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10 marzo 2017

La Crostata Vegan perfetta (anche per gli intolleranti)

vegan-vegetariano-senza glutine-senza lattosio-senza uova-crostata-marmellata

Annunciaziò! Annunciaziò!

Se vi dico che è lei dovete crederci.
Lei chi? 
La frolla vegan o adatta per intolleranti al lattosio, alle uova o addirittura al glutine (utilizzando farina apposita), che vi farà gridare: FINALMENTE!!!

Ne ho provate molte nel corso degli anni. Non sono vegana né vegetariana (anche se lentamente mi sto avvicinando a questo mondo) ma sono mediamente intollerante (più alle persone che ai cibi).

E allora vai con la frolla allo yogurt, la frolla senza questo, senza quello, senza uova...uff, mai trovata una che mi abbia fatto gridare Eccola! L'unica che nel corso degli anni mi ha dato molte soddisfazioni è QUESTA, ma ha comunque le uova! 

Finché Santo Pinterest non mi ha fatto scovare questa ricetta di crostata integrale vegana e ho deciso di provare.

E' veramente buona, morbida, gustosa e si fa in un battibaleno. Con la dose che vi do fate una crostata di circa 24 cm di diametro e un buon numero di biscottini che si sciolgono in bocca.

Questa frolla è adatta agli amici vegan e agli intolleranti. Visto che amo la precisione, devo chiarire alcuni punti.

Per noi intolleranti, la scelta delle farine o dello zucchero è libera. Possiamo utilizzare sia il bianco che quello di canna. Per le farine, se vogliamo realizzare un prodotto senza glutine, utilizziamo la farina di grano saraceno.

Se siete vegani e volete realizzare questa frolla :

-  utilizzate farina integrale, farina di tipo 1, farina integrale di grano saraceno, farina integrale di farro, kamut o riso

- il lievito  da utilizzare è il cremor tartaro, un agente lievitante naturale estratto dall'uva oppure leggere le etichette! Molte aziende stanno iniziando a produrre i propri lieviti chimici in assenza di ingredienti animali

- per lo zucchero il discorso è più complesso. A volte, nemmeno lo zucchero integrale di canna è totalmente privo di ingredienti animali. Il suo processo di raffinazione prevede, a volte, l'utilizzo di carbone proveniente da ossa animali incenerite per lo sbiancamento. Cosa fare? Consultando il sito della PETA o quello del The Vegetal Resource Group potete trovare la lista degli zuccheri di canna integrali certificati vegan.

Spero di essere stata abbastanza esaustiva. Vi fornisco la ricetta con tutte le possibili varianti degli ingredienti....provatela ne vale davvero la pena!!!


CROSTATA VEGANA  o ADATTA per INTOLLERANTI

500 gr farina (se vegani: farina integrale di frumento, farina di grano saraceno, farina integrale di riso, farina di kamut, orzo o segale)

180 g zucchero integrale di canna certificato (se intolleranti potete utilizzare zucchero di canna o zucchero bianco)

120 ml acqua naturale tiepida
120 ml olio vegetale

1 bustina di cremor tartaro ( o 2 cucchiaini abbondanti di lievito chimico se non siete vegani, se celiaci o intolleranti al glutine controllate l'etichetta)
scorza 1 limone grattugiata

marmellata per farcire

Nella planetaria metti lo zucchero e l'acqua tiepida. Aziona la frusta per qualche secondo, in modo tale da amalgamare i due ingredienti.
Versa tutti gli altri ingredienti previsti ed aziona la planetaria per pochi minuti.
Rovescia l'impasto sul piano infarinato, forma una palla con le mani e mettilo da parte (se utilizzi la farina di grano integrale potresti aver bisogno di una dose di acqua leggermente maggiore per compattare l'impasto. Aggiungine poca per volta fino al momento in cui il composto non si sbriciola più)

Accendi il forno a 180 °C statico e metti sul piano di lavoro uno stampo da 24 cm.
Dividi il tuo panetto in due metà, una leggermente più grande. Prendi quest'ultima, stendila tra due fogli di carta forno e rivesti il fondo dello stampo.

Stendi la marmellata .

Aiutandoti con un po' di farina, stendi il panetto restante e forma le strisce che andrai a posizionare delicatamente sulla superficie della tua crostata.

Con l'impasto che avanza puoi farci dei biscottini buonissimi!

Cuoci per circa 30 minuti (180 °C) e controlla bene il grado di cottura prima di tirarla fuori dal forno.

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7 marzo 2017

La Torta della Nonna per intolleranti al lattosio e spiegatemi il perché...



senza lattosio




Le forbici giganti mi inseguono.
Io cerco di scappare ma loro sono più veloci. 
Corro corro ma inciampo, inciampo e cado. Come nella miglior tradizione cinematografica.
Mi raggiungono e ........

Ecco, questo è uno dei miei incubi. La forbice che mi insegue. E sapete perché? Perché ormai sono traumatizzata dal nemico pubblico numero uno delle donne: la Parrucchiera, o hair stylist giusto per darmi un tono e fare la chic.

E mica ho torto.
Perché io, gaia e baldanzosa, entro in questo modo:


(ve lo ricordate il cugino It della famiglia Addams?)

