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11 gennaio 2018

Torta veloce al formaggio

gennaio 11, 2018 4 Comments

torta veloce al formaggio



Ci sono due ingredienti che non mancano mai nel mio frigorifero.
Il primo è la feta.
Il secondo la pasta fillo.

Si, lo so, amo da impazzire la cucina greca.
Un po' perché sono cresciuta a pane e dizionario di greco classico, un po' perché la grande sta seguendo le mie orme, un po' è colpa di Mediterraneo di Salvatores e un po' anche delle case bianche di Santorini e di quel mare antico che narra storie solo a chi sa ascoltarle...

Ormai lo sapete, per me la cucina è un viaggio low-cost. Per questo motivo mi basta a volte un sapore tipico per sognare e sentirmi proprio lì, sulla porta di una di quelle casette intenta a scendere per le ripide scale che mi portano giù al mare...

La pasta fillo e la feta sono però due amabili jolly che possono risolvervi qualsiasi empasse in cucina.
L'ospite improvviso, il dolce, la mancanza di idee per il secondo.

Questa torta è figlia di una ricetta trovata su un piccolo libro "Vegetariano e vegano" che mi viene in soccorso quando non ho idee per la testa.

Realizzarla è molto semplice. Pochi ingredienti e mezz'ora di cottura. La feta è addolcita dallo yogurt e resa interessante dall'aggiunta di erba cipollina.

Servitela tiepida o fredda.
E se vi dovesse avanzare niente paura.
Il giorno dopo è ancora meglio!




Torta al formaggio

8 fogli di pasta fillo
1 panetto di feta
2 uova
1 cucchiaio abbondante di erba cipollina
300 dl yogurt intero
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


Scalda il forno a 180 °C.

Prepara il ripieno mescolando la feta sbriciolata, le uova, lo yogurt e l'olio.

Rivesti una teglia (tonda con diametro massimo di 22 cm) con la carta forno.

Prendi 4 fogli di carta fillo. Prendi il primo, spennellalo con poco olio e mettilo sul fondo della teglia. Prendi il secondo, appoggialo sul foglio che hai messo nello stampo, spennellalo e appoggialo sul primo. Continua così con tutti e 4 i fogli. Prendi il ripieno, mettilo al centro e copri con gli altri fogli di fillo, seguendo il procedimento che ti ho appena illustrato.

(scusa la ripetizione della parola prendi, non sono impazzita, ma così rendo meglio l'idea senza tanti giri di parole!!)

Come puoi vedere, parte della pasta fillo fuoriesce dallo stampo. Non devi far altro che ripiegarla verso il centro della teglia!

Inforna e cuoci per 30 minuti o fino a quando la torta sarà dorata.

Servi tiepida o fredda.


22 dicembre 2017

Mousse al cioccolato bianco in due ingredienti: la ricette più furba e veloce del Natale

dicembre 22, 2017 6 Comments
mousse veloce natale


Se avessi un euro per tutte le volte che a casa mia riecheggia la parolina magica a quest'ora sarei nel Tobago a fumarmi un sigaro e a lustrarmi l'abbronzatura.

Qual è questa parolina?

Ma quella che riecheggia fulminea, subdola e strisciante anche nelle vostre case......MAMMA!!!!

Vi siete mai prese la briga di contare quante volte viene emesso questo suono dalla bocca dei vostri figli? Io ho superato la cinquantina nel periodo estivo.

Intendiamoci, la cinquantina solo per quelle frasi corredate da soggetto, verbo complemento e magari qualche preposizione....

L'altra faccia della medaglia è più terrificante…è il "MAMMAAAAA" seguito dal silenzio, dal nulla, dal vuoto, vuoto che noi mamme riempiamo in primo luogo col terrore: "Oddio, è successo qualcosa"

Poi non sentiamo pianti, non sentiamo lamenti, non scorre sangue e ci tranquillizziamo.


Parte il secondo atto.

La risposta della madre.

"Che c'è?"

Nessuna risposta

"Ho detto: che c'è?????"

Niente.



