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14 febbraio 2017

I pici con le molliche e la rivoluzione delle 'ntamate




pane raffermo-Toscana-pici

Bionda con occhi grigio topo.



Mediamente alta verso il basso.



Mediamente sorridente.



Mediamente malinconica.



A guardarla bene l'espressione ricordava quella di una gallina, tipo Rosita, quella del Mulino Bianco. Gli occhietti roteavano ingenui, la testa si chinava a dir di si. Al marito, al padre, alla madre, al cane, al gastroenterologo e al direttore della banca dove lavorava.
Non prestava molta cura all'abbigliamento. Grigetto con una naturale inclinazione verso lo scozzese sbiadito.
Letizia, il suo nome.

Beffa del destino.



Io la guardavo sconcertata ogni volta. Non riuscivo a capire come riuscisse a non prendere mai una decisione, un colpo di testa. Che so, un tuffo in mare il 12 di marzo. Cosi tanto per dimostrare a se stessi che la follia è un abito colorato.
Conduceva la sua vita a piccoli passetti adoranti. I figli, un maschio e una femmina, avrebbero fatto incazzare di brutto anche la Montessori. Avidi, prevaricatori. Ma lei faceva finta di nulla. E sopportava con quella schiena sempre più china, sempre più curva. Le malelingue dicevano che la gobba si accentuava al crescere delle corna che il marito puntualmente le metteva. Con la vicina ,con l'insegnante di pianoforte, con la fioraia e voci di corridoi azzardavano pure con la suocera.




Ma di questo non ho prova e non vi racconterò.



Lei sapeva?
Noi pensavamo tutte di no.
Almeno fino alla sua sparizione.
Scomparsa, cosi, di punto in bianco, dalla sera alla mattina. Volatilizzata come se non fosse mai esistita. Ad allarmarsi fu proprio il gastroenterologo. Ora, a dirla tutta, noi avevamo sempre pensato che Letizia avesse preso tale medico come il suo confessore. Ci andava ogni mese, sempre un giorno dispari e sempre con largo anticipo.  "Non si sa mai" diceva lei.

 "E' fusa "pensavamo noi.



Del resto, c'era chi aveva il personal trainer, il personal coach, lei aveva il personal gastroenterologo. Che poi era proprio "personal", visto che venimmo a sapere che durante le visite tutto le controllava tranne le condizioni della cistifellea.



Rimanemmo sconvolti.



La cara e grigia Letizia con i suoi abiti scozzesi sbiaditi in realtà era una panterona gaudente.
Non è stata più trovata.
Ora, mi piacerebbe raccontarvi che il marito e i figli si consumarono come candele al pensiero di questa mamma e moglie scomparsa.
Il simil-lutto durò tre mesi appena. I ragazzi andarono via di casa e il marito si diede alla caccia di vedove facoltose.
L'unico pensiero che mi consola è che pare l'abbiano vista a bordo di una Harley, vestita di pelle nera e borchie, avvinghiata alle spalle di un baldo giovane muscoloso.
Ciao 'ntamata!

'Ntamata è un termine palermitano che sta ad indicare una persona perennemente rintronata, addormentata, passiva. A me piace pensare che molte volte, dietro un aspetto compassato,ingenuo e rinco.... si nasconda una furia!





Oggi un piatto della mia terra semplice e buono: i pici con le molliche. Ve li propongo in una versione eretica, che si discosta dalla versione ufficiale per la presenza dell' aglio e del peperoncino.

Questa ricetta è un sistema economico e gustoso per recuperare il pane avanzato!



PICI CON LE MOLLICHE


500 grammi di pici
300 grammi di mollica di pane raffermo, secca e sbriciolata
olio
parmigiano o pecorino
aglio e peperoncino

In una casseruola soffriggere uno spicchio d'aglio e un po' di peperoncino . Aggiungete le molliche di pane e fatele tostare, rimestandole con un mestolo per evitare che si formino delle briciole piccole. Una volta cotta la pasta, versate tutto nella casseruola, aggiungete il parmigiano a fate saltare per qualche minuto.






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13 gennaio 2017

I Bicchierini Sciuè-Sciè ovvero la Crema Prenz risolvi tutto !




Arriva.
Sempre. 
Immancabile come i consigli di Studio Aperto quando ci sono quaranta gradi all'ombra. Bevete e non uscite.
Grazie.

Inesorabile come quel brufolo che ti spunta sul mento la mattina del tuo primo appuntamento.