Faccio presente alla serial killer di parrucchini...Mi raccomando, solo una spuntatina, please. 
Due,tre centimetri non di più. 
Ed esco così:


Io e lo zio Fester Addams due gocce d'acqua.

E allora ditemi :

1) Perché? Perché queste care ragazze sono nemiche della spuntatina?

2) Faccio bene ad avere gli incubi?

Santa patata, in quarantacinque anni di onorata carriera di capellona ricciona non ho mai incontrato una, ma dico una parrucchiera che mi abbia assecondato sulla spuntatina. Quando vedono la mia massa ipertricotica vengono prese da un raptus che nemmeno un derviscio rotante sarebbe all'altezza!!

Ora, detto questo, passiamo alla nostra cara torta della nonna.

Se, come me, avete oltrepassato la quarantina, ricorderete bene che la torta della nonna era tra le protagoniste del carrello di dolci al ristorante. Golosa e rassicurante come il toupet di Nonna Papera.

Oggi ve la propongo nella versione senza lattosio, adatta a chi, come me, ogni tanto (o sempre) deve affrontare una dieta per le intolleranze.

La frolla è sempre lei, la MITICA FROLLA ALL'OLIO.
E la crema pasticcera è realizzata con il latte vegetale.
Pronte?


TORTA DELLA NONNA per intolleranti

per la frolla:

400 g farina
180 g zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci
scorza grattugiata di un limone
2 uova
1 pizzico di sale
100/120 ml olio vegetale

per la crema:

2 uova
400 ml latte vegetale (soia, riso o avena)
130 g zucchero
vaniglia (vanillina o, meglio, essenza di vaniglia)
30 g farina

per la superficie:

50 g pinoli

Prepara la crema

Fai scaldare il latte. In un contenitore sbatti le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo e gonfio. Aggiungi la farina, il pizzico di sale e il latte caldo. Metti sul fuoco e porta a bollore, mescolando spesso. Una volta raggiunta la corretta densità, spegni e fai raffreddare.

Prepara la frolla:

nella planetaria o sul tavolo infarinato metti la farina a fontana, pratica un buco al centro e unisci mano mano tutti gli ingredienti. Se il composto fatica ad agglomerarsi, niente paura! Unisci poche gocce d'acqua alla volta per aiutarti.

Prepara la torta:

accendi il forno statico a 180 °C.
Prendi uno stampo da 22 cm.
Dividi il tuo panetto in due.
Prendi un foglio di carta forno e stendi la prima metà dell'impasto. Rivesti il fondo della tortiera.
Riempi con la crema.
Stendi il secondo panetto di frolla e copri la superficie della torta. Ricopri con i pinoli e fai cuocere per circa 30 minuti. Prima di tirarla fuori, controlla che sia ben cotta.
Fai raffreddare e decora con lo zucchero a velo.

n.b: preparala la sera prima per gustarla il giorno dopo. Il riposo ne migliora il sapore!

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28 febbraio 2017

La crostata ricotta e confettura per intolleranti al lattosio

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La cosa che mi diverte di più quando propongo ricette adatte agli intolleranti è la frase: "Ma le torte con burro, uova e latte vaccino sono migliori, non c'è paragone".

Grazie.
Ogni giorno c'è qualcuno che sale sulla cattedra e impartisce una lezione.

Magari lo sappiamo anche noi intolleranti o noi mamme di figli con qualche intolleranza.

Però cosa dobbiamo fare?
Metterci in ginocchio sui ceci e praticare l'astinenza da dolci?

Giammai, sotto questo sole c'è posto per tutti.
Anche per noi.
E non è detto che un dolce "rivisitato" sia meno buono.
Occorre semplicemente allargare i confini.
E a forza di allargare i confini...si allarga anche la mente.
Parola mia😏

Prendiamo il caso di questa crostata.
Strizza l'occhio alla famosa crostata del ghetto ebraico qui a Roma.
A proposito... diffidate delle ricette che trovate in giro, soprattutto quelle che vi raccontano di utilizzare la marmellata di ciliegie. No, no e ancora no.Visciole. In alternativa amarene. Altrimenti chiamatela come vi pare, ma non è nemmeno lontana parente di quella del forno Boccione, dove le sorelle omonime vi servono una delizia inenarrabile. Senza un sorriso eh? Ma la caratteristica di quel posto è anche la loro ruvidezza. Quasi spartane, oserei dire. L'unica ricetta che in rete si avvicina a quella reale è quella del caro Zi Piero. Pertanto, se volete imitare pericolosamente l'originale, fidatevi di lui.
E di me, visto che al forno Boccione avevo preso la residenza durante l'Università e poi ho realizzato la ricetta dello Zi Piero. Quasi uguali!

Dicevo.. la mia crostata le strizza l'occhio per un vago richiamo di sapori e accostamenti, ma poi segue una strada tutta sua. Frolla all'olio e un mix di ricotta e confettura di visciole, necessaria per avere quel quid di acido che alla fine incuriosisce il palato.

