo al limone:
100 ml acqua 
50 gr zucchero
succo e scorza grattugiata di un limone

Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Lavorate lo zucchero,la scorza grattugiata dei limoni e le uova (aggiungendole una alla volta) con la frusta a foglia della planetaria.In alternativa utilizzate lo sbattitore elettrico.
In un altro recipiente mescolate farina lievito e sale.Mescolate a parte latte ed estratto di vaniglia.
Aggiungete al composto di uova e zucchero una parte della miscela di farina e mescolate.Versate anche una parte del latte alla vaniglia e lavorate ancora.Ripetete il processo in questa maniera fino ad esaurire tutti gli ingredienti,avendo cura di mescolare molto bene.
Portate la planetaria o lo sbattitore elettrico alla massima velocità fino ad ottenere un composto omogeneo,leggero e soffice.
Unire il burro fuso e amalgamarlo a bassa velocità.
versare in uno stampo per plumcake imburrato e infarinato.fate cuocere a 180 gradi per 45 minuti circa(fate sempre la prova stecchino prima di tirar fuori la torta dal forno).

Per lo sciroppo allo zucchero:
mentre cuoce la torta in un pentolino mescolate l'acqua,lo zucchero e il succo e la scorza del limone.Portare a bollore a fuoco basso.Alzare poi la fiamma e fate bollire il composto fino a che si sarà ridotto a metà (occorrerà ottenere uno sciroppo fluido).
Sfornate la torta,appoggiate una griglia (va bene anche quella del forno stesso) sul lavandino,appoggiateci la torta tiepida e tolta dallo stampo.
Versatevi sopra lo sciroppo (l'eccesso cadrà nel lavandino) e aspettate una decina di minuti




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20 gennaio 2014

I Quadrotti veloci al cioccolato e alle noci e facciamo finta!

Facciamo finta....
Facciamo che il sole giochi allegro con le nuvole
Facciamo finta che accompagnare le bimbe a scuola stamattina sia stato un gioco da ragazzi....e non che in realtà sarebbe stato più semplice se fosse intervenuto Mosè a separare le acque...
Facciamo anche finta che tutti gli impegni della giornata siano implosi distruggendosi prima di vedere la luce...
E facciamo anche finta che la gatta non mi stia mordicchiando voracemente i polpacci per farmi capire che ha fame...
E facciamo anche finta che questi dolcini siano catalogati nonchè consigliati in ogni dieta che si rispetti perchè leggeri...
Facciamo finta ma tanto la realtà rimane quella e proprio per renderla più semplice da affrontare serve una pausa.Una pausa dolce,calorica ma la giornata è lunga e la strada tortuosa!
In origine erano i blondies ma si sono trasformati in corso d'opera in semplici quadrotti al cioccolato e noci.
veloci da preparare ma ancora più veloci da mandar giù insieme ad un bel cappuccino caldo e fumante.Assomigliano ai brownies ma sono leggermente più leggeri e meno umidi!
la ricetta può essere anche realizzata da chi +è intollerante l lattosio.Basta sostituire al burro l'olio di semi e utilizzare della semplice cioccolata fondente!!

Quadrotti veloci al cioccolato e noci

200 gr farina
2 uova
100 gr cioccolato fondente
100 gr burro (o 100 ml olio di semi o di riso)
100 gr noci (pecan sarebbe meglio)
1\2 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale
100 gr zucchero

Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro (se utilizzate l'olio fate sciogliere il cioccolato da solo e poi a parte unitevi l'olio).
Con una frusta cercate di ottenere un composto omogeneo e senza grumi.
Fuori dal fuoco unite lo zucchero e poi le uova,una alla volta.Non preoccupatevi se il composto tende a separarsi,è normale!.
Unite il sale,la cannella le noci e infine la farina.
Date un ultima mescolata e mettete il composto in uno stampo non molto grande (il mio era da 22 cm) rivestito di carta forno.
Livellatelo con cura e fatelo cuocere a 180 gradi per una mezz'ora circa.
fatelo raffreddare e tagliate a quadrotti che poi potrete spolverizzare con dello zucchero a velo!



