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11 dicembre 2017

Pan dolce dell'Avvento e la fuga

dicembre 11, 2017 1 Comments


Il Pan Dolce dell'Avvento è una ricetta perfetta per accompagnare il countdown natalizio. E' un pane semplice da realizzare e si mantiene fragrante per giorni, basta scaldarlo per qualche minuto in forno.

Vi do la ricetta e poi parto. La decisione l'ho presa e non torno indietro.
Prendo la valigia di cartone ed espatrio.
Me ne vado.

Ma dove?

Vado su Marte. La sonda Curiosity ha appurato la presenza di acqua, zolfo e composti organici nel pianeta? Ecco, quindi ci posso andare. L’acqua la bevo, per lo zolfo mi tappo le narici e con gli organici qualcosa ci tirerò fuori. Che dite, la temperatura è sui -140 gradi? Fa niente, ‘na sciarpetta in più ma io me ne devo andare.

Ma perché?

Perché se entro ancora dentro un supermercato in questi giorni rischio di infilare un panettone in bocca a tutti e volendo pure una bottiglia di spumante e tanti cari auguri.

Ma sta arrivando Natale o una guerra?

Mi sono trovata in mezzo a due tizie che a suon di parolacce si stavano strappando di mano l'ultimo panettone in offerta e ci stavo pure rimettendo un dente. Quindi siccome non intendo andare in giro a fare la spesa in tenuta antisommossa, me ne vado.

"Mi faccia trecento chili di prosciutto, mi raccomando ...tagliato fine"
Mizzica e quanti siete a Natale?
In quattro ma non si sa mai.
Non si sa mai??????

Ecco, questo è il quadro. E io me ne vado. Poi mandatemi una mail e fatemi sapere quando si firmerà l'armistizio tra umani e panettoni, cosi torno.
Forse 😓

Tornare a casa e mettermi un cucina in questo periodo è un'esperienza zen per la sottoscritta. Taglio, impasto, mescolo e le tensioni si sciolgono. 

La ricetta del Pan Dolce dell'Avvento prevede, tra gli altri ingredienti, uvetta, mirtilli e noci. Potete aggiungere canditi, nocciole, qualche dattero o albicocca secca. E' una ricetta base da arricchire come meglio credete.

Discorso a parte meritano le spezie. Io utilizzo una miscela per il pain d'epices, che ho trovato in un Carrefour della mia città e che conservo come une reliquia! E' il passepartout per ogni ricetta natalizia. Aprite il barattolino e lasciatevi inebriare dal profumo. Sa di Natale, ma quello vero eh? Con le renne, Babbo Natale, il Grinch e l'arzilla Befana. Se lo trovate vi consiglio di prenderlo. Costa sui tre euro ma vi dura tantissimo e potete utilizzarlo in varie ricette, anche per dare un accento diverso ai solito biscotti di frolla.

Provate ad esempio la ricetta del vero Pain d'Epices alsaziano, un classico del mio Natale e una specialità che adorerete!

Se non lo trovate o non avete voglia di trovarlo, in coda agli ingredienti vi do la lista delle spezie da utilizzare!









Pan dolce dell'Avvento

600 g farina 00
200 ml di latte e acqua (metà e metà)
100 g di burro
1 bustina di lievito di birra o 1 cubetto fresco
1 uovo
150 g di zucchero
1 cucchiaio di miele
70 g di noci
70 g di uvetta sultanina
50 g di mirtilli rossi essiccati
scorza grattugiata di un'arancia
1 cucchiaio abbondante di spezie per pain d'epices
 o un mix fatto da voi*
1 cucchiaino di essenza di vaniglia

* ingredienti per il mix di spezie:

1\2 cucchiaino raso di cannella
1\2 cucchiaino raso di noce moscata grattugiata
3 grammi di pepe nero
1 punta di chiodi di garofano in polvere
1\2 cucchiaino di zenzero in polvere
4 bacche di cardamomo
4 semi anice

Prendi la planetaria oppure. se preferisci, impasta a mano!