La frolla all'olio è adatta agli intolleranti al lattosio. A volte è un po' noiosa da assemblare ma basta un piccolo trucco: qualche gocciolina d'acqua per formare l'impasto. Non deve riposare in frigo ma è subito pronta all'uso e potete realizzarci anche dei biscottini rustici niente male.

Enjoy it...e non fate gli intolleranti 😉




CROSTATA RICOTTA E CONFETTURA

per la frolla:

400 gr farina (anche integrale)
2 uova
100/120 ml olio vegetale
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito
180 gr zucchero
scorza di un limone grattugiata

per il ripieno:

250 gr ricotta di pecora
1 uovo
1 cucchiaio di sambuca
5 cucchiai di zucchero
marmellata di visciole o amarene

Prepara la farcia della crostata:

Setaccia la ricotta con lo zucchero (trucchetto di una nonnina siciliana: prendi il passaverdure o un setaccio, unisci ricotta e zucchero e mescola fino a ottenere una cremina). Unisci l'uovo e la sambuca. Metti da parte.

Prendi gli ingredienti destinati alla frolla e sistemali sul piano di lavoro o in una planetaria (se decidi di utilizzare quest'ultima, metti insieme tutti gli ingredienti e impasta brevemente con il gancio K).

Disponi la farina sul tavolo, fai un buco al centro e unisci tutti gli ingredienti. Inizia a lavorare. Se l'impasto tende a sbriciolarsi, unisci poche gocce d'acqua per volta fino ad ottenere un composto omogeneo e malleabile.

Accendi il forno a 180 °C, statico.

Prendi due fogli di carta forno e stendi la tua frolla (tenendo da parte un pezzetto di impasto che ti servirà per fare le strisce).

Sistema l'impasto steso dentro lo stampo. Prendi la marmellata e versane circa 5 cucchiai sul fondo. Livellala con cura e copri con la crema di ricotta.
Stendi l'impasto rimasto e ricavane alcune strisce per decorare la tua crostata.

Cuoci nel forno caldo (180°) per circa 30 minuti.
Se la superficie tende a scurirsi, coprila con un foglio di carta forno.
Verifica la cottura della tua crostata prima di tirarla fuori.
Servila fredda decorata con zucchero a velo.






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7 settembre 2016

La crostata farcita vegan

vegan-vegetariano-marmellata-confettura-otto minuti-cannella- mandorle-uvetta-

Un colpo al cuore
Per la prima volta ero riuscita a trovare una combinazione di diaframma e iso soddisfacenti per la mia combattiva bridge.
Angolazioni giuste, atmosfera e una bella dose di soddisfazione personale.

Peccato che inavvertitamente io abbia cancellato tutto.
Un clic sul cestino e via, in un attimo , la cartella.
Mi sono rimaste solo pochissime prove foto.
Quelle dove inizi a prendere la mano con il cibo, l'ambiente e le luci.

In un attimo ho iniziato a parlare in dialetto assiro babilonese con una leggera inflessione bergamasca.

Nemmeno Recuva, il software che utilizzo per questi danni accidentali è riuscito a recuperarle.
Anzi, ha recuperato files e foto che nemmeno un archeologo avrebbe potuto riesumare.
Ma quelle no.

E visto che sono testarda io pubblico le foto prova.
Con relativa ricetta, scusandomi in anticipo per la qualità delle immagini.
Ma sono delle sopravvissute.
Anzi, nel caso della ricetta in questione è LA sopravvissuta.
Mi è rimasta solo lei

La ricetta di oggi, che fa parte della raccolta "Back to the school, colazioni sane ed economiche" è una rielaborazione della frolla vegana di Marco Bianchi.

Stavolta la suddetta frolla l'ho resa un morbido involucro che racchiude una composta buona e genuina, quella che si ottiene con la ricetta della marmellata in otto minuti.

Preparatela la sera precedente.
Impastate la frolla che vuole un'ora di riposo in frigorifero.
Nel frattempo cuocete la composta .
Cuocete in forno caldo e lasciate riposare tutta la notte.
La mattina dopo avrete una meravigliosa sorpresa: un impasto umido, pieno di sapore, morbido al punto giusto.

Le dosi che vi propongo sono per una piccola frolla ripiena (il mio stampo è da 18 cm).
Raddoppiate le dosi se intendete farla più grande.


CROSTATA FARCITA VEGAN

per la frolla:

250 grammi di farina integrale
80 grammi di zucchero di canna
60 ml acqua fredda
60 ml olio di girasole
1 cucchiaino abbondante di ,lievito per dolci
scorza di limone grattugiata

composta di frutta:

3 pere
3 mele
50 grammi di mandorle leggermente tritate
80 grammi di zucchero
qualche goccia di limone
1 manciata di uvetta
cannella in polvere a piacere
1 cucchiaino di pangrattato

Prepara la frolla :

Sciogli l'acqua con lo zucchero.
Unisci la scorza del limone e la farina setacciata con il lievio.
Impasta velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Copri con la pellicola alimentare e fai riposare in frigorifero per un'ora.

