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7 marzo 2017

La Torta della Nonna per intolleranti al lattosio e spiegatemi il perché...



senza lattosio




Le forbici giganti mi inseguono.
Io cerco di scappare ma loro sono più veloci. 
Corro corro ma inciampo, inciampo e cado. Come nella miglior tradizione cinematografica.
Mi raggiungono e ........

Ecco, questo è uno dei miei incubi. La forbice che mi insegue. E sapete perché? Perché ormai sono traumatizzata dal nemico pubblico numero uno delle donne: la Parrucchiera, o hair stylist giusto per darmi un tono e fare la chic.

E mica ho torto.
Perché io, gaia e baldanzosa, entro in questo modo:


(ve lo ricordate il cugino It della famiglia Addams?)

Faccio presente alla serial killer di parrucchini...Mi raccomando, solo una spuntatina, please. 
Due,tre centimetri non di più. 
Ed esco così:


Io e lo zio Fester Addams due gocce d'acqua.

E allora ditemi :

1) Perché? Perché queste care ragazze sono nemiche della spuntatina?

2) Faccio bene ad avere gli incubi?

Santa patata, in quarantacinque anni di onorata carriera di capellona ricciona non ho mai incontrato una, ma dico una parrucchiera che mi abbia assecondato sulla spuntatina. Quando vedono la mia massa ipertricotica vengono prese da un raptus che nemmeno un derviscio rotante sarebbe all'altezza!!

Ora, detto questo, passiamo alla nostra cara torta della nonna.

Se, come me, avete oltrepassato la quarantina, ricorderete bene che la torta della nonna era tra le protagoniste del carrello di dolci al ristorante. Golosa e rassicurante come il toupet di Nonna Papera.

Oggi ve la propongo nella versione senza lattosio, adatta a chi, come me, ogni tanto (o sempre) deve affrontare una dieta per le intolleranze.

La frolla è sempre lei, la MITICA FROLLA ALL'OLIO.
E la crema pasticcera è realizzata con il latte vegetale.
Pronte?


TORTA DELLA NONNA per intolleranti

per la frolla:

400 g farina
180 g zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci
scorza grattugiata di un limone
2 uova
1 pizzico di sale
100/120 ml olio vegetale

per la crema:

2 uova
400 ml latte vegetale (soia, riso o avena)
130 g zucchero
vaniglia (vanillina o, meglio, essenza di vaniglia)
30 g farina

per la superficie:

50 g pinoli

Prepara la crema

Fai scaldare il latte. In un contenitore sbatti le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo e gonfio. Aggiungi la farina, il pizzico di sale e il latte caldo. Metti sul fuoco e porta a bollore, mescolando spesso. Una volta raggiunta la corretta densità, spegni e fai raffreddare.

Prepara la frolla:

nella planetaria o sul tavolo infarinato metti la farina a fontana, pratica un buco al centro e unisci mano mano tutti gli ingredienti. Se il composto fatica ad agglomerarsi, niente paura! Unisci poche gocce d'acqua alla volta per aiutarti.

Prepara la torta:

accendi il forno statico a 180 °C.
Prendi uno stampo da 22 cm.
Dividi il tuo panetto in due.
Prendi un foglio di carta forno e stendi la prima metà dell'impasto. Rivesti il fondo della tortiera.
Riempi con la crema.
Stendi il secondo panetto di frolla e copri la superficie della torta. Ricopri con i pinoli e fai cuocere per circa 30 minuti. Prima di tirarla fuori, controlla che sia ben cotta.
Fai raffreddare e decora con lo zucchero a velo.

n.b: preparala la sera prima per gustarla il giorno dopo. Il riposo ne migliora il sapore!

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10 gennaio 2017

Torta di mele irlandese ovvero la torta che si fa senza sporcare nulla (o poco più)


mele-cannella-vaniglia-apple pie



Le torte di mele non mi stancano mai.
Sono il mio angolo privato fatto di sogni e piccole malinconie, di dolcezze promesse e mantenute. Adoro ogni consistenza e abbinamento, soprattutto con la cannella.

Questa è l'apple pie tipica irlandese. Una promessa di delicate consistenze che vi conquisterà immediatamente.
Ma la cosa bella, mie care chef o cuoche improvvisate, è che ci vuole una spatola e un contenitore, massimo due per realizzarla. Abbandonate l'idea di cucine invase dalla farina e da miriadi di posate, fruste e ciotole.

