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15 novembre 2016

I panini al latte e cioccolato e le ragazzine già mangiate


panini latte cioccolato colazione


Le ragazzine portamele già "mangiate"
"Le devo anche digerire?"
"Ahah, sei la solita imbecille ahaha"
😕
Ahaha 'na cippa lippa. E scusate il francesismo. Allora, non mi arrabbio per l'imbecille, ci mancherebbe, ne sono consapevole 😆😆. Purtroppo ho un unico neurone chiamato Superstite che galleggia nel mio cervello come la particella di sodio dell'acqua Lete. Quello, poverino, chiede C'è nessuno? Ma gli rispondono solo i succhi gastrici dal basso, perchè altro non c'è. Quindi è chiaro che quando la bocca mi parte senza essere collegata al Superstite sono dolori. Per fortuna che la maggior parte delle persone ride e non si ferma a riflettere perchè altrimenti mi prenderei una legnata sugli spazi gengivali ogni giorno!



Portamele già mangiate. 

Ma che capperi vuol dire?
Te le devo rosicchiare, devo mangiare un braccio, una gamba, un bulbo pilifero? Insomma, che cosa devo fare a 'ste due povere ragazzine?


Ma no, volevo dire.....portarmele dopo pranzo.

E ci vuole tanto ad allungare la frase? Ma perché la gente parla come i telegrammi? Hanno la tariffa a seconda delle vocali e delle consonanti?Ma che mondo bischero!


La lingua italiana è meravigliosa, piena di sfumature, colori, chiaroscuri.

Usiamoli.
Non costa nulla, magari un po' di fiato in più.
E che sarà mai!
'Na bella respirazione bocca a bocca e passa tutto.

Cosa c'è di più semplice del pane con una bella tavoletta di cioccolato?
Nulla.
Datemi quintali di Nutella e io continuerò a preferire la cara, vecchia, tavoletta di fondente puro o nocciole o latte o quel che vi pare, purchè faccia cronk.
Vi propongo dei semplici panini al latte e cioccolato per una colazione ricca ma anche semplice, perché sono i sapori elementari quelli che il palato non dimentica.


PANINI AL LATTE E CIOCCOLATO

500 gr farina
250 ml latte intero 
100 gr burro
1 bustina di lievito secco
1 pizzico di sale
1 tuorlo d'uovo
70 gr zucchero
essenza di vaniglia
1 tavoletta di cioccolato 

latte per spennellare la superficie

Tirate fuori il burro per farlo ammorbidire.
Su un tavolo mettete la farina a fontana. Unite tutti gli ingredienti (tranne il cioccolato) e iniziate a impastare. Se il composto necessita di altro liquido, aggiungete altro latte oltre la dose prevista. Dovrete ottenere un composto omogeneo. Mettete a lievitare fino al raddoppio della massa. Riprendete il composto, rilavoratelo e staccate all'incirca otto pezzi di impasto. Prendetene uno, stendetelo a mò di piccolo rettangolo e al centro mettete tre, quattro quadratini di cioccolato. Chiudete, dategli la forma che più vi piace e continuate fino a esaurimento dell'impasto. Mettete i panini nella teglia che poi andrà in forno a fate rilievitare per circa 30 minuti.
Spennellate la superficie e cuocete in forno caldo a circa 200 gradi per 30 minuti. Accertatevi dell'avvenuta cottura e fate raffreddare.


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15 agosto 2016

Le Brioche allo yogurt e che la regina Elisabetta ci salvi







Chi mi segue lo sa.
Leggo per mio piacere e per lavoro , se può essere considerato un lavoro il fatto di leggere un libro.
Questa estate mi sono toccati due dei thriller etichettati dalla stampa mondiale come i migliori dell’anno  della categoria di appartenenza
Uno “La vedova” di Fiona Barton.
L’altro “La ragazza del parco” di Alafair Burke.
Che Iddio e la regina Elisabetta ci salvino dai libri –marketing.
Li ho terminati a fatica , con un ‘incipiente orticaria che sta dilagando soprattutto attorno alle mie sinapsi.

