29 gennaio 2015

Le frittelle nell'imbuto-Funnel cake ed è subito Carnevale










Questione di gusti.
Uno le frittelle le mette dove più gli pare
Io personalmente le metto tassativamente in bocca e sui fianchi.
E poi le deposito a suon di parolacce sul tapis-roulant.

Ma il Carnevale sta al fritto come Rocco Siffredi alla patatina (l'Amica Chips cosa avete capito ;-)!!!
E tra un ballo , un trenino e una cascata di coriandoli io ci piazzo 3 etti di chiacchiere e 5 di castagnole.
Quest'anno però volevo inaugurare la stagione dei frizzi e lazzi con qualcosa di diverso
E santo Pinterest è venuto in mio aiuto.

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28 gennaio 2015

Irish Soda Bread con la sorpresa-parte seconda







L'avete fatto l'Irish Soda Bread di cui abbiamo parlato ieri QUI ?
Si,?
Brave.
No?
Allora scendete di corsa e andate ad acquistare una bella forma rotonda di pane . Di quelle non molto grandi.
Si parte con la seconda parte del post di ieri.

Una di quelle ricettine belle simpatiche che piacciono tanto alla sottoscritta. Veloci, economiche, facili.
.
Quelle ricettine che mi consentono di trascorrer la giornata senza l'ossessione del trita, impasta ,sbatti e cuoci.

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27 gennaio 2015

Irish Soda Bread -parte 1





L'Irish Soda Bread è quel pane che non ti aspetti.
Rapido, veloce, con degli ingredienti forse poco ortodossi per un pane.

E allora ci provi a farlo, con un occhio all'impasto e con la bocca che dice "Secondo me st'irlandesi non lo sanno proprio cosa vuol dire pane".

Ecco, le ultime parole famose.
La mia superbia è stata punita dalla riuscita di questa piccola pagnotta.

Alla faccia mia e del lievito madre.

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22 gennaio 2015

I Fusilli al cavolfiore e una salute del cavolo !!!


I FUSILLI AL CAVOLFIORE E UNA SALUTE DEL CAVOLO!!



Il cavolfiore e i suoi fratelli ne avranno le tasche piene.
E che cavolo.
E che cavolo fai.
Ma come cavolo guidi.
Che cavolo ti sei messo in testa.
Mia madre non capisce un cavolo.
Dove cavolo vai.

Perchè in fin dei conti, tranne che a merenda, i cavoli ci stanno sempre bene.
Rendono e rafforzano l'idea.

Però è vero che li trattiamo male, almeno verbalmente.

E mica se li meritano.
Prendete il ragazzetto di cui sopra.

Un bel cavolfiore ha 25 calorie per 100 grammi.
E già ,al solo pensiero, mi si è sciolto un centimetro quadro di ciccia.

Ha più ferro della carne.
Mica pizza e fichi, cari vegetariani (me inclusa ^_^).

Disinfiamma tutto, peggio dell'idrante di un pompiere.
Depura quello che c'è da depurare, uccide i batteri peggio di un serial killer, regola gli zuccheri nel sangue.

Due volte a settimana, magari tre per regalarsi una botta di salute.

E che cavolo!!


Il mio cavolfiore oggi è andato a finire dritto dritto in un piatto di fusilli.
Il risultato è una pasta buona, cremosa (grazie anche ad una sapiente mantecatura) e veloce da preparare.
Buon appetito!

FUSILLI AL CAVOLFIORE

400 grammi fusilli
1 cavolfiore medio
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritati
1 peperoncino
parmigiano grattugiato
80 grammi provola dolce

Tagliamo a pezzetti il cavolfiore e laviamolo.
Tritiamo l'aglio con il peperoncino.
Soffriggiamoli in tre cucchiai abbondanti di olio extravergine.
Uniamo i pezzettini di cavolfiore , facciamo insaporire e uniamo due mestoli di acqua bollente.
Copriamo e facciamo cuocere finchè sarà tenero.
Alla fine sarà un pò intero, un pò cremoso.
Nel frattempo fate bollire e cuocete la pasta.
Toglietela dal fuoco tre minuti prima della fine cottura.
Tenete da parte un pò di acqua di cottura.
Saltate la pasta nella padella del cavolfiore, unendo un pò di acqua.
Portatela a  fine cottura.
Poco prima di spegnere il fuoco, unite una generosa manciata di parmigiano, il prezzemolo e la provola tagliata sottile a dadini.
Un'ultima spadellata e la pasta è pronta per essere gustata!