Scegli una bella teglia da plumcake e ungila bene con il burro e cospargila di farina.

Metti a bagno l'uvetta e i mirtilli in un bicchiere con acqua tiepida e 1 cucchiaio di rum.

In un pentolino metti latte, acqua e burro. Fai scaldare (senza fare bollire) mescolando per sciogliere il burro. Toglia dal fuoco e fai raffreddare.

Versa la farina nella planetaria, il lievito, le spezie, l'uovo, lo zucchero, le noci tritate, l'uvetta e i mirtilli che avrai provveduto a togliere dall'acqua.

Mescola brevemente. Monta il gancio a K oppure rovescia il tuo impasto su un piano da lavoro e fai un buco al centro. Versa il composto di burro, acqua e latte e inizia a incordare. Lavora per almeno 5,6 minuti. Se necessario aggiungi altra acqua.

Quando il tuo impasto sarà uniforme e compatto, mettilo a riposare per circa un'ora e mezzo in un posto tiepido.

Riprendilo, impastalo brevemente e sistemalo dentro il tuo stampo. fallo lievitare di nuovo per circa 30 minuti. Cuocilo in forno caldo a 180 °C per circa 45/50 minuti. Tieni la superficie coperta con un foglio di carta forno per almeno 30 minuti. Controlla il grado di cottura e tiralo fuori dal forno.

Fai raffreddare e conserva ben avvolto in un panno pulito.

4 dicembre 2017

Solbærsnurrer, le soffici brioche danesi

dicembre 04, 2017 2 Comments
brioche danesi ai frutti di bosco

Solbærsnurrer, questo il nome, difficilissimo da pronunciare, delle soffici e piccole brioche al ribes (anche se io ho utilizzato semplicemente dei frutti di bosco surgelati), perfette per il periodo natalizio. Brioche danesi perché ormai sono entrata nel mood scandinavo.
E con me migliaia di italiani che progettano di mollare tutto e andarsene. Ho un'amica che l'ha fatto. Un divorzio alle spalle, un futuro incerto davanti e dei figli da crescere. Un colpo di spugna e si è trasferita in Svezia. 

Io ammiro chi ha il coraggio di mettere il punto alla propria vita. Chi decide che, anziché lamentarsi e non fare nulla, è ora di fare qualcosa e soprattutto di prendersi le proprie responsabilità. Fateci caso, è sempre colpa di qualcun altro mai la nostra. Del sistema, della società, della scuola, della famiglia e magari anche del gatto.

Mi sono resa conto che ormai mi danno noia questi discorsi che trovo privi di testa, gambe e spalle. Il mio mood scandinavo si rivela anche in una nuova attitudine: io posso cambiare la mia vita e, se non posso, almeno posso agire sui miei pensieri.

Questo è il bello della cucina. Un'innocua brioche è capace di scatenare una riflessione profonda. Il cibo è energia vitale e ispirazione!

Queste brioche sono molto semplici da realizzare. Il ripieno ai frutti di bosco è ingentilito dalla presenza della crema di formaggio ma risulta comunque leggermente acido. Il contrasto però è assolutamente inedito e stuzzicante per il palato. Se non gradite i frutti i bosco nulla potete utilizzare semplicemente della crema  di nocciole, confettura o un mix di burro morbido, cannella e zucchero di canna da stendere sulla superficie, prima di arrotolare l'impasto.

Accompagnatele con una tazza di tè caldo, possibilmente speziato e...think different!

SOLBÆRSNURRER

                                                brioche ai frutti rossi


per l'impasto

1 uovo
125 g burro
220 ml di latte intero
125 g di zucchero
600 g di farina
1 bustina di lievito di birra o 1 cubetto da 25 g
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella in polvere

per il ripieno

200 g di ribes nero o frutti di bosco surgelati
200 g di formaggio spalmabile
80 g zucchero + 2 cucchiai
2 cucchiai di acqua

oppure

crema alle nocciole
confettura del gusto preferito
crema al burro fatta con 100 g burro morbido, 2 cucchiai di cannella e zucchero di canna

Scalda il latte con il burro. Appena questo sarà sciolto, spegni e fai raffreddare.

