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23 maggio 2016

Croque-cake veloce al prosciutto e ultima parte del manuale della casalinga perfetta. Astenersi timorate di Dio ;-)



Riassunto delle precedenti puntate:

Dorotea.
Penso alla nostra casalinga perfetta e me la immagino cosi, con questo nome. Mora o bionda non ha importanza. L'importante è che ci sia l'immancabile filo di perle coltivate, un tocco di rossetto e i capelli ben sistemati...anche se una piccola ciocca inizia un percorso invisibile tutto suo. Ciocca dissidente, non ne vuol sapere di tornare tra i ranghi...
La vedete la prima gocciolina di sudore che le imperla il labbro superiore? La nostra eroina ha il suo bel da fare in vista del rientro di sua maestà. Quindici minuti prima scatta il countdown. Deve dare un'ultima passata alla polvere,infilarsi un nastro tra i capelli, mettersi il rossetto, andare  a tagliare la legna per accendere il fuoco perchè hai visto mai che sua Altezza torna a casa e sente un leggero brividino che gli scende nelle molto onorevoli terga......e non solo.....con un invidiabile senso materno ha dato una passata sul gas ai ragazzini perchè non sia mai che il re Sole torna e sente un pur flebile vocina da parte di quei plebei dei suoi figli.

La vedete un filino affannata su quel divano? Bene procediamo.


Il giorno è giunto. La traduzione è pronta. Astenersi timorate di Dio.
La nostra aspirante casalinga perfetta Dorotea è arrivata quasi sulla soglia della camera da letto. Un pò affannata,un pò sfatta, il rossetto un vago ricordo, il filo di perle penzola desolato.......ma bisogna arrivare fino in fondo...

Regola numero otto:
" Sebbene l'igiene femminile sia importante, non fate aspettare vostro marito davanti il bagno. E' stanco, a lui per primo l'entrata. Tuttavia assicuratevi che il vostro aspetto sia meraviglioso prima di andare a letto. Se la vostra routine di bellezza prevede bigodini e maschere, fatelo addormentare prima.  Potrebbe spaventarsi."
Io non nego che trovarsi di fronte, al posto della propria moglie, una specie di Hulk con le fette di cetriolo sugli occhi possa essere una esperienza tipo "incontri ravvicinati del terzo tipo", però....se a questa malcapitata dovesse capitare una cistite fulminante con tanto di corse in bagno a fare plin plin, ecco sorgere un gigantesco problema.
O la casa è dotata di un secondo servizio altrimenti non resta altro che il vasino a forma di paperella dei bambini. Sua maestà in bagno, sul suo trono , non può essere disturbato.

Regola numero nove:
"Ricordate i vostri VOTI matrimoniali e  l'obbligo di obbedirgli. Nel caso in cui avesse sonno. fatelo dormire e non stimolate in lui nessuna reazione ...sessuale"
Quindi se la nostra casalinga una sera volesse trasformarsi in Dorotea, la pantera di Maratea, le deve dire pure bene. Sua Maestà deve essere ben consenziente a cedere alle lusinghe di suddetta pantera. Nel caso in cui però gli dovesse calare la palpebra ( oltre agli attributi) la pantera dovrebbe prontamente trasformarsi in un bradipo sbadigliante. Questione di voti e di obbedienza mie care.

Regola numero dieci
"Se invece LUI dovesse suggerire l'accoppiamento accettate con umiltà, tenendo bene a mente che il suo piacere è più importante del vostro..magari aiutatelo con un piccolo gemito, cosi farà più in fretta"
Ma non avevano inventato il Viagra per rendere l'incontro amoroso come i Rotoloni Regina  "che non finiscono mai"??
E invece un piccolo "oh" piazzato ad effetto così ci leviamo il dente e il dolore...mi sovviene il pensiero che st' Altezza reale non sia poi tutto sto vulcano in eruzione ^_^

Regola numero undici:
"Se vostro marito vi propone qualche pratica non convenzionale, voi attuatela. Il vostro dissenso lo dimostrerete con la rassegnazione e il silenzio e la mancanza di entusiasmo.
Terminato il tutto andate a rinfrescarvi ,a sistemarvi i capelli e fate in maniera tale da potervi risvegliare prima di lui e attendete l'apertura dei suoi occhi facendovi trovare con il thè in mano"
Dorotea come Mahatma Gandhi. La resistenza passiva, la non reazione.
Se sua Altezza Serenissima prevede un amplesso con la variante che vede la nostra Dorotea con le dita infilate nella presa della corrente, lei deve dire di si.
Se sua Altezza Serenissima prevede un rendez-vous sospesi sulle liane vestiti come Tarzan e Jane in pieno gennaio, lei deve dire di si.
Basta non fare quel piccolo" oh" di cui parlavamo sopra. L'unico cenno di vita della nostra casalinga.

