Fettuccine al pesto rosso e per un paio di orecchini

La mano di Fatima è un ornamento bellissimo appartenente alla religione musulmana.Indica le zone adibite alla presenza femminile.Per chi ci crede è un potente talismano.
Per me è un bellissimo simbolo che in questi giorni (li porto,li ostento anzi) mi sta facendo conoscere storie e persone di ragazze arabe .Perchè è capitato che mi sia trovata una timida mano sul braccio e una voce che mi sussurrava grazie.E ho conosciuto storie,nostalgie,in alcuni casi violenze.
Tutto per un paio di orecchini.
E il tutto accompagnato da una frase:
Non hai paura di noi.
E con qualcuno che mi sussurra alle spalle:
"Va beh,ora ti mischi pure con loro"
Capita anche che a scuola da noi ci sia un bimbo meraviglioso.Bello come il sole africano,con un sorriso contagioso e un portamento fiero.
Suo padre se ne sta in disparte.Lo aspetta vicino al portone e se ne vanno mano nella mano.
Capita di sentir sussurrare:"E chi s'avvicina a quello,me mette paura solo a guardarlo".
Siamo nel 2013,caspita.Probabilmente però 2013 a.c.
Avanti Cristo.Perchè tutti gli ideali di fratellanza,uguaglianza,di amore nei confronti del prossimo sono stati disattesi.
Perchè essere dei buoni cristiani non è andar a Messa la domenica col vestito buono o recitare otto Ave Maria o cinque Padre Nostro.
E' razzismo?No,è mancanza di educazione,ma quella proprio basilare del tipo elementare Watson.
E io mi incazzo e finchè uno si incazza c'è speranza,credo.
Spostare il cervello sulla modalità On è un processo crudo e irreversibile.
Ma necessario.
Come l'educazione.
Necessaria,un dovere nei confronti del mondo.
Vi invito alla lettura del post che ha suscitato questa riflessione.Un post tosto come la proprietaria del blog.
Lei è Roberta e questa la sua riflessione :Niente ricetta solo una domanda
Buon fine settimana a tutte.


Fettuccine al pesto rosso (da un'idea modificata della "Cucina Moderna")

400 gr fettuccine all'uovo
4 pomodori piccoli
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
60 gr pomodori secchi
1\2 spicchio di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
60 gr pinoli
parmigiano
olio sale e pepe

Tuffare i pomodori in acqua bollente per 10 secondi,poi privarli della pellicina esterna,tagliarli a spicchi,eliminare i semi e metterli in un colino con un pizzico di sale in maniera tale che perdano l'acqua (basteranno venti minuti).
Raccogliete nel bicchiere del frullatore i pomodori pelati,i secchi,il concentrato di pomodoro,i pinoli,qualche foglia di prezzemolo e basilico,l' olio (tanto quanto basta ad ottenere un composto fluido frullando il tutto).regolare di sale e pepe.
Prender una padellina,versarvi un filo di olio e rosolare l'aglio.Unire il composto frullato,mezzo bicchiere di acqua e cuocere per una decina di minuti (se il sughetto dovesse asciugarsi troppo unire altra acqua.)
Cuocere le fettuccine,saltarle in padella e servire subito.







12 commenti:

  1. Sante parole Monica. Purtroppo evidenziano il dramma di una società che non accetta l'integrazione, che difende la propria "razza" come fosse.... proprio quella, che ha segnato la storia. Io mi scontro quotidianamente, anche con chi, su questo argomento, ci scherza su. Se solo fossimo in grado di capire che il mondo non è nostro, non è a senso unico, non ha un solo colore..... quanto sarebbe più facile. Sorridere davanti alla bellezza, accettare la "diversità" come spunto di confronto. Saremo tutti più ricchi. Ricchi dentro. Ma importa ancora a qualcuno avere dei valori? Battaglia infinita, che non smetterò mai di combattere. Grazie per questo spunto. Un abbraccio

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  2. Naturalmente non ero io a dirti tale idiozia :-)
    Ciao bella soreta :-)

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  3. Mah, io resto indignata di fronte a certi comportamenti! E certo che ti incazzi, anzi da oggi ci incazziamo insieme!!! Questo si chiama anche razzismo e se non doveva esserci ieri figuriamoci oggi nel 2013!! Diverso non significa cattivo ed è ora che la gente apre gli occhi e poi diverso de che?? Bah!!!!!!!!
    Comunque tesoro ammiro il tuo modo ti pensare e anche quello di cucinare :) :) Ottime riflessioni che mi lasciano un po di amarezza ma poi mi consolo con il tuo bel piatto di fettuccine!