In un pentolino metti i frutti, l'acqua e 2 cucchiai di acqua. Porta lentamente a bollore e fai cuocere fino a che i frutti saranno morbidi. Spegni e metti da parte.

Prendi la planetaria o un robot da cucina e versa la farina, il sale e lo zucchero. Mescola con cura. Aggiungi il lievito di birra, la cannella e il composto freddo di latte e burro. Unisci l'uovo e lavora bene l'impasto. Non ti scoraggiare se all'inizio ti sembra troppo appiccicoso e non aggiungere altra farina. Ci vogliono circa dieci minuti perché inizi a essere uniforme e morbido.

Metti a lievitare in un luogo caldo per circa un'ora e mezzo.

Decidi la tua farcitura: crema al formaggio e frutti rossi, oppure crema alle nocciole o confettura del tuo gusto preferito. In alternativa prepara un mix fatto di 100 g di burro morbido lavorato con 1 cucchiaio di cannella e 4 di zucchero di canna.

Nel frattempo prepara la crema al formaggio, semplicemente mescolandola con lo zucchero previsto.

Prendi l'impasto, stendilo a rettangolo e inizia a farcirlo, spalmando la crema di formaggio ( o quello che ti piace di più) sulla superficie. Aggiungi i frutti rossi, arrotola dal lato corto e taglia in tante piccole girelle.

Metti sulla placca del forno rivestita di carta forno e cuoci in forno caldo a 200 °C per circa venti minuti. Controlla sempre il grado di cottura, ogni forno è diverso.

Fai raffreddare e spolvera di zucchero a velo!

Ricetta The Nordic Kitchen.


25 settembre 2017

Pane alla ricotta e cannella

settembre 25, 2017 5 Comments

pane di ricotta,colazione


Ho una mia personale playlist che mi accompagna quando decido di cucinare qualcosa di diverso. Sabato ad esempio, ho impastato questo delizioso e fragrante pane alla ricotta in compagnia dei Rolling Stones. In un improbabile duetto con Mick Jagger, cantavo a squarciagola Angie per poi passare a Satisfaction senza dimenticare un bel falsetto per Shine a Light. Impastavo il pane e mi perdevo nelle note rock, rendendo l’atto del cucinare quanto mai catartico e rilassante. Vi è mai successo? Il bello è che prima di lavorare non ci facevo nemmeno caso. Entravo in cucina, accendevo la radio e via. Ora, che di tempo ne ho poco, mi capita di voler rendere speciale ogni piccolo istante della mia vita. Perché cucinare è una piccola emozione che spesso è travolta dalla quotidianità. Il pane con la ricotta è figlio di questi pensieri in libertà. Certo, c’è stata una volta che avevo messo su i mitici Nirvana e mi è impazzita la maionese (giuro, non sto scherzando!!). E’ che magari mi faccio prendere la mano ma non è il caso di questo pane giuro!! Provate a mettere la vostra musica preferita in sottofondo se ancora non lo fate e lasciatevi trasportare. Vedrete che risultati ^_^ Il mio ultimo arrosto è venuto una meraviglia, merito dei miei amati Muse. Cucinare diventa più salutare di una seduta di psicanalisi! La ricetta del pane in questione l’ho tirata fuori da un giornale di cucina. Non vi dirò nemmeno sotto tortura quale perché era totalmente sbagliata. Troppi liquidi, poca farina, poca cannella. Un disastro. Vorrei dirvi che grazie al mio occhio esperto me ne sono accorta subito e sono intervenuta…macché. L’ho fatta e l’ho buttata. In mano avevo un impasto a metà strada tra il pongo e lo skifidol altro che ricetta di pane con la ricotta e cannella (questo il suo nome per intero). Beh, testarda, l’ho rifatta un sabato sera alle undici di sera mentre aspettavo il ritorno della grande. Sarà stato merito dei Rolling Stones, del fato, degli dei o semplicemente una botta di chiuppolo che ogni tanto non guasta….
Questo è il risultato. Un morbido pane di ricotta ideale per la prima colazione, da mangiare così oppure con il miele o la marmellata. Va beh, pure con la crema di nocciole dai.