Prepara la composta :

Metti a bagno in acqua tiepida l'uvetta .Sbuccia e taglia a dadini la frutta (il peso della frutta deve essere pari a 250 grammi). Mettila con lo zucchero e il limone in una padella antiaderente e falla cuocere a fuoco vivace. Schiaccia leggermente con la forchetta, spolvera con la cannella. Dopo otto minuti spegni e fai raffreddare

Accendi il forno a 180 gradi.
Dividi la frolla in due parti, una più grande.
Stendi quest'ultima tra due fogli di carta forno e appoggiala poi sulla teglia con i bordi della frolla che fuoriescono.
Cospargi il fondo con il pangrattato.
Unisci la composta .
Stendi il secondo disco di frolla e appoggialo sopra la composta stessa
Ripiega i bordi, sigilla bene e cuoci per circa 30 minuti in forno caldo a 180 gradi.
Controlla sempre che sia cotta , prima di tirarla fuori
Fai riposare tutta la notte
Spolvera poi di zucchero a velo e servila a colazione



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24 agosto 2016

Le crepes senza uova di Marco Bianchi



vegetariano -vegan-pochi ingredienti


Qualche dato.
Mi piacciono le crepes.
Mi piace Marco Bianchi.
Mi piacciono i suoi libri.
Mi piacciono le sue ricette.


E sapete perchè?
Perchè posso cucinare una cosa sana e leggera senza dovermi imbarcare nel tunnel senza uscita del:
miso
tofu
seitan
alghe come se piovesse
con una spruzzata di lievito alimentare in scaglie.


Ma no amici vegani.
Non ce l'ho con il mondo vegan e vegetariano.
Ognuno fa della propria bocca nonchè stomaco quel cavolo che gli pare.
Io ce l'ho con la distribuzione, media o grande che sia.
Perchè ci sono ostacoli insormontabili:
sul cucuzzolo della montagna di Heidi magari l'alga wakame ho difficoltà a trovarla (che poi, a dirla tutta, anche io ho problemi a trovarla e vivo vicino la Capitale).
La distribuzione ancora non è capillare



In secondo luogo a conti fatti se una famiglia decide di nutrire tutti i componenti
non dico vegan ma anche solo bio deve accendere un mutuo a tasso fisso per circa ottocentoquattordicianni...e sono buona.

Ma insomma.
Decine di libri sul mangiar sano ,sulle sostituzioni della carne e il mercato che fa?
Invece di venirci incontro impenna, raddoppia...a volte triplica.
E che cacchio.


Ma io, signore e signori, ho l'asso nella manica.
Marco e i suoi libri.
Sono tutti nella mia libreria.
E sapete perchè?
Perchè so che per realizzare una sua ricetta devo semplicemente aprire il frigo o la dispensa.
Pochi e semplici ingredienti.
Ma sani



Prendete queste crepes.
Le avevo viste a gennaio sulla pagina facebook di Marco.
Poi
le ho ritrovate pochi giorni fa da Lei e...niente...
Mi sono stancata di farle.
Ogni sacrosanta mattina per colazione.
Perchè sono veramente buone e leggere.
Qui le vedete nella versione golosa con la crema alla
e nocciole per le mie figlie.
Io la mia l'ho farcita con una marmellata particolare di cui vi parlerò nel prossimo post.

E sapete quanti ingredienti?
Tre
Solamente tre!!

Venite in cucina con me?


CREPES SENZA UOVA
 di
 Marco Bianchi

170 ml di latte  (riso soia o vaccino)
70 grammi di farina( farro, integrale, farina 1, 0,00..fate voi!!)
zucchero a velo


olio di semi per ungere la padella

Sbattete latte e farina insieme.
Scaldate una padella unta di olio.
Versate un mestolo di preparato.
Fate cuocere circa un minuto per lato
Farcite e spolverate di zucchero a velo





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15 aprile 2016

Ciambella al vino bianco e arancia e le regole fondamentali per un sano rapporto a due