Stiamo per lasciare la nostra Dorotea. Ci ha accompagnato in queste settimane nella sua ricerca di un rapporto perfetto, senza pecche, senza grinze.
Lei, insieme a noi, alle prese con questo maledetto manuale, datato anni 60.
Ci vorrebbe un finale ad effetto.
Un finale in cui Dorotea, mentre assolve ai VOTI matrimoniali, in realtà sogna il suo toy-boy tutto muscoli con cui giocherà mentre sua Altezza Serenissima sarà alle prese con il suo stancante lavoro;
oppure un finale in cui la nostra eroina si alza di scatto, butta nel camino il manuale e manda sua Altezza reale a farsi inchiappettare dal diavolo nei giorni liberi (frase che adoro, rende bene l'idea, presa a prestito da uno dei miei autori preferiti Diego da Silva.....)
Ma forse sarebbe un'utopia. Perchè ognuna di noi conosce almeno una Dorotea.  Perchè la sottomissione femminile non è un vagheggiamento , è reale, è tangibile. Sembra zucchero filato, leggero, impalpabile,  evanescente. Ma come lo zucchero filato è reale, c'è ,esiste. Come esiste ed è innato  il desiderio di far funzionare un rapporto a tutti i costi e come è innato il desiderio femminile di essere irreprensibile e perfetta. La maggior parte di noi però con raziocinio e cuore si ferma.
Le Dorotee vanno avanti invece, insistono. Piccoli fantasmi svolazzanti accanto ad un uomo che manco le vede.
Ecco, questo è stato un piccolo viaggio per ricordare a me stessa e magari anche a voi queste piccole, assurde, ma presenti realtà.

Ciao Dorotea!


Oggi ricetta veloce ma tanto utile.
Avete presente quel benedetto pane per tramezzini, quello bianco, senza crosta?
Ecco, io vorrei conoscere l’ideatore del packaging perché vorrei stringergli cordialmente la mano .
Per poi dargli un’astratta testata per l’assurdità della confezione.
Provate a tirar fuori solo una fetta di tale pane.
Io immancabilmente o rompo la fetta o rompo la confezione.
E una volta rotta la plastica il pane in due nanosecondi saluta il mondo dei vivi per farsi traghettare da Caronte nel mondo dei cibi che furono.
E allora, visto che buttare è una cosa che mi fa agitare le sinapsi, ben vengano queste ricette, a volte cosi essenziali da sembrare quasi stupide..ma che ci vengono cosi in aiuto nella vita domestica di tutti i giorni.




Croque-cake al prosciutto

1 confezione di pane per tramezzini bianco
150 grammi di prosciutto cotto
100 grammi di emmenthal o altro formaggio a piacere
3 uova
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
150 millilitri di latte
Noce moscata

Mescola le uova con il sale ,il pepe e il latte e la noce moscata.
In una teglia rettangolare disponete il primo strato di pane per tramezzini, unite il prosciutto e il formaggio.
Forma un altro strato e continua cosi fino ad esaurimento degli ingredienti stessi.
Versa sul composto ottenuto il mix di uova e latte.
Poni in forno caldo a 180 gradi per circa mezz’ora.
Fai raffreddare leggermente e servi in tavola.

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11 maggio 2016

Crema fredda al caffè in due minuti e imparate queste regole per essere perfette ^_^




Ovviamente e lo dico subito, a scanso di equivoci, il titolo è volutamente provocatorio!!!!
Ve lo ricordate il fantomatico “Manuale della casalinga perfetta”, quel manualetto che ho scovato in un polveroso scaffale e che sto traducendo dal francese?
Ne avevamo parlato in questo post
Siamo negli anni Sessanta, 1966 per la precisione.
Il clima mondiale comincia ad essere questo:



"Tremate tremate le streghe son tornate"

"Io sono mia"
"La donna ha bisogno di un uomo come un pesce di una bicicletta"
I reggiseni vengono bruciati in piazza. Il femminismo raggiunge il suo apice. Acre nelle sue dimostrazioni,forse eccessivo ma necessario, perchè la donna inizia ad acquisire piena consapevolezza di sè.
Ma c'è sempre l'eccezione. Accanto a questo panorama continuano ad esistere manuali di economia domestica come questo .



Oggi il nostro secondo appuntamento agro-dolce. Un excursus su quello che una volta dovevano fare e rappresentare le casalinghe .Eravamo rimaste qui:

Consiglio numero quattro:

"...prima del rientro di vostro marito a casa ,fate un giro per le stanze. Rassettate, sistemate libri, giochi e quant'altro. E visto che ci siete date un altro colpo alla polvere sui mobili...."


Mi chiedo: sta arrivando la vostra metà o un caporale che deve esaminare le camerate?


Consiglio numero cinque:
"...nei mesi più freddi dell'anno provvedete ad accendere il camino, vicino al quale lui possa distendersi. Dovrà avere  l'impressione di aver raggiunto un' oasi di pace e di riposo. Badare alla sua comodità vi renderà estremamente felice...."



E visto che ci siete aggiungo io,improvvisatevi anche taglialegna cosi il vostro lui sarà ancora più felice. Amore ,guarda,il fuoco fatto con le legna tagliata con le mie manine adorate.


Consiglio numero sei
"...riducete tutti i rumori al minimo. Spegnete lavatrici,aspirapolveri. Fate stare calmi e silenziosi i bambini. Sorridete appena lo vedete e cercate di piacergli in ogni maniera...ascoltatelo. Può darsi che abbiate una dozzina di cose da dirgli, ma non è opportuno farlo al suo arrivo a casa. Ricordatevi che i suoi argomenti di conversazione sono più importanti dei vostri. Fate in maniera tale che la serata gli appartenga......"