Brutti, scontati, inconcludenti.
Ci sono libri che ho amato da subito, come Siddharta di Herman Hesse. Libri che ho odiato all'istante come la famosa trilogia ( Le cinquanta sfumature di noia ops di grigio tanto in voga qualche periodo fa). Libri che mi hanno messo in pace con me stessa,come "Fa bei sogni" di Gramellini, libri che ho faticato a finire come "Guerra e Pace". Libri amati anche controcorrente come "I Promessi Sposi " al liceo. Libri che ,sempre controcorrente, non ho amato come la "Divina Commedia"....

La scelta di un libro è qualcosa di estremamente privato e legato al sentire di ogni singolo.

Mi sono imbattuta anni fa nei "Dieci diritti del lettore" scritti da Daniel Pennac. E ve li voglio riproporre perchè io li ho adorati all'istante!
E mi sono tornati in mente dopo queste letture poco edificanti.


1) Diritto di non leggere

2) Diritto di saltare le pagine

3) Diritto di non finire un libro

4) Diritto di rileggere

5) Diritto di leggere qualsiasi cosa

6) Diritto di provare soddisfazione per le sensazioni che proviamo  durante la lettura

7) Diritto di leggere ovunque

8) Diritto di spizzicare,cioè di aprire un libro a caso e leggere qua e là

9) Diritto di leggere a voce alta

10)Diritto di tacere,cioè di non riferire ad altri le ragioni del nostro leggere o che cosa abbiamo capito.



Fame ne abbiamo?
In quantità!
E voglia di dolce?
A tonnellate
E allora diamoci sotto con le briochine che servite con il gelato sono l’essenza al quadrato dei pranzi sotto il solleone.
La ricetta viene nientepopodimeno che dal blog di Adriano
Penso proprio che non abbia bisogno di presentazioni.
Vi rimando al suo blog per tutte le spiegazioni tecniche e le chicche che solo lui sa darci.
Io vi propongo la versione basic di queste brioche.
Buone , belle compatte.
Da provare a colazione e con una tonnellata di gelato.
Cosi ce le siamo servite oggi io e lei
Una chilata di gelato, panna e cioccolato fuso come se piovesse.
Dovevamo pur testarla la ricetta prima di proporvela, non credete?
La dose che vi propongo è per circa 10 brioche!





Brioche allo yogurt


500 grammi di farina
2 uova + 1 tuorlo
150 grammi di yogurt magro
12 grammi di lievito di birra fresco
100 grammi di zucchero
100 grammi di latte
60 grammi di burro fuso
Zeste di 1 limone e 1 arancia
1 cucchiaio di miele
2 cucchiai di rum
7 grammi di sale

Mescolate le zeste di 1 limone e l'arancia insieme allo yogurt e mettete da parte.
In una ciotola mescolate il latte tiepido, il lievito sbriciolato, 1 cucchiaino di miele, 90 grammi di farina.
Mescolate e fate raddoppiare.
Prendete la planetaria e mescolate il composto con le uova e il tuorlo (gancio foglia).
Unite metà dello zucchero e farina quanta ne basta per iniziare ad incordare.
Aggiungere lo yogurt in 3 volte insieme al resto dello zucchero e della farina.
Unite il miele, il sale e mescolate.
Unite il burro fuso e il rum.
Inserite il gancio nella planetaria e incordate l’impasto.
Una volta omogeneo, fatelo lievitare fino al raddoppio.
Una volta lievitato prendetelo e dividetelo in pezzi di circa 70 grammi l’uno.
Dategli la forma che preferite e fatele lievitare per altri 45 minuti.
Spennellate con un po’ di latte e fate cuocere in forno caldo a 170 gradi per 12 minuti.
Non eccedete con la cottura pena una brioche estremamente dura.
Fate raffreddare e servite