Mio marito è impegnato in una sua personale battaglia.
Ha di fronte un nemico implacabile, subdolo.
Sempre pronto a colpire, soprattutto quando meno te lo aspetti.
Il mio Mac Gyver alias marito ormai lo fiuta da lontano.
Quando sente che lo scontro è inevitabile , tira fuori tutta l'artiglieria pesante e il casco antisommossa.
Perchè della guerra se ne conosce l'inizio ma non la fine .E un caschetto che protegga da colpi accidentali la testa è una necessità imprescindibile.
Il nome del nemico?
E' presto detto.
L' ormone femminile.
Fa paura solo a nominarlo, figuriamoci a combatterlo.
Il poveraccio sempre come prima alias marito ha ben ragione però. Vive in una casa con tre donne e una gatta.
Netta minoranza e sconfitta certa.
Perchè a casa mia gli ormoni li trovi pure appiccicati alle piastrelle che ballano la lap dance .E se non se ne vanno nemmeno se decido di affogarli con una mistura letale di Ace , Rio casa Mia e il testosterone di Rocco Siffredi.
Mio marito è lì che cerca di combattere e io a dirgli che è inutile.
Perché a volte il nemico lo si combatte non con lo scontro finale, ma aggirandolo.
Poche e semplici regole.
Alcune personali di ognuna di noi. Altre universali.
Ed è semplicemente un elenco di cose da NON dire.
Tipo:
"Mia mamma lo cucina meglio, stira meglio, respira meglio"
Ecco, se un uomo ti dice questo come fa a non scoppiare l'ormone? Il paragone con la mamma si contende il posto nell'hit parade con il paragone con le ex! Pensalo, non lo dire. Masticatelo e digeriscitelo internamente, baby.
Io non sono per la condivisione di ogni pensiero nella coppia.
Questo tienilo per te. Ti conviene. Potrei giocare a rugby con la tua dentiera.
Ma non ho la dentiera, obietterai tu.
Lo so.
Infatti prima ti stacco tutti i denti con le mani e poi ti faccio mettere la dentiera.
Violenta? No, non io.
E' l'ormone.
Altro step e divieto di transito.
" Cos'hai? C'è qualcosa che non va?"
Ecco. Non chiederlo ad una donna che vedi già con il muso così lungo che lo usaper spolverare al posto dello Swiffer.
Soprassiedi, glissa. Soprattutto se la sua prima risposta è  " Niente ".
Distraiti, uomo.
Vai a giocare a freccette, cambia il pannolino al pupo, strappati i peli del naso e delle orecchie.
Ma vai via. Finchè sei in tempo. E non continuare a chiedere. Tanto prima o poi lo saprai,  te lo dirà .Ma non provocare la battaglia prima che lei dia l'inizio.
Perchè l'ormone un pò ci vuol bene a noi donne.
E’ un po’ come il tuo coinquilino all’università, quello che mette i calzini nella lavastoviglie e il bicchiere nell’asciugatrice. Rompipalle si ma alla fine gli perdoni tutto.

E ogni tanto la facoltà intellettiva, l’ormone,  ce la lascia libera. Quindi può anche darsi che tutto passi. Perchè magari ci ragioniamo, perchè magari tolleriamo, perchè magari in quel momento abbiamo la tonsillite e parlare ci farebbe un gran male....che ne sai?
La guerra estorta fa male. Tanto.
Ma a volte non solo le parole innescano la miccia.
Anche un gesto.
Ad esempio, non regalare mai ad una donna un elettrodomestico per il vostro anniversario e per il suo compleanno.
Capiamoci bene però:
se la tizia in questione è una foodblogger il discorso è diverso. Noi siamo malate a partire già nel Dna. Per noi l'impastatrice Kenwood, l'abbattitore o il Kitchen Aid sono meglio di un gioiello di Tiffany. Ma siamo una razza a parte, qui l'ormone non conta  nulla. Siamo capaci di commuoverci di fronte un coppapasta. La realtà però è diversa. Un elettrodomestico per un'occasione speciale equivale a far sentire la donna tale e quale alla tappezzeria del soggiorno.
Inesistente.
E gli esempi potrebbero essere molteplici.
Basta poco a scatenarlo st'ormone. Basta guardare il fondoschiena della tizia che passa, basta fare un paragone con la ex, basta dire "cara, hai le maniglie dell'amore"
Uhhhhhhhh, hai voglia quanti pretesti.
Però a pensarci bene e rileggendo tutto quello che ho scritto:
E' colpa dell'ormone impazzito o dell'uomo un pò demente?
Ai posteri l'ardua sentenza ! ^_^



Mentre mi accingevo a cucinare la torta quotidiana mi si è acceso un campanello.
Ma ancora non ve ne ho parlato di questa meraviglia!
Una torta che da quando l’ho scoperta la ripropongo almeno una volta a settimana.
Addirittura ce la siamo messa nel buffet dei dolci pasquali ,facendola fuori a colpi di :un pezzo di torta un pezzo di cioccolata J
E’ di una semplicità unica. Un mix di sapori strepitoso e genuino.
Mangiatela ad occhi chiusi.
Ha il sapore delle buone cose di una volta.
Piccolo consiglio: prima di infilarla in forno cospargete la superficie con tanta granella di zucchero se vi piace.
Verrà fuori una crosticina niente male!



(fonte ricetta :Ricotta che passione )

Ciambella al vino bianco e arancia


1 uovo
120 grammi di zucchero
300 grammi di farina
20 grammi di fecola
80 millilitri di olio di semi
Vino bianco
Succo e scorza di un’arancia grande (o due se sono piccole)
1 bustina di lievito per dolci

Per la superficie: granella di zucchero

Grattugia l’arancia e spremine il succo. Metti quest’ultimo in un contenitore graduta ed aggiungi tanto vino fino ad ottenere 220 millilitri di liquido.
Nella ciotola del mixer setaccia la farina, la fecola, lo zucchero e il lievito.
Unisci la scorza dell’ arancia.
Sbatti leggermente l’uovo e aggiungilo alla farina.
Mescola e unisci anche il mix di vino e succo.
Mescola fino ad ottenere un composto omogeneo.
Imburra uno stampo a ciambella di massimo 24 cm di diametro.
Versa il composto, decora la superficie con la granella di zucchero se vuoi e cuocilo in forno caldo, statico, 180 gradi per circa mezz’ora.
Controlla che il dolce sia cotto prima di tirarlo fuori dal forno.
Fallo raffreddare!