Non avete scuse, dovete prepararla!
(ricetta letta e modificata da Formine e Mattarello)



TORTA DI MELE IRLANDESE

360 grammi farina
150 grammi burro freddo a tocchetti
150 gr zucchero
2 uova
160 ml latte
2 cucchiaini di lievito
1 cucchiaino pieno di cannella (potete anche aumentare la dose)
qualche goccia di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale
4 mele grandi
2 cucchiai di zucchero

Accendi il forno a 180°.
Fodera uno stampo con carta forno (diametro 24 cm).
Sbuccia le mele e tagliale a pezzetti.
Prendi una ciotola capiente e versa dentro la farina, la cannella, il lievito e la vaniglia.
Prendi il burro, mettilo nel mix di farina e inizia a lavorare con le mani fino ad ottenere un composto sbriciolato. Unisci lo zucchero, le mele, il latte, le uova sbattute e il sale.
Versa tutto nella tortiera, spolvera con i due cucchiai di zucchero semolato la superficie e metti in forno. Cuoci per venti minuti a 180°, abbassa la temperatura a 170° e continua la cottura per altri dieci minuti.
Prima di tirare fuori dal forno la tua torta, verifica la cottura con uno stecchino. Se esce pulito...è pronta!



E mentre gustiamo una fetta di torta parliamo di....


Qual'è la forma dell'amicizia?
Secondo me questa:
L'amicizia è un insieme come questi qui sopra.
Prendetene uno a caso. Quello con gli animali ad esempio. La radice è comune ed eguale per tutti i componenti, ma sono i componenti stessi dell'insieme ad essere diversi.
Così come le varie sfumature dell'amicizia stessa.
Ci sono quelle amiche con le quali sei una cosa sola, un solo respiro, una sola anima. Quelle amiche che si accorgono del tuo stato d'animo semplicemente con un'occhiata. Quelle amiche che sanno quello che tu vuoi prima ancora di te. L'affetto che provano nei tuoi confronti le pone sempre un passo davanti a te. Pronte a sostenerti, a spronarti o anche a pigliarti a testate se necessario. Avete presente il detto: "Chi trova un amico trova un tesoro?"

Poi ci sono quelle con le quali non ti senti da un secolo. Non vi chiamate, non vi vedete. Ma questo risulta essere un particolare trascurabile. Alla prima difficoltà ci siete l'una per l'altra. Oppure al primo incontro riprendete tutto dal punto in cui vi siete lasciate. Senza rancore. Perché questa è la forma della vostra amicizia.

E poi ci sono quelle dal potenziale inespresso. Riuscite a cogliere una grande affinità d'animo, d'intenti. Volete un gran bene a quella persona, magari per alcuni periodi riuscite anche a far funzionare la cosa.....ma poi alla fine vi accorgete che nonostante tutto manca sempre qualcosa. Voi non ci siete e lei non c'è. Vi girate indietro e vi rendete conto che in tutti i momenti importanti della vostra vita lei non c'è stata e nemmeno voi per lei. Ma non per cattiveria, ma perché i binari sono paralleli e proprio per loro natura non si incontreranno mai. Non ci sono recriminazioni ma una sorta di "celeste nostalgia" per qualcosa che poteva essere e non sarà mai perché alla fine gettate la spugna.

Complicato parlare di amicizia, incastonarla in assiomi e teoremi. Non si può. Soprattutto quella femminile. Le sfumature sono enormi, le tinte sono fosche, brillanti, tenui, neutre. Proprio come l'animo femminile.


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5 gennaio 2017

La torta al limone di Mrs Pettigrew

Mrs Pettigrew-Lemon Cake-limone



Mi sono sempre chiesta perché la torta di Mrs Pettigrew sia speciale.
E me lo chiedo ogni volta che la preparo.
E' il mio pronto intervento quando ho bisogno di genuinità, quando mi accorgo che a volte ci si muove in un mondo di sentimenti tarocchi, ma così tarocchi che a confronto la Vuitton del senegalese sotto casa sembra vera.

Perché il segreto di questa torta è proprio la schiettezza.
Non ha trucchi, non ha inganni, solo ingredienti ancestrali e classici. Eppure è buonissima e ho perso il conto delle volte che l'ho realizzata.