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  4. Quanto mi fanno soffrire certe cose. Mi sono tanto incazzata da giovane, quando volevo combattere tutto, combattere ogni forma di pregiudizio. Stavo sempre in piedi, scattavo come una faina.
    Oggi invece insieme ad essere incazzata sono pure avvilita. Che si debba ancora combatterecon la base della nostra educazione.

    Meglio il pesto rosso va' ..vero guerriera?
    :)

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  5. mah...io resto basita.....non ho ancora figli ma cerco di insegnare ai miei nipoti, quando ce n'è occasione, che la diversità è uno stato mentale, e che se si è aperti al mondo, il diverso non esiste, certo è un pensiero difficile da assimilare in tenera età, ma se non si inizia da giovanissimi, ci ritroveremo, poi futuri adulti con inutili pregiudizi e ignoranza dilagante.
    Sarà che da piccola amavo giocare con il mio cicciobello di colore ma per me la diversità non esiste, bianco, nero, marrone, giallo, son tutti colori che amo, e non credo che noi siamo migliori di loro, anzi.....mi sono fermata solo nella prima tua segnalazione, perché la Kyenge proprio non la sopporto, e leggerne solo il titolo mi ha dato fastidio.....perciò evito, ma la storia di Malala mi è entrata dentro, come tutte quelle donne guerriere che cercano di difendere i propri diretti di esseri umani.
    Insomma, da pensare ce n'è tanto, ma al momento mi godo le tue fettuccine, e rimando ad altro momento, perché l'amaro in bocca è alle porte...

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  6. Ciao Monica :) Guarda, io ne sento e ne vedo di ogni tipo... a volte penso che l'educazione, il rispetto, l'amore per il prossimo siano cosa sconosciuta a molti, tanti, troppi... che tristezza e che squallore, mi viene da dire :( Le tue fettuccine sono invitantissime, amo i pomodori secchi e proprio oggi li ho comprati alla Coldiretti :) Un abbraccio, buona settimana :) :**

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  7. Mi piace il tuo post e mi piace quello di Roberta, che sono andata a leggere, e sono senza parole. All'università ci sono studenti extracomunitari naturalmente e spesso sono quelli che si applicano di più, con tenacia per superare la difficoltà della lingua, con risultati spesso sorprendenti e migliori di quelli dei ragazzi italiani. Io guardo nei loro occhi e cerco di leggere dietro la loro solitudine in un paese straniero che li tollera, nella migliore delle ipotesi. Senza dire parole, mi limito a sorridere e se anche loro mi sorridono, so che hanno capito che sono anche la loro insegnante e che la mia severità è diretta SOLO a quello che sanno o meno. Generalmente mi sorridono :) A proposito le tue tagliatelle sono ottime!!! Bacione

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  8. Le tagliatelle sono ottime mentre l'ignoranza dilagante è devastante. Non esistono le differenze è questa la DIFFERENZA che tanti faticano a capire...io ho una classe STRA multietnica in prov. di Milano e quasi quasi con loro 27 ce la sto facendo...sorridiamo delle stesse gioie e soffriamo degli stessi dolori. E' quello che ripeto spesso ai miei alunni!
    Non passavo da te da TROPPO tempo! Un abbraccio e a presto!

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  9. Moni........solo una cosa mi consola sai? il pensare che accanto a queste persone ce ne sono altre, come te, che guardando negli occhi l'altro vi riconoscono se stessi. Portali con orgoglio i tuoi bellissimi orecchini, perchè sono il simbolo della tua umanità.
    Quanto a me, ero in dubbio se pubblicare o no quel post ma ora sono onorata davvero per averti ispirata, e anche felice per i commenti ricevuti.....sono incoraggianti perchè parlano di tante altre persone che dicono NO!!!
    Un abbraccio immenso e GRAZIE!!!

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