Pane alla ricotta e cannella


500 grammi di farina
250 grammi di ricotta
1 bustina di lievito di birra
70 grammi di zucchero
10 grammi di sale
1 cucchiaio di cannella in polvere
50 ml di olio vegetale (mais o girasole)
200 ml acqua tiepida

Prendi 200 grammi di farina e impastali con il lievito e 100 ml di acqua tiepida. Quando hai ottenuto un panetto omogeneo, mettilo in un luogo coperto e fallo riposare per circa 45 minuti. 

Setaccia la ricotta ( o lavorala con una forchetta) in una ciotola. Aggiungi l'impasto lievitato e lavora con cura i due composti per amalgamarli. Sciogli il sale nella restante acqua. Unisci all'impasto la cannella, l'olio, l'acqua e lo zucchero e la restante farina (300 grammi). Lavora con la planetaria o a mano fino a ottenere un panetto non appiccicoso. Fai lievitare per circa due ore.


Metti il tuo impasto lievitato in uno stampo da plumcake dopo averlo lavorato brevemente.
Accendi il forno a 180°.
Fai lievitare di nuovo per trenta minuti e cuoci per circa 35 minuti.
Verifica il grado di cottura.
Fai raffreddare e spolvera con zucchero a velo.
Se lo prepari per il giorno dopo, conservalo, una volta freddo, avvolto in un telo pulito.

5 settembre 2017

La Zopf, la treccia al burro svizzera

settembre 05, 2017 3 Comments
colazione,lievitati,Svizzera,burro,brioche


La Zopf sta agli Svizzeri come il crauto alla Merkel o la Paella a Enrique Iglesias o la matriciana alla Sora Lella.
Ho reso l'idea?

Ho avuto il privilegio nella mia vita di trascorrere tutte le vacanze estive nella Svizzera tedesca, ho imparato lingua, usi, costumi e soprattutto ho imparato ad apprezzarne le abitudini culinarie.

La Zopf ovvero la treccia al burro, anche se ormai si trova quotidianamente al supermercato, è sempre stato il pane della domenica. La morte sua è la Nutella, almeno per la me stessa di venti, ehm, trenta anni fa.

Oggi la adoro con il miele, il burro e la confettura.
E' dolce? No, assolutamente...ma nemmeno salata. E' quel gusto neutro, quell'impasto candido profumato di burro che ti conquista al primo istante. Ho sempre avuto difficoltà nel prepararla finché, durante la mia vacanza recente in quel di Turgovia, una delle mie amate nipoti non mi ha ammollato la ricetta semplice e veloce.

Il risultato? Vi stupirà. Morbida e profumata al punto giusto e con poca fatica.

Magari i puristi storceranno il naso ma poi a casa ci siamo noi, con la fretta che ci azzanna alla giugulare e la voglia di qualcosa di buono che non ci lascia mai.

La parte difficile è fare la treccia. Io non ci riesco. Me lo fa mia figlia, la grande. Vi metto il video dove vi mostra con pochi passaggi come fare una Zopf degna di questo nome.

Ah, un'ultima cosa: il giorno dopo è divina!!

ZOPF

500 grammi di farina (anche manitoba)
1 uovo
80 grammi burro morbido
1 cucchiaino scarso di sale
1 cucchiaino di zucchero
250 millilitri latte intero tiepido
1 bustina di lievito di birra

(io ho aggiunto 1 cucchiaio di miele e 1 di latte in polvere per migliorare la consistenza dell'impasto ma potete anche ometterli, in realtà cambia poco o niente!!)