Implacabile come il vigile che si materializza dopo aver detto: Sta zona non la controllano mai.

Noioso come i discorsi sul nero che sfina, le mezze stagioni non esistono più e si stava meglio quando si stava peggio.

Beffardo come la pioggia che cade sempre quando l'ombrello lo hai lasciato nella macchina del tuo trisavolo.

Chi è?
L'ospite inatteso.
Gradito, se decidiamo noi di invitarlo all'improvviso.
Sgradito se ti si presenta all'ora di cena mentre stai con la coscia del pollo in mezzo ai denti e hai già indossato la tua graziosa cuffietta pre-nanna in stile vittoriano.

Cosa fare in questi casi? L'ospite sgradito basta abbatterlo con cura a suon di cene tristi a base di minestrine e verdura lessa.

L'ospite gradito occorre coccolarlo. Una dispensa ben fornita a monte risolve tre quarti e mezzo di problema. Io vi do una piccola soluzione per il dolce.
Un bicchierino sciuè sciuè realizzato in un attimo.
Crema pasticcera, biscotti sbriciolati e crema PRENZ. Oh My God, chi è costei? Un nome altisonante per indicare una tavoletta di cioccolato sciolta nella crema pasticcera. Buona, densa, vellutata e super veloce.

Ricapitoliamo:
uno strato di biscotti per la croccantezza
uno strato di crema pasticcera
uno di crema prenz
uno di panna montata
una spolverata di cacao
due mandorle o nocciole se le avete

Mezz'ora di tempo e siete a tavola. Poca spesa massima resa.
Un'unica raccomandazione: da usare esclusivamente con gli ospiti graditi!!

BICCHIERINI SCIUE'-SCIUE'

per la base:

100 gr biscotti secchi
50 gr burro sciolto
1/2 cucchiaino di cannella

per la crema pasticcera:

2 uova
500 ml latte
scorza 1\2 limone
120 gr zucchero
30 gr farina

per la crema al cioccolato:

100 gr cioccolato fondente

per decorare:

panna montata con 1 cucchiaio di zucchero
cacao amaro

Prepara la base:
frulla i biscotti e mescola il risultato con il burro e la cannella. Distribuisci il composto nei bicchierini e metti da parte.

Prepara la crema pasticcera:
fai bollire il latte con la scorza del limone. In un contenitore, monta le uova con lo zucchero fino d ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungi la farina, facendo attenzione a non formare grumi. Diluisci con il latte il composto di uova e fai bollire per circa due,tre minuti. Togli dal fuoco.

Prepara la crema prenz:
Taglia a pezzetti la tavoletta e mettila in un contenitore. Aggiungi metà della crema pasticcera preparata ancora bollente e mescola per far sciogliere il cioccolato.

Monta la panna con 1 cucchiaio di zucchero.

Metti uno strato di crema pasticcera sul fondo di biscotti, aggiungi uno strato di crema prenz e termina con la panna montata e una spolverata di cacao.

Continua così fino a completare tutti i bicchierini


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9 gennaio 2017

Le lenticchie e salsicce di Roberta


lenticchie-salsicce-inverno


Lenticchie e salsiccia.
Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa.
Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa.
Quisquilie, direbbe Totò.
Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta.

Partiamo da un grande preambolo.
Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)😉
Molte cose non mi riescono oppure mi piace molto di più come le fanno le mie amiche.
E non ho nessun problema ad ammetterlo...fin dal lontano 1985, quando il mio primo ragazzo, di fronte al mio delizioso ragù, mi disse "Si, ma mia mamma lo fa meglio e guai se non lo dico".
Orrore.
In quel momento decisi che i miei futuri figli avrebbero dovuto apprezzare prima le cucine altrui che la mia per due ragioni fondamentali.
La prima di questione pratico: le maledizioni delle nuore ma anche no grazie.
E poi, non capisco ste madri che si impongono come il non plus ultra, inconsapevoli che prima o poi 'na benedetta ragazza che le manda a raccogliere ravanelli sulla tangenziale la trovano! 

Poi ho avuto due femmine, abituate a dissacrare la mia cucina in ogni momento, a costo di dire "Mia mamma la fa peggio" e io sono contenta così.