Mentre leggete queste righe,mie care amiche,ricordatevi che tutto questo veniva insegnato a scuola nell'ora di economia domestica. Siete perplesse?
Io di più.

Ne volete altre?


Consiglio numero sette
"...Non fate storie se fa tardi a cena o rimane fuori per la notte. Questo è il male minore se pensate alla giornata infernale che ha avuto. Comunque, fatelo accomodare o addirittura fatelo stendere,portategli una bevanda e sistemategli il cuscino. Parlategli dolcemente,soavemente..non mettete in discussione i suoi giudizi. Ricordate che lui è il padrone del focolare e in quanto tale eserciterà la sua potestà con onestà e giustizia...."

E se sua Altezza serenissima considera come massima espressione di giustizia e lealtà il dare venti legnate al giorno alla moglie perchè cosi gli dice il suo regal cervello? La casalinga perfetta che fa, piglia le legnate al grido di "Si vostro Onore ancora?"

Consiglio numero otto:
".....quando ha finito di cenare sparecchiate e se lui vi offre il vostro aiuto, non ne approfittate. Vi pare che abbia bisogno di lavoro supplementare? Incoraggiatelo a dedicarsi ai suoi hobby. Nel caso remoto in cui ne abbiate anche voi, non annoiatelo non gliene parlate. Gli hobby delle donne sono spesso insignificanti rispetto a quelli dell'uomo"

E se il regal marito ha come hobby quello dello scaccolamento rapido che faccio?  Lo incoraggio? E magari se io invece mi diletto nella  lettura di Simposi platonici che faccio,mi do fuoco perchè  sono insignificante confrontata a Caccola Man?
Io per stasera mi fermerei qui...capirete bene....la notte sta per avvicinarsi e volete che il nostro caro manuale non ci dispensi consigli per allietare Sua Altezza nell'intimità?

Quindi per la prossima volta post a luci rosse, astenersi timorate di Dio ^_^




Oggi vi propongo una di quelle  ricette che vanno sempre bene come il beige che si mette con tutto.
Ospiti, voglie di dolce improvvise, sana voglia di non fare nulla…
Ogni motivo ha la sua importanza.
Basta avere a disposizione nel freezer un bicchiere di latte (possibilmente intero) ben congelato da tirare fuori solo cinque minuti prima del suo utilizzo.
E un po’ di caffè nel frigorifero.
Un mixer ,un po’ di zucchero, una spolverata di cacao, una nuvola di panna.
E la crema fredda al caffè velocissima e ultracremosa è pronta.
L’ho scovata nel web.
Si faccia avanti chi l’ha ideata che il link glielo metto più che volentieri!!! J

Crema fredda al caffè in due minuti!

Per sei bicchierini da caffè:

1 bicchiere (200 ml circa) di latte intero congelato
1 tazzina di caffè freddo
Zucchero

Per decorare :panna, cacao in polvere
Tira fuori dal freezer (cinque minuti prima dell’utilizzo) il bicchiere di latte congelato.
Per comodità utilizza un bicchiere di plastica.
Metti il latte congelato in un mixer , aggiungi il caffè e lo zucchero (dolcifica secondo la tua abitudine)
Frulla tutto.
Tempo due, tre minuti (dipende dalla potenza del tuo mixer) avrai  una crema fredda al caffè gustosa e ultracremosa.
Decora con panna o cacao in polvere.

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3 marzo 2016

Il Rotolo al cioccolato senza cottura e quando una donna non va mai bene..



C'è una cosa che mi ha sempre fatto riflettere e sorridere.
Per la società non si è mai a posto,c'è sempre uno step in più da percorrere.E per noi donne,molte volte questo step riguarda la nostra vita sentimentale.

A diciotto anni siamo lì,diploma in mano che sogniamo tailleur freschi di lavanderia e terga appoggiate su costose sedie di pelle umana,uffici in cima a grattacieli e segretari che guarda caso assomigliano a Johnny Deep..quando arriva la zia di turno e con vocina mielosa sussurra insinuante:
"Ma il fidanzato,dimmi,ancora non ce l'hai?"
"Ho delle storie"
"Mica vorrai rimaner zitella,come zia Clotilde che a ottant'anni è ancora lì seduta ad aspettare qualcuno che se la pigli e se la porti?"

Zitella.
Per quanto possiamo essere fashion,moderne e world-addict...ormai...il meccanismo è partito.
Sordido,silenzioso,strisciante.
Oddio, e se non mi si piglia nessuno?
Poi, il nessuno comincia ad avere tratti e contorni definiti. L'abbiamo trovato, finalmente, il pericolo zitella è scongiurato.Il nostro Sigismondo ci ha salvate!
Pensate di aver finito?No.

La zietta cara torna all'attacco:"Ma quando vi sposate?Non è che questo poi ti lascia?"
Ma l'ho conosciuto due ore fa,zia.
"Fa nulla, cara. La zia Arduina, la vedi?  è seduta insieme alla zia Clotilde. Dieci anni insieme a quel disgraziato e poi se ne è andato. E lei è li che aspetta il suo ritorno. "
Oh my God, sedotta e abbandonata....come la Sandrelli del film.
E allora il Sigismondo in questione non avrà più riposo e pace. Inizierà una guerra d'intenti che si concluderà in chiesa, con tanto di fiori di arancio e velo bianco.
Pensiamo di aver finito?