Allora la genitrice, al ritmo di marcia che nemmeno un generale nazista sarebbe in grado di riproporre, molla quello che sta facendo e va verso la prole

"Che c'è???????"

E loro candide:

"Che si mangia stasera?” (E va beh)

"Dov'è la gatta?"(ma mica c'ha il GPS integrato, che ne so, e poi cercatela!!!)

La cosa che mi fa fumare e parlare il pechinese è:

"Niente"



Ma ho scoperto una gran cosa. L'unico momento in cui non mi chiamano in continuazione è quando stiro. Chissà perché, non voglio indagare. Allora ho imparato ad ottimizzare il tempo, ad incastrare tra un calzino e una maglietta la visione di un film, mia grande passione insieme ai libri.

E ho imparato che anche dalle situazioni un po’ scomode si può trarre il meglio. E che anche una cosa noiosa come lo stirare può diventare il veicolo di una grande soddisfazione.

E' un po' quello che mi diceva mio papà.

Bisogna cercare di ricavare il meglio da quello che si ha.

Magari anche da un ferro da stiro!!




Vi va di fare un figurone a Natale, S.Stefano, Capodanno, Befana, Pasqua, Pasquetta e festa della zia Assunta senza dover sudare tonnellate di sali minerali?

Allora preparate una bella mousse al cioccolato in due ingredienti!

Dieci minuti di lavoro, un riposo in frigo, una bella spruzzata di panna montata, meringhe e biscottini ad accompagnare il tutto.


Dedicato a donne che vanno di fretta e anche a donne che non hanno sempre voglia di mettersi lì a spignattare!!!


Mousse al cioccolato bianco in due ingredienti


250 millilitri di panna da montare

200 grammi di cioccolato bianco di ottima qualità



Prendete 100 ml della panna prevista.

Metteteli a riscaldare dolcemente in un pentolino.

Quando la panna sarà ben calda, unite il cioccolato bianco a pezzetti e fatelo sciogliere completamente.

Fate intiepidire leggermente.

Intanto montate bene la panna (ben ferma).

Aggiungetela delicatamente al cioccolato sciolto.

Sistemate il tutto nei contenitori dove avete intenzione di servirla e mettete il tutto in frigo.

Basta anche solo il riposo di un’ora…però diciamo che tre o quattro ore sono il top!!

20 dicembre 2017

Millefoglie ricotta, panna e scaglie di cioccolato: il dessert natalizio dell'ultimo momento

dicembre 20, 2017 1 Comments

La conoscete la storia della linea ferroviaria Vienna-Trieste?

Una linea ferroviaria progettata e costruita senza la presenza di un treno che la potesse percorrere.

Voluta fortemente.
Come fortemente si era sicuri che un giorno un treno in grado di percorrerla ci sarebbe stato .
La dimostrazione che i visionari fanno la realtà, quella più bella.

I visionari sono quelli che fanno di un pensiero uno stile di vita. Sono quelli che credono semplicemente. Sono quelli che in una disavventura vedono una coincidenza da sfruttare, un’opportunità anziché un errore.

Sono quelli che fanno la storia, gli avvenimenti. Quelli che realizzano sogni. Gli danno carne, sangue e ossa. Li strappano dal mondo del plausibile e li lanciano nel mondo del reale, del tangibile.

Sono quelli che controllano i propri pensieri perché sanno che qualsiasi pensiero tocca e contamina la realtà.

E lo sapete chi è secondo me il più grande dei visionari?

San Francesco.

Questa una delle sue frasi che amo di più:

"Fai attenzione a come pensi e a come parli, potrebbe trasformarsi nella profezia della tua vita"

Era decisamente avanti non trovate?


Oggi un dolce abbastanza ricco ma velocissimo da preparare. Ci vuole più tempo a spiegarlo che a farlo. Unica raccomandazione: preparatelo al massimo una mezz'ora prima di servirlo. La pasta sfoglia perde rapidamente la sua croccantezza a contatto con le creme.