Ecco, le lenticchie Roberta le fa meglio di me. Me le ha preparate per festeggiare l'arrivo dell'Anno Nuovo e me ne sono innamorata al primo assaggio. Buone e semplici come tutte le ricette che vengono fatte ad occhio. Mi ha dato subito la ricetta, altra cosa che ho apprezzato tantissimo.
Avete presente quante volte capita di incontrare una persona che non vi svela una ricetta manco se glielo chiedete in austroungarico moderno?

Io la passo a voi perché è un piatto da provare nella sua semplicità. Vi consiglio di non modificare nessuna dose perché è perfetta così. Ve la trascrivo così come è arrivata a me, senza lista degli ingredienti perché è una vera e propria ricetta di "casa".

LE LENTICCHIE E SALSICCE di ROBERTA

Prendi un pacchetto da 500 grammi di lenticchie, lavale e falle cuocere per circa venti minuti. Togli un bicchiere e mezzo dal liquido di cottura e scolale sommariamente. Buca le salsicce (quantità a piacere) e mettile a bollire per far perdere loro un pò di grasso e tagliale a rondelle. In un tegame profondo metti dell'olio e una cipolla tagliata fine. Fai soffriggere e unisci la salsiccia, facendole prendere un pò di colore. Aggiungi le lenticchie, due bicchieri abbondanti di passata di pomodoro, sale quanto vuoi e mezzo cucchiaino di pepe. Unisci il bicchiere e mezzo di liquido di cottura delle lenticchie e fai restringere per circa mezz'ora, fino a che il sugo si ritira.


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7 settembre 2016

La crostata farcita vegan

vegan-vegetariano-marmellata-confettura-otto minuti-cannella- mandorle-uvetta-

Un colpo al cuore
Per la prima volta ero riuscita a trovare una combinazione di diaframma e iso soddisfacenti per la mia combattiva bridge.
Angolazioni giuste, atmosfera e una bella dose di soddisfazione personale.

Peccato che inavvertitamente io abbia cancellato tutto.
Un clic sul cestino e via, in un attimo , la cartella.
Mi sono rimaste solo pochissime prove foto.
Quelle dove inizi a prendere la mano con il cibo, l'ambiente e le luci.

In un attimo ho iniziato a parlare in dialetto assiro babilonese con una leggera inflessione bergamasca.

Nemmeno Recuva, il software che utilizzo per questi danni accidentali è riuscito a recuperarle.
Anzi, ha recuperato files e foto che nemmeno un archeologo avrebbe potuto riesumare.
Ma quelle no.

E visto che sono testarda io pubblico le foto prova.
Con relativa ricetta, scusandomi in anticipo per la qualità delle immagini.
Ma sono delle sopravvissute.
Anzi, nel caso della ricetta in questione è LA sopravvissuta.
Mi è rimasta solo lei

La ricetta di oggi, che fa parte della raccolta "Back to the school, colazioni sane ed economiche" è una rielaborazione della frolla vegana di Marco Bianchi.

Stavolta la suddetta frolla l'ho resa un morbido involucro che racchiude una composta buona e genuina, quella che si ottiene con la ricetta della marmellata in otto minuti.

Preparatela la sera precedente.
Impastate la frolla che vuole un'ora di riposo in frigorifero.
Nel frattempo cuocete la composta .
Cuocete in forno caldo e lasciate riposare tutta la notte.
La mattina dopo avrete una meravigliosa sorpresa: un impasto umido, pieno di sapore, morbido al punto giusto.

Le dosi che vi propongo sono per una piccola frolla ripiena (il mio stampo è da 18 cm).
Raddoppiate le dosi se intendete farla più grande.


CROSTATA FARCITA VEGAN

per la frolla:

250 grammi di farina integrale
80 grammi di zucchero di canna
60 ml acqua fredda
60 ml olio di girasole
1 cucchiaino abbondante di ,lievito per dolci
scorza di limone grattugiata

composta di frutta:

3 pere
3 mele
50 grammi di mandorle leggermente tritate
80 grammi di zucchero
qualche goccia di limone
1 manciata di uvetta
cannella in polvere a piacere
1 cucchiaino di pangrattato

Prepara la frolla :

Sciogli l'acqua con lo zucchero.
Unisci la scorza del limone e la farina setacciata con il lievio.
Impasta velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Copri con la pellicola alimentare e fai riposare in frigorifero per un'ora.