"Ma,spero tu sia incinta!!"
"Ma zia,ma nemmeno la luna di miele ho fatto!!"
"Fa niente cara. La zia Gerarda  ha aspettato così tanto che alla fine non ne ha più potuti avere...."
OSSSSSIGNORE!!!!
E iniziano le grandi manovre ,le misurazioni di temperature , le corse al periodo fertile finchè......
Ce l'abbiamo lì, tra le braccia, la gioia di una vita intera, tenero, profumato...il cuore innamorato perso di quel frugoletto........e la parte inferiore del nostro corpo che grida vendetta,trapassata,tagliata e cucita quando.....

Toc toc...
Ciao zia. E già cominciamo a tremare.
"Ma che bel frugoletto, ma che tesorino. E quando gli fai il fratellino?"
Zia, ma ho partorito ora!!
"Fa niente cara. La zia Otella ha avuto solo un figlio. Maschio. S'è fatto prete e lei è rimasta da sola. Senza una compagnia. Tranne quella della zia Clotilde,della zia Arduina e della zia Gerarda. Eccole lì, sedute tutte insieme, tutte disperate....La femmina ti devi fare, il bastone della vecchiaia...."

Una fa finta di non pensarci,però....però ...il povero Sigismondo verrà di nuovo circuito, allettato, minacciato di chissà quali rovine psicologiche lasciando il primogenito da solo che alla fine si convincerà, rimetterà la tutina da SuperSigismondoStallone e vai col tango.
A questo punto lei è arrivata.Tenera è tenera.Ma che fatica! ma che scatafascio fisico! Che tette doloranti!

Toc Toc.
"La femminuccia!!!!. Amore della zia, bella che sei. Ma lo sai che tre è il numero perfetto?",sussurra rivolta a me.
Zia,ma c'ho ancora la "Iolanda" fumante qua in basso!
Fa niente cara. La zia Gelsomina.....
Alt. 
Due cose:
La prima: ma quante minkia di zie ho?
La seconda:zia bella,ma un pacco di cavoletti di Bruxelles tuoi prima o poi te li farai??
In coppia ma anche da sole. Madri di una squadra di calcio o senza figli ma serene.Sposate o conviventi o fidanzate da una vita.La scelta riguarda solo noi.




Ma niente niente anche voi non avete voglia di far nulla?
Mettetevi in fila.
Anzi tirate fuori quei biscotti secchi che stagionano nella dispensa.
Un pò di burro,una manciata di cacao  e un mixer,un robot, un batticarne o due pugni ben assestati.



Gironzolando nel web ho visto due o tre ricette.
Le ho messe insieme, di una le dosi,dell'altra l'idea del ripieno, di un'altra o due ancora qualche tocco in più

Dieci minuti per prepararlo,una mezz'ora di freezer e lo sfizio è servito.
Potete anche prepararne in quantità,tagliarlo a fette e rimetterlo in frigo.
Avrete fette pronte per improvvise voglie dolci.
Vi pare poco?
La farcia è a vostra discrezione.
Ricotta,panna,cioccolato anche a pezzi.
Sbizzarritevi.
E' una ricetta facile, veloce economica e svuotafrigo


ROTOLO AL CIOCCOLATO SENZA COTTURA

per il rotolo:

300 grammi di biscotti secchi
50 grammi di cacao amaro
40 grammi di burro morbidissimo
1 cucchiaio di crema di nocciole 
70/80 millilitri di latte


per la farcia:

250 grammi di ricotta
4 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino raso di cannella

Metti i biscotti nel mixer.
Frullali.
Aggiungi il cacao amaro,la crema di nocciole e il burro morbido.
Aggiungi il latte a filo fino a formare una palla con l'impasto

Prendi un foglio di carta forno.
Mettici l'impasto di biscotti.
Copri con un altro foglio di carta forno e con un mattarello stendilo sottile a mò di rettangolo

Mescola la ricotta (o il ripieno da te scelto) con lo zucchero e la cannella.
Stendilo sull'impasto e con l'aiuto della carta forno arrotola tutto per formare il rotolo.

Metti in freezer per almeno trenta minuti.
Ti sarà più semplice poi tagliare il tuo rotolo a fette.

Trascorso il tempo necessario,prendi il tuo rotolo e decidi:puoi servirlo subito oppure tagliarlo a fette che rimetterai in frigo. 
In questa maniera avrai uno snack veloce e gustoso sempre a portata di mano.Ti basterà toglierlo dal freezer per dieci minuti e poi potrai gustarlo!

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25 gennaio 2016

I ceci croccanti-la sana alternativa agli snack per l'aperitivo





Ma perchè amore, non ti fidi della tua mamma?
L'occhiata che ne ricevo è un no, inequivocabile, sfrontato e sicuro.
Un ardire che però non arriva alle labbra..perchè è troppo educata per mandare sua madre a raccoglier ravanelli.
Certo che mi fido mamma.
Quindi lo sai che non ti farei mai assaggiare un cibo che non vuoi.
No mamma.
E allora apri la bocca e chiudi gli occhi.
E lei lo fa.
Rassegnata.