Millefoglie alla ricotta, panna e cioccolato


3 rotoli di pasta sfoglia

500 g ricotta di pecora

250 ml panna fresca da montare

6 cucchiai di zucchero

100 g cioccolato fondente tritato grossolanamente


Prendete i rotoli di pasta sfoglia. Stendete il primo sul piano di lavoro. Ritagliate un rettangolo. Sulla misura di questo ritagliate anche gli altri
Accendete il forno a 200 gradi. Su una teglia foderata di carta forno mettete i rettangoli di sfoglia, bucherellateli con una forchetta e fateli cuocere per un quarto d'ora.

Trascorso questo tempo tirateli fuori e fateli raffreddare completamente

Nel frattempo montate la panna fresca con 3 cucchiai di zucchero. Mettetela in frigo.

Prendete la ricotta e lavoratela con lo zucchero rimanente. Unite alla crema di ricotta la panna a cucchiaiate e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Prendete una sac-a-poche, metteteci dentro la crema di ricotta e panna. Prendete il primo rettangolo di sfoglia, appoggiatelo su un piatto da portata e iniziate a farcirlo con metà della crema. Unite una parte del cioccolato fondente tritato e coprite con il secondo rettangolo di sfoglia.


Ricoprite anche questo con la restante crema e il cioccolato e unite l'ultimo rettangolo. Spolverate quest'ultimo di zucchero a velo e servite.


18 dicembre 2017

La Pasta Magica Mille Usi (ideale per le Feste)

dicembre 18, 2017 2 Comments



Questa è una settimana un po' particolare per me. Ho mille cose da fare, mille pensieri da sistemare e qualche delusione inaspettata da catalogare per poter continuare a vivere serenamente.

Ho deciso di ripescare alcune idee del passato dal mio blog per le prossime feste natalizie. In fin dei conti, il blog è anche memoria e ci sono alcune ricettine che voglio riproporre a me stessa e a voi perché non meritano di essere sepolte dalla polvere delle giornate che trascorrono veloci.

La prima che voglio riproporvi è quella della pasta magica Mille Usi, un impasto lievitato che serve a realizzare molte ricette e che trovo molto utile in prossimità delle feste, soprattutto a Santo Stefano, quando le idee e la voglia di stare in cucina sono ormai esaurite!

Iniziamo col dire che il nome è altisonante. Di magico non c'è nulla.

Piuttosto la definirei versatile e milleusi.

Perché con un impasto ci si fanno un sacco di cose.

Dolci e salate.

Ecco, la particolarità è tutta qui.

Ho realizzato il pane.

Le ciambelle zuccherate.

Le pizzette.

Le bombe ripiene.

I calzoni.

Viene tutto bene.

Raddoppiando le dosi dell'impasto avrete una cena completa. Pizza, calzoni e ciambelle.


Oppure un pane delizioso e fragrante.

Ho anche congelato quest'impasto e tirato fuori all'occorrenza per delle cene o delle voglie improvvise.

Per questo mi sento di dire che è proprio l'asso nella manica da tenere a disposizione nel freezer.

Basta scongelarlo, farlo lievitare un pochino e dar via alla fantasia!

Ho modificato qualche dose rispetto alla ricetta originale.

Ho tolto il latte in polvere che qui non riesco a trovare e l'ho rimpiazzato semplicemente con del latte.

Ho aumentato le dosi del sale per dare una marcia in più e renderlo adatto ai vari impasti.
  
Vi va di provarla?


PASTA MAGICA O MILLEUSI
  

500 gr farina

30 gr burro morbido

3 cucchiai di latte

1 cucchiaio di zucchero

1\2 cucchiaio di sale

1 cucchiaino di lievito di birra

180 \200 ml acqua tiepida



Su un piano infarinato mettete la farina a fontana e inseritevi tutti gli ingredienti. Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Per quanto riguarda le dosi dell'acqua io ho dovuto leggermente aumentarle perché il mio impasto lo richiedeva. Voi regolatevi aggiungendola mano mano.

Una volta ottenuto un impasto omogeneo mettetelo a lievitare fino al raddoppio. (Se utilizzate una macchina per il pane, utilizzate la funzione impasto e lievitazione).

Ci vorranno all'incirca un'ora e mezzo, due ore.

