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11 gennaio 2018

Torta veloce al formaggio

gennaio 11, 2018 4 Comments

torta veloce al formaggio



Ci sono due ingredienti che non mancano mai nel mio frigorifero.
Il primo è la feta.
Il secondo la pasta fillo.

Si, lo so, amo da impazzire la cucina greca.
Un po' perché sono cresciuta a pane e dizionario di greco classico, un po' perché la grande sta seguendo le mie orme, un po' è colpa di Mediterraneo di Salvatores e un po' anche delle case bianche di Santorini e di quel mare antico che narra storie solo a chi sa ascoltarle...

Ormai lo sapete, per me la cucina è un viaggio low-cost. Per questo motivo mi basta a volte un sapore tipico per sognare e sentirmi proprio lì, sulla porta di una di quelle casette intenta a scendere per le ripide scale che mi portano giù al mare...

La pasta fillo e la feta sono però due amabili jolly che possono risolvervi qualsiasi empasse in cucina.
L'ospite improvviso, il dolce, la mancanza di idee per il secondo.

Questa torta è figlia di una ricetta trovata su un piccolo libro "Vegetariano e vegano" che mi viene in soccorso quando non ho idee per la testa.

Realizzarla è molto semplice. Pochi ingredienti e mezz'ora di cottura. La feta è addolcita dallo yogurt e resa interessante dall'aggiunta di erba cipollina.

Servitela tiepida o fredda.
E se vi dovesse avanzare niente paura.
Il giorno dopo è ancora meglio!




Torta al formaggio

8 fogli di pasta fillo
1 panetto di feta
2 uova
1 cucchiaio abbondante di erba cipollina
300 dl yogurt intero
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


Scalda il forno a 180 °C.

Prepara il ripieno mescolando la feta sbriciolata, le uova, lo yogurt e l'olio.

Rivesti una teglia (tonda con diametro massimo di 22 cm) con la carta forno.

Prendi 4 fogli di carta fillo. Prendi il primo, spennellalo con poco olio e mettilo sul fondo della teglia. Prendi il secondo, appoggialo sul foglio che hai messo nello stampo, spennellalo e appoggialo sul primo. Continua così con tutti e 4 i fogli. Prendi il ripieno, mettilo al centro e copri con gli altri fogli di fillo, seguendo il procedimento che ti ho appena illustrato.

(scusa la ripetizione della parola prendi, non sono impazzita, ma così rendo meglio l'idea senza tanti giri di parole!!)

Come puoi vedere, parte della pasta fillo fuoriesce dallo stampo. Non devi far altro che ripiegarla verso il centro della teglia!

Inforna e cuoci per 30 minuti o fino a quando la torta sarà dorata.

Servi tiepida o fredda.


25 luglio 2017

Formaggio da spalmare, le non ricette estive per chi non ha voglia ma fame!

luglio 25, 2017 2 Comments







Sembra sia una questione di dimensioni parallele.
Un po' come nel film Sliding Doors. 
Un evento apparentemente semplice come un orecchino caduto a terra dà il via a una vita che si sdoppia. 
E' la classica questione del bivio.
Prendi una strada e gli eventi prendono una piega.
Ne scegli un'altra e ti costruisci tutt'altra vita.

Sarebbe però un gesto carino da parte del fato regalarci la possibilità di vivere consapevolmente la dimensione parallela per poi poter scegliere la strada definitiva. Un po' come affacciarsi curiosi alla finestra per vedere come va finire.
E invece vaghiamo con le spalle rese pesanti da scelte che forse era meglio non fare. E lo leggi nei visi di chi incontri per strada per puro caso. Occhi e sorrisi spenti, gesti consueti e consumati dall'abitudine.


Questi sono i pensieri che si snodavano come improbabili gomitoli di lana mentre l'henné (vi ho mai parlato di quanto sia fantastico?) colava a più non posso sul mio collo. Perché nell'altra dimensione parallela ho scelto di diluirlo con meno acqua.
In questa ahimè, l'ho annegato😔




Stasera vi propongo un classico delle cene estive in campagna.
Pane e formaggio.
Quando sei stanco.
Quando non hai voglia di non cucinare.
Quando ti vuoi coccolare perché, ebbene si, il formaggio è consolatorio.
E buono.
E chi se ne frega del colesterolo.