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20 gennaio 2015

Gallette dolci e il selfie condiviso




C'è la connessione a colazione.
La connessione pre e post prandiale.
Poi quella delle cinque del pomeriggio, insieme a thè e biscottini che fanno tanto english style.
Poi la connessione prima di cena e quella prima di andare a letto.
E magari se Morfeo ha deciso di andarsi a fare due birrette con conseguente insonnia , c'è anche la connessione notturna.

Poi c'è la condivisione di ogni centimetro quadro della propria vita. Pure se è spuntato un pelo incarnito alla suocera dell'Antonietta .
Tutto è social, tutto va condiviso.

E sia ben chiara una cosa , la mia non è una crociata.
Io sono social e ne fruisco a piene mani.
Sono su facebook dai suoi primi vagiti e ho condiviso molto all'inizio, presa dall'entusiasmo..

Oggi mi piace aprire facebook e ridere.
Ridere delle frasi strampalate, dei vari link,video.
Condividere le esperienze culinarie, passare a trovare anche se in maniera silenziosa le mie amiche...

Però mi rendo conto di una cosa.
E' facile farsi prendere la mano.
E' facile lasciarsi andare.
Già... Facebook è pericoloso.
Se ci aggiungiamo anche l'altro prodotto del demonio (^_^) ovvero i selfie, produciamo un'associazione a delinquere, capace di mandare a gambe all'aria anche la più furba delle faine!!

Dite che sono esagerata?
Naaaaaaaa.
Ditelo a quel povero imprenditore veneto che ha tutta la mia stima.
Poverino.
Mica ha fatto niente di male.
A Venezia è andato.
Era un pò stanco e doveva staccare un pò.
E a Venezia , in mezzo a piccioni e acqua alta, è scattato il selfie.
E il selfie chiama Facebook.
E quindi la condivisione.
Altrimenti che senso ha farsi un selfie se nessuno lo vede?
Il poveretto in questione ha inserito il pilota automatico.
Selfie. Facebook. Condivisione.

E che sarà mai direte voi.
Niente di che, certo.

Peccato che il tizio in questione il selfie se l'è fatto con l'amante, con la quale era andato a smaltire un pò di stress nella città lagunare.
E peccato che sto selfie lo abbia visto in diretta la povera moglie , prima che il marito si rendesse conto del danno.

Che dite, gli costerà caro sto divorzio ???^_^


Oggi gallette dolci mie care.
Uno snack rompidigiuno, una merenda o uno sfizio dopo cena.
Croccanti al punto giusto e piacevolmente dolci senza essere stucchevoli.
Ve li propongo nella loro versione base.Ma posso dirvi una cosa? Provate ad aggiungere all' impasto due grandi cucchiaiate di arachidi salate tritate.Diventeranno delle gallette libidinose.
Testate ed approvate ^_^
Pronte?
(notizie provenienti da Venezia Today; ricetta Mes brouillons de cuisine)


GALLETTE DOLCI 

1 uovo
30 grammi di farina
100 grammi di burro fuso
150 grammi di zucchero di canna
1 cucchiaio di lievito in polvere 
1 pizzico di sale
100 grammi di fiocchi di avena
1 cucchiaino di cannella