A questo punto non vi resta che realizzare qualsiasi preparazione dolce o salta suggerita dalla vostra fantasia!!


5 ottobre 2017

Le polpette di zucca e pancetta

ottobre 05, 2017 8 Comments



Le polpette di zucca mi hanno sempre ricordato gli anonimi. No, non è una coppia di Pechino Express ma quella categoria di persone che immancabilmente dimentichi dopo cinque minuti.

Buone sono buone eh (le polpette)
Affabili sono affabili eh (le persone)
però non c'è niente da fare...non hanno quel quid, quel guizzo che ti rimane impresso nelle trame dei ricordi e che ti fa dire beh adesso le cucino (le polpette), beh adesso la chiamo (la persona).

Parliamoci chiaro. A volte basta uno sguardo, una parola, un modo di dire o semplicemente un vezzo o una cadenza a rendere particolare una persona. per non parlare poi di un'idea, di un modo di fare, di qualcosa che possa fare la differenza tra lei/lui e tutti gli altri.

E non parlo soltanto di rapporti amorosi ma anche di amicizia, di rapporti di lavoro. Vi siete mai chiesti perché vi ricordate di X e non di Y? Io sempre.

E ho capito una cosa.
A me le persone piacciono "saporite" ovvero piene di entusiasmo, di idee, di voglia di vivere. Ma anche cazzute. A una gatta morta che va d'accordo con tutti preferisco l'amica che mi fa le pulci per ogni cosa. Questione di carattere. Al collega che mi offre un caffè e mi informa del tempo nel week-end preferisco quello che mi parla della forma dell'acqua.

Alle polpette di zucca anonime, quasi un po' dolciastre, preferisco quelle dove il brie incontra la pancetta, la paprika e l'aglio. Alla ricetta di polpette di zucca con la solita provoletta incerata del supermercato preferisco quella che al primo boccone mi piglia a schiaffi il palato.

Ecco, se anche voi amate il carattere del brie addolcito dal tocco vellutato della zucca, questa è la ricetta giusta per voi. Se non amate questo formaggio, sostituitelo con un altro che vi piace.

L'importante è che non sia anonimo!



Polpette di zucca e pancetta


200 g di polpa di zucca
200 g di formaggio brie
1 uovo
50 g pancetta dolce
100 g pangrattato
2 cucchiaini rasi di paprika affumicata o dolce
2 pizzichi di aglio in polvere
olio e sale

Taglia la zucca a julienne e cospargila di sale grosso. Lasciala riposare per circa 30 minuti, sciacquala e tampona l'acqua in eccesso.

Prendi un mixer e nel contenitore metti: la zucca, il formaggio a pezzi, l'uovo, il sale e il pepe. Aggiungi 2 cucchiai di pangrattato e inizia a tritare, poco alla volta. Se ti sembra che l'impasto sia troppo morbido, aggiungi dell'altro pangrattato. Unisci la paprika, l'aglio e la pancetta sminuzzata. Copri e passa in frigo per circa un'ora.

Forma delle palline leggermente schiacciate, passale nel pangrattato e disponile su una teglia rivestita di carta forno. Condisci con dell'olio extravergine d'oliva e passa in forno a 200 °C per circa 20 minuti. Servile calde .

7 settembre 2017

Torta salata allo speck, un ottimo falso d'autore!

settembre 07, 2017 4 Comments

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Questa torta salata allo speck è un falso d'autore.
Falso perché sembra una Flammkuchen ma non lo è e d'autore perché è proposta dalla sottoscritta.
Questione di termini però e non di autocelebrazione sia chiaro😉

Il problema è sempre lo stesso, più o meno dal quel lontano luglio 2012, quando con la complicità di un piede rotto e di un'estate torrida, ho deciso di uscire allo scoperto abbandonando il buio di una redazione per parlare in prima persona di ricette.

Cosa propongo nel mio blog... l'Artusi o la casalinga di Voghera?
Alla fine la cara e disperata housewives ha sempre preso il sopravvento perché mi sono chiesta: ma io, io per prima cosa cerco in un blog di cucina?