Questo è particolare.
Una non ricetta ma tanto è estate, fa caldo.

Usate solo ingredienti di qualità.
Grande protagonista è la panna acida.
Un tempo mi ostinavo a farla da sola.
Ora la compro perché costa pochissimo ed è così buona!

Prendete la ricotta fresca, saltando a piè pari le simpatiche confezioni del supermercato...utilissime per carità...ma non in questo caso.
Olio, sale pepe, limone e una cascata di erba cipollina fresca. O aneto. O rucola. O scalogno tagliato finemente.
O quello che vi pare insomma.

Procuratevi un quadrato di stelle, una sedia comoda e un po' di pane. Spalmate e sognate......magari la vostra sliding door!







Formaggio da spalmare

200 grammi di ricotta vaccina
70 gr panna acida
erba cipollina (o altre spezie)
mezzo cucchiaino di scorza di limone
olio, sale pepe

In una ciotola lavorate e lungo la ricotta per renderla cremosa. Unite la panna acida e mescolate con cura- Aggiungete l'erba cipollina, l'olio, il sale, il pepe.
fate riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.


27 giugno 2017

Insalata di grano saraceno

giugno 27, 2017 4 Comments



Riaprire le pagine di un blog è un po' come tornare a casa dopo un lungo viaggio di lavoro. Apri la porta, respiri l'aria familiare resa solo leggermente più acre dall'odore di chiuso. Appoggi la tua borsa sul tavolo, le chiavi, gli occhiali da sole e ti guardi intorno. Sei tornata, finalmente.
Dopo due mesi di buio e problemi, eccomi di nuovo qui a raccontarvi le mie strampalate avventure, culinarie e non.

Forse sarebbe il caso di vivere seguendo il principio delle doppie possibilità perché non sempre è buona la prima. Un odore, un sapore, una persona possono non piacerci un granché nell'immediato. Questione di pelle, premonizione o semplice indisposizione transitoria.
Le cose cambiano però. Cambiamo noi, i nostri pensieri, i gusti. Prendete me ad esempio. A vent'anni odiavo il giallo e Titti il canarino. A quarantasei odio sempre Titti (forza Silvestro) ma il giallo è uno dei miei colori preferiti perché gli ho dato una seconda possibilità.

Io e il grano saraceno non abbiamo mai avuto un gran rapporto. Ci siamo studiati da lontano, ci siamo avvicinati, scrutati, provati e poi, come un rapporto dove entrambi i protagonisti pensano di aver dato tutto, ci siamo salutati e allontanati.

L'ho incontrato di nuovo ma stavolta nella sua forma primordiale: i chicchi. E ho deciso che forse era il caso di provare di nuovo. E ho fatto bene, è nato un amore. Con la calura estiva, l'insalata a base di questo falso cereale è non solo buona, ma una miniera di sostanze nutritive.




Senza glutine, energizzante, utile per la pressione, controlla il livello di zuccheri nel sangue, è ricco di flavonoidi, necessari per prevenire l'invecchiamento cutaneo. La qualità che lo rende assolutamente necessario in estate è l'alto contenuto in magnesio e potassio, sali minerali che si disciolgono come un Calippo al sole appena iniziamo a sudare.

Ve lo propongo in due versioni. La prima è quella basic, senza tanti fronzoli. la seconda è la stessa ma impreziosita da una chicca della quale ormai non posso più fare a meno in cucina ovvero la Mousse di cipolla di Delizie Vaticane di Tropea.







INSALATA FREDDA DI GRANO SARACENO

dose per 1 persona

50 grammi di grano saraceno
2 cucchiai di lenticchie già lessate
1/2 carota
1/2 gambo di sedano
2 cucchiai di mais
1 punta di paprica affumicata
2 foglie grandi di basilico
1/2 spicchio d'aglio (anche meno)
olio sale e pepe

Lava il grano saraceno e fallo cuocere per venti minuti. Nel frattempo con il mixer frulla le foglie di basilico, l'olio, il sale, il pepe e l'aglio e metti da parte. Scola il grano saraceno, fallo raffreddare e sistemalo in un piatto da portata. Unisci le lenticchie, la carota e il sedano puliti e tagliati a dadini, il mais. Condisci con l'emulsione e metti in frigo per almeno due ore.