Accendere il forno a 180 gradi.
Mescolare il burro fuso con i fiocchi di avena e mettere da parte.
Con le fruste elettriche montare lo zucchero con l'uovo e unire i restanti ingredienti.
Al termine unire i fiocchi di avena mescolati al burro.
A questo punto prendete la placca , foderatela con della carta da forno.
Prendete un cucchiaino, prelevate un pò di impasto e posizionatelo sulla placca.
Fate dei piccoli mucchietti tondi posizionandoli distanti gli uni dagli altri (in cottura si spatasciano assumendo la classica forma di gallette tonde e sottilissime).
Cuocetele in forno caldo a 180 gradi per massimo dieci minuti.
Tiratele fuori e fatele raffreddare (mano mano che si raffreddano diventano croccanti).
Conservatele in una scatola di latta




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15 gennaio 2015

Orzotto al radicchio di Chioggia e pancetta affumicata...e le montagne russe




Non so se è un pregio oppure un difetto.
Se è una qualità apprezzabile oppure fa parte delle montagne russe sulle quali inevitabilmente salgono le persone che mi vivono accanto....

Fedele al principio del mio amato Eraclito per cui "non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume", a casa mia difficilmente si mangiano sempre le stesse cose.

La curiosità di provare nuovi sapori, nuovi cibi è sempre pronta ad assalirmi.
Vuoi per motivi etici, vuoi per provare nuovi gusti, vuoi anche per rendere fede al principio che il cibo è cultura e comprensione....

Mi piace anche l'idea di far provare qualsiasi sapore alle mie figlie...una cosa che nella mia vita mi ha portato ad adattarmi a diecimila situazioni diverse senza problemi.
Mio marito mi segue entusiasta...ma penso che lui si diverta un sacco a prescindere.. sulle montagne russe sulle quali è salito vent'anni fa ^_^

E mi piace la loro maniera di approcciarsi a quest'altalena gastronomica.
Assaggiano e poi decidono.
La grande ormai è lanciata come me. Assaggia e mangia con gusto qualsiasi novità.
La piccola assaggia e poi valuta.
Un pò più guardinga senza dubbio.

Amaranto, miglio, quinoa,bulgur sono diventati cibi di uso comune. E ne sono ben felice!

L'orzo è stato il primo cambiamento.
Ed è stato amore a prima vista per tutti.
Io l'ho adorato per la consistenza , la versatilità e le proprietà nutritive.
Le mie figlie hanno aprrezzato il "cic e ciac" che fa masticandolo!

E' un bel tipetto mr. Orzo!
Una valanga di sali minerali, vitamine e proteine, nonchè carboidrati.
Un ottimo antiinfiammatorio, un aiuto valido per lo stomaco stressato da coliti varie, gonfiori e acidità.
Non solo:interviene poco sulla glicemia e ha la proprietà di inibire il colesterolo cattivo nel fegato.
Ultima chicca: recenti ricerche hanno dimostrato la presenza di estrogeni che proteggono dal tumore al seno.

Che dite, può entrare di diritto nelle nostre scelte alimentari?

Oggi ve lo propongo in una delle ricette più apprezzate e più semplici.
Radicchio tondo di Chioggia (leggermente più dolce e meno amaro) e pancetta affumicata.
Due precisazioni: ho utilizzato orzo perlato perchè, rispetto all'integrale, ha bisogno solo di una leggera passata sotto l'acqua e di una cottura di circa mezz'ora.
Ultimamente tendo ad eliminare la carne dai miei cibi. Quindi mentre la mia famiglia ha mangiato l'orzotto cosi come ve lo descrivo , io ne ho cucinato uno a parte per me sostituendo le noci alla pancetta. Stesso procedimento con l'inserimento delle noci tritate a fine cottura!