Prepara la composta :

Metti a bagno in acqua tiepida l'uvetta .Sbuccia e taglia a dadini la frutta (il peso della frutta deve essere pari a 250 grammi). Mettila con lo zucchero e il limone in una padella antiaderente e falla cuocere a fuoco vivace. Schiaccia leggermente con la forchetta, spolvera con la cannella. Dopo otto minuti spegni e fai raffreddare

Accendi il forno a 180 gradi.
Dividi la frolla in due parti, una più grande.
Stendi quest'ultima tra due fogli di carta forno e appoggiala poi sulla teglia con i bordi della frolla che fuoriescono.
Cospargi il fondo con il pangrattato.
Unisci la composta .
Stendi il secondo disco di frolla e appoggialo sopra la composta stessa
Ripiega i bordi, sigilla bene e cuoci per circa 30 minuti in forno caldo a 180 gradi.
Controlla sempre che sia cotta , prima di tirarla fuori
Fai riposare tutta la notte
Spolvera poi di zucchero a velo e servila a colazione



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2 settembre 2016

La Pasta frolla vegan di Marco Bianchi e 25 sostituzioni alimentari che vi faranno risparmiare tempo e denaro

vegetariano-vegano-intolleranti

Oggi sovverto le regole di quattro anni di blog e vi do prima la ricetta .
Sotto la ricetta della frolla vegana troverete la lista delle sostituzioni degli ingredienti in cucina.
Tenetela sempre a portata di mano , in molte occasioni può essere utile.

La ricetta di oggi è figlia proprio del concetto della sostituzione.
Sia che siate vegani, sia che vi siate  semplicemente dimenticati di comprare uova e burro per la frolla , sia che abbiate voglia di sperimentare qualcosa di nuovo questa è la ricetta che fa per voi.
Avevo provato altre frolle senza uova, senza burro ma nessuna mi aveva convinto fino in fondo.
Finchè non ho trovato questa di Marco Bianchi e mi è piaciuta tantissimo!
La condizione per la sua riuscita è il riposo di un 'ora circa in frigorifero.
Trascorso questo tempo sbizzarritevi!
La dose che vi propongo è per una piccola crostata di 20 cm di diametro.
Raddoppiate tranquillamente la dose se volete ottenere una crostata più grande!




PASTA FROLLA VEGANA DI MARCO BIANCHI

250 grammi di farina (scegliete voi quale)
80 grammi di zucchero di canna
60 di acqua fredda
60 di olio di mais
1 cucchiaino di lievito per dolci
scorza di un limone


Sciogli lo zucchero nell'acqua
Aggiungi l'olio
Unisci il tutto alla farina e il lievito
Unisci la scorza del limone
Impasta e fai riposare per un 'ora in frigorifero
Stendi e prepara quello che ti suggerisce la fantasia
Nel mio caso ho steso la frolla ,l'ho farcita con
confettura di pesche preparata in otto minuti, ho creato le grate e cotta in forno caldo a 180 gradi per circa venti minuti.






Vi descrivo una scena.
Siete nella vostra cucina.
Grembiule, mattarello, formine e tanta buona volontà.

La ricetta appena stampata o copiata a mano con appunti che sembrano presi direttamente da un ricettario assiro-babilonese per quanto sono incomprensibili;
il foglio immacolato che da li a cinque minuti presenterà più impronte digitali lui che un'intera stazione di polizia di Law & Order.

Iniziate il conto degli ingredienti

Farina: ce l'ho
Latte: pure.
Burro, me pare de si.
Uova.
Le uova.
Dove sono le uova???

Semplice.
Non ci sono.
Perchè l'ingrediente in cucina risponde alla legge di Murphy.
Quando serve non c'è.

E allora?
Allora meglio tenere a portata di mano la lista dei sostituti.
Quelli che, come in teatro ,vengono chiamati quando l'attore principale non c'è.

Io vi propongo quello che ho raccolto nel corso degli anni.
Sarà un post sempre aperto,mano mano aggiungerò altri trucchi che sperimenterò io o che magari mi proporrete voi..

Nella lista trovate anche ingredienti per delle ricette tipicamente americane: magari molte volte avete lasciato perdere per l'impossibilità di reperire questo o l'altro ingrediente.
Pronte?

