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5 gennaio 2017

La torta al limone di Mrs Pettigrew

Mrs Pettigrew-Lemon Cake-limone



Mi sono sempre chiesta perché la torta di Mrs Pettigrew sia speciale.
E me lo chiedo ogni volta che la preparo.
E' il mio pronto intervento quando ho bisogno di genuinità, quando mi accorgo che a volte ci si muove in un mondo di sentimenti tarocchi, ma così tarocchi che a confronto la Vuitton del senegalese sotto casa sembra vera.

Perché il segreto di questa torta è proprio la schiettezza.
Non ha trucchi, non ha inganni, solo ingredienti ancestrali e classici. Eppure è buonissima e ho perso il conto delle volte che l'ho realizzata.

La Lemon Cake di Mrs Pettigrew è una delle torte più famose di questa deliziosa signora inglese che ha fatto del tè la sua vocazione e il suo lavoro. Vi dico soltanto che nelle librerie italiane gira un suo libro intitolato "Manuale del sommelier del tè"! Negli anni '80 era la proprietaria di un bellissimo locale a Clapham Common, a Londra, realizzato in art decò, dove serviva un tè fantastico e tanti bocconcini dolci e salati. Oggi è una signora pluridecorata, con tanto di medaglie avute da quella simpatica ragazza che indossa cappellini bizzarri e che risponde al nome di Queen Elizabeth!😊

Provatela, in un pomeriggio piovoso e freddo con l'immancabile tazza di tè accanto, ne vale la pena. E' semplicemente perfetta, anche se non ha effetti speciali o ingredienti particolari.

Come la maggior parte delle ricette anglosassoni, nella lista trovate la farina autolievitante. Potete sostituirla in questo modo: 160 grammi farina 00+50 grammi di fecola+1/2 bustina di lievito.

E se ti piacciono le torte al limone prova anche queste ricette:
 e per gli amici vegani un classico di questo blog:







LA TORTA AL LIMONE DI Mrs. PETTIGREW

200 grammi farina autolievitante
100 grammi burro morbido
2 uova
3 limoni
175 grammi di zucchero (io ne metto sempre 150 al massimo)
2 cucchiai colmi di zucchero a velo
90 ml latte

Accendi il forno a 180°.
Imburra e infarina uno stampo il cui diametro non deve superare i 22 cm.
Grattugia la scorza dei limoni, spremi per ottenere il succo.
Preleva circa la metà del succo ottenuto e mettilo da parte.
Sbatti il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso .
Aggiungi le uova, una per volta.
Prendi una spatola in silicone e mescola dopo aver aggiunto il succo di limone e la scorza grattugiata.
Unisci la farina (o il mix creato per sostituire la farina autolievitante), mescola per togliere gli eventuali grumi e aggiungi il latte.
Metti nello stampo e cuoci per circa 35 minuti (ovviamente controlla sempre prima di tirarla fuori dal forno).
Mentre cuoce, mescola lo zucchero a velo previsto con il limone tenuto da parte.
Togli la torta dal forno, falla raffreddare per cinque minuti e poi, aiutandoti con uno stecchino, fai tanti piccoli buchini sulla superficie. versa lo sciroppo al limone e fai raffreddare totalmente.
Se ti va, spolvera la superficie con lo zucchero a velo.







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5 giugno 2016

KartoffelSalat-Insalata di patate alla maniera bavarese






La Kartoffelsalat è un po’ come la Titina: la si cerca ,la versione tradizionale, ma non la si trova.
Perché parte della Germania che vai , insalata di patate che trovi.
Con la maionese , senza la maionese.
Con la panna , senza la panna.
Col cetriolino, senza cetriolino.
Dipende dall’etnia e penso anche dal gusto personale e dalla disponibilità del frigo.
Due cose vi posso dire con sicurezza.
La prima è metteteci un bel wurstel accanto oppure una bella Wiener Schnitzel.
E la seconda è che questa insalata di patata come è, è.
Ovvero l’è bona, ma tanto bona.
Soprattutto ora che il palato cerca refrigerio e pietanze preparate in anticipo per non sudare poi sotto il sole del mezzodì.
C’è anche una versione “spuria” della Kartoffelsalat che viene dritta dritta da quel di Thurgau, ovvero il cantone svizzero-tedesco dove vive mia sorella.
Mio cognato adorava la Kartoffelsalat.
La sua però era pura rivisitazione.
Il procedimento quello che tra poco vi illustrerò ma gli ingredienti… tutti di testa sua.
Servelade e scaglie di emmenthal come se piovesse, cipollina fresca, aneto e maionese a gogo.
Eretica diamine, quasi un foodporn..ma era ed è una bontà.
Ovviamente il tutto innaffiato dall’immancabile Bier.
Prosit!