Tre passi indietro.
Io e la mia ragazza grande siamo cittadine del mondo.
Dateci un tavolo e volendo possiamo mangiare anche le sue gambe.
Peggio delle termiti.
Qualsiasi cibo di qualsiasi provenienza deve essere assaggiato da me e dal mio alter ego.
Poi, nel caso, decidiamo se ci piace oppure no.

La piccola è come il padre.
Guardinga, attenta.Annusa, soppesa e decide.
Magari senza assaggiare.
E questo a me fa girare le zucchine.
Si assaggia e si decide.
E' una regola a casa mia.
Con molte deroghe.
Perchè a volte vince lei.

Stavolta i protagonisti della questione sono stati i ceci.
Mangia tutti i legumi,tranne questi.
Assaggia.
Giammai.
Hanno l'aspetto antipatico.
Come antipatico?
Si, non sono perfettamente sferici.
E io non l'assaggio.

Ok, ti sistemo io.
Ho cucinato i ceci in questa maniera e poi sono ricorsa al famoso "Chiudi gli occhi e apri la bocca"
Mamma che buono, cos'è?
Un cece.
Ma è croccante, è buonissimo, scrocchia.

Ora ne divora a quintalate.
Glieli faccio al posto delle patatine fritte.
E lei si mette li e li sgranocchia contenta.
Ha anche perdonato loro il fatto di non essere perfettamente sferici!



Sono stati veramente una bella scoperta anche per me.
Sono un aperitivo ,uno sfizio leggero e nutriente.
Possono benissimo sostituire le patatine fritte e proprio per questo sono un'alternativa sana e anche vegan.
Sono ottimi al naturale,senza condimenti.
Diventano superlativi con aggiunta di spezie e un filo d'olio.
Sono veloci da preparare partendo ovviamente dal cece già cotto in lattina.
Vi va di provarli?


CECI CROCCANTI

1 lattina di ceci
sale
un filo d'olio
spezie a piacere
(io di solito uso aglio in polvere, paprica ed origano)


  • Accendi il forno a 180 gradi
  • Scola i ceci dal liquido di conservazione.
  • Prendi della carta casa e asciugali il più possibile
  • Mettili su una teglia ,rivestita di carta forno 
  • Mettili in forno e calcola una mezz'ora.
  • Decidi se gustarli al naturale oppure se aromatizzarli
  • Nel caso tu voglia aromatizzarli preparati un mix di spezie a tuo piacimento,Unisci un filo d'olio sale e mescola.
  • Dopo circa una mezz'ora i ceci saranno belli croccanti
  • Tirali fuori e se li vuoi al naturale, falli raffreddare e gustali
  • Nel caso tu li voglia un pò più strong, versa nella teglia il mix di spezie e olio, ungi bene i ceci e rimettili in forno per circa cinque minuti
  • A questo punto saranno pronti per la degustazione.
  • Una bella birra, un aperitivo saranno i compagni giusti!


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1 luglio 2015

Le Sopapillas veloci con il trucchetto


Festeggiamo.
Uno stato di salute che migliora giorno dopo giorno. Lento, ma in costante miglioramento.

Festeggiamo.
Una figlia che ha terminato gli esami con il massimo dei voti.

Festeggiamo.
Il sole, il cielo azzurro, il fatto di esser vivi.
Solo questa bella sensazione meriterebbe un brindisi quotidiano.

E non so voi, ma a me i festeggiamenti rievocano nella testa atmosfere latine, samba, spiagge immacolate e dolci.

Dolci come se piovesse.

Festeggio il mio rientro in questo pazzo mondo dopo una parentesi poco piacevole con un dolce tipico dell'America del Sud.

Le Sopapillas, in una versione semplificata, che vi farà sudare poco.

Le Sopapillas nascono più di duecento anni fa nel New Mexico.
Possono essere servite dolci, ricoperte di zucchero a velo o miele oppure salate, come antipasto ipiene di carne o formaggio.

La ricetta da manuale prevede un impasto di pasta di pane lievitato e poi fritto.

Io vi propongo la versione rapida e furba, che ho visto spesso adottare nei blog sudamericani.

Pronte?



LE SOPAPILLAS con il trucchetto

1 rotolo di pasta sfoglia
zucchero a velo, cannella o miele per la superficie

Srotolate la pasta sfoglia.
Tagliatela a triangolini o a piccoli quadrati come ho fatto io.
A questo punto potete optare per una cottura più leggera, quindi mettetele in forno per circa un quarto d'ora a 180 gradi.
Oppure friggete i quadratini di sfoglia in olio di semi.
Qualunque sia il metodo di cottura da voi scelto alla fine spolveratele di zucchero a velo e cannella oppure inondatele con del miele sciolto a bagnomaria!


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17 marzo 2015

I Cornetti sfogliati all'olio !




Io non sono golosa di cornetti.
Affatto.
Trovatemi una parola per definire quella fame atavica che mi prende di fronte ad un vassoio di cornetti.
Trovatemi una parola per definire quella salivazione incontinente che mi prende di fronte alla loro glassa, a quei pezzetti di pasta sfogliata che ti rimangono appiccicati alle dita, alle labbra, sulla tovaglia...

Io quel vassoio posso mangiarlo tutto intero.
E questa non è golosità.
E' sfida impertinente alla glicemia .