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1 aprile 2016

La Torta "HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA"






Potrei dirvi che questa è una di quelle torte “senza” che stanno invadendo il web .
E potrei dirvi che questa torta è ottima per le vostre\nostre intolleranze.
E che l’ho studiata a tavolino con tanto di goniometro ,metro e matita dietro l’orecchio come si conviene al ruolo.
E che se ve lo dico io che è ottima per le intolleranze mi dovete credere perché nell’albero genealogico vanto Ippocrate, Pasteur, Pippo e Topolino.
Ma io le bugie non le so dire.
E allora vi dico soltanto che la colpa è di questa associazione a delinquere.


Le due squinzie sono appunto la più temibile associazione a delinquere che possa esistere.
Sono ricercate da Fbi, Digos, Nas e dall’Associazione Pensionati Italiani.
In questa foto le vedete come erano una manciata di anni fa.
Li vedete quegli occhi?
Quelli vi guardano e già pensano a come mettervi in difficoltà.
Io lo so. 
Loro la notte si alzano e vanno a sbirciare la mia dispensa nonché frigo.
Scrivono la lista degli ingredienti, fanno una sorta di appello distinguendo i presenti dagli assenti.
E poi il giorno dopo si presentano con un:
Mammina ci fai una torta.
E come può resistere cuore di mamma foodblogger?
Ma certo, tesori miei.
Ma poi le guardo.
Guardo il frigo e.......
HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA!!!!!
Io non ho le uova.
Non ho nemmeno il latte.
Sgrunt, ma me lo fate apposta?
E là subentra la sfida.
Io la torta ve la faccio .
Con niente.
E viene fuori una torta che è buona e morbida.
Certo non vi aspettate la Sacher.
Ma nella sua semplicità e nel suo essere fatta di niente è gradevole.
E poi si, ovviamente è adatta per gli intolleranti.
Se la volete rendere più golosa farcitela con la crema al cioccolato.




La Torta "Houston abbiamo un problema"

300 grammi di farina
300 millilitri di acqua frizzante
½ bicchiere di olio di semi (all’incirca 100 millilitri)
150 grammi di zucchero
3 cucchiai di succo di arancia
3 cucchiaini pieni di lievito per dolci
2 cucchiaini di marsala o altro liquore a scelta
45 grammi di cacao amaro
½ cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale

In una ciotola mettete la farina, il lievito, lo zucchero e il sale.
Fai un buco al centro e unisci tutti gli altri ingredienti previsti
Mescola con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
Metti l’impasto in una teglia ricoperta di carta forno e fai cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 30 minuti.
Se la preferisci semplice , decorala con lo zucchero a velo.
Se invece la vuoi rendere più golosa dividila a metà, spalma con della crema al cioccolato , ricomponi e falla riposare per circa 30 minuti in frigorifero


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17 febbraio 2016

I Cornetti all'acqua e santo Pinterest






San Giuseppe si occupa dei falegnami.
San Luigi degli studenti
San Cristoforo (manco a dirlo ) dei viaggiatori.

E poi c'è santo Pinterest che si occupa delle stordite come me.

Perchè al grido di:
i cornetti li preparo io,che nessuno compri la colazione per domani...

Mi sono armata fino ai denti:

  1. grembiulino total size a fiori che fa tanto casalinga anni '50
  2. mattarello d'ordinanza nonchè vice mattarello hai visto mai che a quello ufficiale dovesse venire un colpo apoplettico
  3. farina appena presa dal mulino cheamomentimelamacinodasola
  4. spianatoia appena lucidata con olio di gomito 
  5. fascia stile Rambo in pensione a tenere su sti benedetti ricci che ce vorrebbe la Vinavil porca paletta.
  6. Ricetta stampata da un blog che mi sta proprio simpatico(QUESTO)


Ok,ho tutto.
Mizzica quanto sono organizzata.
La Chiara Maci de Roma me chiamano.

Tiro fuori gli ingredienti:
farina..ah si ce l'ho
zucchero...ecchelo qua

Latte...ho detto latte....LATTEE!Ma perchè serviva il latte?
Burro...ho detto burro....oh cacchio non c'è nemmeno il burro.

Mi mancavano i due ingredienti sine qua non,gli essenziali capito?
La tentazione di fiondarmi nella spazzatura è forte ma non saprei in quale secchione dirigermi indifferenziato,organico,carta?
E allora  butto un pò di improperi cosi a caso e cerco la soluzione.

Ad un certo punto mi illumino d'immenso e di connessione internet.
Apro santo Pinterest che la faccia la dovrò pure salvare e cavoli i cornetti devono uscire fuori,dovessi modellarli con la plastilina.

Cos'ho a disposizione?
L'acqua ,mi suggerisce sarcastica l'adolescente di casa.
E acqua sia
Metto insieme un pò di spunti ed eccoli qui,i cornetti all'acqua.
Sono venuti buoni, ma proprio buoni!
Con niente.

Il mix aromatico gli dà un profumo e un sapore che ricorda molto la brioche
La pasta è morbida e dolce.
Ovviamente assomigliano ad una brioche,non sono sfogliati,ma vale la pena provarli!
Del resto, sono come piacciono a me:facili,veloci ed economici!
Grazie San Pinterest!!!