Servila così oppure, se vuoi una marcia in più, utilizza la Mousse di Cipolla Delizie Vaticane di Tropea.



22 agosto 2016

Galatopita o torta al latte greca

agosto 22, 2016 4 Comments





Non so voi ma io alle volte vado a fare la spesa come se fossi 
alla vigilia di una sommossa nazional-popolare-
Mi armo: caschetto e tuta antisommossa, acchiappo il carrello, digrigno
 i denti e vado.
E lo riempio .
E compro.
E ricompro.
Elaboro menù fino al giorno del mio settantesimo compleanno ed
 esco tutta soddisfatta.
E poi?
E poi magari mi trovo tre Rio Casamia e nemmeno un granello di 
zucchero.
Oppure due confezioni di filo interdentale e manco un pacco di pasta.
Lo confesso: ste cazzate baggianate le faccio.
Non spesso ma mi capita.
E il rimedio è in ordine sparso:
- uscire di nuovo a comprare le cose che effettivamente mi servivano
- elaborare un piano strategico per non buttare nulla.

E stavolta è toccato al litro di latte che stava per scadere.
Un vero peccato nonchè un gesto poco civile e responsabile buttarlo.
Al solito apro, scartabello e il mio amore per la cucina greca mi 
viene in aiuto.
Galatopita ovvero la torta al latte.
Semplice, povera eppure cosi buona, cosi genuina.
Retaggio delle campagne greche ,viene per la precisione  è tipica 
dell’ Arcadia. Questa è la versione semplice, quella più complessa vede questa torta rivestita dalla pasta fillo.
Mangiatela fredda , dopo un bel riposo in frgiorifero.
La texture è quella di un budino vellutato.




(fonte ricetta originale:FunkyCook)



Galatopita o torta al latte greca


1 litro di latte
130 grammi di semolino 
150/170 grammi di zucchero
1\4 cucchiaino di sale
2 cucchiai di burro morbido (circa 50 grammi)
3 uova
Vaniglia
Scorza di limone

Per la superficie della torta
(questo passo è facoltativo,potete anche semplicemente spolverarla di zucchero a velo una volta cotta)
1 uovo
2 cucchiai di acqua 
cannella a piacere
2 cucchiai di zucchero

Metti a bollire il latte insieme alla scorza del limone e allo zucchero:
In una ciotola mescola il semolino ,le uova, il sale e la vaniglia.
Aggiungi un pò di latte caldo e mescola.
Lentamente e cercando di non creare grumi unisci tutto il latte
(ma non ti preoccupare: se si dovessero creare gli antipaticissimi 
grumi usa il frullatore ad immersione e in un attimo risolvi il 
problema!!!).
Mescola fino a che vedrai una bella crema densa.
A questo punto unisci al composto il burro a dadini e mescola.
Accendi il forno a 180 gradi.
Rivesti una teglia di carta forno (più piccola è la teglia più alta ti 
verrà la torta).
Sbatti gli ingredienti previsti per la superficie e distribuisci tale 
composto sulla torta.
Cuoci per circa 45 minuti

Note:
- puoi aromatizzare e profumare tale torta come più ti piace: usa a piacere agrumi e spezie varie
- se vedi che la superficie si scurisce troppo durante la cottura coprila con un foglio di carta forno
- gustala totalmente fredda, magari dopo un bel riposo in frigo




8 agosto 2016

Porridge estivo: la colazione che fa bene

agosto 08, 2016 1 Comments







Potrei deliziarvi raccontandovi i miei risvegli aulici, al suono degli uccellini  e la sottoscritta che ,come una novella Biancaneve , volteggia per casa canticchiando e dicendo “O acciderbolina, è ora di far colazione”.







