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28 dicembre 2016

Lion-La lunga strada per tornare a casa- recensione


romanzo-recensioni-India-Saroo-Nicole Kidman



Un pomeriggio di tre settimane fa, la televisione accesa in sottofondo e una marea di articoli da scrivere quando...

Appare il trailer di Lion-La lunga strada verso casa. Sullo sfondo la mia amata India, in primo piano gli occhi profondi di un bambino. Alzo il volume e ascolto il trailer. Una storia vera. Non so perché mi colpisce, di solito evito come la peste le storie di bambini soli, persi o orfani.
Lo sono stata anche io, orfana, e non mi sono mai concessa un'attenuante. Nessuna scusante per questo mio stato, non ero diversa dagli altri, dovevo solo faticare un po' di più. Tutto qui. Non ho mai sopportato scorciatoie o benefit per questo mio status. E' capitato, c'est tout.

Però Lion mi ha stregato e sono andata a cercare il libro. Di solito, scappo a gambe levate dai film tratti da un romanzo. Mai all'altezza della fantasia che si sviluppa quando si legge.

Compro in versione ebook "La lunga strada verso casa" di Saroo Brierley promettendo a me stessa che alla prima pagina pseudo-strappalacrime l'avrei cancellato dal Kindle.

Tsè.

Saroo ha cinque anni e vive in un paesino indiano. Una sera accompagna il fratello più grande. Si ferma ad aspettarlo, si addormenta, si risveglia e non lo trova più. Sale allora sul treno fermo, pensando di trovarlo nei vagoni. Ma è piccolo, è notte e paura e stanchezza gli addormentano il cuore e la testa. Chiude gli occhi e si risveglia a Calcutta, 1600 km distante dal suo paesino. Non sa pronunciare bene il suo nome, non trova nessuno disposto ad aiutarlo. Saroo sopravvive nella stazione della città più caotica del mondo fino all'entrata in orfanotrofio e alla successiva adozione da parte di una coppia di australiani.
Venticinque anni dopo, tramite Google Earth, riesce a ritrovare il suo villaggio e la sua famiglia.

Eccola in sintesi la trama. Ho evitato alcuni spoiler ma le grandi linee della storia sono tutte qui. Una storia vera e anche ben raccontata. Se pensate di trovarvi davanti a un bambino in lacrime, scordatevelo. Saroo è forte e risoluto, dotato di un istinto di sopravvivenza unico. Non verserete una lacrima, non ve lo permetterà in nessuna pagina del libro. 

Una scrittura semplice e tipica di chi nella vita fa altro. Non ci sono interventi di mani esterne (benedetti noi ghost writer) e si capisce riga dopo riga. Scarno, essenziale ma coinvolgente. Lo leggete in un giorno e, dopo l'ultima riga, vi sembrerà di aver lasciato un amico.

Dicono che il film sia in aria da Oscar, con una Nicole Kidman in gran forma. Non so se lo andrò a vedere.
Ho paura di dare nomi, volti e profumi ai personaggi della storia. Mi basta quello del vero Saroo, per ora.


                                   

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2 giugno 2016

Un libro per il fine settimana: "Incubo" di Wulf Dorn...FINALMENTE!!!



Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio (collana Top Thriller)
Edizione cartacea ed ebook
2016, pagine 361


“....A volte qualcosa ci spezza. Non sentiamo alcun rumore, neppure ce ne accorgiamo. Eppure fa malissimo. E’ un dolore cosi violento che ci sembra non passerà mai. Nemmeno tra mille anni….”

Trama:

Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d'auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso ma, da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l'indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. 
 (fonte IBS )

Io ed "Incubo":

La fila in libreria l’ho fatta per pochi testi.
Harry Potter signori, prenotazioni mesi prima per poter acciuffare la mia copia.
E i libri di Wulf Dorn che nel mio cuore combatte solo con Donato Carrisi per quanto riguarda il thriller moderno.
E il 26 maggio è arrivato.
“Incubo” è finalmente tra le mie mani.
Sapete qual è la prima reazione di fronte ad un libro che ho atteso a lungo?
Lo lascio sul mio comodino dopo averlo annusato. E per i primi due, tre giorni lo osservo soltanto. Comes e avessi paura di violarlo.
Poi inizio a leggere e il problema è fermarmi.
E iniziano le maledizioni per aver fatto quel coeso all’Università di lettura veloce.
Le pagine scorrono via troppo veloci.
Se dovessi dare un sapore all’ultima fatica di Wulf Dorn sarebbe il sapore delle ciliegie mangiate da piccoli ,nascosti nella penombra di tremolanti pomeriggi estivi, mentre le cicale chiacchierano senza sosta.
Pomeriggi lunghi, interminabili con protagonista una bicicletta, la noia e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo.
Un ragazzino, una ragazzina.
Fin qui niente di strano.
Ma siamo a casa di Dorn, il thriller puro, signori.
Quello più difficile da maneggiare perché non ci sono scie di sangue color ketchup a mettere paura.
C’è soltanto la maestria delle parole che evocano.
A volte evocano tenerezza.
A volte quelle stesse parole diventano denti di lupo, ben affilati.
E quindi ecco che nei caldi ed afosi pomeriggi di quell’estate compaiono un ragazzino Simon, affetto da leggero autismo, la scomparsa di entrambi i genitori. Una zia, Tilia, ed un fratello adorato Mike che non sanno bene cosa farsene di questo bimbo problematico…tant’è vero che all’orizzonte ecco profilarsi l’ombra di un collegio stantio.
Sembra un Harry Potter ma al contrario. Dove l’empatia degli adulti nei confronti di un adolescente che soffre trova un grosso limite: l’inadeguatezza.
Adolescenti che hanno in comune un’unica grande paura: la solitudine e la paura di essere dimenticati.
La paura che un alito di vento possa cancellare una vita.
Le pagine scorrono via come una limonata ghiacciata durante il solleone.
Ogni pagina è un tassello in più, altre volte un tassello in meno.
E il mosaico a volte cresce spietato ma niente è quello che sembra.
Il lupo è ovunque. Magari potessimo riconoscerlo a naso. A volte è in aliti impensati, a volte quel che sembra lupo è semplicemente un agnello. A volte l’agnello diventa lupo affamato.
Se cercate un libro senza l’ego dello scrittore, se cercate un libro in grado di acciuffarvi per i capelli per calarvi nella storia lo avete trovato.
Sarete protagonisti, il cervello mai addormentato ma stimolato continuamente dalla storia.



