30 aprile 2014

Il risotto alla robiola e mio caro Einstein



Mio caro Albert,se tu fossi  ancora tra noi ti sottoporrei uno dei teoremi più difficili che possano esistere.
Altro che la tua equazione.
E=mc2
Tsè.
Quella è una bazzecola.
Roba per matricole alla scuola materna.
Quella è niente in confronto al mio teorema.
Ascolta un pò:
"Data una figlia che a giorni alterni è vegetariana,vegana,carnivora,a dieta o affamata come un coccodrillo dopo un pasto di alghe:
data una figlia che pretenderebbe di pasteggiare sempre a cupcake ,torte e magari seavanzaunospaziettopureunpòdicioccolatochenonsisamai:
dato un marito che non mangia formaggi e verdure:
data la sottoscritta che invece è onnivora e all'occorrenza mangerebbe senza batter ciglio anche le gambe del tavolo,
mio caro Einstein risolvimi il pranzo e la cena a casa Emporio 21."
Difficile vero?
Ardua impresa.
Per questo sono sempre in giro ,sui vostri blog,su quelli francesi,americani,austroungarici e ultimamente anche quelli della Papua Guinea.
Perchè è tutta una coincidenza,come alle stazioni ferroviarie.Ingredienti che vanno bene a uno,all'altro e all'altro ancora.E magari ci riesco anche.
Finchè arriva il giorno in cui do di matto.
E mi crescono i baffetti e inizio a parlare in tedesco stretto.
Una dittatrice.
"In questa casa si mangia quello che decido io"
E cosi è stato ieri a pranzo.
Risotto alla robiola.
Chi lo vuole lo mangia,che non lo vuole pratica la regola del digiuno infrasettimanale come auspicato da Umberto Veronesi.
L'hanno mangiato le due squinziette.
Ne avrebbero gradito anche di più.
Non so se perchè realmente interessate o soggiogate dal mio truce sguardo stile Freddy Krueger.

Bando alle ciance,oggi lo propongo a voi.Un risotto semplice,si prepara in una mezz'ora,abbastanza economico e veramente gustoso!
Lo proverete vero,ja? ^_^




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29 aprile 2014

I biscotti Thin Mints tradizionali e in versione furba!!



Coraggio,compassione,onestà,sorellanza,sicurezza e carattere.Questi i valori insegnati nelle Girl Scout americane e sicuramente nei gruppi scout a qualsiasi latitudine.
Mi ha sempre affascinato il loro mondo.
Un pò meno le loro ginocchia scoperte con la tramontana di gennaio.
Invano ho tentato di invogliare le mie figlie,coadiuvata da un marito ex-scout.
Non c'è stato niente da fare.
Per questo mi è piaciuta tanto la storia dei biscotti delle Girls Scout americane.
Avete presente quei gruppi di scout che trovate nei film statunitensi?Quelli con il banchettino fuori dal supermercato ?O quelli che vi vengono a bussare a casa con in mano dei coloratissimi pacchetti?Ecco,vi stanno vendendo proprio quei biscotti,biscotti di cui i Thin Mints che oggi vi propongo sono i capostipiti.
Gli Americani li adorano,li cercano,li comprano senza problemi proprio perchè con il ricavato si vanno a sovvenzionare numerose opere di beneficenza.
Mi piace quest'idea della ragazzina scout che vende porta a porta.
L'ho detto a mia figlia grande.
"Pensa che bello Tati,andare a bussare alla porta della gente e vendere questi biscotti.Ti piacerebbe?"
"Ma stai scherzando?E metti che ti apre Jack lo Squartatore,o Freddy Krueger o peggio ancora un serial killer?"
Ho capito due cose quindi:
- mia figlia non farà mai la girl scout
-forse è il caso di farle vedere meno Criminal Minds!!!!