Da buona foodblogger ho pensato mille volte di replicarli.
Ma....
avete presente quanto burro occorre?
Io quel panetto messo sulla pasta e sfogliato no, non ce la faccio.
Un conto è mangiarlo quel benedetto cornetto ,inconsapevole della danza macabra dei grassi al suo interno.
Un conto è essere la regista di quella danza.
Quindi ho sempre desistito, rimandato...

Finchè...
Finchè la cara Alessandra non ha tirato fuori la genialata dal cappello.
I cornetti .
Sfogliati.
Ma all'olio.

Vedere la sua ricetta e innamorarmene è stata un tutt'uno.
Farla anche.
Seguendo proprio passo passo i suoi consigli.
E il risultato è stato stratosferico.
In breve sono diventati i cornetti più richiesti a casa mia.
I cornetti protagonisti della colazione del sabato e anche della domenica.
Ovviamente non è il cornetto che suda burro.
Ma è la sua variante sana, golosa e credetemi...uno tira l'altro.
Io vi propongo la ricetta che ho seguito la seconda volta che li ho realizzati.Ho provato una versione più rustica,  utilizzando la farina integrale e lo zucchero di canna
Tra parentesi troverete gli ingredienti della ricetta originale che comunque trovate QUI!!!





I CORNETTI SFOGLIATI ALL'OLIO
(ricetta originale di Alessandra Barbone -"I Sognatori di cucina e nuvole")

250 grammi di farina integrale (o 250 di farina W350-in alternativa 125 manitoba,125 farina 0)
80 grammi di lievito madre rinfrescato da un'ora (o 10 grammi di lievito di birra)
170 grammi di acqua tiepida
2 cucchiai di olio di mais (o 15 grammi di burro morbido)
30 grammi di zucchero di canna ( o semolato) più quello che serve per la sfogliatura
1 pizzico di sale fino
olio quanto basta per sfogliare (olio extravergine o di riso)

per farcire:
crema alla nocciola
marmellata
miele

Prendete la ciotola della planetaria.
Metteteci la farina, il lievito madre, lo zucchero, il sale e parte dell'acqua.
Agganciate la foglia e iniziate ad impastare a bassa velocità, unendo l'olio (o il burro previsto).
Unite la restante acqua...ma regolatevi ad occhio.Se l'impasto è già morbido di suo non ha bisogno di altra acqua. Se lo vedete troppo duro aggiungetene dell'altra oltre la quantità indicata.
Togliete la foglia, mettete il gancio e impastate per una decina di minuti, fino all'incordatura.
Far lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio.

Per la sfogliatura:
prendete un pennellino di silicone e una ciotolina nella quale metterete l'olio previsto.
Dall'impasto lievitato ricavate sei palline.
Iniziate a stendere la prima con un mattarello.
Spennellatela con l'olio e cospargetela di zucchero.
Prendete una seconda pallina, stendetela, sovrapponetela alla prima e ungete di olio e zucchero anche questa.
Continuate cosi fino ad esaurimento dell'impasto.
L'ultimo disco non lo spennellate nè di olio nè di zucchero.
Avrete ottenuto in questa maniera un unico disco.
Tagliate con una rotellina il disco in otto spicchi.



Praticate un piccolo taglietto alla base di ogni triangolo, farciteli con un cucchiaino di marmellata, cioccolata o miele e arrotolateli, cercando di dar loro la forma classica dei cornetti.
Metteteli a lievitare sulla teglia del forno foderata di carta fino al loro raddoppio.
Cuoceteli in forno caldo a 200 gradi per i primi cinque minuti.
Abbassate poi a 180 gradi e continuate la cottura per altri 13 minuti circa.
Spolverateli di zucchero a velo prima di mangiarli!

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5 novembre 2014

Crocchette di zucca, salsiccia e scamorza



Al volo.
Come questa giornata.
Come questo post. 
Come questa ricetta.
Come queste foto.

Un'idea che viene all'improvviso.
Tiri fuori quello che hai in frigo e improvvisi.

E come tutte le improvvisazioni rimani estasiata.
Anche se mi piace vincere facile:
io adoro la zucca.
Quindi rimango estasiata di fronte a qualsiasi ricetta la contenga.

Questa è una maniera golosa di proporla.
Anche abbastanza semplice.




CROCCHETTE DI ZUCCA,SALSICCIA e SCAMORZA

Zucca-1 chilo
Salsiccia-3
Scamorza affumicata-200 grammi
Uova-3
Farina-quanto basta-
Pangrattato-quanto basta
Noce Moscata-1 pizzico
Olio per friggere, sale e pepe


Accendete il forno a 180 gradi. tagliate la zucca a fette sottili e mettetele in una teglia rivestita di carta forno per circa 30 minuti.
Tiratela fuori quando sarà abbastanza morbida e schiacciatela con una forchetta, aggiustandola di sale, pepe e noce moscata.
Nel frattempo preparate la salsiccia: spellatela, tagliatela a fettine e mettetela a cuocere in una padella senza olio (basterà il grasso che tira fuori in cottura, eventualmente aggiungete dell'acqua).
Tagliate la scamorza a dadini.
Preparate tre piatti.
In uno mettete le uova con un pizzico di sale e di pepe e sbattetele.
In un altro il pangrattato, nel terzo la farina.
Prendete la zucca.
Mettetene un pò nel palmo della mano, aggiungete al centro il cubetto di scamorza,la salsiccia e richiudete (dovrà venire tipo un supplì per intenderci).
Passate la crocchetta nella farina,nell'uovo e infine nel pangrattato.
Continuate cosi fino ad esaurimento degli ingredienti.
Friggete in olio caldo e servite calde


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31 luglio 2014

Patate e peperoni in agrodolce

veloce-facile-economico

Oggi poche parole. Solo una ricetta che a noi piace tantissimo.Semplice,economica (il che non gusta mai) e veramente buona.La potete servire come contorno oppure come accompagnamento per delle bruschette.
Ci vuole poco a realizzarla e se la fate riposare tutta la notte, il giorno dopo sarà ancora meglio!
Vi auguro una buona giornata e vi rinnovo l'invito a venirci a trovare Qui!!