ORZOTTO AL RADICCHIO DI CHIOGGIA E PANCETTA

400 grammi di orzo perlato
400 grammi di radicchio tondo di Chioggia
1 cipolla media
1\2 bicchiere di vino bianco secco
700 millilitri di brodo vegetale
100 grammi di pancetta (meglio se affumicata)
pepe bianco e sale
prezzemolo tritato quanto basta


Sciacquate velocemente l'orzo sotto l'acqua corrente.
Lavate bene il radicchio e tagliatelo a listarelle sottili.
Tritate finemente la cipolla e mettetela a soffriggere con 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva.
Unite la pancetta e fatela colorire leggermente.
Aggiungete il radicchio (tenete da parte un pò che vi servirà per decorare il piatto alla fine) e fatelo stufare per due minuti.
Unite l'orzo e fatelo tostare per un minuto.
Sfumate con il vino e fatelo evaporare totalmente.
A questo punto iniziate ad unire il brodo vegetale e portate l'orzo a cottura, ci vorrà circa una mezz'ora.
Mantecate se vi piace con il parmigiano, unite il prezzemolo e decorate con il radicchio cruso e servitelo ben caldo!



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13 gennaio 2015

Patate mille spezie



Una delle cose che mi piacciono di più è senza dubbio viaggiare.
E l'ho fatto.Anche troppo, prima di sposarmi.
Per necessità e diletto ero la classica ragazzina con la valigia in mano.

Poi mi sono fermata.
Figli, famiglia, nuove prospettive, nonni lontani da anteporre a qualsiasi altra meta.
Mi manca? Si,tantissimo, anche se non cambierei mai la mia vita di ora con quella che è stata.

Ma continuo a viaggiare, nella maniera che più mi si incolla addosso peggio dell' Attak sulle dita.
Viaggio con la fantasia, con i profumi, le spezie.
Viaggio grazie ai mille documentari, libri che ho sottomano.
Viaggio parlando con chi è diverso da me.
Viaggio grazie ad Internet.

Mi piace sbirciare nelle cucine degli altri,immaginarne suoni,luci e rumori.
profumi.
Tovaglie o tavoli nudi.Posate o semplicemente mani che raccolgono...

L'Asia è senza dubbio una delle mie mete preferite.
Per affinità emotive ed elettive è il mio posto sognato ed accarezzato a lungo .

Oggi vi porto in Kashmir.
Siamo nella parte settentrionale della penisola Indiana.
Una storia travagliata, uno stato controllato da tre potenze (India, Pakistan e Cina)....una regione meravigliosa, dove l'estrema piovosità dà vita a paesaggi incantevoli:


 E visi indimenticabili:


Il piatto che vi presento oggi è tipico del Kashmir.
Il Dum Aloo.
Patate e tante spezie.
Cento versioni di una stessa ricetta.
Addirittura nel bengala Occidentale viene utilizzato nei matrimoni
Non fatevi spaventare dalla presenza di tanti ingredienti.
E' un piatto comunque economico.
Ricco, ma vegetariano.
Ho trovato varie versioni,vi dicevo, in giro per il web.
Soprattutto varie modifiche al liquido di cottura.
Alcuni aggiungono la panna, altri la pasta di tamarindo, altri niente ,altri ancora il latte di cocco.
Io ho optato per quest'ultima versione per due motivi:la curiosità e quella maledetta lattina di latte di cocco che gironzolava ormai da mesi nella credenza ed era prossima alla scadenza!

Pronte?

PATATE MILLE SPEZIE (Dum Aloo)

6 patate grandi (o 10 piccole)
2 cipolle gialle
2 pezzetti di zenzero fresco
2 spicchi di aglio (anche tre se vi piace il sapore)
2 peperoncini rossi secchi (anche qui abbondate se reggete bene il piccante)
4 cucchiai di mandorle tritate
3 chiodi di garofano (io non li ho messi, mi ricordano troppo.,.le sedute dal dentista ^_^)
4 cardamomi
1 stecca cannella
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di curcuma
1 tazza di passata di pomodoro
1 lattina piccola di latte di cocco
1 cucchiaio di garam masala (reperibile nei negozi etnici)
olio
uvetta quanto basta (se vi piace)
coriandolo o prezzemolo per guarnire