La versione che vi propongo dovrebbe avvicinarsi molto a quella della Germania del Sud, per la precisione l’insalata bavarese.
Spartana, semplice.
Io vi do la versione base cosi come la faceva la mamma di una mia amica bavarese doc..jawhol  J
Voi poi aggiungetevi quello che vi pare.
Perchè va soddisfatto il palato, pur conoscendo la tradizione

Il brodo che andrete a versare sulle patate deve essere caldo
Uno degli ingredienti essenziali è la cipolla.
Fa la differenza ma se proprio non la tollerate non mettetela .
Fa nulla, viene bene lo stesso la ricetta
Io odio un luogo comune senza senso ovvero mi fa morire dal ridere quando tu non mangi qualche ingrediente perché non ti piace e ti rispondono “ però…non sai cosa ti perdi”
Non mi perdo nulla capperi se quella cosa non mi piace o no?
Tornando a noi, eccovi la versione base.
La Frau bavarese diceva che il brodo indicato dalla ricetta deve essere realizzato esclusivamente con il dado.
Voi regolatevi di conseguenza.
Io non dovrei dirlo, però ehm…col brodo di dado è vero viene meglio  J



 Ovviamente questa ricetta fa parte della raccolta: Un libro, una ricetta. Stavolta è stata ispirata dalla lettura e recensione di “Incubo” di Wulf  Dorn. Recensione che potete trovare QUI)

KARTOFFELSALAT – Insalata di patate alla maniera bavarese

1 kg di patate
250 millilitri di brodo vegetale
1 cipolla
1 cucchiaino di senape
2 cucchiai di aceto
2 cucchiai di olio
Pepe
Erba cipollina per guarnire
(eventuali aggiunte non previste dalla ricetta tradizionale: maionese, formaggio, prezzemolo,cubetti di prosciutto o tutto quello che la fantasia vi suggerisce)

Fai bollire le patate con la buccia e toglile quando saranno cotte ma ancora sode.
Falle freddare.
Intanto prepara il brodo come preferisci .
Fai bollire la cipolla tagliata finemente nel brodo (se proprio non ti piace non la usare per niente).
Prepara una vinaigrette sbattendo olio, aceto senape, sale e pepe.
Sbuccia e taglia le patate a rondelle.
Quando il brodo sarà a bollore, spegni il fuoco e versalo insieme alla vinaigrette sulle patate.
Fai riposare il composto almeno per due ore (il brodo verrà completamente assorbito dalle patate)

Aggiusta di sale e pepe, decora con l’erba cipollina e servi!

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30 maggio 2016

Un libro, una ricetta: Hopjesvla, un dessert freddo olandese delizioso!








Un libro, una ricetta.
Nuove strade da percorrere per questo blog che ogni tanto ha bisogno di aprire le finestre e dare aria. E perché non prendere questo ossigeno dai libri..o da un film?
Venerdi la recensione de “La ragazza che non sapeva”, la trovate QUI
Una scrittrice olandese.

Olanda…. Olanda.



L’Olanda chiama il Vla.
Vla è una crema pronta. Anzi, la crema pronta.
Un’istituzione direi per il popolo olandese come Gullit ,l’olandesina volante  ,zoccoli e tulipano.
Vaniglia, caffè, cioccolato. Insieme ad altri venti gusti di cui uno, il Blankesvla che nessun olandese saprà dirvi  “Sa di….” Un po’ come il cono del McDonalds che ditemi voi il gusto.
La Vla  la trovate in ogni supermercato, caseificio e casa olandese che si rispetti, contenuta spesso in cartoni come quelli del latte. Due confezioni nel frigo è il minimo sindacale per ogni “dutch” che si rispetti.