In realtà vi propongo due versioni di Thin Mints.La prima è quella canonica,da brava foodblogger sempre presente,sempre desiderosa di fare e mai stanca.L'altra è la versione...ehm...con la scorciatoia.La versione della foodblogger nelle giornate no,quelle giornate in cui si guardano in cagnesco mestoli e affini. Perchè a me capitano queste giornate,molto spesso direi e quindi ben vengano anche le versioni furbe!!
ovviamente la caratteristica di questi biscotti è il connubio tra cioccolata e un leggero sentore di menta.Nulla vi vieta però di realizzare la ricetta omettendo la menta stessa.Ovviamente non saranno più gli stessi biscotti ma...de gustibus non est disputandum.Gli americani consigliano di tenerli in congelatore una volta preparati perchè più sfiziosi.Io non ho provato.So solo che il giorno dopo sono ancora più buoni!!

Thin mints versione tradizionale:



Preparazione:

In una ciotola mettete la farina,l'amido di mais,il cacao e il pizzico di sale..In un altro contenitore mettere il burro con lo zucchero e lavorarli a crema.Aggiungere il latte e la menta e la vaniglia.mescolare con le fruste elettriche ed aggiungere il composto preparato prima con la farina.Lavorate il tutto brevemente con le mani e date la forma cilindrica al composto.Avvolgerlo nella pellicola e tenerlo in freezer per una ,due ore.Trascorso il tempo necessario,toglietelo,tagliatelo a fette non troppo spesse e i biscotti cosi ottenuti sistemateli su una teglia foderata di carta forno.Cuocete in forno caldo,funzione statica,180 gradi per non più di un quarto d'ora.Una volta cotti tirateli fuori e fateli raffreddare completamente prima di immergerli nella glassa.
Preparazione della glassa:
sciogliere il cioccolato con la menta.Immergervi i biscotti ed appoggiarli su una gratella per farli rapprendere.


Thin mints con il trucco

Ingredienti:

1 scatola di Ritz
300 gr cioccolata fondente
1 cucchiaino di sciroppo di menta (o estratto di menta per uso alimentare)

Far sciogliere al microonde o a bagnomaria il cioccolato fondente con la menta.Immergervi i Ritz,ricoprirli interamente e metterli a raffreddare.Tutto qui!!


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27 aprile 2014

I Biscotti al limone






Chi è che non cambia mai idea nella vita?
Io la cambio spesso,guardandomi intorno e sperimentando.
E il limone ne è la dimostrazione più ovvia.
Un tempo odiavo il giallo e il limone.
Oggi il giallo è uno dei miei colori preferiti.
E il limone è il primo compagno della giornata.
Acqua tiepida e un bel limone spremuto.
I primi tempi una tortura,oggi una piacevole abitudine.Le mie mattine ormai iniziano con quel rituale.Lo bevo nel silenzio della casa che ancora dorme.
I benefici sono arrivati con la costanza.Pelle,vitalità,piccoli dolori scomparsi.
E' senza dubbio un potente alleato per quanto riguarda la salute e non solo.Deodora,sgrassa,rende i capelli più chiari utilizzato nell'ultimo risciacquo.
Applicato su un brufolo ne agevola la scomparsa e sbianca i denti...
Ne volete altre?
Passatelo sull'acciaio e sciacquate.Brillerà come nuovo!Oppure messo in un piattino con aceto,acqua e limone sarà un potente deterrente contro le formiche.Utile soprattutto per chi come me ha degli animali domestici e non può quindi disseminare la casa di pericolosi insetticidi chimici.
Oggi il limone ve lo propongo nei biscotti.
Una ricetta semplice,veloce (mezz'ora e sono pronti) ed estremamente golosa nella sua semplicità!!