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27 luglio 2016

Hawaiian Bread Rolls






Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


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2 maggio 2016

Kinder Cereal Ale' Ale'-falso d'autore e il manuale della casalinga perfetta




Pensate sia anacronistico?
Niente affatto.
Vi ripropongo un tema di cui ho parlato anni fa ma che rimane sempre attuale.
Volete trasformarvi in una casalinga perfetta?
Venite con me,vi accompagnerò in questo viaggio allucinante..ehm...volevo dire entusiasmante.
Ho scovato e tradotto un piccolo manuale della casalinga perfetta. Un trattato degli anni '60 che veniva letto e studiato durante l'ora di economia domestica francese.
A me, scartabellando tra i ricordi di mia mamma, me ne capitò uno in mano. Ma vi assicuro che c'erano nozioni di cucito, di cucina, di economia ,di ricamo. Qualche piccola digressione verso il pollice verde,ma nulla più. O comunque niente di quello che ho letto in queste piccole pagine che ho trovato...
Bando alle chiacchiere.
Tirate fuori il grembiulino,si proprio quello a quadretti rosa, quello con la pettorina e i volants. Chignon d'ordinanza,rossetto mi raccomando, filo di perle e orecchini in pendant. Si parte, allacciate le cinture di sicurezza e facciamo un bel tuffo all'indietro.
Niente sarà più lo stesso..

Prima regola della casalinga perfetta:

"Fate in modo che la cena sia sempre pronta al suo rientro.
Se occorre preparate tutto fin dalla sera prima perchè il LUI in questione ha bisogno di trovare al suo rientro un delizioso pasto che lo attende. E' una maniera per fargli sapere che avete pensato a lui,ai suoi desideri e ai suoi bisogni .La maggior parte degli uomini torna dal lavoro affamata e la prospettiva di una deliziosa cena è allettante"
Questa prima regola è un incipit soft, giusto per non farvi chiudere subito il manuale e mandare la sottoscritta a raccogliere zucchine sul Raccordo Anulare. . In linea teorica noi foodblogger possiamo essere d'accordo. Amare lo spignattamento è una maniera di comunicare amore ai nostri cari, di coccolarli, di allietarli e di consolare e cancellare una giornata storta. Magari non ci mettiamo a preparare dalla sera prima, però dai......'sta regola ci piace, che dite?

Seconda regola:

"SIATE PRONTA!
Prendetevi quindici minuti di tempo per riposarvi prima del suo rientro. Ritoccatevi il trucco, mettete un nastro nei capelli, siate fresca e affabile. LUI ha trascorso la giornata in compagnia di persone che lo hanno stressato e sovraccaricato. Siate allegra e rendetevi più interessante delle persone che lo hanno circondato al lavoro. La sua giornata ha bisogno di essere rallegrata e questo è uno dei vostri principali doveri"
Ora, il fatto di "rassettarsi", di ritoccarsi il trucco è una regola valida senza dubbio. Con l'unica differenza (spero e mi auguro) che oggi lo facciamo per noi stesse e non in relazione al maschio dominante!
E poi mi chiedo: ma la casalinga perfetta vintage era sempre sorridente e allegra?
Le sarà capitata qualche volta una di quelle giornate in cui il detersivo non  lava che più bianco non si può, mezza camicia rimane appiccicata sul ferro rovente e il sugo ha deciso di amoreggiare tenacemente con le piastrelle?
O che magari un ragazzino si è infilato una matita su per il naso, l'altro infante, fulminato sulla via di Damasco, ha deciso di liberare tutta la sua collezione di lucertole in giro per casa e il gatto, non trovando la sua personale limetta per le unghie, ha pensato bene di accarezzare con passione il divano?
Timer alla mano, quindici minuti prima del suo rientro respirazione in stile Hatha Yoga, diciamo tutte insieme Om...Om..Om...trucco, parrucco, profumo, i l nastro (mi raccomando il nastro) e aprite la porta mentre cercate di ingoiare come un malefico rospo quel sonoro Vaffa che vi ostruisce la giugulare.
Sorridete casalinghe sorridete.
( e ricordatevi ...siamo solo all'inizio)

Sia chiaro.
Sono consumatrice sana di merendine.
E ora l’ho detto.
Mi piacciono, mi piacevano quando me le nascondevano a casa e impiegavo gran parte della mia giornata per scovarle e mi piaceranno pure quandos arò sdentata.
Tanto so morbide.
Ma le Kinder capperi no.
Datemi una Kinder Brioss se mi volete male.