Prendete il mixer o la planetaria, sbattete l'uovo e tenetelo da parte. Sciogliete il lievito nel latte e versatelo nella coppa dove procederete all'impasto. Unite il burro morbido e iniziate a mescolare con il gancio adatto. Unite lo zucchero, la farina, il sale, l'uovo sbattuto. Continuate a mescolare fino a ottenere un impasto uniforme e compatto. Fate lievitare, coperto da un panno umido, per circa due ore. Riprendetelo, sgonfiatelo leggermente e dividetelo in due parti. Da queste due parti ricavate due rotoli lunghi circa 60 cm. Formate la treccia seguendo il video che vi propongo oppure secondo il metodo che preferite.


Sistemare su una teglia o dentro uno stampo per plumcake e spennellate la superficie con un mix composto da latte e rosso d'uovo. Mettete in forno senza preriscaldare e cuocete per circa 35 minuti a 200 gradi.


15 novembre 2016

I panini al latte e cioccolato e le ragazzine già mangiate

novembre 15, 2016 8 Comments

panini latte cioccolato colazione


Le ragazzine portamele già "mangiate"
"Le devo anche digerire?"
"Ahah, sei la solita imbecille ahaha"
😕
Ahaha 'na cippa lippa. E scusate il francesismo. Allora, non mi arrabbio per l'imbecille, ci mancherebbe, ne sono consapevole 😆😆. Purtroppo ho un unico neurone chiamato Superstite che galleggia nel mio cervello come la particella di sodio dell'acqua Lete. Quello, poverino, chiede C'è nessuno? Ma gli rispondono solo i succhi gastrici dal basso, perchè altro non c'è. Quindi è chiaro che quando la bocca mi parte senza essere collegata al Superstite sono dolori. Per fortuna che la maggior parte delle persone ride e non si ferma a riflettere perchè altrimenti mi prenderei una legnata sugli spazi gengivali ogni giorno!



Portamele già mangiate. 

Ma che capperi vuol dire?
Te le devo rosicchiare, devo mangiare un braccio, una gamba, un bulbo pilifero? Insomma, che cosa devo fare a 'ste due povere ragazzine?


Ma no, volevo dire.....portarmele dopo pranzo.

E ci vuole tanto ad allungare la frase? Ma perché la gente parla come i telegrammi? Hanno la tariffa a seconda delle vocali e delle consonanti?Ma che mondo bischero!


La lingua italiana è meravigliosa, piena di sfumature, colori, chiaroscuri.

Usiamoli.
Non costa nulla, magari un po' di fiato in più.
E che sarà mai!
'Na bella respirazione bocca a bocca e passa tutto.

Cosa c'è di più semplice del pane con una bella tavoletta di cioccolato?
Nulla.
Datemi quintali di Nutella e io continuerò a preferire la cara, vecchia, tavoletta di fondente puro o nocciole o latte o quel che vi pare, purchè faccia cronk.
Vi propongo dei semplici panini al latte e cioccolato per una colazione ricca ma anche semplice, perché sono i sapori elementari quelli che il palato non dimentica.


PANINI AL LATTE E CIOCCOLATO

500 gr farina
250 ml latte intero 
100 gr burro
1 bustina di lievito secco
1 pizzico di sale
1 tuorlo d'uovo
70 gr zucchero
essenza di vaniglia
1 tavoletta di cioccolato 

latte per spennellare la superficie

Tirate fuori il burro per farlo ammorbidire.
Su un tavolo mettete la farina a fontana. Unite tutti gli ingredienti (tranne il cioccolato) e iniziate a impastare. Se il composto necessita di altro liquido, aggiungete altro latte oltre la dose prevista. Dovrete ottenere un composto omogeneo. Mettete a lievitare fino al raddoppio della massa. Riprendete il composto, rilavoratelo e staccate all'incirca otto pezzi di impasto. Prendetene uno, stendetelo a mò di piccolo rettangolo e al centro mettete tre, quattro quadratini di cioccolato. Chiudete, dategli la forma che più vi piace e continuate fino a esaurimento dell'impasto. Mettete i panini nella teglia che poi andrà in forno a fate rilievitare per circa 30 minuti.
Spennellate la superficie e cuocete in forno caldo a circa 200 gradi per 30 minuti. Accertatevi dell'avvenuta cottura e fate raffreddare.