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24 aprile 2014

Le patate in pastella e il low cost applicato



Il grido della battaglia è solo uno.
Low cost.
Low cost il pranzo,la cena.
Le vacanze.
L'abbigliamento magari.
I libri.
Andiamo di remainders e affini.
E fin qui ci sto.
Ma a volte sono low cost anche i rapporti umani.
Un rapporto d'amore low cost.
Due minuti per scambiarsi la pelle e poi via ognuno a casa sua.
Senza impegni,senza responsabilità.
O magari un'amicizia low cost.
Falsi sorrisi cariati.
Il minimo sindacale per trascorrere una serata insieme e poi anime chiuse come i negozi il giovedi pomeriggio.
Si risparmia su tutto ormai.
Sui sorrisi...avete mai fatto caso a quanto sia contagioso il sorriso?Se vedete passare una persona che vi sorride automaticamente dovreste sorridere anche voi.
E invece siamo tutti con la bocca cucita manco fosse passato il Silenziatore (un serial killer della serie "Criminal Minds".Un tipino bizzarro...andava in giro a cucire le bocche alle sue vittime.Ago e filo intonati alla maglietta.Serial-killer si,ma fashion ^_^)
Ecco questo è il low cost che non mi piace.
Quello che adoro invece è il basso costo applicato alla cucina.Mi affascina vedere le cucine povere,le ricette economiche...che di norma sono le migliori.Alla faccia del caviale beluga.
Oggi inizio per proporvene una,assaggiata una ventina di anni fa in un ristorante della zona.
Il primo pranzo da conviventi con quello che sarebbe diventato mio marito in una località nella quale ci eravamo appena trasferiti.
Un piccolo locale in campagna,proprietari simpatici e una cucina casalinga.
Quella che piace a me!






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22 aprile 2014

La Torta dei cinque minuti e le meraviglie

Meraviglie intorno a noi.
A volte silenziose e nascoste come un fiore  sbocciato in mezzo ad un mucchio di sterpaglie. Fiero e silenzioso..


A volte prepotenti e rumorose come un mare agitato. Onde che si inseguono rabbiose con in fondo la promessa ammaliatrice dell’isola di Circe:


O un tramonto su acque tranquille:


O magari un’espressione colta al volo:


O un cucciolo che raccogli denutrito e lacero,cosi piccolo che ti sta in una mano:


E con tante cure e amore trasformi in una principessa:



Oppure una torta.
La pasticceria mi affascina perché è chimica pura che danza con la fantasia.
E’ come giocare al piccolo chimico.
E’ assistere meravigliate al risultato.
Per questo mi soffermo sempre su torte particolari.
Gironzolo per il web.
E quando trovo un titolo particolare…mi fermo.
E provo.
Cosi è stato per la Crazy cake o la Brioche del signor Tang Zong .  Oppure I biscotti alla Nutella in due ingredienti e tante altre.
Stavolta è toccata alla Torta in cinque minuti.
Un piccolo link social. Lo seguo e scopro un bellissimo blog.
E una ricetta veloce da preparare.
Accetto la sfida.
I cinque minuti sono reali,io li allungo a sette perché decido una piccola modifica che porta via due minuti in più.
Il risultato?Divino.
Ho avuto difficoltà a fotografare la torta.
Mani golose e furtive tentavano di impadronirsene…
Il blog dal quale l’ho presa è :Ho voglia di dolce

Torta in cinque minuti (con variante al caffè e cioccolato)

Ingredienti:

250 grammi di farina
2 uova
160 gr zucchero
200 ml latte (vaccino,soia, riso o mandorle)
80 ml olio vegetale
1 bustina lievito per dolci (io ne ho usata mezza)

Per lo strato al caffè e cioccolato:

2 cucchiai di caffè solubile
70 gr gocce di cioccolato

Teglia rotonda da 24 cm

Preparazione:
In una ciotola mettete lo zucchero,il lievito e la farina. In un’altra mettete le uova,l’olio,il latte e la vaniglia. Mescolate velocemente per amalgamare e poi unite la miscela degli ingredienti liquidi con quella degli ingredienti secchi. Con una frusta a mano girate per ottenere un composto omogeneo (non sprecate tempo ,giusto quello che basta per togliere i grumi).
A questo punto se la preferite cosi semplice mette l tutto in una tortiera imburrata e infarinata e cuocete per circa quaranta minuti a 180 gradi.