Sbucciate le patate e tagliatele a dadi di medie dimensioni (non devono essere troppo piccoli).
Mettetele in una bacinella con dell'acqua per circa una mezz'ora.
Tritate su un tagliere lo zenzero, il peperoncino e l'aglio.
Devono essere tritati finemente, quasi ad assumere l'aspetto di una pasta (eventualmente aiutatevi con un mixer).
Tagliare le cipolle sottili sottili e metterle da parte
Scolare le patate e cospargerle con la curcuma.
Scaldare un cucchiaio di olio e far dorare su tutta la superficie le patate.
Metterle da parte.
Aggiungere altro olio nella padella (4 cucchiai) e unire la cannella, i chiodi di garofano e il cardamomo (che avrete leggermente schiacciato per far uscire i semini).
Quando il tutto inizierà a sfrigolare unite il cumino e dopo trenta secondi ,le cipolle sottili e fatele soffriggere finchè avranno preso un bel colore dorato.Aggiungere il trito di peperoncino, aglio e zenzero di cui sopra . mescolate, fate prendere sapore ed unite le patate e il sale.
Aggiungere le mandorle, la passata di pomo,l'uva passa (se la utilizzate) doro e cuocere finchè vedrete affiorare un pò di olio in superficie. Aggiungete il latte di cocco (o la panna, o la pasta di tamarindo oppure...niente!!), il Garam masala e una bella tazza di acqua.
Cuocete coperto e a fiamma bassa finchè le patate saranno belle tenere.
Se necessario aggiungete altra acqua.
Servite caldo con una bella spolverata di coriandolo o prezzemolo
Servire con pane indiano o qualsiasi tipo di focaccia!


(Fonti ricetta:E-Curry e FrancescaV.com)


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8 gennaio 2015

Portokalopita all'arancia,limone e zenzero e LIBERTA'




L'istantanea è quella di un sole giallo e di un mare blu.
E anche di case bianche sullo sfondo.
E quel caldo cosi forte che fa tremare all'orizzonte la grande colonna greca.

Perchè c'è bisogno di luce e di calore.
C'è bisogno degli elementi primordiali.
Mare,terra sole.

Solo questo per ristabilire un pò d'ordine in questo caos sparso e maledetto.
Perchè può accadere un giorno di veder spezzate delle matite con il sangue.
o magari di vedere un uomo inerte a terra, che guarda in faccia il suo destino.

Può capitare di vedere ovunque l'occhio famelico della telecamera.
Grande fratello maledetto in cerca sempre  dell'attimo da immortalare.
E non ha importanza quale  sia questo attimo.
Bello ,brutto, 
Una nascita, una morte.
Che importanza ha?

Nessuna di fronte all'esserci.

E allora mi perdo in questo caos.
E cerco limiti e confini.

E allora voglio la terra ,il mare e il sole.
Perchè loro sono parte di me.
E io parte di loro.
Come forse dovrebbe essere qualsiasi uomo.
Uno la parte dell'altro.
Occhi, bocche,mani cervelli.
E valanghe di libertà.

Voglio ubriacarmi di utopie.
Voglio ubriacarmi di sorrisi.
E di libertà.




Oggi una torta greca, almeno nelle origini.
Leggermente arricchita nei suoi profumi dalla presenza dello zenzero e del limone.
Forte è la preponderanza dell'arancia,decisa la presenza della pasta fillo e piacevolmente frizzante il retrogusto.
Se volete attenervi alla tradizione fatela semplicemente sostituendo i limoni previsti con il succo d'arancia.


Portokalopita all'arancia limone e zenzero

per lo sciroppo:

2 bicchieri di zucchero
300 ml acqua
1 cucchiaio di cannella
1 pezzettino di zenzero grattugiato
1 limone spremuto
1 arancia spremuta

per la torta:

500 gr pasta fillo
1\2 bicchiere di zucchero
2 arance spremute
2 limoni spremuti
200 grammi di yogurt greco
4 uova
1 cucchiaio di lievito per dolci
scorza grattugiata di due arance e due limoni

Prepariamo lo sciroppo:

mettiamo tutti gli ingredienti previsti in un pentolino e facciamolo bollire per circa otto minuti.
Facciamolo riposare.