Chiacchiere (e qui non vi potete lamentare) e ricette semplici, veloci, furbe che in mezz'ora mi consentono di passare dal lavoro alla scrivania alla tavola imbandita senza passare dal via.

Prendiamo il caso di questa ricetta.
Alle 19,30 ho finito di lavorare (lavoro da casa)
Alle 19,45 ho infilato la torta nel fornetto Estense.
Alle 20,15 eravamo tutti e quattro di fronte a tale bontà.
E anche qui non è autocelebrazione.
E' che quando hai fame so' bone pure le gambe del tavolo!😊

La Flammkuchen è una specialità alsaziana ed è buonissima. L'ho preparata tante volte (e mai messa nel blog, dovrò rimediare accidenti).
Il problema è che necessita di una delle cose più preziose che da settembre a maggio di regola scarseggia nelle nostre case: il tempo!

E allora ne ho preso a prestito il ripieno, l'ho modificato, semplificato, ho guardato dentro il frigorifero per acciuffare al volo qualche avanzo e utilizzato la cara, vecchia e fedele pasta sfoglia.

Ultima cosa: nella lista degli ingredienti c'è (come da tradizione della Flammkuchen) la panna acida. Ora, potete anche farvela a casa, ma visto il costo irrisorio (un euro circa) e la capillare diffusione in tutti i supermercati, vi consiglio di tenerne sempre una confezione a portata di mano.

La versione casalinga è buona, ma viene troppo liquida e non va bene.
Se non vi piace potete tranquillamente sostituirla con un formaggio fresco spalmabile.
Pronte per il falso d'autore?


Torta salata con lo speck

1 rotolo di pasta sfoglia
1 confezione di panna acida (o formaggio spalmabile di vostro gradimento)
200 grammi speck a dadini
erba cipollina
qualche funghetto sottolio (se vi piace)
sale, pepe

Accendete il forno a 180°.
Condite la panna acida o il formaggio cremoso con olio, sale, pepe.
Foderate con la carta forno lo stampo prescelto e srotolate la pasta sfoglia.
Spalmate sulla superficie la panna (o il formaggio) e unite i dadini di speck. Unite l'erba cipollina, i funghetti (o qualche altro avanzo presente nel frigorifero). Tagliate la pasta sfoglia in eccesso, sistemate il bordo e cuocete nel forno caldo per circa 30 minuti.
Ovviamente questi sono i tempi del mio forno. Controllate sempre il vostro, perché potrebbero essere diversi.
Lasciate raffreddare e gustate accompagnando la torta con una fresca insalata di stagione.
Da bere: Belgian Ale o Vermentino di Sardegna.


25 luglio 2017

Formaggio da spalmare, le non ricette estive per chi non ha voglia ma fame!

luglio 25, 2017 2 Comments







Sembra sia una questione di dimensioni parallele.
Un po' come nel film Sliding Doors. 
Un evento apparentemente semplice come un orecchino caduto a terra dà il via a una vita che si sdoppia. 
E' la classica questione del bivio.
Prendi una strada e gli eventi prendono una piega.
Ne scegli un'altra e ti costruisci tutt'altra vita.

Sarebbe però un gesto carino da parte del fato regalarci la possibilità di vivere consapevolmente la dimensione parallela per poi poter scegliere la strada definitiva. Un po' come affacciarsi curiosi alla finestra per vedere come va finire.
E invece vaghiamo con le spalle rese pesanti da scelte che forse era meglio non fare. E lo leggi nei visi di chi incontri per strada per puro caso. Occhi e sorrisi spenti, gesti consueti e consumati dall'abitudine.


Questi sono i pensieri che si snodavano come improbabili gomitoli di lana mentre l'henné (vi ho mai parlato di quanto sia fantastico?) colava a più non posso sul mio collo. Perché nell'altra dimensione parallela ho scelto di diluirlo con meno acqua.
In questa ahimè, l'ho annegato😔




Stasera vi propongo un classico delle cene estive in campagna.
Pane e formaggio.
Quando sei stanco.
Quando non hai voglia di non cucinare.
Quando ti vuoi coccolare perché, ebbene si, il formaggio è consolatorio.
E buono.
E chi se ne frega del colesterolo.