La Lemon Cake di Mrs Pettigrew è una delle torte più famose di questa deliziosa signora inglese che ha fatto del tè la sua vocazione e il suo lavoro. Vi dico soltanto che nelle librerie italiane gira un suo libro intitolato "Manuale del sommelier del tè"! Negli anni '80 era la proprietaria di un bellissimo locale a Clapham Common, a Londra, realizzato in art decò, dove serviva un tè fantastico e tanti bocconcini dolci e salati. Oggi è una signora pluridecorata, con tanto di medaglie avute da quella simpatica ragazza che indossa cappellini bizzarri e che risponde al nome di Queen Elizabeth!😊

Provatela, in un pomeriggio piovoso e freddo con l'immancabile tazza di tè accanto, ne vale la pena. E' semplicemente perfetta, anche se non ha effetti speciali o ingredienti particolari.

Come la maggior parte delle ricette anglosassoni, nella lista trovate la farina autolievitante. Potete sostituirla in questo modo: 160 grammi farina 00+50 grammi di fecola+1/2 bustina di lievito.

E se ti piacciono le torte al limone prova anche queste ricette:
 e per gli amici vegani un classico di questo blog:







LA TORTA AL LIMONE DI Mrs. PETTIGREW

200 grammi farina autolievitante
100 grammi burro morbido
2 uova
3 limoni
175 grammi di zucchero (io ne metto sempre 150 al massimo)
2 cucchiai colmi di zucchero a velo
90 ml latte

Accendi il forno a 180°.
Imburra e infarina uno stampo il cui diametro non deve superare i 22 cm.
Grattugia la scorza dei limoni, spremi per ottenere il succo.
Preleva circa la metà del succo ottenuto e mettilo da parte.
Sbatti il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso .
Aggiungi le uova, una per volta.
Prendi una spatola in silicone e mescola dopo aver aggiunto il succo di limone e la scorza grattugiata.
Unisci la farina (o il mix creato per sostituire la farina autolievitante), mescola per togliere gli eventuali grumi e aggiungi il latte.
Metti nello stampo e cuoci per circa 35 minuti (ovviamente controlla sempre prima di tirarla fuori dal forno).
Mentre cuoce, mescola lo zucchero a velo previsto con il limone tenuto da parte.
Togli la torta dal forno, falla raffreddare per cinque minuti e poi, aiutandoti con uno stecchino, fai tanti piccoli buchini sulla superficie. versa lo sciroppo al limone e fai raffreddare totalmente.
Se ti va, spolvera la superficie con lo zucchero a velo.







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27 dicembre 2016

Il Pain d'Epices...quello vero!

spezie-Natale-dolci tipici-



Il Pain D'Epices è una specialità alsaziana. Origini antichissime e una fama pressoché immutata nel tempo. 
E' un dolce rustico, deciso, profumato. I mitteleuropei lo consumano a colazione per tutto il periodo natalizio (e anche oltre).
E' delizioso da solo ma stupefacente se accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia.
O panna semimontata. O, e questa è la morte sua, da un velo di burro salato. Una mia amica francese lo utilizzava come panure per le fette di petto di pollo. Lo faceva tostare nel forno, lo passava nel mixer e panava la carne, dopo averla leggermente passata nell'olio. Alcuni lo accompagnano con il foie gras.
Io sono purista.
Lo mangio da solo, semplicemente con una tazza di caffè americano tra le mani.
E' stato difficile trovare una ricetta che fosse simile all'originale che compravo durante i miei viaggi. Alla fine l'ho trovata e, con qualche leggera modifica, l'ho resa quasi uguale al pain d'epices che si compra dai fornai d'Oltralpe.

Un discorso a parte lo merita il mix di spezie.
Ho avuto la fortuna di trovare nei supermercati Carrefour un barattolino di spezie già pronte per il pain d'epices. E' un piccolo barattolino con l'etichetta nera il cui costo non dovrebbe superare i 3 euro. Se non lo trovate o non avete voglia di comprarle, nella ricetta trovate tutte le spezie necessarie e la loro quantità. Una piccola precisazione: l'elenco delle spezie è abbastanza lungo. Se non le avete tutte, non c'è problema. Provate comunque a farlo. Non sono una purista ma una convinta sostenitrice del "di necessità virtù". Non otterrete il pain d'epices originale, ma un pane dolce speziato comunque gradevole.
Non vi spaventate per il contenuto di miele....il pain d'epices non viene dolce né stucchevole. Anzi, pensate che in passato, proprio per il contenuto in miele e spezie, era considerato una medicina!