Ma siccome ogni regola ha la sua eccezione eccola all’orizzonte.
La Cerealè, nata dall’Expò e dalle richieste degli utenti.
Oh è buona eh? Soffice, gustosa, un’ottima crema allo yogurt ma…ma c’ha il lampone.
E a me non garba.
E allora ho provato a farmela da sola.
Ho stuzzicato u po’ di ricette, ho studiato a memoria la lista degli ingredienti e voilà la ricetta.
Buona e con i frutti di bosco al posto del lampone antipatico.
Le foto? Soprassedete.
Sono nel periodo shabby e sto “shabbando” la mia casa come se non ci fosse un domani.
Muri, mobili e gatta compresa.
Il tempo è poco e la voglia di fare delle foto accettabili è finita nel cassetto delle cose perdute!

CEREALE’ ALE’ ALE’

Per l’impasto:
300 grammi di farina 00
160 grammi di farina integrale
40 grammi di farina di riso
2 tuorli
20 grammi di semi misti (lino sesami zucca quello che volete)
30 grammi di burro fuso
20 grammi di olio di semi
120 grammi di zucchero
1 pizzico di sale
Vaniglia
1 bustina di lievito  di birra
180 millilitri di latte intero

Per la crema allo yogurt:
panna da montare vegetale
1 vasetto di yogurt bianco dolce
4 cucchiaini di zucchero a velo

Marmellata:
frutti di bosco (o comunque secondo il proprio gusto)

Disponi le farine setacciate sul piano di lavoro infarinato (oppure nella planetaria)
Aggiungi tutti gli ingredienti previsti e inizia ad impastare.
Quando si sarà formato un impasto compatto ed omogeneo mettilo a lievitare per circa un’ora e mezza (o almeno fino al raddoppio).
Riprendi l’impasto , sgonfialo un pochino e mettilo in una teglia rettangolare di medie dimensioni, foderata di carta forno.
Fai lievitare di nuovo per circa 30 minuti.
Accendi il forno a 180 gradi e cuoci il tuo impasto per circa 30 minuti.
Prepara la crema:
Monta la panna vegetale (ti consiglio di usare questa perché rimane più compatta e il risultato sarà simile all’ originale).
Una volta montata aggiungi lo yogurt poco alla  volta e mescola. Unisci anche lo zucchero a velo (assaggia e valuta il grado di dolcezza)
Fai raffreddare la base cotta in forno.
Toglila dalla teglia e tagliala in rettangoli.
A me ne sono venuti circa 14.
Prendi ciascun rettangolo e taglialo in tre parti per la lunghezza.
Farcisci uno strato con la crema allo yogurt, e l’altro con la marmellata da te scelta.
Ricomponi gli strati, attendi una mezz’ora e gusta!


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22 marzo 2016

La Treccia al burro ovvero la mitica Butterzopf e il dottor Coca-Cola


Dell'Europa del Nord mi mancano tante cose.
Della Germania me ne mancano altrettante
Ma della Svizzera mi mancano molte, troppe cose.
Ma questo non è un post melenso.
E allora vi dirò che mi manca  il cioccolato.
Mi manca il Migros.
Mi mancano i formaggi puzzolenti.
Mi mancano le servelade
Mi manca Zurigo e la sua bellezza.
Mi mancano tutte quelle comparse che hanno fatto della mia vita un caleidoscopio di incontri.
Mi mancano LORO
E mi manca lui, il famigerato Herr Doktor