Questo è particolare.
Una non ricetta ma tanto è estate, fa caldo.

Usate solo ingredienti di qualità.
Grande protagonista è la panna acida.
Un tempo mi ostinavo a farla da sola.
Ora la compro perché costa pochissimo ed è così buona!

Prendete la ricotta fresca, saltando a piè pari le simpatiche confezioni del supermercato...utilissime per carità...ma non in questo caso.
Olio, sale pepe, limone e una cascata di erba cipollina fresca. O aneto. O rucola. O scalogno tagliato finemente.
O quello che vi pare insomma.

Procuratevi un quadrato di stelle, una sedia comoda e un po' di pane. Spalmate e sognate......magari la vostra sliding door!







Formaggio da spalmare

200 grammi di ricotta vaccina
70 gr panna acida
erba cipollina (o altre spezie)
mezzo cucchiaino di scorza di limone
olio, sale pepe

In una ciotola lavorate e lungo la ricotta per renderla cremosa. Unite la panna acida e mescolate con cura- Aggiungete l'erba cipollina, l'olio, il sale, il pepe.
fate riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.


14 febbraio 2017

I pici con le molliche e la rivoluzione delle 'ntamate

febbraio 14, 2017 4 Comments



pane raffermo-Toscana-pici

Bionda con occhi grigio topo.



Mediamente alta verso il basso.



Mediamente sorridente.



Mediamente malinconica.



A guardarla bene l'espressione ricordava quella di una gallina, tipo Rosita, quella del Mulino Bianco. Gli occhietti roteavano ingenui, la testa si chinava a dir di si. Al marito, al padre, alla madre, al cane, al gastroenterologo e al direttore della banca dove lavorava.
Non prestava molta cura all'abbigliamento. Grigetto con una naturale inclinazione verso lo scozzese sbiadito.
Letizia, il suo nome.

Beffa del destino.



Io la guardavo sconcertata ogni volta. Non riuscivo a capire come riuscisse a non prendere mai una decisione, un colpo di testa. Che so, un tuffo in mare il 12 di marzo. Cosi tanto per dimostrare a se stessi che la follia è un abito colorato.
Conduceva la sua vita a piccoli passetti adoranti. I figli, un maschio e una femmina, avrebbero fatto incazzare di brutto anche la Montessori. Avidi, prevaricatori. Ma lei faceva finta di nulla. E sopportava con quella schiena sempre più china, sempre più curva. Le malelingue dicevano che la gobba si accentuava al crescere delle corna che il marito puntualmente le metteva. Con la vicina ,con l'insegnante di pianoforte, con la fioraia e voci di corridoi azzardavano pure con la suocera.




Ma di questo non ho prova e non vi racconterò.



Lei sapeva?
Noi pensavamo tutte di no.
Almeno fino alla sua sparizione.
Scomparsa, cosi, di punto in bianco, dalla sera alla mattina. Volatilizzata come se non fosse mai esistita. Ad allarmarsi fu proprio il gastroenterologo. Ora, a dirla tutta, noi avevamo sempre pensato che Letizia avesse preso tale medico come il suo confessore. Ci andava ogni mese, sempre un giorno dispari e sempre con largo anticipo.  "Non si sa mai" diceva lei.

 "E' fusa "pensavamo noi.



Del resto, c'era chi aveva il personal trainer, il personal coach, lei aveva il personal gastroenterologo. Che poi era proprio "personal", visto che venimmo a sapere che durante le visite tutto le controllava tranne le condizioni della cistifellea.



Rimanemmo sconvolti.



La cara e grigia Letizia con i suoi abiti scozzesi sbiaditi in realtà era una panterona gaudente.
Non è stata più trovata.
Ora, mi piacerebbe raccontarvi che il marito e i figli si consumarono come candele al pensiero di questa mamma e moglie scomparsa.
Il simil-lutto durò tre mesi appena. I ragazzi andarono via di casa e il marito si diede alla caccia di vedove facoltose.
L'unico pensiero che mi consola è che pare l'abbiano vista a bordo di una Harley, vestita di pelle nera e borchie, avvinghiata alle spalle di un baldo giovane muscoloso.
Ciao 'ntamata!