Ma ho promesso solennemente  davanti ad una Sacher di non dire più bugie.
E allora eccola la verità , nuda e cruda:
Io la mattina mi sveglio con la fame di un minatore del Klondike.
Facciamo pure due minatori , cosi rendo bene l’idea.
E del minatore ho anche modi e grugniti.
E davanti a me devo trovare una tavola ben imbandita con il caffè fumante e qualcosa che sia in grado di tenere la fame a bada non dico tanto, almeno fino a mezzogiorno.
E potrei raccontarvi di torte, cereali e corn flakes.
Li adoro.
Ma alle undici il mio stomaco ha già tirato fuori forchetta, coltello e piatto chiedendomi: ma oggi per caso nun se magna?
L’unica colazione che tiene a bada i miei succhi gastrici…. è il porridge.
Meravigliosa colazione inglese, tipica delle campagne sterminate e fredde.
Una tazza di porridge oltre a riscaldare dava tanta energia, merito della miracolosa avena.
A base di latte o acqua, con o senza zucchero è un toccasana per le fredde mattinate invernali.
Si, però,  cara la mia foodblogger , forse non ti sei accorta che non c’è la neve fuori.
Ce stanno le cicale.
Nessun problema: porridge estivo.
Delizioso, comodo e furbo perché si prepara la sera prima.
Io vi do delle indicazioni di base sugli ingredienti.
Voi metteteci quel che vi pare ma soprattutto provatelo.
Lo so che può scatenare diffidenza solo a guardarlo ed è difficile renderlo carino ed appetibile in foto
Perché a meno che non viviate a pane e cappellini della regina Elisabetta, sta pappetta può destarvi qualche perplessità.
Ma fidatevi è buonissima e soprattutto vi fa un gran bene.
(da un ‘idea de “La Figurina")





PORRIDGE ESTIVO
(ingredienti per una porzione)

90 millilitri di yogurt bianco magro (o greco)
60 millilitri di latte
1 cucchiaino di miele (o zucchero di canna)
1 manciata di uvetta (facoltativa)
Frutta secca a piacere
Frutta fresca a piacere
20 grammi di fiocchi di avena
Cannella a piacere
(eventuali aggiunte da mettere la mattina: cioccolato in pezzi, cacao,semi di chia,)

Prendete un bel contenitore capiente, di vetro.
Mescolate il latte e lo yogurt e versateli nel barattolo.
Unite il miele (o lo zucchero), l’uvetta, i fiocchi di avena, la cannella  e la frutta fresca.
Mescolate con cura e mettete per tutta la notte in frigo.
Al mattino aggiungete la frutta secca da voi preferita ( e se volete anche il cioccolato in pezzi o i semi di chia)

Date una mescolata e gustate!



27 luglio 2016

Hawaiian Bread Rolls

luglio 27, 2016 5 Comments





Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


19 luglio 2016

La spuma di limone e liquirizia e la lezione di vita della caramella

luglio 19, 2016 6 Comments




Ali Babà è andato in vacanza col beduino e il cammello (vedi post precedente)
Il forno ha deciso di andare a passare quattro giorni alle terme con sua sorella l’affettatrice
Ed io sono rimasta qui con quella solita voglia di dolce che non va via nemmeno a cancellarla col bianchetto.
E allora che si fa, si fa un dolce freddo, dai .
Spuma di limone e liquirizia.
Io la liquirizia la renderei obbligatoria per legge.
Quanto mi piace.
Questa ricetta poi contempla l’uso di una delle caramelle più gettonate tra i bimbi (e non solo).
Questa:


Alzi la mano chi non l’ha mai mangiata.
Vado al super, ne compro una busta ,la porto a casa e siccome oggi sono magnanima ne offro due alle mie figlie e una per me, non sia mai.
La mia sparisce in un attimo, cosi tutta intera in bocca, tranciata in un nanosecondo, come le mani dei bugiardi nella Bocca della Verità.
Alzo gli occhi e guardo le mie figlie e mi rendo conto di come cambia negli anni la capacità di godere dell’attimo.
La mia “novenne” è lì che l’ha srotolata tutta e se la gusta pezzetto per pezzetto.
Anche io la mangiavo cosi da piccola.
Questo filo lunghissimo che pendeva dalla bocca e che tiraoi su lentamente, aspettando che l’aroma pungente mi inebriasse.
Con calma, con passione, con divertimento.
E mi divertivo, senza pensare ad altro che non fosse quella benedetta caramella
Ora la sparo tutta in bocca e finisce subito.
Ma ho goduto di quest’attimo?
Assolutamente no.
Perché magari mentre la mangiavo pensavo ad altro: il pranzo da preparare, la critica della ragion pura di Kant o al vestito di Desigual in vetrina che diamine quanto costa nonostante i saldi….
Back.
Indietro.
Indietro nel tempo quando tutto era più semplice.
Back.
Con una rotella di liquirizia che mi ha insegnato l’arte di fermarmi.
Anche solo per cinque minuti.
Senza pensare ad altro.

E come può essere un dolce che contiene tale ingrediente cosi filosofico?
Buono, ma proprio tanto.

E’ semplicissimo da preparare.
La cosa più antipatica è tritare le rotelle di liquirizia.
Fatele più o meno grandi, assecondate i vostri gusti.
Non vi piace la liquirizia?
Non la mettete e avrete comunque un’ottima spuma al limone!




SPUMA DI LIMONE E LIQUIRIZIA

3 tuorli d’uovo
120 grammi di zucchero
300 ml di latte
3 fogli di colla di pesce
3 limoni
100 grammi di rotelle di liquirizia
300 millilitri di panna fresca


Mettete la colla di pesce in acqua per ammorbidirla.
Tritate le rotelle di liquirizia.

Ricavate la scorza da due limoni e mettetela in infusione nel latte.
Portate ad ebollizione il tutto e, dopo aver spento la fiamma, fate riposare per cinque minuti.
Togliete le scorze dal latte.
Spremete i limoni.
Montate in una ciotola con la frusta i tuorli con lo zucchero.
Unite il latte,mescolate, trasferite in una casseruola e fate cuocere per circa cinque minuti, mescolando spesso.
Togliete dal fuoco e unite i fogli di gelatina ben strizzati.
Mescolate con cura.
Aggiungete a questo punto il succo del limone e le rotelle tritate.
Fate raffreddare.
Montate la panna ben ferma e unitela al composto ben freddo. Fatelo poco per volta in maniera tale da non smontare il composto.
Trasferite la vostra spuma nei bicchierini da portata e fate raffreddare in frigo per almeno tre ore..
Servite con foglie di menta.



5 giugno 2016

KartoffelSalat-Insalata di patate alla maniera bavarese

giugno 05, 2016 15 Comments





La Kartoffelsalat è un po’ come la Titina: la si cerca ,la versione tradizionale, ma non la si trova.
Perché parte della Germania che vai , insalata di patate che trovi.
Con la maionese , senza la maionese.
Con la panna , senza la panna.
Col cetriolino, senza cetriolino.
Dipende dall’etnia e penso anche dal gusto personale e dalla disponibilità del frigo.
Due cose vi posso dire con sicurezza.
La prima è metteteci un bel wurstel accanto oppure una bella Wiener Schnitzel.
E la seconda è che questa insalata di patata come è, è.
Ovvero l’è bona, ma tanto bona.
Soprattutto ora che il palato cerca refrigerio e pietanze preparate in anticipo per non sudare poi sotto il sole del mezzodì.
C’è anche una versione “spuria” della Kartoffelsalat che viene dritta dritta da quel di Thurgau, ovvero il cantone svizzero-tedesco dove vive mia sorella.
Mio cognato adorava la Kartoffelsalat.
La sua però era pura rivisitazione.
Il procedimento quello che tra poco vi illustrerò ma gli ingredienti… tutti di testa sua.
Servelade e scaglie di emmenthal come se piovesse, cipollina fresca, aneto e maionese a gogo.
Eretica diamine, quasi un foodporn..ma era ed è una bontà.
Ovviamente il tutto innaffiato dall’immancabile Bier.
Prosit!