Se invece volete impreziosirla con il caffè procedete in questa maniera:
prelevate all’incirca cinque \ sei cucchiai dell’impasto per la torta e metteteli in una ciotola. Aggiungete il caffè solubile e il cioccolato. Mescolate velocemente per rendere il tutto omogeneo.
A questo punto prendete la tortiera imburrata e infarinata. Mettete un primo strato di composto bianco per la torta. Adagiatevi sopra lo strato al caffè. Ricoprite con l’impasto bianco rimasto e mettete in forno per circa quaranta minuti a 180 gradi (fate sempre la prova stecchino prima di tirar fuori la torta,ogni forno è diverso).
Fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.






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18 aprile 2014

La Vignarola e addio mio colonnello



Addio mio colonnello.

Se ne è andato uno degli scrittori che ho amato di più e a volte detestato. Perchè se "Dell'Amore e di altri demoni" è stato il suo romanzo che ho adorato oltre ogni limite, "Cent'anni di solitudime" è stato quello che ho iniziato e lasciato più volte.Il romanzo che mi ha costretto a tornare indietro ,a sottolineare,a cercare di capire.Mi sono persa mille volte in quelle pagine.

Vi lascio una delle sue frasi che amo di più:
"Il domani non è assicurato a nessuno,giovane o vecchio.Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi le persone che ami.Perciò non aspettare più,fallo oggi,perchè se il domani non dovesse mai arrivare,sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso,un abbraccio e un bacio,e che sarai stato troppo occupato a concedere un ultimo desiderio"


Oggi  una ricetta tipica di queste zone,la "Vignarola".Il trionfo della primavera nel piatto.Carciofi,fave e piselli come protagonisti indiscussi.Una ricetta povera ma assolutamente ricca di sapore e personalità.
Potete servirla nella sua versione vegetariana (come la mia) oppure arricchirla con pezzetti di prosciutto crudo o pancetta.
Un'ultima cosa:ogni famiglia in questa zona ha la sua versione della vignarola.E' una di quelle ricette che si tramandano grazie alla sapienza contadina.
Potete gustarla da sola oppure come condimento per pasta,riso.Arricchisce soavemente la frittata ed è speciale se servita con dell'ottimo pane tostato.

La Vignarola

3 carciofi
300 gr piselli (anche surgelati)
300 gr fave
qualche foglia di lattuga
vino bianco
2 cipollotti
sale olio e pepe
pancetta e mentuccia facoltativi

Mettete a stufare in un a padella i cipollotti tagliati a rondelle.
Unite poi le verdure in ordine di cottura.Iniziate dai carciofi (tagliati a fette sottili e privati della barba interna,nonchè delle foglie esterne più dure).
Dopo cinque minuti unite i piselli e dopo un pò le fave.
Sfumate con un pò di vino bianco e aggiustate di sale e pepe.
Cinque minuti prima del termine della cottura aggiungere le foglie di lattuga tagliate a listerelle.
Il piatto è pronto.
Nel caso in cui decidiate di utilizzare la pancetta vi consiglio di rosolarla a parte ed aggiungerla alla fine.








da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-7800?f=a:334>


da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-7800?f=a:334>

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17 aprile 2014

Le Tagliatelle al Fienile e questione di friendship

Lotta.
Lotta senza tregua e anche con armi non convenzionali.
Totale rigetto delle regole d'ingaggio.
Ogni strategia è valida per arrivare allo scopo:
non mangiare la pasta.
Le due guerriere sono ovviamente le mie figlie.
La vittima io. Perchè credetemi è difficile star ogni giorno a disquisire sul menù del pranzo e della cena.
Non la amano la pasta.Come chi vi scrive,anche se con gli anni ho imparato ad apprezzarla.
L'aver vissuto parecchi anni immersa nel ghiaccio Mitteleuropeo non ha certo agevolato la mia friendship con i carbodrati.
Le due pargole rivendicano proprio la loro metà di sangue nordico rigettando ogni proposta di spaghetti & co.
Ma c'è un'eccezione.
Eccezione che fa deporre al volo le armi e le fa tirar fuori l'altra metà del sangue.
Quella caliente,quella passionale,quella del profondo sud.
E l'eccezione porta il nome di lasagne,di gnocchi,di tortellini,di tagliatelle ai funghi porcini.
Ecco,qui vien fuori la parte sicula del loro sangue .
Perchè le due squinziette sono furbe assai.Avrete capito che l'odio in realtà è semplicemente per la pasta semplice,senza pretese...che in realtà è quella che io adoro.
Loro vogliono la sostanza,il condimento deciso e non quello sfumato.
Ieri ho provato questa ricetta,tratta dal libro "Le ricette d'oro delle osterie e trattorie del Mangiarozzo".
Una ricetta semplice ma robusta.
Corposa grazie alla pancetta,profumata grazie ai funghi e ingentilita dalla presenza della zucchina.
Vi va di provarla?