'Ntamata è un termine palermitano che sta ad indicare una persona perennemente rintronata, addormentata, passiva. A me piace pensare che molte volte, dietro un aspetto compassato,ingenuo e rinco.... si nasconda una furia!





Oggi un piatto della mia terra semplice e buono: i pici con le molliche. Ve li propongo in una versione eretica, che si discosta dalla versione ufficiale per la presenza dell' aglio e del peperoncino.

Questa ricetta è un sistema economico e gustoso per recuperare il pane avanzato!



PICI CON LE MOLLICHE


500 grammi di pici
300 grammi di mollica di pane raffermo, secca e sbriciolata
olio
parmigiano o pecorino
aglio e peperoncino

In una casseruola soffriggere uno spicchio d'aglio e un po' di peperoncino . Aggiungete le molliche di pane e fatele tostare, rimestandole con un mestolo per evitare che si formino delle briciole piccole. Una volta cotta la pasta, versate tutto nella casseruola, aggiungete il parmigiano a fate saltare per qualche minuto.






13 gennaio 2017

I Bicchierini Sciuè-Sciè ovvero la Crema Prenz risolvi tutto !

gennaio 13, 2017 4 Comments



Arriva.
Sempre. 
Immancabile come i consigli di Studio Aperto quando ci sono quaranta gradi all'ombra. Bevete e non uscite.
Grazie.

Inesorabile come quel brufolo che ti spunta sul mento la mattina del tuo primo appuntamento.

Implacabile come il vigile che si materializza dopo aver detto: Sta zona non la controllano mai.

Noioso come i discorsi sul nero che sfina, le mezze stagioni non esistono più e si stava meglio quando si stava peggio.

Beffardo come la pioggia che cade sempre quando l'ombrello lo hai lasciato nella macchina del tuo trisavolo.

Chi è?
L'ospite inatteso.
Gradito, se decidiamo noi di invitarlo all'improvviso.
Sgradito se ti si presenta all'ora di cena mentre stai con la coscia del pollo in mezzo ai denti e hai già indossato la tua graziosa cuffietta pre-nanna in stile vittoriano.

Cosa fare in questi casi? L'ospite sgradito basta abbatterlo con cura a suon di cene tristi a base di minestrine e verdura lessa.

L'ospite gradito occorre coccolarlo. Una dispensa ben fornita a monte risolve tre quarti e mezzo di problema. Io vi do una piccola soluzione per il dolce.
Un bicchierino sciuè sciuè realizzato in un attimo.
Crema pasticcera, biscotti sbriciolati e crema PRENZ. Oh My God, chi è costei? Un nome altisonante per indicare una tavoletta di cioccolato sciolta nella crema pasticcera. Buona, densa, vellutata e super veloce.

Ricapitoliamo:
uno strato di biscotti per la croccantezza
uno strato di crema pasticcera
uno di crema prenz
uno di panna montata
una spolverata di cacao
due mandorle o nocciole se le avete

Mezz'ora di tempo e siete a tavola. Poca spesa massima resa.
Un'unica raccomandazione: da usare esclusivamente con gli ospiti graditi!!

BICCHIERINI SCIUE'-SCIUE'

per la base:

100 gr biscotti secchi
50 gr burro sciolto
1/2 cucchiaino di cannella

per la crema pasticcera:

2 uova
500 ml latte
scorza 1\2 limone
120 gr zucchero
30 gr farina

per la crema al cioccolato:

100 gr cioccolato fondente

per decorare:

panna montata con 1 cucchiaio di zucchero
cacao amaro

Prepara la base:
frulla i biscotti e mescola il risultato con il burro e la cannella. Distribuisci il composto nei bicchierini e metti da parte.

Prepara la crema pasticcera:
fai bollire il latte con la scorza del limone. In un contenitore, monta le uova con lo zucchero fino d ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungi la farina, facendo attenzione a non formare grumi. Diluisci con il latte il composto di uova e fai bollire per circa due,tre minuti. Togli dal fuoco.