La versione che vi propongo dovrebbe avvicinarsi molto a quella della Germania del Sud, per la precisione l’insalata bavarese.
Spartana, semplice.
Io vi do la versione base cosi come la faceva la mamma di una mia amica bavarese doc..jawhol  J
Voi poi aggiungetevi quello che vi pare.
Perchè va soddisfatto il palato, pur conoscendo la tradizione

Il brodo che andrete a versare sulle patate deve essere caldo
Uno degli ingredienti essenziali è la cipolla.
Fa la differenza ma se proprio non la tollerate non mettetela .
Fa nulla, viene bene lo stesso la ricetta
Io odio un luogo comune senza senso ovvero mi fa morire dal ridere quando tu non mangi qualche ingrediente perché non ti piace e ti rispondono “ però…non sai cosa ti perdi”
Non mi perdo nulla capperi se quella cosa non mi piace o no?
Tornando a noi, eccovi la versione base.
La Frau bavarese diceva che il brodo indicato dalla ricetta deve essere realizzato esclusivamente con il dado.
Voi regolatevi di conseguenza.
Io non dovrei dirlo, però ehm…col brodo di dado è vero viene meglio  J



 Ovviamente questa ricetta fa parte della raccolta: Un libro, una ricetta. Stavolta è stata ispirata dalla lettura e recensione di “Incubo” di Wulf  Dorn. Recensione che potete trovare QUI)

KARTOFFELSALAT – Insalata di patate alla maniera bavarese

1 kg di patate
250 millilitri di brodo vegetale
1 cipolla
1 cucchiaino di senape
2 cucchiai di aceto
2 cucchiai di olio
Pepe
Erba cipollina per guarnire
(eventuali aggiunte non previste dalla ricetta tradizionale: maionese, formaggio, prezzemolo,cubetti di prosciutto o tutto quello che la fantasia vi suggerisce)

Fai bollire le patate con la buccia e toglile quando saranno cotte ma ancora sode.
Falle freddare.
Intanto prepara il brodo come preferisci .
Fai bollire la cipolla tagliata finemente nel brodo (se proprio non ti piace non la usare per niente).
Prepara una vinaigrette sbattendo olio, aceto senape, sale e pepe.
Sbuccia e taglia le patate a rondelle.
Quando il brodo sarà a bollore, spegni il fuoco e versalo insieme alla vinaigrette sulle patate.
Fai riposare il composto almeno per due ore (il brodo verrà completamente assorbito dalle patate)

Aggiusta di sale e pepe, decora con l’erba cipollina e servi!

11 maggio 2016

Crema fredda al caffè in due minuti e imparate queste regole per essere perfette ^_^

maggio 11, 2016 18 Comments



Ovviamente e lo dico subito, a scanso di equivoci, il titolo è volutamente provocatorio!!!!
Ve lo ricordate il fantomatico “Manuale della casalinga perfetta”, quel manualetto che ho scovato in un polveroso scaffale e che sto traducendo dal francese?
Ne avevamo parlato in questo post
Siamo negli anni Sessanta, 1966 per la precisione.
Il clima mondiale comincia ad essere questo:



"Tremate tremate le streghe son tornate"

"Io sono mia"
"La donna ha bisogno di un uomo come un pesce di una bicicletta"
I reggiseni vengono bruciati in piazza. Il femminismo raggiunge il suo apice. Acre nelle sue dimostrazioni,forse eccessivo ma necessario, perchè la donna inizia ad acquisire piena consapevolezza di sè.
Ma c'è sempre l'eccezione. Accanto a questo panorama continuano ad esistere manuali di economia domestica come questo .



Oggi il nostro secondo appuntamento agro-dolce. Un excursus su quello che una volta dovevano fare e rappresentare le casalinghe .Eravamo rimaste qui:

Consiglio numero quattro:

"...prima del rientro di vostro marito a casa ,fate un giro per le stanze. Rassettate, sistemate libri, giochi e quant'altro. E visto che ci siete date un altro colpo alla polvere sui mobili...."


Mi chiedo: sta arrivando la vostra metà o un caporale che deve esaminare le camerate?


Consiglio numero cinque:
"...nei mesi più freddi dell'anno provvedete ad accendere il camino, vicino al quale lui possa distendersi. Dovrà avere  l'impressione di aver raggiunto un' oasi di pace e di riposo. Badare alla sua comodità vi renderà estremamente felice...."