CORNETTI ALL'ACQUA

500 grammi di farina
200 millilitri di acqua naturale tiepida
100 grammi di zucchero
1 cubetto lievito di birra
50 millilitri di olio (mais,girasole o riso)
1 pizzico di sale

mix aromatico:

1 arancia
1 limone
2 cucchiai di marsala
vaniglia



Prepara il mix aromatico:

  • grattugia il limone,l'arancia.Aggiungi la vaniglia e il marsala.Lascia macerare per una mezz'ora.
Prepara la brioche:


  • Su un tavolo infarinato metti la farina a fontana,il mix aromatico,lo zucchero,il sale,l'olio.Aggiungi il lievito e mano mano l'acqua.La dose è puramente indicativa.Mettila fino ad ottenere un composto omogeneo e che puoi lavorare bene.
  • Fai lievitare fino al raddoppio in un luogo tiepido.
  • Intanto in un bicchiere   metti 2 cucchiai di olio,1 di acqua e 1\2 di zucchero.
  • Riprendi l'impasto e lavoralo
  • Stendilo e spennellalo con la miscela di olio e acqua.
  • Ricava dalla sfoglia stesa otto-dieci triangoli e arrotola ciascuno partendo dal vertice,dando appunto la forma di un cornetto.
  • Metti su una teglia rivestita di carta forno a fai lievitare di nuovo per circa 30 minuti.
  • Cuoci in forno caldo  a 180 gradi per circa venti minuti



Con questa ricetta partecipo a Panissimo,la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra, di Sono io,Sandra e Barbara, Bread and Companatico,questo mese ospitata dal blog Un condominio in cucina

                                                                          (Panissimo)

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11 novembre 2015

Quattro quarti alle mele- doppia versione




Io sono dei Gemelli.
Questo vuol dire che qui, dentro la mia scatola cranica, siamo in tante.
Si va da un minimo di due ad un massimo di dieci Moniche.
Ognuna con la sua testa pensante e purtroppo...bocca parlante.
Questo vuol dire che la mia vita è sempre ai limiti della legalità e della sanità mentale.
Ho comportamenti a tratti sociopatici.
Non giudicatemi ...pensate semplicemente alla fatica giornaliera di mettere d'accordo tutte le voci dentro di me.
Una la vuole cotta ,una la vuole cruda, un'altra la vuole a tinta unita e l'altra a pois.
Una gran confusione, un gran chiacchiericcio...
Una gran faticaccia!

Questo bipolarismo di carattere astrologico si manifesta anche in cucina.
C'è la Monica legata alle tradizioni che segue  ogni virgola e punto della ricetta.
E poi arriva la rivoluzionaria e mette in discussione tutto. Cambia e sperimenta.

Oggi la sperimentazione deriva dall'intolleranza al lattosio che colpisce mia figlia .
Avevo questa ricetta sottomano

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8 novembre 2015

I Biscotti con la confettura nell'impasto







Cosa sarebbe un frigorifero senza quei due,tre barattolini di confettura che girano aperti e tristi.
Tutti li vogliono e nessuno se li piglia.
Perchè la fase "confettura mon amour" è esplosiva nella mia famiglia e contagia tutti insieme, peggio della varicella.
Perchè una figlia:"Mamma a me quella d'albicocche"
Un'altra "Mamma quella di fragole".
In più a questa già urticante equazione ,ci si aggiunge il marito :"Io solo quella di ciliegie".
Perfetto.
La fase confettura-addict però dura mediamente un giorno e sette minuti.
Poi passa.

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6 giugno 2015

Il Sorbetto al melone con o senza gelatiera...per rimediare ad una maledizione!



La maledizione del melone è quella maledizione che ti arriva tra capo e collo quando torni tutta carica dal mercato rionale.

La maledizione del melone è quella che ti arriva tra capo e collo quando hai intenzione di imbastire una cenetta a base di sfizietti e uno di questi è prosciutto e melone.

La maledizione colpisce soprattutto quando ti sei portata a casa un prosciutto che quando hai visto il prezzo ti sei chiesta se per caso non ci fosse pure il maiale intero, compreso nel prezzo.

La maledizione colpisce quando la fame arriva.
Tre fette di cotanto prosciutto ,tre fette di melone.

La maledizione è che il prosciutto è buono.
Il melone, nonostante il sudore,
la fatica,
l'annusamento per cercare il migliore 
fa pietà.

Insapore, inodore, incolore.
Cosi tanto insulso che manco le fette del prosciutto gioiello riescono ad animarlo.

E allora butto?
Tsè,ma scherziamo?

Facciamo il sorbetto che tanto non ci vuole nulla!

Pronte?
(la ricetta che segue potete utilizzarla anche per le angurie)

SORBETTO AL MELONE

ingredienti:

1\2 tazza di acqua
1\2 tazza di zucchero
1 melone
succo di mezzo limone
menta se vi piace.