Tagliatelle al Fienile

(ricetta dello chef Pippo del locale "Il Fienile" di Floresta,in provincia di Messina)

400 gr tagliatelle
150 gr fungi porcini (io ho usato un mix surgelato)
150 gr zucchine
40 gr pancetta
1\2 cipolla
1 spicchio di aglio
basilico (io maggiorana)
olio sale e pepe

Rosolare la cipolla e l'aglio in un filo d'olio e aggiungere la pancetta.Aggiungere i funghi a fette e far cuocere per cinque minuti.A questo punto la ricetta originale dice di aggiungere le zucchine tagliate a listerelle e fritte precedentemente in olio extravergine.Io in realtà le ho aggiunte subito,dopo averle tagliate sottili a cubetti (quindi senza la preventiva frittura).
Portare a termine la cottura ,aggiungendo qualche cucchiaiata d'acqua se il composto tende ad asciugarsi.
Scolare la pasta,saltarla in padella aggiungendo pepe e basilico appena tagliato




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16 aprile 2014

I carciofi alla giudia di Ivano er mago der fritto romano

Ivano l'ho conosciuto grazie a Rubio.
Bel tipo Rubio.
Baffetti da sparviero e fegato a prova di bomba nucleare.Interessante,credibile.
Ivano invece è il mago.
Il mago del fritto romano.
"Aò,so bono a fà solo questo,da tutta 'na vita".E di vita propria vivono i suoi fritti.
Racconta del suo segreto nella pastella del merluzzo fritto(un pizzico di zucchero per farla diventare morbida),si muove con gesti antichi nella sua cucina.
Questi sono i suoi carciofi.
Semplici,protagonisti e dritti allo scopo.Un tuffo nel sapore senza aggiunte particolari.
Io ho provato a farli.
Il risultato ha deliziato i commensali e la sottoscritta.
Ve li presento,i carciofi di Ivano er mago der fritto romano.
Dal cuore della Roma verace alle nostre tavole.
Enjoy it!

I carciofi alla giudia di Ivano er mago der fritto romano 

carciofi (io ho utilizzato quelli della varietà Apollo,grandi e carnosi) 
sale
olio per friggere in abbondanza

Prendere i carciofi,tagliare una parte di gambo,togliere la parte inziale e togliere le foglie esterne più dure.Prendere i carciofi e immergerli nell'olio caldo a testa all'ingiù.Fateli friggere.Quando li vedete ben coloriti toglieteli dal fuoco e asciugateli bene con carta assorbente.
Fate raffreddare un pò l'olio,riaccendetelo  e riportatelo a temperatura.
Nel frattempo avrete preso i carciofi e con delicatezza li avrete aperti a fiore.
Una volta che l'olio sarà arrivato di nuovo a temperatura potrete rituffare i carciofi per la seconda volta nell'olio e farli friggere per la seconda volta.
Per aumentare la croccantezza delle foglie potete spruzzarli (occhio all'olio che schizza) con acqua  o vino freddissimi.
Togliete dal fuoco,scolateli dall'eccesso di unto ,salateli e buon appetito!






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15 aprile 2014

La crostata di mele e le casalinghe disperate ma tanto felici!!

Siamo quelle che spolverano mobili ascoltando i Deep Purple a tutto volume.

Siamo quelle che lavano un piatto con la fretta di finire.

Siamo quelle che ,se ho voglia ti imbandisco un pranzo "menù a la carte" ma se non ho voglia ti accontenti del menù turistico.
Che a casa mia vuol dire bastoncini Findus e insalata.