E’ il dessert ideale per il fine pasto.
Ma anche per quando assale un certo languorino.
O anche per placare ansie, noie, e giramenti di zucchine varie, nonché visite improvvise di suocere e cognate.
Al limite zittite la coscienza salutista con la versione per l’estate che è addizionata con lo yogurt ! ^_^
Il Vla deve avere una consistenza colabile.
Non è un budino.
E’ morbida scioglievolezza,  se mi consentite lo spot pubblicitario.  ;-)

Le Hopjes invece sono l’altra istituzione olandese.


Deliziose caramelle dure al caffè e caramello. Da tempo immemorabile sul mercato, furono inventate da un dottore dei tempi che furono per un barone che aveva il divieto, per questioni di salute, di bere il caffè.
Perché quindi non unire queste due istituzioni deliziose?
Ecco la Hopjesvla.
La crema al caffè con un sottofondo delizioso di caramello.
Di tanti gusti questo è il mio preferito.
Il Vla al caffè, anzi il Vla che ha il gusto delle caramelle Hopjes, una miscela ammaliante che sa di caffè e caramello.
Trovare una ricetta “casalinga” è quasi impossibile per il Vla.
Del resto ,alla massaia olandese,  chi glielo fa fare di mettersi ad armeggiare tra pentole e cucchiai quando basta aprire il frigo e versarlo?
Ma dal cappello magico dell’Emporio è uscita fuori la ricetta, dopo tanto cercare e tradurre e questa viene nientepopodimenoche da un ricettario olandese datato 1906, dove per la prima volta si parla di Vla.
Non vi spaventate per la presenza del caramello.
Questa ricetta viene sempre bene !


E se alla fine la trovate con un po’ di grumi per colpa dell’amido che ha deciso di fare l’antipatico?
Fa niente.
Una botta di minipimer e passa la paura.
Fate raffreddare la Vla e se dovesse rassodarsi troppo prima di servirla unite un po’ di latte o yogurt.
La consistenza deve essere quella di una crema e non di un budino.
Ottimo dessert estivo.
Gustatelo ben freddo, accompagnato da panna montata o se volete essere un perfetto olandese su suolo italico, grattugiate sulla superficie dell’ottimo cioccolato fondente.

Non vi resta che provarla!
(fonte ricetta :The Dutch table)

HOPJESVLA

300 millilitri di latte
75 grammi di zucchero
70 millilitri di caffè forte
2 cucchiaini di caffè istantaneo (facoltativo)
2 tuorli d’uovo
3 cucchiai di amido di mais

Mescola il latte con il caffè
Prendi una pentola dal fondo pesante in acciaio. Versa lo zucchero e attendi  fino a quando diventerà di un delizioso color nocciola e ti sembrerà di avere la cucina invasa dal profumo di zucchero filato!
Versa a cucchiaiate, facendo attenzione a non scottarti, il mix di latte e caffè.
Fai attenzione, questo è l’unico passaggio un po’ delicato (non versare di colpo tutto il latte e caffè. Il rischio  è quello di ritrovarti una palla ingestibile di caramello oltre a qualche ustioncina non proprio divertente!).
Dopo aver versato le prime cucchiaiate di latte e caffè, mescola con cura e vedrai che mano mano il caramello inizierà  a sciogliersi.
Versa tutto il composto e riscalda lentamente.
Mescola con una frusta l’amido con i tuorli.
Prendi qualche cucchiaiata di latte caldo e stempera il mix di amido. Ripeti questa operazione per altre due, tre volte e poi versa anche il composto di tuorli nella pentola con il latte caldo.
Porta ad ebollizione e fai bollire per circa due, tre minuti.
Spegni e fai raffreddare per bene.
Servi con panna o cioccolato fondente grattugiato

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