Provatelo se non lo conoscete, crea dipendenza...almeno fino a Pasqua!!




ricetta tratta e modificata da Tutto Green

PAIN D'EPICES

225 grammi di farina integrale (o metà 00 e metà integrale)
2 uova
150 gr miele 
90 ml olio vegetale (mais o girasole)
50 gr zucchero di canna 
1 tazzina piena di caffè
1\2 bustina di lievito per dolci
1\2 cucchiaino raso di bicarbonato

Spezie:

1 cucchiaino abbondante di miscela di spezie per pain d'epices

o in alternativa

1\2 cucchiaino raso di cannella
1\2 cucchiaino raso di noce moscata grattugiata
3 grammi di pepe nero
1 punta di chiodi di garofano in polvere
1\2 cucchiaino di zenzero in polvere
4 bacche di cardamomo
4 semi anice

Prepara il caffè, mettilo in una tazzina e metti in infusione le bacche di cardamomo leggermente schiacciate ( così escono i semini).

Mescola il miele (se dovesse essere solido fallo sciogliere prima sul fornello) con l'olio, lo zucchero, le uova, la cannella, la noce moscata, lo zenzero, il pepe nero.

Unisci la farina setacciata con il lievito e il bicarbonato al composto con l'olio, alternandola con il caffè.

Prendi uno stampo da plumcake non molto grande, foderalo con la carta da forno inumidita e mettici il composto.

Cuoci in forno caldo a 170°, forno statico, per circa 35/40 minuti.

Dopo circa 20 minuti dall'inizio della cottura, copri la superficie con un foglio di alluminio (la superficie tende a scurirsi).

Si conserva a lungo avvolto nella pellicola.

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3 ottobre 2016

Torta con farina integrale alle nocciole e caffè

La Torta alla farina integrale nocciole e caffè è l'ideale per una colazione piena di energia e la cornice ideale per una merenda consolatoria.



nocciole -caffè-torta-farina integrale

Perché, non so voi, ma io a metà giornata ho bisogno di una pausa dolce per togliermi di dosso...

la tipa che mi ha fracassato una costola per passare avanti nella fila
la tipa che mi ha detto che il capello liscio mi fa più magr...ehm più giovane
un articolo che mi è stato rimandato indietro tante volte
un sugo bruciato
le piccole ingiustizie che vedo nel mio microcosmo
la luce che vorrei intorno a me e accidenti, ho smarrito l'interruttore
il buio che viene troppo presto
la gatta che ha deciso che l'unico posto dove può farsi le unghie è la mia giacca di pelle
il blog che annaspa insieme a me in giornate piene di lavoro
i libri che si accumulano sul mio comodino
il tempo che mi accarezza le spalle per poi fuggire e non tornare più

Allora a metà pomeriggio, complice una finestra disegnata dalla pioggia e lo sguardo perso nelle foglie di un albero qualsiasi, mi fermo e respiro.



Una pausa dolce la mia con la farina integrale come protagonista. Quella macinata a pietra, se possibile. Basta guardarsi intorno, un mulino, un piccolo produttore, è facile da reperire.
Tante nocciole e una tazzina di caffè a completare il quadro.





TORTA con farina integrale NOCCIOLE e  CAFFÈ


3 uova
260 gr di farina integrale
1/2 bustina di lievito
1 pizzico di sale
80 gr di nocciole macinate finemente
1 tazzina piena di caffè espresso
160 gr di zucchero di canna integrale
150 ml di olio vegetale


Accendi il forno a 180 gradi.
Imburra ed infarina uno stampo da 22 cm.
Sbatti le uova con lo zucchero di canna per circa 10 minuti.
Aggiungi le nocciole, il sale e la tazzina di caffè. Continua a mescolare con le fruste elettriche.
Setaccia la farina con il lievito. 
Mescola al composto di uova alternando la farina con l'olio.
UTILIZZA UNA SPATOLA DI SILICONE e non le fruste elettriche.
Quando il composto sarà omogeneo, mettilo nello stampo e cuocilo per circa 30 minuti.
Fai raffreddare e spolvera di zucchero a velo.










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19 settembre 2016

La ciambella di farina di riso agli agrumi-La ricetta perfetta per il primo appuntamento del "Tè delle cinque"


agrumi-farina di riso-senza glutine

Il mistero della farina di riso.


Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con la farina di riso.
Mi piace il candore che dona ai dolci.
Non mi piace la sensazione di eccessiva secchezza quando cerco di utilizzarla da sola.
L’ ho sempre tagliata con altre farine ma alla fine ne perdevo quelle caratteristiche che la rendevano preziosa ai miei occhi.
Inoltre,  “il senza glutine” andava a farsi benedire vista la presenza di altre farine.
Non ho mai creduto alla morbidezza decantata di tante torte contenenti la farina in questione.
Colpa mia che, dopo tanti anni di torte, cerco sempre di più la perfezione.
Un dialogo improvvisato con un mio amico chef  ha risolto il mistero della farina di riso.
La parola d’ordine è idratazione.
Più la si idrata più regala morbidezza e sofficità all’impasto.
Insieme abbiamo elaborato le dosi di questa ciambella agli agrumi e il risultato è stato quello sperato.
Morbido, elegante, umido.
Totalmente senza glutine .



 

Il Tè delle cinque.


Questo è il primo dolce che inaugura la rubrica “Il tè delle cinque” nata in collaborazione con Teasenz
Teasenz è un’azienda che propone tè cinese della migliore qualità. Un tè frutto della secolare esperienza cinese che ha portato fino a noi tè straordinari, profumati e dalle mille virtù.
Cinque appuntamenti ci terranno compagnia con una cadenza, spero, settimanale. Ogni dolce sarà abbinato ad un tipo particolare di tè, in grado di esaltarne profumi e consistenze.
Oggi ho abbinato la ciambella agli agrumi alla varietà   “Osmanthus”.



L’ osmanto è un fiore cinese dai meravigliosi fiori gialli. Viene utilizzato non solo nella preparazione del tè, ma anche in alcuni piatti della tradizione cinese.
Senza coloranti né conservanti, il tè ai fiori di osmanto di Teasenz è un tè profumato e dal profumo persistente. La prima volta utilizzatelo nella quantità di un cucchiaino. Vi abituerete al suo sapore lentamente e diventerà un must per la vostra pausa delle cinque.
Nella medicina tradizionale cinese, il tè ai fiori di Osmanto idrata la pelle, la illumina e disintossica tutto l’organismo. Un contenuto basso in caffeina, lo rende la bevanda adatta ad essere gustata in ogni momento della giornata.





 

Ciambella di farina di riso agli agrumi

250 gr farina di riso
1 arancia media
1 limone
1 pompelmo (se vi piace)
100 millilitri di olio di mais
8 gr di lievito per dolci
1 pizzico di sale
3 uova
150 gr zucchero (potete arrivare fino a 170 se la preferite più dolce)

Accendete il forno a 180 gradi.
Grattugiate la buccia dei tre agrumi e spremete l’arancia , il limone e mezzo pompelmo.
Metteteli da parte.
Separate i tuorli dagli albumi.
Montate a neve ferma questi ultimi.
Montate per circa 5 minuti i tuorli con lo zucchero. Il composto dovrà essere spumoso e gonfio.
Unite l’olio, le scorze grattugiate e il pizzico di sale.
Setacciate la farina con il lievito .
Prendete una spatola in silicone e, MESCOLANDO A MANO E NON CON LO SBATTITORE, alternate la farina e il succo degli agrumi. Se il composto dovesse risultare troppo denso spremete anche la seconda metà del pompelmo .
Una volta ottenuto un composto senza grumi, unite gli albumi.
Iniziate con una cucchiaiata e mescolate sempre dall’altro verso il basso.
Esaurite la quantità degli albumi, inserite l’impasto in una tortiera imburrata ed infarinata.
Cuocete per circa 35 minuti a 180 gradi.
Controllate sempre il grado di cottura.