Siamo quelle che gli zainetti della scuola,se proprio dobbiamo,li laviamo alle feste comandate.
Natale e Pasqua,anzichè ogni fine settimana.Anzi,facciamo che li laviamo alla fine della scuola e amen.

Siamo quelle che entrano all'iper per comprare lo sgrassatore ed escono invece con il mascara e la crema sorreggi glutei ^_^.

Siamo quelle che col piumino per spolverare giriamo attorno al soprammobile anzichè alzarlo.

Siamo quelle che stirano guardando film e se capita una piega ahimè,pazienza.Johnny Deep ci ha distratte e se permettete la maglietta con le ranocchiette stesa sull'asse da stiro,è meno interessante di suddetto attore.

Siamo quelle che tirano avanti una casa,nella maniera migliore ma con allegria.

Siamo una nuova generazione.

Le casalinghe disperate ma anche tanto ma tanto felici.

Dedicato alle mie amiche e ai fantomatici zainetti del fine settimana.^_^

Sei mele.Sei mele nel cesto della frutta.Una settimana di "La vuoi una mela?" "No,voglio le fragole" "La vuoi la mela?" "No,voglio la pera" e cosi via.
Alla fine le guardavo con compassione,immaginandole già marroni e prossime alla discarica.
Ho deciso.
Crostata.
E crostata sia.
Ma rustica.
E casalinga tout court.
Ma con un pizzico di esotico che fa sempre nouvelle couisine.
Ve la presento.
Io l'ho appena intravista.
Il tempo di raffreddarsi e ha preso il volo nelle pace di figlie,marito e gatta.
Si,perchè è riuscita a prendersene una fetta.
La mia.

Crostata alle mele

per la pasta:

300 gr farina
100 gr burro morbido
100 gr zucchero
2 uova
1\2 bustina lievito in polvere
1 pizzico di sale

per il ripieno:

6 mele
80 gr zucchero
50 gr uvetta
1\2 cucchiaino di zenzero (facoltativo)
1\2 cucchiaino di cannella
2 biscotti secchi
succo di 1\2 limone


Sbucciamo e tagliamo a dadini le mele.Uniamo lo zucchero,lo zenzero,la cannella.il limone e l'uvetta e facciamo ammorbidire sul fuoco per una decina di minuti.
Sul piano di lavoro infarinato mettiamo la farina e tutti gli altri ingredienti previsti per la pasta.Lavoriamo velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Stendiamo con il matterello la pasta e ricopriamo per due terzi una tortiera imburrata e infarinata .Bucherelliamo il fondo con una forchetta ,uniamo i due biscotti secchi sbriciolati.A questo punto riempiamo la nostra tortiera con il composto di mele.
Con la restante pasta formiamo le strisce tipiche della crostata e adagiamole sul composto.
Cuociamo in forno caldo a 180 gradi (statico)per una quarantina di minuti.Facciamola raffreddare e decoriamola con lo zucchero a velo




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14 aprile 2014

Il Pane del cafone e ops...ho finito le fette

Una fetta la regalo alla gentile nonnina che in assetto da guerra (farebbe impallidire anche Rambo) ti si piazza a lato,digrigna la dentiera,ti dà una gomitata sulla bocca dello stomaco e ti sorpassa nella fila.

Un'altra fetta la regalo a quella segretaria alla quale devi spiegare l'ABC della tua richiesta con annessi disegnini esplicativi della materia...per poi sentirti dire:"ma lei non si sa spiegare!".
Non è che forse sei te che non capisci una benemerita zucchina?

Un'altra la regalo a chi per sentirsi un gran figo dice due parole e ottanta imprecazioni perchè va di moda.

Un'altra la regalo alla mutanda di Calvin Klein che occhieggia dalle terga di brufolosi adolescenti.
Perchè se suddetta mutanda spunta dal di dietro di Johnny Deep ha il suo perchè...ma vedersela sbattuta ovunque e senza tregua mi dà un pò noia.

E poi un'altra fetta la regalo agli emotivamente stitici,a quelli che pensano di manipolare gli altri perchè concentrati solo sui propri obiettivi.