Prendete il melone , tagliatelo a cubetti e congelatelo.
Preparate lo sciroppo di zucchero:
mettete in un pentolino lo zucchero con l'acqua portate ad ebollizione, fate sciogliere bene.
Spegnete il fuoco e se vi piace, aggiungete un rametto di menta fresca in infusione.
Fate raffreddare, togliete la menta e mettete in frigo (se il tempo stringe una passata con accortezza nel freezer, non fatela congelare).
Tirate fuori il melone, mettetelo nel frullatore, unite il limone,lo sciroppo di zucchero e frullate fino ad ottenere una massa uniforme.

PROCEDIMENTO CON GELATIERA:

Mettete il composto nella gelatiera, seguite le istruzioni, e preparate il sorbetto.

PROCEDIMENTO SENZA GELATIERA:

Mettete il composto in un contenitore da freezer.
Ogni mezz'ora mescolatelo fino a a che non si sarà congelato.
Tiratelo fuori, dategli una bella frullata con il minipimer o altro frullatore e servite!

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17 marzo 2015

I Cornetti sfogliati all'olio !




Io non sono golosa di cornetti.
Affatto.
Trovatemi una parola per definire quella fame atavica che mi prende di fronte ad un vassoio di cornetti.
Trovatemi una parola per definire quella salivazione incontinente che mi prende di fronte alla loro glassa, a quei pezzetti di pasta sfogliata che ti rimangono appiccicati alle dita, alle labbra, sulla tovaglia...

Io quel vassoio posso mangiarlo tutto intero.
E questa non è golosità.
E' sfida impertinente alla glicemia .

Da buona foodblogger ho pensato mille volte di replicarli.
Ma....
avete presente quanto burro occorre?
Io quel panetto messo sulla pasta e sfogliato no, non ce la faccio.
Un conto è mangiarlo quel benedetto cornetto ,inconsapevole della danza macabra dei grassi al suo interno.
Un conto è essere la regista di quella danza.
Quindi ho sempre desistito, rimandato...

Finchè...
Finchè la cara Alessandra non ha tirato fuori la genialata dal cappello.
I cornetti .
Sfogliati.
Ma all'olio.

Vedere la sua ricetta e innamorarmene è stata un tutt'uno.
Farla anche.
Seguendo proprio passo passo i suoi consigli.
E il risultato è stato stratosferico.
In breve sono diventati i cornetti più richiesti a casa mia.
I cornetti protagonisti della colazione del sabato e anche della domenica.
Ovviamente non è il cornetto che suda burro.
Ma è la sua variante sana, golosa e credetemi...uno tira l'altro.
Io vi propongo la ricetta che ho seguito la seconda volta che li ho realizzati.Ho provato una versione più rustica,  utilizzando la farina integrale e lo zucchero di canna
Tra parentesi troverete gli ingredienti della ricetta originale che comunque trovate QUI!!!





I CORNETTI SFOGLIATI ALL'OLIO
(ricetta originale di Alessandra Barbone -"I Sognatori di cucina e nuvole")

250 grammi di farina integrale (o 250 di farina W350-in alternativa 125 manitoba,125 farina 0)
80 grammi di lievito madre rinfrescato da un'ora (o 10 grammi di lievito di birra)
170 grammi di acqua tiepida
2 cucchiai di olio di mais (o 15 grammi di burro morbido)
30 grammi di zucchero di canna ( o semolato) più quello che serve per la sfogliatura
1 pizzico di sale fino
olio quanto basta per sfogliare (olio extravergine o di riso)

per farcire:
crema alla nocciola
marmellata
miele

Prendete la ciotola della planetaria.
Metteteci la farina, il lievito madre, lo zucchero, il sale e parte dell'acqua.
Agganciate la foglia e iniziate ad impastare a bassa velocità, unendo l'olio (o il burro previsto).
Unite la restante acqua...ma regolatevi ad occhio.Se l'impasto è già morbido di suo non ha bisogno di altra acqua. Se lo vedete troppo duro aggiungetene dell'altra oltre la quantità indicata.
Togliete la foglia, mettete il gancio e impastate per una decina di minuti, fino all'incordatura.
Far lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio.

Per la sfogliatura:
prendete un pennellino di silicone e una ciotolina nella quale metterete l'olio previsto.
Dall'impasto lievitato ricavate sei palline.
Iniziate a stendere la prima con un mattarello.
Spennellatela con l'olio e cospargetela di zucchero.
Prendete una seconda pallina, stendetela, sovrapponetela alla prima e ungete di olio e zucchero anche questa.
Continuate cosi fino ad esaurimento dell'impasto.
L'ultimo disco non lo spennellate nè di olio nè di zucchero.
Avrete ottenuto in questa maniera un unico disco.
Tagliate con una rotellina il disco in otto spicchi.



Praticate un piccolo taglietto alla base di ogni triangolo, farciteli con un cucchiaino di marmellata, cioccolata o miele e arrotolateli, cercando di dar loro la forma classica dei cornetti.
Metteteli a lievitare sulla teglia del forno foderata di carta fino al loro raddoppio.
Cuoceteli in forno caldo a 200 gradi per i primi cinque minuti.
Abbassate poi a 180 gradi e continuate la cottura per altri 13 minuti circa.
Spolverateli di zucchero a velo prima di mangiarli!

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