Uovo (1)
-1 cucchiaino di farina+ 1 cucchiaino di acqua mescolati
-2 cucchiai di fecola
-2 cucchiai di maizena
-2 cucchiai di purea di banane
-3 cucchiai di acqua + semi di lino tritati nel mixer
-3 cucchiai di acqua + semi di chia



 Latte vaccino
(1 bicchiere)

-1 bicchiere di acqua

-latte di soia di riso o di avena.
Questi vegetali spesso hanno un sapore forte  che può alterare il sapore della ricetta. Regolatevi allora cosi: su una  quantità di 200 ml di latte vaccino calcolate 150 di latte vegetale e 50 millilitri di  acqua naturale


Latticello(1 tazza)
-1 tazza di latte+ 1 cucchiai di aceto o limone, far riposare per 15 minuti


-1 tazza di latte+ 1\2 cucchiaino di cremor tartaro.Far riposare per circa una decina di
minuti

-stessa quantità di latte e yogurt fatta riposare per un quarto d'ora
(metodo migliore)


Maionese
( come farla in casa in 30 secondi)
1 uovo freddo
225 millilitri di olio di girasole
1 cucchiaio di succo di limone (o  aceto)
2 grammi di sale
Unite tutti gli ingredienti nell'ordine descritto e frullare con il minipimer.
Trenta secondi e avrete una maionese migliore di quella comprata

Maionese senza uova
(vegana )

100 milliltiri latte di soia freddo
130 olio di semi
2 grammi di sale
1 cucchiaino di succo di limone o aceto
Frullate con il minipimer.Trenta secondi ed è  pronta


Panna fatta in casa

100 millilitri di latte (possibilmente intero e freddo)
150 millitri di olio vegetale (mais o girasole)
sale.Unite latte e sale, iniziate a frullare con il minipimer e versate a filo l'olio e continuare a frullare per una manciata di secondi.La panna è subito pronta





Pangrattato (1 bicchiere)
-1 bicchiere di crackers sbriciolati
-1 bicchiere di cornflakes sbriciolati




Burro (100 grammi)
-80 millilitri di olio (extravergine, riso, soia, mais,girasole))


Cremor tartaro
-1 cucchiaino di aceto e succo di limone da aggiungere al lievito

Cipolle
-porro o scalogno

Zafferano
-curcuma (o viceversa)

Yogurt
(125 ml)
-130 grammi di ricotta all'incirca

Strutto
-stesso peso di olio

Burro o olio
(1 bicchiere)
-1 bicchiere di yogurt greco o yogurt molto denso

Burro o olio  (sostit. vegana)
-1\2 tazza di banana frullata

Amido di mais(1 cucchiaino)
-2 cucchiaini di farina

Salsa di soia (1\2 bicchiere)
-4 cucchiai di salsa Worcesterhire + 1 cucchiaio acqua

Dragoncello
-semi di finocchio o anice

Sciroppo di mais
(per ricette statunitensi)
-miele



Coriandolo
-prezzemolo

Cioccolato in tavoletta
(1 quadratino)
-3 cucchiaini di cacao in polvere+ a scelta, 1 cucchiaino di burro o 1 cucchiaino di acqua


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24 agosto 2016

Le crepes senza uova di Marco Bianchi



vegetariano -vegan-pochi ingredienti


Qualche dato.
Mi piacciono le crepes.
Mi piace Marco Bianchi.
Mi piacciono i suoi libri.
Mi piacciono le sue ricette.


E sapete perchè?
Perchè posso cucinare una cosa sana e leggera senza dovermi imbarcare nel tunnel senza uscita del:
miso
tofu
seitan
alghe come se piovesse
con una spruzzata di lievito alimentare in scaglie.


Ma no amici vegani.
Non ce l'ho con il mondo vegan e vegetariano.
Ognuno fa della propria bocca nonchè stomaco quel cavolo che gli pare.
Io ce l'ho con la distribuzione, media o grande che sia.
Perchè ci sono ostacoli insormontabili:
sul cucuzzolo della montagna di Heidi magari l'alga wakame ho difficoltà a trovarla (che poi, a dirla tutta, anche io ho problemi a trovarla e vivo vicino la Capitale).
La distribuzione ancora non è capillare



In secondo luogo a conti fatti se una famiglia decide di nutrire tutti i componenti
non dico vegan ma anche solo bio deve accendere un mutuo a tasso fisso per circa ottocentoquattordicianni...e sono buona.

Ma insomma.
Decine di libri sul mangiar sano ,sulle sostituzioni della carne e il mercato che fa?
Invece di venirci incontro impenna, raddoppia...a volte triplica.
E che cacchio.