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9 luglio 2014

Girandole di sfoglia alla Nutella e l'amore è una cosa semplice


L'amore è una cosa semplice.
La vita è invece complicata.
Strani disegni incomprensibili come il più oscuro dei geroglifici.
Strade strane e crudeli.
Ma l'amore è l'asfalto di quelle strade cosi impervie.
E' semplice.
E lo sa bene Sarah.
Una richiesta di amicizia su Facebook.
Un soldato italiano ,Luca, di stanza in Afghanistan.
Lei è una bellissima ragazza dell'Ohio.
Occhi puri come i laghi che Luca ama tanto.
Parole che scorrono sulla tastiera.
Un appuntamento al quale Sarah si prepara con la gioia della realtà, seppur virtuale.
Uno scoprirsi senza vedersi, parlarsi direttamente nell'anima.
Senza bocche,occhi mani che possano distrarre.
Poi il buio.
Luca scompare.
Sarah affonda nella disperazione, nel presunto rifiuto.
Non ha notizie, non sa nulla di lui.
E il virtuale diventa una gabbia e lei una piccola e bellissima farfalla intrappolata e ignara.
Perchè Luca è stato ferito in un attentato.
E' tornato in Italia.
il maledetto fuoco ha ucciso il suo amico, Luca Sanna e ha reso lui tetraplegico.
Sarah inizia a vedere messaggi che incitano Luca a non mollare.
Non sa, si insospettisce, chiede.
E vola.
Vola in Italia.
Vola in quell'ospedale, in quella piccola stanza dove c'è Luca.
E non se ne va più Sarah.
Perchè per lei l'amore è una cosa semplice.
A dispetto di una pallottola e di una vita crudele.
La scorsa settimana si sono sposati, guardate che belli!

Mi piace questa storia.
E' semplice.
E' vera.
Abbatte le barriere.Senza clamore, ma con la normalità di una vita che vuole a tutti i costi essere salvata dall'amore.

E semplice è il dolce che vi propongo oggi.
Sfoglia e Nutella.
Perchè questa è un'estate strana. Calda, piovosa, temporali,grandine. Nuvole che arrivano all'improvviso e spazzano via i raggi ammaliatori del sole.
E i forni magari continuiamo ad accenderli.
Tre ingredienti.
Tanta bontà.
(potete sostituire la cioccolata con la marmellata)


Girandole di sfoglia alla Nutella


1 rotolo di pasta sfoglia
Nutella quanto basta
zucchero semolato quanto basta.

Stendete la pasta sfoglia.Con la rotella dentata ritagliate 6 quadrati di circa 10 cm di lato.
Metterli sulla placca foderata di carta forno.
Posizionare al centro del quadrato 1 cucchiaino colmo di Nutella.
Fare quattro tagli che partono dagli angoli fino quasi al centro.
Ripiegare ogni metà angolo verso il centro.
Spolverate di zucchero semolato e fate cuocere in forno caldo a 180 gradi per un quarto d'ora circa.





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8 luglio 2014

La Muffoletta tricolore al salame piacentino D.O.P.




Una terra baciata dal clima, dalla disposizione geografica, dalla sapienza di mani antiche che hanno tramandato tanto nelle nostre cucine. 
Appunti su fogli di carta ingialliti, ricette , dosi tenute a mente da massaie divise tra figli, lavoro nei campi e cucine enormi . 

Oggi abbiamo giocato con una ricetta tradizionale, utilizzando  prodotti tipici, vanto del nostro territorio. 

Uno scrigno,la muffoletta, tradizionalmente "cunzata " (condita) ancora calda con olio extravergine, sarde, origano , caciocavallo e pepe.
Qui me la sono portata a spasso per l'Italia arricchendola e irrobustendola con altri ingredienti. 

La muffoletta palermitana, le olive di Cerignola e quelle di Gaeta.
Infine il salame piacentino D.O.P. 

La muffoletta 
Quella della muffoletta è una delle tante tradizioni italiane.
Siciliana nel midollo,palermitana per l'esattezza, è un pane buonissimo.Sa di terra vulcanica e di mare.Sa di ingredienti poveri che danno vita ad una creatura meravigliosa.Tradizionalmente è il pane del 2 novembre.
Le olive 
Ho preso le olive verdi di Cerignola. Bombe verdi dal sapore dolce e pieno.Belle e colorate come il sole della Puglia. Allegre, equilibrate, preda di solito di manine di bimbi golosi.