Per la torta:

prendiamo una teglia rettangolare e ungiamola leggermente con olio di semi o burro.
prendiamo la pasta fillo e spezzettiamola grossolanamente ,facendola cadere nella teglia.
Unire il succo delle arance, dei limoni,il lievito,lo zucchero, lo yogurt e montare brevemente.
versiamo questo composto sulla pasta fillo e mettiamo in forno caldo a 180 gradi per circa quarantacinque minuti (forno statico).
Tiriamo fuori la torta e irroriamola con lo sciroppo preparato.
Lasciamola riposare (meglio se per tutta la notte)

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3 gennaio 2015

Il Risotto alla mozzarella di bufale e nocciole e la lacrima sul risotto



Una piccola foto nostalgica.
Una diapositiva del tempo che passa e corre.
E che tu rincorri.
A volte non è la ruga in più,
lo scricchiolio delle ginocchia appena ti alzi
o una nuova propensione alla commozione,
sia pure per il destino dei gechi del Madagascar.

A volte è proprio un gesto, un fatto, una parola
che sembrano incastonarsi alla perfezione in una polaroid "d'antan".
Guardi ,assisti ad un avvenimento, ad un discorso,
ascolti una parola e di colpo
dalla lampada d'Aladino esce il senso del tempo che scorre.

Datemi una diga, che so io, un frangiflutto ,un muro
in maniera tale che io possa ostacolare o almeno...rallentare.

La foto nostalgica di cui parlavo è quella che vedete.
E' quella che per me è diventata una polaroid della memoria.

Un risotto tirato fuori dalla piccola di casa mentre era intenta a giocare.
Mamma ,pensi che si possa fare un risotto bufala e qualcosa di croccante sopra?
Magari delle nocciole?
Pensi sia una bella ricetta?


E io la guardo.
Certo che si può fare
Ma tu non avevi tre anni?
Non eri ancora li, ferma a piangere per le ginocchia sbucciate  o perchè tua sorella aveva nascosto il tuo teletubbies preferito?
Perchè nessuno mi ha avvisato che siamo passati da Topo Gigio ad una bimbetta di otto anni che ragiona di bufale e mise en place ?
Ma quando è successo?

Perchè se io la guardo la vedo ancora piccola, con il ciuccio e il biberon in mano.
Ha otto anni.
Ma io, lei, come ci siamo arrivate fin qui?

Potrà sembrare eccessiva la lacrima sul risotto.
Ma ci sono degli attimi feroci in cui ci rendiamo conto che quelle piccole ali stanno spuntando.
Il problema è che si passa in maniera repentina dal pannolino al mascara.
E noi mamme, siamo lì, in mezzo a cercar di trovare quel momento.
Proprio quello in cui è successo.
Ma non lo troviamo mai

Oh, il risotto manco a dirvelo..era proprio buono!!

RISOTTO ALLA  MOZZARELLA DI BUFALA e NOCCIOLE TOSTATE

400 grammi di riso Carnaroli
1 mozzarella di bufala con il suo liquido di governo
1 cipolla piccola bianca
1 cucchiaio di olio 
50 grammi di burro
1 bicchiere di vino bianco
700 ml brodo vegetale
sale
pepe
70 grammi di granella di nocciole tostate

Versate in un pentolino il vino bianco e portate ad ebollizione. Fatelo sobbollire per cinque minuti e spegnete.
Tritate finemente la cipolla.
metterla a soffriggere in un tegame con l'olio e il burro previsti.
Unite il riso e fatelo tostare per un minuto.
Unite il vino caldo e fate evaporare.
A questo punto prendete la mozzarella di bufala e toglietele il liquido di governo. Mettetelo in un contenitore e mescolatelo con il brodo vegetale.
Unite questo mix mano mano al riso e portatelo a cottura.
Regolate di sale e pepe
Cinque minuti prima di toglierlo dal fuoco unite la bufala tagliata a dadini, spegnete il fuoco ,coprite e lasciate riposare per cinque minuti.
Unite la granella di nocciole e servite caldo.



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