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15 gennaio 2014

Mousse al limone e Calvino

Latitante la parola giusta per definirmi in questo periodo.Ma ultimamente la mia vita assomiglia al cubo di Rubik per cui funziona solo con le mosse esatte fatte al momento giusto.Devo incastrare ore minuti e secondi alla perfezione!
Mi sono ripromessa all'inizio del Nuovo Anno di fare di più,soprattutto per la sottoscritta.E di non rinunciare più alle cose che mi fanno star bene.
Una di queste è certamente la lettura,accantonata un pò negli ultimi tempi.Ne sentivo la mancanza,come quando uno ha sete e l'acqua è solo un puro miraggio.
Il libro che ho sottomano in questo momento è "Perchè leggere i classici" di Italo Calvino.
Un autore "colpevole" della mia mania della scrittura,del mio insistere in questo campo,dei miei concorsi,della mia "carriera" da ghost-writer!Per me la folgorazione sulla via di Damasco è stata una sua frase: "Scrivo perchè non so fare altro".
Ecco,io..in due parole!
Avete presente la solita diatriba tra presente,passato e futuro?Quanto conta la memoria di quello che abbiamo fatto,la paura del futuro?O meglio ancora la famosa frase (Kung-Fu Panda docet!):"il passato è storia,il futuro è mistero,il presente è un dono...per questo si chiama presente"?
Una frase d'effetto,certo.Vera,sicuramente.
Ma a volte crea un insanabile conflitto psicologico.Perchè il passato pur scomodo,invalidante e pesante,volenti o nolenti,è sempre con noi...
Sentite come Calvino risolve questo (per alcuni) insanabile conflitto:
"La memoria conta veramente solo se tiene insieme l'impronta del passato e il progetto del futuro,se permette di fare senza dimenticare quello che si voleva fare,di diventare senza smettere di essere,di essere senza smettere di diventare".
Bella vero?
Perchè un individuo è sempre e solo nella sua totalità.Di quello che è stato e di quello che sarà.
Altrimenti sarebbe una persona a metà.
Anzi per dirla proprio alla maniera di Calvino,sarebbe solo un Visconte Dimezzato!!!

Vi ringrazio per essere passate e aver apprezzato il nuovo look di questo posticino.Un inno all'amore perchè alla fine quello che conta è solo l'Amore,quello vero,quello per sè e quello per gli altri!
Un abbraccio a tutte voi e a risentirci!!



Mousse al limone

2 tuorli
200 ml panna fresca da montare
3 fogli di gelatina
70 gr zucchero 
2 limoni spremuti (mettetene solo uno se non siete amanti dell'aspro tout-court!)
5 cucchiai di latte

Ammollate i fogli di gelatina previsti in acqua fredda per una decina di minuti.
Iniziate a battere i tuorli con lo zucchero a bagnomaria.Fatelo con le fruste elettriche per tre-quattro minuti finchè i tuorli non saranno gonfi e spumosi.Togliete dal fuoco.
Scaldare in un pentolino il succo dei limoni e scioglieteci i fogli di gelatina strizzati.
Unite la gelatina sciolta ai tuorli. Aggiungete il latte.
Mescolate e fate raffreddare.
Montate la panna (io non ho aggiunto zucchero per paura che poi la mousse risultasse troppo stucchevole).
Unitela delicatamente al composto precedente (mi raccomando deve essere ben freddo).
Riponete in frigo e fate rassodare ,almeno per due ore.



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7 gennaio 2014

Crema al cioccolato "5 cucchiai" e ce la faremo!


Ce la possiamo fare.

Ogni GIORNO è una sfida...
e ogni giorno è diverso.
Ogni MOMENTO è diverso,
ogni PERIODO è diverso,
ogni STAGIONE è diversa,
ogni SITUAZIONE è diversa,
ogni PERSONA è diversa...
...ma per tutto e per tutti,
c'è sempre una risposta
e sempre una soluzione.
MAI ABBANDONARE la sfida,
MAI SMETTERE di credere
che si possa vincere e SUPERARE OGNI COSA
anche quelle che appaiono impossibili.
Giorno per giorno,situazione per situazione.
GUARDA AVANTI e non smettere mai di credere che
UN ALTRO MONDO ESISTE”..
Una sola risposta sempre...
CE LA FAREMO!!!

Mi piace iniziare questo nuovo anno qui, nel blog, con queste parole.
Me le sono trovate davanti il primo gennaio,quando ancora piena di sonno e di brindisi,sono andata a far colazione nel mio bar preferito.
Un foglio bianco appeso ad una parete con questo inno alla resistenza,alla perseveranza e all'ottimismo. L'ho fotografato perchè leggerlo ed amarlo è stato un tutt'uno.
Ve lo giro augurandovi ogni bene ,con la speranza che questo 2014 faccia la differenza nelle nostre vite. Ovviamente in positivo!!

Iniziamo l'anno con una ricetta velocissima di crema. Si fa in cinque minuti ed è buonissima. La versione originale prevede l'utilizzo dell'uvetta. Io l'ho omessa a favore della cannella. Cacao e cannella è un connubio che adoro!
La dose è per due persone,volendo potete raddoppiare il tutto!
(fonte:Il Grande Ricettario dei Dolci,DeAgostini)

Crema di cioccolato “5 cucchiai”

5 cucchiai di farina
5 cucchiai di zucchero
5 cucchiai di cacao amaro
120 ml latte
30 gr di uvetta sultanina (io l'ho sostituita con 1 cucchiaino di cannella in polvere)

Per la finitura:
panna semimontata
cioccolato fondente

Setacciare la farina,mescolarvi lo zucchero e il cacao. Aggiungere poco alla volta il latte,avendo cura di mescolare bene per evitare la formazione di grumi. Mettere il recipiente sul fuoco e portare ad ebollizione .Proseguire la cottura per cinque minuti. Versarla in piccoli stampini inumiditi leggermente e farla freddare.
Servirla con la panna semimontata e riccioli di cioccolato fondente.



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