"Perchè tu quando fare male panza ja, tu dofere bere coca cola perchè fare tanto bene a panza tua ja? "
Ma io avevo la febbre, il mal di gola, il raffreddore. Non il mal di pancia.
Fa niente. Il dottor Coca-Cola (incubo dei miei soggiorni estivi in Svizzera) mi prescriveva sempre ettolitri di Coca-Cola. Per lui la panacea di tutti i mali.
Anno dopo anno constatava la mia crescita e immancabilmente mi diceva: "Fisto a bere Coca cola ja, tu crescere come piccolo fiore sfizzero"
Voi direte giustamente: ma in estate ti ammalavi?
Ora dire estate in Svizzera,ma la Svizzera quella su,quella proprio in alto, quella che se fai uno zompetto più esagerato ti ritrovi in Germania senza passare dalla dogana, è un eufemismo.
Luglio, massima temperatura 28 gradi.
Per me, abituata a vedere l'asfalto perdere il proprio confine per il caldo, beh era un pò tiepido ma nulla più.
Per lo svizzero quei 28 gradi erano sinonimo di desertificazione all'ultimo stadio.
E allora partivano in ordine sparso:
- razzia al supermercato più vicino di tutte le bustine per fare il thè (quello finto si, proprio lui), thè freddo al limone
- scorte immani di acqua, sidro e Coca-Cola (hai visto mai dovesse passare herr Doktor ^_^)
- corsa stile maratona newyorkese presso la piscina più vicina al grido di "Accidenti quant'è caldo" (lack isch da warm)
E io li guardavo senza capire, come non capivo i loro Birkenstock con tanto di calzino bianco corto ai piedi.
A forza però di sentirmi dire "che caldo che caldo" alla fine iniziavo a sentirlo anche io. E mi tuffavo. Il problema era poi riuscire dall'acqua e farsi accarezzare da quel simpatico venticello che ti risvegliava ossa che manco sapevi di avere.
E scattava la febbre.
E immancabile arrivava lui con la sua Coca-Cola.
Mi faceva stare meglio?
No,ma quel dottore "sfizzero" che si sforzava di parlare in italiano è uno dei ricordi più piacevoli che ho.



Altro ricordo estremamente piacevole?
La treccia al burro ,ovvero la Butterzopf, il pane della domenica.
Un peccato di gola nel quale affondare come se non ci fosse un domani.
E' un pane "neutro" oserei dire.
Infatti viene utilizzato sia come accompagnamento di piatti salati che dolci.
Io, va beh, che ve lo dico a fare, lo accompagno solo con i dolci.
Ovvero : Olio di palma a fiumi ( ^_^) marmellata, burro e miele.
E non solo.
La morte sua è con la cioccolata.
A pezzi, fondente, con le nocciole, al latte..
La ricetta che vi propongo è quella della mitica Betty Bossi.
Avete presente la Betty Crocker americana?
Ecco, la Bossi è il suo alter ego alpino!
Non ho trovato dimora svizzera autentica senza almeno un libro delle sue ricette.
Unica accortezza: utilizzate lievito fresco, il classico cubetto, non quello in bustina.
( la mia treccia presenta una deroga: è spolverata con lo zucchero a velo proprio perchè la utilizzo solo con i dolci)

BUTTERZOPF ovvero la treccia al burro
(dosi per circa 750 grammi di treccia)
500 grammi di farina
1 cubetto di lievito fresco  
70 grammi di burro di ottima qualità
1 cucchiaio di zucchero
1/2 cucchiaio di sale
300 millilitri di latte intero tiepido

Per la superficie:
1 uovo
latte


Mescola la farina con il sale.
Mettila  sul tavolo di lavoro infarinato e forma una fontana (o mettila  nella planetaria)
Sciogli il lievito in un bicchiere con il cucchiaio di zucchero zucchero e un pò del latte tiepido previsto.
Una volta sciolto versalo al centro della fontana.
Lascia riposare cosi per una decina di minuti .
Unisci il burro morbido e inizia ad impastare per almeno una decina di minuti (ovviamente utilizzando la planetaria il lavoro sarà più semplice)
Metti a lievitare fino al raddoppio.
Riprendi l'impasto, lavoralo brevemente e dividilo in due.
Forma due cordoni abbastanza lunghi.
Inizia a formare la treccia.
QUI trovi lo schema per realizzarla ma se non hai tempo intrecciala come vuoi, non si offenderà nessuno!
Rimettila a lievitare per altri 30 minuti circa.
Prepara il mix per spennellare la superficie battendo l'uovo con il latte.
Spennella la tua treccia.
mettila in forno caldo (200 gradi) per circa 30 minuti, coprendo la superficie per i primi minuti con la carta forno.
La tua treccia sarà pronta quando batterai la superficie e sentirai un suono "vuoto".
falla raffreddare e gustala come vuoi!


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24 febbraio 2016

Il PAN BAULETTO AL CIOCCOLATO e sono una killer,serial killer please







Dicono che la colpa sia della fontanella che non si è chiusa bene da piccola.
Oppure di mia mamma che non mi lucidava le scarpette.
Oppure di qualche caduta accidentale da passeggino-seggiolone-lettino.
Io la mattina dopo il caffè mi dedico alla mia occupazione preferita: rompere gli aspirapolvere.