Ma io, signore e signori, ho l'asso nella manica.
Marco e i suoi libri.
Sono tutti nella mia libreria.
E sapete perchè?
Perchè so che per realizzare una sua ricetta devo semplicemente aprire il frigo o la dispensa.
Pochi e semplici ingredienti.
Ma sani



Prendete queste crepes.
Le avevo viste a gennaio sulla pagina facebook di Marco.
Poi
le ho ritrovate pochi giorni fa da Lei e...niente...
Mi sono stancata di farle.
Ogni sacrosanta mattina per colazione.
Perchè sono veramente buone e leggere.
Qui le vedete nella versione golosa con la crema alla
e nocciole per le mie figlie.
Io la mia l'ho farcita con una marmellata particolare di cui vi parlerò nel prossimo post.

E sapete quanti ingredienti?
Tre
Solamente tre!!

Venite in cucina con me?


CREPES SENZA UOVA
 di
 Marco Bianchi

170 ml di latte  (riso soia o vaccino)
70 grammi di farina( farro, integrale, farina 1, 0,00..fate voi!!)
zucchero a velo


olio di semi per ungere la padella

Sbattete latte e farina insieme.
Scaldate una padella unta di olio.
Versate un mestolo di preparato.
Fate cuocere circa un minuto per lato
Farcite e spolverate di zucchero a velo





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22 agosto 2016

Galatopita o torta al latte greca






Non so voi ma io alle volte vado a fare la spesa come se fossi 
alla vigilia di una sommossa nazional-popolare-
Mi armo: caschetto e tuta antisommossa, acchiappo il carrello, digrigno
 i denti e vado.
E lo riempio .
E compro.
E ricompro.
Elaboro menù fino al giorno del mio settantesimo compleanno ed
 esco tutta soddisfatta.
E poi?
E poi magari mi trovo tre Rio Casamia e nemmeno un granello di 
zucchero.
Oppure due confezioni di filo interdentale e manco un pacco di pasta.
Lo confesso: ste cazzate baggianate le faccio.
Non spesso ma mi capita.
E il rimedio è in ordine sparso:
- uscire di nuovo a comprare le cose che effettivamente mi servivano
- elaborare un piano strategico per non buttare nulla.

E stavolta è toccato al litro di latte che stava per scadere.
Un vero peccato nonchè un gesto poco civile e responsabile buttarlo.
Al solito apro, scartabello e il mio amore per la cucina greca mi 
viene in aiuto.
Galatopita ovvero la torta al latte.
Semplice, povera eppure cosi buona, cosi genuina.
Retaggio delle campagne greche ,viene per la precisione  è tipica 
dell’ Arcadia. Questa è la versione semplice, quella più complessa vede questa torta rivestita dalla pasta fillo.
Mangiatela fredda , dopo un bel riposo in frgiorifero.
La texture è quella di un budino vellutato.




(fonte ricetta originale:FunkyCook)



Galatopita o torta al latte greca


1 litro di latte
130 grammi di semolino 
150/170 grammi di zucchero
1\4 cucchiaino di sale
2 cucchiai di burro morbido (circa 50 grammi)
3 uova
Vaniglia
Scorza di limone

Per la superficie della torta
(questo passo è facoltativo,potete anche semplicemente spolverarla di zucchero a velo una volta cotta)
1 uovo
2 cucchiai di acqua 
cannella a piacere
2 cucchiai di zucchero

Metti a bollire il latte insieme alla scorza del limone e allo zucchero:
In una ciotola mescola il semolino ,le uova, il sale e la vaniglia.
Aggiungi un pò di latte caldo e mescola.
Lentamente e cercando di non creare grumi unisci tutto il latte
(ma non ti preoccupare: se si dovessero creare gli antipaticissimi 
grumi usa il frullatore ad immersione e in un attimo risolvi il 
problema!!!).
Mescola fino a che vedrai una bella crema densa.
A questo punto unisci al composto il burro a dadini e mescola.
Accendi il forno a 180 gradi.
Rivesti una teglia di carta forno (più piccola è la teglia più alta ti 
verrà la torta).
Sbatti gli ingredienti previsti per la superficie e distribuisci tale 
composto sulla torta.
Cuoci per circa 45 minuti

Note:
- puoi aromatizzare e profumare tale torta come più ti piace: usa a piacere agrumi e spezie varie
- se vedi che la superficie si scurisce troppo durante la cottura coprila con un foglio di carta forno
- gustala totalmente fredda, magari dopo un bel riposo in frigo




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