15 agosto 2016

Le Brioche allo yogurt e che la regina Elisabetta ci salvi

agosto 15, 2016 5 Comments






Chi mi segue lo sa.
Leggo per mio piacere e per lavoro , se può essere considerato un lavoro il fatto di leggere un libro.
Questa estate mi sono toccati due dei thriller etichettati dalla stampa mondiale come i migliori dell’anno  della categoria di appartenenza
Uno “La vedova” di Fiona Barton.
L’altro “La ragazza del parco” di Alafair Burke.
Che Iddio e la regina Elisabetta ci salvino dai libri –marketing.
Li ho terminati a fatica , con un ‘incipiente orticaria che sta dilagando soprattutto attorno alle mie sinapsi.

Brutti, scontati, inconcludenti.
Ci sono libri che ho amato da subito, come Siddharta di Herman Hesse. Libri che ho odiato all'istante come la famosa trilogia ( Le cinquanta sfumature di noia ops di grigio tanto in voga qualche periodo fa). Libri che mi hanno messo in pace con me stessa,come "Fa bei sogni" di Gramellini, libri che ho faticato a finire come "Guerra e Pace". Libri amati anche controcorrente come "I Promessi Sposi " al liceo. Libri che ,sempre controcorrente, non ho amato come la "Divina Commedia"....

La scelta di un libro è qualcosa di estremamente privato e legato al sentire di ogni singolo.

Mi sono imbattuta anni fa nei "Dieci diritti del lettore" scritti da Daniel Pennac. E ve li voglio riproporre perchè io li ho adorati all'istante!
E mi sono tornati in mente dopo queste letture poco edificanti.


1) Diritto di non leggere

2) Diritto di saltare le pagine

3) Diritto di non finire un libro

4) Diritto di rileggere

5) Diritto di leggere qualsiasi cosa

6) Diritto di provare soddisfazione per le sensazioni che proviamo  durante la lettura

7) Diritto di leggere ovunque

8) Diritto di spizzicare,cioè di aprire un libro a caso e leggere qua e là

9) Diritto di leggere a voce alta

10)Diritto di tacere,cioè di non riferire ad altri le ragioni del nostro leggere o che cosa abbiamo capito.



Fame ne abbiamo?
In quantità!
E voglia di dolce?
A tonnellate
E allora diamoci sotto con le briochine che servite con il gelato sono l’essenza al quadrato dei pranzi sotto il solleone.
La ricetta viene nientepopodimeno che dal blog di Adriano
Penso proprio che non abbia bisogno di presentazioni.
Vi rimando al suo blog per tutte le spiegazioni tecniche e le chicche che solo lui sa darci.
Io vi propongo la versione basic di queste brioche.
Buone , belle compatte.
Da provare a colazione e con una tonnellata di gelato.
Cosi ce le siamo servite oggi io e lei
Una chilata di gelato, panna e cioccolato fuso come se piovesse.
Dovevamo pur testarla la ricetta prima di proporvela, non credete?
La dose che vi propongo è per circa 10 brioche!





Brioche allo yogurt


500 grammi di farina
2 uova + 1 tuorlo
150 grammi di yogurt magro
12 grammi di lievito di birra fresco
100 grammi di zucchero
100 grammi di latte
60 grammi di burro fuso
Zeste di 1 limone e 1 arancia
1 cucchiaio di miele
2 cucchiai di rum
7 grammi di sale