Fatela raffreddare e decoratela con lo zucchero a velo

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12 settembre 2016

La torta glassata al cioccolato: la cugina povera della Baumkuchen



torta -cioccolato-baumkuchen-bakeoff-knam-glassa


A volte ho l’ impressione che la mia memoria funzioni come quella del pc
Arriva fino a una certo punto poi necessariamente devo cancellare qualcosa perché altrimenti non entra più nulla.
Quindi si chiudono a volte per sempre a volte per periodi più o meno lunghi del passato.
E subentra l’ oblio.
Per fortuna esiste una memoria remota. Quella memoria che grazie ad un sapore, ad una immagine o a un odore riesce ad aprire quel benedetto cassetto. E i ricordi riaffiorano in un momento.
Venerdì è toccato al cassetto della Baumkuchen.
Galeotta fu la trasmissione “Bake off”.
Ora, apro e chiudo parentesi: ma quant’ è bono volevo dire interessante il nuovo giudice, Antonio Lamberto Martino che ci vuole ‘na quaresima per chiamarlo ma che devo dire ha allietato piacevolmente la trasmissione?
Detto questo io la Baumkuchen non la mangiavo né cucinavo da anni.  Ma la mia adolescenza è stata rallegrata da serate tedesche in compagnia di tale dolce. Ne ho mangiato a tonnellate. Nei primi anni da sposina tuttofare l’ ho anche cucinata poi…. niente più.
Inutile dire che è partito subito l’ embolo dell’ amarcord e mi sono armata di ingredienti e utensili vari per farla domenica pomeriggio.
Poi domenica, colta da una lieve indisposizione (leggi voglia di fare una cippa lippa) ho deciso che si avrei fatto la torta glassata al cioccolato, ma non la Baumkuchen.
Perché diciamocelo chiaramente : realizzarla è una gran palla.
Ci vuole tempo e voglia.
Io quindi vi do la versione della cugina povera, stessi ingredienti, pari risultato di gusto, diverso risultato estetico.
Mancano gli strati.
Se anche voi venite colte da quella leggera indisposizione che prende soprattutto di domenica fate come me: niente strati.
Se invece vi sentite delle novelle pasticcere crucche iniziate ad armarvi di santa pazienza, anello restringibile d’ acciaio e di forno provvisto di grill.
Perché il segreto degli strati è tutto li: dovete cuocere per circa tre minuti ogni strato prima di spalmarci sopra il successivo direttamente sotto la resistenza superiore. Altrimenti ottenete una mousse di impasto che non fa al caso vostro.
In sostanza fate come le foto:
carta forno su leccarda del forno
anello restringibile


tre cucchiai di impasto spalmati bene e via sotto il grill per circa tre minuti.

Tirate fuori e procedete con il secondo strato.
Altri tre minuti e via.
E cosi fino alla fine.
Almeno sedici dice Knam.
Io non sono mai riuscita a farne più di dieci.
La ricetta è la stessa di quella che vi propongo per la torta semplice. Tra quelle trovate in rete mi sembra quella che si avvicina di più ai sapori della mitica BaumKuchen che ho assaggiato in quel di Monaco di Baviera.




Torta glassata al cioccolato

(ricetta originale Croce e Delizia)
100 gr farina
100 gr fecola di patate
4 uova
160 grammi di burro morbido
1 pizzico di sale
Limone o vaniglia
60 gr mandorle
1 cucchiaino raso di lievito (aggiunta assolutamente anarchica per la baumkuchen)
160 gr zucchero

 Per la glassa:

150 gr cioccolato fondente
100 ml panna fresca

Separa i tuorli dagli albumi e monta a neve ferma quest’ ultimi.
Trita finemente le mandorle con un cucchiaio di zucchero
Lavora a crema lo zucchero con il burro.
E la scorza del limone (o la vaniglia se ti piace di più)
Unisci poco alla volta le mandorle e i tuorli.
Mescola bene e alla fine aggiungi, mescolando con una spatola di silicone, le due farine setacciate con il lievito e il pizzico di sale.
Al termine unisci gli albumi, un cucchiaio per volta, mescolando con attenzione per non smontare il composto.
Cuoci in forno caldo a 180 gradi in uno stampo piccolo (massimo 20 cm di diametro) per circa 30 minuti.
Controlla sempre prima di tirarla fuori dal forno.
Falla raffreddare.
Sciogli la marmellata di albicocche in un pentolino.
Spennella la torta con la confettura sciolta e fai raffreddare.
prepara intanto la glassa.
Porta da ebollizione la panna. Spegni e unisci il cioccolato spezzettato.
Gira il tuo composto finché il cioccolato non sarà completamente sciolto.
Versalo sulla torta, cerca di coprire ogni punto della torta stessa e fai raffreddare.
Questa è una torta che diventa sempre migliore con il riposo, dopo essere stata farcita. L’ umidità della glassa esterna penetrerà all’ interno donando un aspetto morbido e un gusto rotondo alla tua torta!