Un'altra fetta ancora a chi pensa che le parole "Grazie" "Scusa " e "Buongiorno" siano beni di lusso per cui meglio non dirle,hai visto mai dovesse schizzare in alto il redditometro.

Un'altra fetta ancora....ops ho finito il pane.
I cafoni invece,quelli veri,ce ne sono a migliaia!Quanto pane dovrò sfornare? ^_^

Buon lunedi amiche care.
Oggi vi presento una ricetta semplice ma buona veramente.Non è ovviamente quella classica del pane cafone.
Proviene direttamente dalla "Una taverna per Loro",un delizioso locale situato a Loro Piceno ,in provincia di Macerata.
La loro ricetta è un compromesso moderno tra il gusto di oggi e le usanze più tradizionali delle campagne maceratesi.(cit:"Le Ricetta d'Oro delle Osterie e Trattorie del Mangiarozzo").

Rispetto la ricetta originale ho allungato i tempi di lievitazione,ottenendo un pane morbido,leggero e senza quegli odiosi effetti tipici del lievito di birra.In più ho aumentato la dose della semola per ottenere un effetto più rustico.

Non spaventatevi per i tempi lunghi,basta organizzarsi.Per portare a tavola a mezzogiorno questo pane,basta impastarlo verso le 21 della sera precedente.Seguitemi che vi spiego per bene !

Pane del cafone

350 gr farina 0
150 gr semola di grano duro
250/300 ml acqua tiepida
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di sale
1\2 bustina lievito secco


Impastare tutti gli ingredienti (tenendo il sale per ultimo).Lavorare energicamente il composto per una decina di minuti.Prendere un contenitore capiente,ungerlo di olio e sistemarvi l'impasto.
fatelo lievitare per tutta la notte,al riparo da spifferi e correnti.
Al mattino riprendere l'impasto,lavorarlo brevemente e dargli la forma voluta,avendo l'accortezza di praticare dei tagli sulla superficie. Spolverarlo con un pò di semola e farlo lievitare ancora per due,tre ore.
Infornarlo a forno caldo (massima temperatura) e dopo una decina di minuti abbassare la temperatura a 180\200 gradi.Continuare la cottura per una mezz'ora circa.Il pane dovrà risultare dorato e croccante.









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9 aprile 2014

Scrigni di mele con crema e la mindfulness

La conoscete la mindfulness?
Io si .
Purtroppo.
Colpa sua la mia assenza ultimamente.
Colpa sua il sentirmi come un ravanello in un campo di tulipani.
Colpa sua il sentirmi sussurrare alle spalle:"Ma sta bene?" perchè cascasse il mondo chiudo gli occhi e medito anche in presenza della cavalleria Rusticana.
Colpa sua il mandar a raccogliere zucchine in ordine sparso gli scocciatori,i maleducati,i poco sensibili,i vampiri emotivi  e la lista sarebbe ancora più lunga,ma vi voglio bene e mi fermo qui.
Colpa sua questi maledetti occhiali.
Belli sapete?Sono rosso ciliegia e tempestati di strass come se piovesse.
Li indosso ormai ovunque e comunque.Mi fanno vedere meglio.
Niente a che fare con diottrie ,cataratte e orzaioli.
Nisba.
Guardo meglio la realtà e me la godo.
Oddio,guardarla meglio a volte non è piacevole.Ci si accorge di tante piccole sfumature che mica vanno bene.
Però al contrario,si scoprono riscoprono punti,punti e virgole e doppie punte che mica vedi senza quel benedetto paio di occhiali.
La mindfulness ti apre occhi,orecchi,mani e papille gustative.Il rischio è di sembrare un ebete perchè non fai altro che andare in giro con la bocca spalancata e dire "Ma dai?Ma davvero?ma non me ne ero mai accorta?".
E ti accorgi del treno che sbuffa tutte le mattine tu non te ne rendevi più conto.Senti il profumo della mela e ti accorgi che l'uva passa c'ha le rughe e pure più delle mie.Accarezzi la gatta rendendoti conto della morbidezza di quel manto.Ti rendi conto del volo di una rondine o di una formica che ti ruba le briciole.
Questa è la mindfulness.
Cos'è?
Semplicemente consapevolezza.
Consapevolezza del mio respiro.
Quindi la consapevolezza della vita che mi attraversa.
E' togliere l'ancora e salpare verso un mare sconosciuto e infinito.
Il Mar Nostro.
Noi.
Semplicemente.
Spogliati da rimorsi,sensi di colpa,rabbia,debolezze.
Noi.
Hic et nunc.Qui e ora.Con uno sguardo pieno di consapevolezza nei confronti del passato e uno sguardo amorevole ma transitorio nei confronti del futuro.
Perchè il tesoro del Mar Nostro,rinchiuso nel forziere, è uno solo:il presente.
Ed il bello e' che di questa dimensione rinnovata non ne godiamo solo noi....ma anche e forse soprattutto chi ci sta intorno.Questo perchè di punto in bianco ci si ritrova una nuova persona,ancorata come una cozza allo scoglio al momento presente,capace di godere dei minuti con tutte e cinque i sensi.Capace di accettare le sconfitte,i momenti bui,la tristezza facendosi attraversare completamente per poi rialzarsi più forte di prima.
Ne vale la pena che dite?
Un abbraccio a tutte voi..