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26 maggio 2016

Un libro per il fine settimana- "La ragazza che non sapeva" di Marion Pauw



“Iris Kastelein lavora presso Bartels & Peters, un rinomato studio legale di Amsterdam dove, in cambio di laute parcelle, si soccorre il prossimo nei guai con la legge. Giovane avvocato, si sforza di comportarsi da impeccabile professionista anche quando deve difendere uomini di mezza età dalla pessima reputazione, come Peter van Benschop, della ricchissima famiglia di armatori Van Benschop, un quarantenne accusato di aver compiuto atti disgustosi su una ragazzina ingenua. Uno «sporco lavoro», come si suole dire, reso ancora più proibitivo dal fatto che Iris deve occuparsi anche di Aaron, il bambino avuto da un uomo dal quale si è sentita attratta una sola volta in vita sua, precisamente dopo avere tracannato un certo numero di cocktail a una festa di Capodanno.
 Tra sessanta ore di lavoro alla settimana, riunioni, rapporti, cause, negoziati che si succedono a ritmo infernale, corse all’asilo per recuperare Aaron, Iris sa, però, di essere una giovane donna grintosa, indipendente, con un bambino semplicemente adorabile. Un giorno, tuttavia, una scoperta sconvolgente viene a disintegrare tutte le sue certezze. Una futile indagine sulle cause della morte di un pesciolino, contenuto nell’acquario apparso di punto in bianco qualche anno prima nel salotto di sua madre – una donna che è sempre stata una sfinge, circondata da un intrico di linee invisibili e insuperabili –, la conduce sulle tracce di un certo Ray Boelens. Ray non è soltanto il primo proprietario dell’acquario, l’uomo che per tredici anni ha trascritto con meticolosa precisione quali pesci erano stati comprati, la salinità dell’acqua, la temperatura ecc.
 Ray è, secondo la giustizia olandese, un assassino accusato di un crimine orrendo: avrebbe ucciso, con numerose coltellate,ì la sua vicina insieme con la figlia perché non ricambiava i suoi sentimenti, e avrebbe poi infierito sulla piccola spegnendo sul suo cadavere un mozzicone di sigaretta. Questo «mostro della porta accanto», infine, spedito a marcire tra le mura di un manicomio criminale, porta stranamente lo stesso cognome della madre di Iris: Boelens.



E’ difficile trovare un thriller che possa sorprendermi.
E’ il mio genere preferito. E ne leggo tanti, alcuni per lavoro, altri per diletto.
E fornire una recensione obiettiva è sempre difficile perché è difficile trovare un thriller che riesca a sorprendermi.
E negli ultimi tempi solo i romanzi di Wulf Dorn hanno avuto il potere di scuotermi, di farmi provare quel sottile brivido lungo la schiena.
Brivido che non ho provato leggendo questo romanzo perché non è strutturato come un thriller mozzafiato.
“La ragazza che non sapeva” mi ha stupito non per la storia ma ripeto, è un problema di chi vi scrive, quanto invece per la scrittura.
Chiara ,limpida, sarcastica.
Nessun tono tragico o misterioso ma una narrazione incalzante eppure quasi “domestica” che prende per mano in ogni momento.
La protagonista non è femme fatale o un’eroina senza paura.
E ‘ semplicemente una mamma single che lavora tanto e che si sente sempre inadeguata.
Iris è una di noi.

Marion Pauw è una bravissima autrice olandese , autrice di “Villa Serena”, altro ottimo romanzo. Con “ La ragazza che non sapeva ” ha vinto un premio prestigioso in patria, Il Golden Noose  .

Io ve lo consiglio vivamente.
Una lettura non impegnativa ma al tempo stesso incalzante ,adatta per un fine settimana dedicato al relax.
Un romanzo-thriller piacevole e dai risvolti inaspettati.
Una scrittura scorrevole che scava negli angoli bui dell’animo umano senza paura ma in punta di piedi.

I miei voti:
Trama: 8/10
Scrittura: 9/ 10

Autore: Marion Pauw
Editore : Neri Pozza
Pagine: 305
Disponibile versione ebook


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