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7 settembre 2016

La crostata farcita vegan

vegan-vegetariano-marmellata-confettura-otto minuti-cannella- mandorle-uvetta-

Un colpo al cuore
Per la prima volta ero riuscita a trovare una combinazione di diaframma e iso soddisfacenti per la mia combattiva bridge.
Angolazioni giuste, atmosfera e una bella dose di soddisfazione personale.

Peccato che inavvertitamente io abbia cancellato tutto.
Un clic sul cestino e via, in un attimo , la cartella.
Mi sono rimaste solo pochissime prove foto.
Quelle dove inizi a prendere la mano con il cibo, l'ambiente e le luci.

In un attimo ho iniziato a parlare in dialetto assiro babilonese con una leggera inflessione bergamasca.

Nemmeno Recuva, il software che utilizzo per questi danni accidentali è riuscito a recuperarle.
Anzi, ha recuperato files e foto che nemmeno un archeologo avrebbe potuto riesumare.
Ma quelle no.

E visto che sono testarda io pubblico le foto prova.
Con relativa ricetta, scusandomi in anticipo per la qualità delle immagini.
Ma sono delle sopravvissute.
Anzi, nel caso della ricetta in questione è LA sopravvissuta.
Mi è rimasta solo lei

La ricetta di oggi, che fa parte della raccolta "Back to the school, colazioni sane ed economiche" è una rielaborazione della frolla vegana di Marco Bianchi.

Stavolta la suddetta frolla l'ho resa un morbido involucro che racchiude una composta buona e genuina, quella che si ottiene con la ricetta della marmellata in otto minuti.

Preparatela la sera precedente.
Impastate la frolla che vuole un'ora di riposo in frigorifero.
Nel frattempo cuocete la composta .
Cuocete in forno caldo e lasciate riposare tutta la notte.
La mattina dopo avrete una meravigliosa sorpresa: un impasto umido, pieno di sapore, morbido al punto giusto.

Le dosi che vi propongo sono per una piccola frolla ripiena (il mio stampo è da 18 cm).
Raddoppiate le dosi se intendete farla più grande.


CROSTATA FARCITA VEGAN

per la frolla:

250 grammi di farina integrale
80 grammi di zucchero di canna
60 ml acqua fredda
60 ml olio di girasole
1 cucchiaino abbondante di ,lievito per dolci
scorza di limone grattugiata

composta di frutta:

3 pere
3 mele
50 grammi di mandorle leggermente tritate
80 grammi di zucchero
qualche goccia di limone
1 manciata di uvetta
cannella in polvere a piacere
1 cucchiaino di pangrattato

Prepara la frolla :

Sciogli l'acqua con lo zucchero.
Unisci la scorza del limone e la farina setacciata con il lievio.
Impasta velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Copri con la pellicola alimentare e fai riposare in frigorifero per un'ora.

Prepara la composta :

Metti a bagno in acqua tiepida l'uvetta .Sbuccia e taglia a dadini la frutta (il peso della frutta deve essere pari a 250 grammi). Mettila con lo zucchero e il limone in una padella antiaderente e falla cuocere a fuoco vivace. Schiaccia leggermente con la forchetta, spolvera con la cannella. Dopo otto minuti spegni e fai raffreddare

Accendi il forno a 180 gradi.
Dividi la frolla in due parti, una più grande.
Stendi quest'ultima tra due fogli di carta forno e appoggiala poi sulla teglia con i bordi della frolla che fuoriescono.
Cospargi il fondo con il pangrattato.
Unisci la composta .
Stendi il secondo disco di frolla e appoggialo sopra la composta stessa
Ripiega i bordi, sigilla bene e cuoci per circa 30 minuti in forno caldo a 180 gradi.
Controlla sempre che sia cotta , prima di tirarla fuori
Fai riposare tutta la notte
Spolvera poi di zucchero a velo e servila a colazione



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29 agosto 2016

La torta rustica al cocco e ananas


torta-cake-cocco-ananas-rustica-pasticceria-ricetta

Ci sono persone alle quali non bisogna chiedere l'età.
Altre alle quali non bisogna chiedere lo stato civile.
Altre ancora alle quali non bisogna chiedere magari per cortesia "dove stai andando" perchè piuttosto svelerebbero la posizione esatta del Santo Graal invece  di rivelare la propria meta.
Altre alle quali non bisogna chiedere "che lavoro fai" pena un secco "No comment" manco fossero dei novelli James Bond al servizio di zio Paperone e Qui Quo Qua



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A me invece non bisogna chiedere "Per caso hai la ricetta della torta al....?"
Perchè vi infilate in un girone infernale.
La ricetta della torta di mele?
Quella facile, quella veloce, quella con lo zucchero di canna, quella con lo yogurt?