Ebbene si facciamo il conto:un anno di convivenza,diaciannove di matrimonio per un totale di dieci aspirapolvere e penso di averne dimenticato qualcuno nel conto totale.Non scherzo.Quando entro in un negozio si aziona automaticamente la colonna sonora dello squalo,avete presente?

E gli aspirapolvere iniziano a sudare polvere fredda,i filtri antipolline cercano una via di fuga e i sacchetti cercano l'autocombustione per farla finita subito.Stendo la mano e il prescelto inizia a gridare: "Scegli lui, scegli lui non me..." Sono una serial killer di aspirapolvere,lo confesso. Mi daranno l'ergastolo?
Rompo tutto. Rompo tubi, perdo i filtrini, rompo le spazzole,li appoggio da qualche parte e splash planano a terra,provocandosi insanabili fratture.

Ma stamattina, vostro onore, lo confesso, l'apoteosi.Ho rotto in un sol colpo il tubo di gomma dell'aspirapolvere(mi si è aperto come una caramella) e l'ultimo arrivato:il robot puliscipavimenti che va da solo.
Avete presente quella specie di navicella spaziale che gira da sola per casa,spolvera,lucida evita,muri,scale,sale sui tappeti ,si ciuccia la gatta e me la ridà lavata e stirata e mi prepara pure il caffè?
Ecco.
Mio marito quando l'ha visto nel negozio c'ha intavolato una discussione:"Ti  prego,vieni a casa con me,non aver paura.tanto nemmeno ti deve toccare.Ti azioni con il telecomando.Che male ti può fare" 
E Rolando (cosi si chiama) si è fatto convincere dal pover'uomo.
A giugno l'ho comprato.
Stamattina l'Estrema Unzione.
M'ha lasciata così,senza una parola,senza un motivo...
Sigh,vado a prendere la scopa...



A questo punto urge una consolazione.
Quale miglior alleato se non il cioccolato?
E il cioccolato ovviamente chiama il pane e....perchè non metterli insieme?


Ovviamente il mio prodotto fa l'occhiolino alla versione bianca del famoso prodotto in commercio.
Ma non vi strizzerò ferocemente le zucchine decantandovi le doti naturali e salutistiche del mio contro quello in commercio.
Macchè.
Vi dico semplicemente fatelo perchè...perchè al supermercato mica lo trovate !! ^_^


PAN BAULETTO AL CIOCCOLATO


per il lievitino:

50 grammi di farina
50 millilitri di acqua 
2 grammi di lievito di birra (Io utilizzo per comodità quello in bustina)

per il pane:

450 grammi di farina
50 grammi di cacao amaro
70/100 millilitri di latte intero
100 grammi di cioccolato tagliato grossolanamente
50 millilitri di olio (mais.girasole)
2 cucchiai colmi di zucchero
100 millilitri di acqua naturale non fredda
1 pizzico di sale


Prepara il lievitino:

  • Unisci la farina,l'acqua e il lievito.Otterrai un composto abbastanza liquido.Coprilo e fallo lievitare per circa due ore.
  • Nella ciotola della planetaria (o su un tavolo infarinato) unisci al lievitino lo zucchero,la farina,il sale,il cacao amaro,l'acqua e l'olio.Inizia ad impastare.Aggiungi mano mano il latte .Non è detto che ti servirà tutta la quantità del latte indicata.Fermati quando avrai ottenuto un composto omogeneo e ben lavorabile.
  • A questo punto unisci il cioccolato,lavora di nuovo per un pò e metti in un luogo tiepido a lievitare.Deve raddoppiare di volume.Se l'ambiente è troppo freddo,accendi il forno per due,tre minuti,spegnilo e metti l'impasto dentro a lievitare!
  • Una volta lievitata, prendi il composto,lavoralo di nuovo,sistemalo in uno stampo da plumcake e fai riposare di nuovo per una mezz'ora.
  • Cuoci in forno caldo a 180 gradi per circa 35 minuti.
  • Se la superficie dovesse scurirsi troppo, coprila durante la cottura con un foglio di carta forno.
  • fai raffreddare bene prime di servirlo!

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