Una standing ovation ovviamente alla persona che con pazienza ,dedizione,affetto e diavolerie varie è dietro questo mio percorso.Grazie,grazie e ancora grazie.Il resto te lo dico a quattr'occhi ^_^


Ricominciamo con un dolce?
E facciamo che vi tiro fuori un dessert strafigo con poco?Poca spesa,poco sudore e tanta resa?
Forza,tirate fuori un rotolo di pasta sfoglia (anzi due),delle mele e il resto ora ve lo dico!

Scrigni di mele alla crema

2 rotoli di pasta sfoglia
3 mele 
zucchero
1 manciata di uvetta (se vi piace)
2 cucchiaini di cannella (due se siete delle cannella-addict)

per la crema pasticcera:(la solita,quella di Danita)

500 ml latte
2 uova
30 gr farina
160 gr zucchero
1 scorza di limone 
1 pizzico di sale

Prendete la pasta sfoglia e srotolatela.
Sbucciate le mele e tagliatele a dadini piccini.Conditele con lo zucchero,la cannella,l'uvetta (precedentemente ammollata per una decina di minuti)
Su uno dei rotoli di pasta sfoglia sistemate, in mucchietti poco distanti tra loro ,le mele.
Riempite tutta la superficie.Coprite con il secondo foglio di sfoglia e premete bene ai lati per sigillare il tutto.Con una rotella dentellata praticate dei tagli poco profondi lungo tutti i mucchietti (in sostanza dovete incidere leggermente la superficie del foglio superiore cercando di formare tanti quadrati  quanti sono i mucchietti di mele che avete formato).
Infornate nel forno caldo a 180 gradi per una quindicina di minuti (controllate sempre però,perchè ovviamente ogni forno è diverso).
Per la crema mettete a bollire il latte con la scorza di limone tagliata a fette.Una volta raggiunto il bollore,spegnete.In una terrina montate le uova con lo zucchero,aggiungete il sale e la farina.
Al termine unite il latte caldo (al quale avrete tolto la buccia del limone).mettete sul fuoco,riportate a bollore e fate addensare.Far raffreddare.
Torniamo ai nostri scrigni.
Toglieteli dal forno appena cotti.
Fateli raffreddare per cinque minuti poi con la rotella staccate con decisione tutti i quadrati di mele che avevate formato prima della cottura.
Il risultato saranno tante piccole sfoglie ripiene.
A questo punto prendete un piatto,adagiatevi gli scrigni spolverati di zucchero a velo,unite una coppetta con la crema pasticcera e  sbizzarritevi.Tuffateci gli scrigni,usate un cucchiaino,tuffate un dito nella crema e poi spalancate la bocca per gli scrigni...insomma:godetevi il momento!!!



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