Mescolate le zeste di 1 limone e l'arancia insieme allo yogurt e mettete da parte.
In una ciotola mescolate il latte tiepido, il lievito sbriciolato, 1 cucchiaino di miele, 90 grammi di farina.
Mescolate e fate raddoppiare.
Prendete la planetaria e mescolate il composto con le uova e il tuorlo (gancio foglia).
Unite metà dello zucchero e farina quanta ne basta per iniziare ad incordare.
Aggiungere lo yogurt in 3 volte insieme al resto dello zucchero e della farina.
Unite il miele, il sale e mescolate.
Unite il burro fuso e il rum.
Inserite il gancio nella planetaria e incordate l’impasto.
Una volta omogeneo, fatelo lievitare fino al raddoppio.
Una volta lievitato prendetelo e dividetelo in pezzi di circa 70 grammi l’uno.
Dategli la forma che preferite e fatele lievitare per altri 45 minuti.
Spennellate con un po’ di latte e fate cuocere in forno caldo a 170 gradi per 12 minuti.
Non eccedete con la cottura pena una brioche estremamente dura.
Fate raffreddare e servite




27 luglio 2016

Hawaiian Bread Rolls

luglio 27, 2016 5 Comments





Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


2 maggio 2016

Kinder Cereal Ale' Ale'-falso d'autore e il manuale della casalinga perfetta

maggio 02, 2016 36 Comments



Pensate sia anacronistico?
Niente affatto.
Vi ripropongo un tema di cui ho parlato anni fa ma che rimane sempre attuale.
Volete trasformarvi in una casalinga perfetta?
Venite con me,vi accompagnerò in questo viaggio allucinante..ehm...volevo dire entusiasmante.
Ho scovato e tradotto un piccolo manuale della casalinga perfetta. Un trattato degli anni '60 che veniva letto e studiato durante l'ora di economia domestica francese.
A me, scartabellando tra i ricordi di mia mamma, me ne capitò uno in mano. Ma vi assicuro che c'erano nozioni di cucito, di cucina, di economia ,di ricamo. Qualche piccola digressione verso il pollice verde,ma nulla più. O comunque niente di quello che ho letto in queste piccole pagine che ho trovato...
Bando alle chiacchiere.
Tirate fuori il grembiulino,si proprio quello a quadretti rosa, quello con la pettorina e i volants. Chignon d'ordinanza,rossetto mi raccomando, filo di perle e orecchini in pendant. Si parte, allacciate le cinture di sicurezza e facciamo un bel tuffo all'indietro.
Niente sarà più lo stesso..

Prima regola della casalinga perfetta:

"Fate in modo che la cena sia sempre pronta al suo rientro.
Se occorre preparate tutto fin dalla sera prima perchè il LUI in questione ha bisogno di trovare al suo rientro un delizioso pasto che lo attende. E' una maniera per fargli sapere che avete pensato a lui,ai suoi desideri e ai suoi bisogni .La maggior parte degli uomini torna dal lavoro affamata e la prospettiva di una deliziosa cena è allettante"
Questa prima regola è un incipit soft, giusto per non farvi chiudere subito il manuale e mandare la sottoscritta a raccogliere zucchine sul Raccordo Anulare. . In linea teorica noi foodblogger possiamo essere d'accordo. Amare lo spignattamento è una maniera di comunicare amore ai nostri cari, di coccolarli, di allietarli e di consolare e cancellare una giornata storta. Magari non ci mettiamo a preparare dalla sera prima, però dai......'sta regola ci piace, che dite?

Seconda regola:

"SIATE PRONTA!
Prendetevi quindici minuti di tempo per riposarvi prima del suo rientro. Ritoccatevi il trucco, mettete un nastro nei capelli, siate fresca e affabile. LUI ha trascorso la giornata in compagnia di persone che lo hanno stressato e sovraccaricato. Siate allegra e rendetevi più interessante delle persone che lo hanno circondato al lavoro. La sua giornata ha bisogno di essere rallegrata e questo è uno dei vostri principali doveri"
Ora, il fatto di "rassettarsi", di ritoccarsi il trucco è una regola valida senza dubbio. Con l'unica differenza (spero e mi auguro) che oggi lo facciamo per noi stesse e non in relazione al maschio dominante!
E poi mi chiedo: ma la casalinga perfetta vintage era sempre sorridente e allegra?
Le sarà capitata qualche volta una di quelle giornate in cui il detersivo non  lava che più bianco non si può, mezza camicia rimane appiccicata sul ferro rovente e il sugo ha deciso di amoreggiare tenacemente con le piastrelle?
O che magari un ragazzino si è infilato una matita su per il naso, l'altro infante, fulminato sulla via di Damasco, ha deciso di liberare tutta la sua collezione di lucertole in giro per casa e il gatto, non trovando la sua personale limetta per le unghie, ha pensato bene di accarezzare con passione il divano?
Timer alla mano, quindici minuti prima del suo rientro respirazione in stile Hatha Yoga, diciamo tutte insieme Om...Om..Om...trucco, parrucco, profumo, i l nastro (mi raccomando il nastro) e aprite la porta mentre cercate di ingoiare come un malefico rospo quel sonoro Vaffa che vi ostruisce la giugulare.
Sorridete casalinghe sorridete.
( e ricordatevi ...siamo solo all'inizio)