Le olive di Gaeta.
E siamo nel Lazio.
Una piccola perla .A prima vista nera.
In realtà è violacea.
Il carattere non le manca.Tende all'amarognolo. Sembra coriacea e tendente alla difensiva. Invece è cedevole al tatto, morbida, profumata.
Infine il protagonista ma anche la spalla di questa ricetta:
Il salame piacentino D.O.P.
Nel nostro tour virtuale siamo arrivati a Piacenza,seguendo un invisibile filo di Arianna sparso per la nostra penisola. Un clima mite con sbalzi termici non eccessivi ha dato vita a tante perle delle quali possiamo vantarci.Il salame piacentino D.O.P. è un salume dal sapore che oserei definire "nudo". Rosso rubino nella parte magra, il grasso ben visibile e un aroma dove le spezie aiutano ma non sovrastano.

Dall'unione di queste tre delizie è nata questa ricetta. Strizza l'occhio al Muffuletta sandwich statunitense. Invenzione di un nostro connazionale a New Orleans, è un panino molto apprezzato negli Stati Uniti.Bello carico,con varietà diverse di salumi,formaggi olive e quant'altro.
In questa versione io l'ho spogliato ma reso protagonista di un pasto sostanzioso estivo.Non fatevi spaventare dalla preparazione lunga (partiamo dalla ricetta base della muffoletta).
Organizzatevi per tempo e provate.
Osservate il giusto riposo in frigo e servitela fredda accompagnata da una semplice insalata.

Il gusto e l'arte del mangiar bene mica vanno in vacanza?
^_^
(nell'impasto base della muffuletta ho aggiunto anche della farina integrale per rendere netto lo stacco dall'impatto tradizionale di questo pane.Se non la gradite potete utilizzare semplicemente 250 gr di farina di grano duro  e 250 gr di farina00)

Muffuletta tricolore

ingredienti per la muffuletta:

200 gr farina 00
200 gr farina di grano duro
100 gr farina integrale
7 gr lievito di birra
1 cucchiaio scarso di miele
1 cucchiaino di lecitina di soia (facoltativa,io ho imparato ad usarla nei lievitati perchè l'impasto viene più elastico)
250/300 gr acqua naturale
8 gr sale fino marino
150 ml olio extravergine d'oliva
semi di sesamo

ingredienti per il ripieno:

200 gr (o più se preferite) di salame piacentino D.O.P.
200 gr olive verdi Cerignola
150 gr olive di Gaeta
1 gambo di sedano
1 pizzico di peperoncino
1 cucchiaio di origano
1 cucchiaio di aceto
semi di finocchio (facoltativi)
2 pizzichi di aglio in polvere
prezzemolo tritato
olio sale (poco) e pepe


Prepariamo l'impasto per la muffoletta.
Su un ripiano infarinato mettiamo le farine a fontana. Pratichiamo un buco al centro e uniamo mano mano tutti gli ingredienti. Lavoriamo energicamente per una decina di minuti.
Mettiamolo a lievitare fino al raddoppio.
Intanto prepariamo gli ingredienti per il ripieno.
Armatevi di un coltello e iniziate a tritare a mano le olive denocciolate e il sedano. Non fatele troppo  fini, devono avere comunque una loro personalità!
Mettetele in un contenitore e unite l'olio, l'aceto , il sale,  il pepe, l 'origano,l'aglio,il prezzemolo (questo tritato fine ovviamente perchè altrimenti la sua personalità la sprigionerà sui denti dei vostri commensali e non è certo una cosa carina) e i semi di finocchio se vi piacciono.
Mescolate bene e via in frigo.
A questo punto e con queste temperature il vostro impasto sarà lievitato. Riprendetelo, giocate al lancio dell'impasto sulla spianatoia per sgonfiarlo un pò (aiuta pensare che so io, all'ultima lite con il marito, l'amante l'amico e magari pure la suocera ;-)
A questo punto la tradizione vorrebbe il ricavare dei singoli pezzi di impasto (una pezzatura da circa 100 grammi) per poi avere i singoli panini.
Qui invece ci serve un unico impasto che andremo a stendere su una teglia rettangolare unta d'olio.
Spennellate la superficie dell'impasto con un pò d'acqua e fate cadere come se piovesse i semini di sesamo.
Fate lievitare per altri 30 minuti circa.
Accendete il forno a 200 gradi e fatelo scaldare per bene. Prima di infornare la muffoletta mettete sul piano del forno un sei , sette cubetti di ghiaccio e richiudete lo sportello. Attendete e infornate. Il ghiaccio sciogliendosi creerà una bella cortina di vapore che aiuterà il pane nella cottura. Avrete in questa maniera una crosta morbidissima!
Fate cuocere per circa una mezz'ora. Tiratelo fuori e fatelo raffreddare completamente.
Tagliate la muffoletta a metà.
Mettetela su un vassoio
Prendete il composto di olive dal frigo e stendetelo sullo strato inferiore del pane. Sopra posizionatevi le fettine del salame piacentino. Su questo infine mettete l'ultimo strato del composto di olive.Ricomponete il pane.
Tenetelo per un quarto d'ora con un peso sulla superficie ,i n maniera tale da pressarlo per bene.
Rimettetelo in frigo per un'altra ora e poi tagliatelo in rettangoli.
Buon appetito!
Di quante tradizioni culinarie, di quante storie "alimentari" , di quanti usi e costumi possiamo fregiarci noi italiani?






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