E visto che ci siete aggiungo io,improvvisatevi anche taglialegna cosi il vostro lui sarà ancora più felice. Amore ,guarda,il fuoco fatto con le legna tagliata con le mie manine adorate.


Consiglio numero sei
"...riducete tutti i rumori al minimo. Spegnete lavatrici,aspirapolveri. Fate stare calmi e silenziosi i bambini. Sorridete appena lo vedete e cercate di piacergli in ogni maniera...ascoltatelo. Può darsi che abbiate una dozzina di cose da dirgli, ma non è opportuno farlo al suo arrivo a casa. Ricordatevi che i suoi argomenti di conversazione sono più importanti dei vostri. Fate in maniera tale che la serata gli appartenga......"



Mentre leggete queste righe,mie care amiche,ricordatevi che tutto questo veniva insegnato a scuola nell'ora di economia domestica. Siete perplesse?
Io di più.

Ne volete altre?


Consiglio numero sette
"...Non fate storie se fa tardi a cena o rimane fuori per la notte. Questo è il male minore se pensate alla giornata infernale che ha avuto. Comunque, fatelo accomodare o addirittura fatelo stendere,portategli una bevanda e sistemategli il cuscino. Parlategli dolcemente,soavemente..non mettete in discussione i suoi giudizi. Ricordate che lui è il padrone del focolare e in quanto tale eserciterà la sua potestà con onestà e giustizia...."

E se sua Altezza serenissima considera come massima espressione di giustizia e lealtà il dare venti legnate al giorno alla moglie perchè cosi gli dice il suo regal cervello? La casalinga perfetta che fa, piglia le legnate al grido di "Si vostro Onore ancora?"

Consiglio numero otto:
".....quando ha finito di cenare sparecchiate e se lui vi offre il vostro aiuto, non ne approfittate. Vi pare che abbia bisogno di lavoro supplementare? Incoraggiatelo a dedicarsi ai suoi hobby. Nel caso remoto in cui ne abbiate anche voi, non annoiatelo non gliene parlate. Gli hobby delle donne sono spesso insignificanti rispetto a quelli dell'uomo"

E se il regal marito ha come hobby quello dello scaccolamento rapido che faccio?  Lo incoraggio? E magari se io invece mi diletto nella  lettura di Simposi platonici che faccio,mi do fuoco perchè  sono insignificante confrontata a Caccola Man?
Io per stasera mi fermerei qui...capirete bene....la notte sta per avvicinarsi e volete che il nostro caro manuale non ci dispensi consigli per allietare Sua Altezza nell'intimità?

Quindi per la prossima volta post a luci rosse, astenersi timorate di Dio ^_^




Oggi vi propongo una di quelle  ricette che vanno sempre bene come il beige che si mette con tutto.
Ospiti, voglie di dolce improvvise, sana voglia di non fare nulla…
Ogni motivo ha la sua importanza.
Basta avere a disposizione nel freezer un bicchiere di latte (possibilmente intero) ben congelato da tirare fuori solo cinque minuti prima del suo utilizzo.
E un po’ di caffè nel frigorifero.
Un mixer ,un po’ di zucchero, una spolverata di cacao, una nuvola di panna.
E la crema fredda al caffè velocissima e ultracremosa è pronta.
L’ho scovata nel web.
Si faccia avanti chi l’ha ideata che il link glielo metto più che volentieri!!! J

Crema fredda al caffè in due minuti!

Per sei bicchierini da caffè:

1 bicchiere (200 ml circa) di latte intero congelato
1 tazzina di caffè freddo
Zucchero

Per decorare :panna, cacao in polvere
Tira fuori dal freezer (cinque minuti prima dell’utilizzo) il bicchiere di latte congelato.
Per comodità utilizza un bicchiere di plastica.
Metti il latte congelato in un mixer , aggiungi il caffè e lo zucchero (dolcifica secondo la tua abitudine)
Frulla tutto.
Tempo due, tre minuti (dipende dalla potenza del tuo mixer) avrai  una crema fredda al caffè gustosa e ultracremosa.
Decora con panna o cacao in polvere.