Sia chiaro.
Sono consumatrice sana di merendine.
E ora l’ho detto.
Mi piacciono, mi piacevano quando me le nascondevano a casa e impiegavo gran parte della mia giornata per scovarle e mi piaceranno pure quandos arò sdentata.
Tanto so morbide.
Ma le Kinder capperi no.
Datemi una Kinder Brioss se mi volete male.

Ma siccome ogni regola ha la sua eccezione eccola all’orizzonte.
La Cerealè, nata dall’Expò e dalle richieste degli utenti.
Oh è buona eh? Soffice, gustosa, un’ottima crema allo yogurt ma…ma c’ha il lampone.
E a me non garba.
E allora ho provato a farmela da sola.
Ho stuzzicato u po’ di ricette, ho studiato a memoria la lista degli ingredienti e voilà la ricetta.
Buona e con i frutti di bosco al posto del lampone antipatico.
Le foto? Soprassedete.
Sono nel periodo shabby e sto “shabbando” la mia casa come se non ci fosse un domani.
Muri, mobili e gatta compresa.
Il tempo è poco e la voglia di fare delle foto accettabili è finita nel cassetto delle cose perdute!

CEREALE’ ALE’ ALE’

Per l’impasto:
300 grammi di farina 00
160 grammi di farina integrale
40 grammi di farina di riso
2 tuorli
20 grammi di semi misti (lino sesami zucca quello che volete)
30 grammi di burro fuso
20 grammi di olio di semi
120 grammi di zucchero
1 pizzico di sale
Vaniglia
1 bustina di lievito  di birra
180 millilitri di latte intero

Per la crema allo yogurt:
panna da montare vegetale
1 vasetto di yogurt bianco dolce
4 cucchiaini di zucchero a velo

Marmellata:
frutti di bosco (o comunque secondo il proprio gusto)

Disponi le farine setacciate sul piano di lavoro infarinato (oppure nella planetaria)
Aggiungi tutti gli ingredienti previsti e inizia ad impastare.
Quando si sarà formato un impasto compatto ed omogeneo mettilo a lievitare per circa un’ora e mezza (o almeno fino al raddoppio).
Riprendi l’impasto , sgonfialo un pochino e mettilo in una teglia rettangolare di medie dimensioni, foderata di carta forno.
Fai lievitare di nuovo per circa 30 minuti.
Accendi il forno a 180 gradi e cuoci il tuo impasto per circa 30 minuti.
Prepara la crema:
Monta la panna vegetale (ti consiglio di usare questa perché rimane più compatta e il risultato sarà simile all’ originale).
Una volta montata aggiungi lo yogurt poco alla  volta e mescola. Unisci anche lo zucchero a velo (assaggia e valuta il grado di dolcezza)
Fai raffreddare la base cotta in forno.
Toglila dalla teglia e tagliala in rettangoli.
A me ne sono venuti circa 14.
Prendi ciascun rettangolo e taglialo in tre parti per la lunghezza.
Farcisci uno strato con la crema allo yogurt, e l’altro con la marmellata da te scelta.
Ricomponi gli strati, attendi una mezz’ora e gusta!