Oppure la ricetta della torta al cioccolato?
La torta al cioccolato fondente o al latte?
La torta al cioccolato rustica da colazione o quella per una cena importante?
Ma poi per cioccolato intendi cacao, tavoletta di cioccolato o Nutella?

La torta allo yogurt?
Come la vuoi: per intolleranti , per vegani o quella tradizionale?

Capirete bene,lasciate ogni speranza o voi che entrate.
Ma non ci posso fare nulla.
Le sole ricette sistemate e catalogate nell'archivio sono proprio quelle delle torte.

Mi piacciono da pazzi, mi annoia fare sempre le stesse e mi piace sperimentarne sempre di nuove.

Stavolta però vi presento un classico.
La torta al cocco e ananas.




Cos'ha di diverso dalle altre torte con gli stessi ingredienti?
Il gusto e l'aspetto.
Seguendo le indicazioni avrete una torta rustica, da forno.
Si, proprio da forno, quello che magari avete sotto casa e vi inebria la mattina con i suoi profumi.
Ha quel quid in più , quella marcia che la differenzia dalle altre.
E poi viene dal blog di un pasticcere che mette a disposizione di tutti le sue conoscenze professionali.
( e le sue torte infatti hanno sempre una marcia in più).
Questa la ricetta originale della torta al cocco e ananas di Teonzo.
E preparatevi perchè non sarà la prima e l'ultima torta di Teonzo che vi farò provare!!

torte-ricetta-ananas-cocco-cocco rapè-veloce-facile.economico-emporio21

LA TORTA AL COCCO E ANANAS


200 grammi di ananas sciroppato
farina quanto basta


150 grammi di burro
150 grammi di zucchero 
140 grammi di uova (circa tre medie)
60 grammi di farina 
80 grammi di cocco rapè (farina di cocco)
2 grammi di sale
3 grammi di lievito per torte


Dettaglio fondamentale: uova e burro devono essere ad una temperatura di 20-22 gradi.
Con queste temperature ti basterà tirarli fuori una mezz'ora prima.
D'inverno prevedi all'incirca un due ore prima dell'inizio della preparazione.
Questo perchè a quelle temperature l'emulsione che si crea è quella giusta!
Sistema il burro tagliato a dadini in un piattino e le uova leggermente sbattute in un altro.



Asciuga quanto più possibile le fette di ananas.
Tagliale a dadini e spolverale con tanta farina quanta basta per separare i dadini gli uni dagli altri.
Trasferiscile in un passino e scuotendolo ,fai scendere la farina in eccesso.
Metti da parte.

Accendi il forno e fallo scaldare.
Prendi il burro e montalo con lo zucchero (l'ideale sarebbe lo zucchero a velo,io avevo quello semolato).
Monta la foglia alla planetaria e monta finchè il composto non sarà bello gonfio e spumoso.
Se non hai la planetaria usa il mixer elettrico.
Ogni tanto ferma la macchina e con una spatola di silicone stacca il composto che si attacca alle pareti.
Unisci le uova,poco per volta.

Ferma la planetaria (o il mixer)
Armati della spatola in silicone e unisci la farina 00 setacciata insieme al lievito e al sale.
Aggiungile in due, tre colpi, mescolando con la spatola solo il tempo necessario (non bisogna insistere molto altrimenti si sviluppa il glutine).
Aggiungi la farina di cocco e i dadini di ananas.
Mescola.

Imburra e cospargi con la farina di cocco l'interno della tortiera.
Metti in forno e cuoci a 180 gradi per circa 20 minuti
Abbassa poi la temperatura a 160 gradi per altri 10, 15 minuti.
Prima di tirarla fuori fai la prova stecchino.
I tempi che ti indico sono quelli relativi al mio forno!

Fai raffreddare bene prima di togliere dallo stampo.
Conservala avvolta dalla pellicola per alimenti o nei sacchetti trasparenti di cellophane.

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