Prepara la crema prenz:
Taglia a pezzetti la tavoletta e mettila in un contenitore. Aggiungi metà della crema pasticcera preparata ancora bollente e mescola per far sciogliere il cioccolato.

Monta la panna con 1 cucchiaio di zucchero.

Metti uno strato di crema pasticcera sul fondo di biscotti, aggiungi uno strato di crema prenz e termina con la panna montata e una spolverata di cacao.

Continua così fino a completare tutti i bicchierini


9 gennaio 2017

Le lenticchie e salsicce di Roberta

gennaio 09, 2017 9 Comments

lenticchie-salsicce-inverno


Lenticchie e salsiccia.
Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa.
Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa.
Quisquilie, direbbe Totò.
Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta.

Partiamo da un grande preambolo.
Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)😉
Molte cose non mi riescono oppure mi piace molto di più come le fanno le mie amiche.
E non ho nessun problema ad ammetterlo...fin dal lontano 1985, quando il mio primo ragazzo, di fronte al mio delizioso ragù, mi disse "Si, ma mia mamma lo fa meglio e guai se non lo dico".
Orrore.
In quel momento decisi che i miei futuri figli avrebbero dovuto apprezzare prima le cucine altrui che la mia per due ragioni fondamentali.
La prima di questione pratico: le maledizioni delle nuore ma anche no grazie.
E poi, non capisco ste madri che si impongono come il non plus ultra, inconsapevoli che prima o poi 'na benedetta ragazza che le manda a raccogliere ravanelli sulla tangenziale la trovano! 

Poi ho avuto due femmine, abituate a dissacrare la mia cucina in ogni momento, a costo di dire "Mia mamma la fa peggio" e io sono contenta così.

Ecco, le lenticchie Roberta le fa meglio di me. Me le ha preparate per festeggiare l'arrivo dell'Anno Nuovo e me ne sono innamorata al primo assaggio. Buone e semplici come tutte le ricette che vengono fatte ad occhio. Mi ha dato subito la ricetta, altra cosa che ho apprezzato tantissimo.
Avete presente quante volte capita di incontrare una persona che non vi svela una ricetta manco se glielo chiedete in austroungarico moderno?

Io la passo a voi perché è un piatto da provare nella sua semplicità. Vi consiglio di non modificare nessuna dose perché è perfetta così. Ve la trascrivo così come è arrivata a me, senza lista degli ingredienti perché è una vera e propria ricetta di "casa".

LE LENTICCHIE E SALSICCE di ROBERTA

Prendi un pacchetto da 500 grammi di lenticchie, lavale e falle cuocere per circa venti minuti. Togli un bicchiere e mezzo dal liquido di cottura e scolale sommariamente. Buca le salsicce (quantità a piacere) e mettile a bollire per far perdere loro un pò di grasso e tagliale a rondelle. In un tegame profondo metti dell'olio e una cipolla tagliata fine. Fai soffriggere e unisci la salsiccia, facendole prendere un pò di colore. Aggiungi le lenticchie, due bicchieri abbondanti di passata di pomodoro, sale quanto vuoi e mezzo cucchiaino di pepe. Unisci il bicchiere e mezzo di liquido di cottura delle lenticchie e fai restringere per circa mezz'ora, fino a che il sugo si ritira.


7 settembre 2016

La crostata farcita vegan

settembre 07, 2016 6 Comments
vegan-vegetariano-marmellata-confettura-otto minuti-cannella- mandorle-uvetta-

Un colpo al cuore
Per la prima volta ero riuscita a trovare una combinazione di diaframma e iso soddisfacenti per la mia combattiva bridge.
Angolazioni giuste, atmosfera e una bella dose di soddisfazione personale.

Peccato che inavvertitamente io abbia cancellato tutto.
Un clic sul cestino e via, in un attimo , la cartella.
Mi sono rimaste solo pochissime prove foto.
Quelle dove inizi a prendere la mano con il cibo, l'ambiente e le luci.

In un attimo ho iniziato a parlare in dialetto assiro babilonese con una leggera inflessione bergamasca.

Nemmeno Recuva, il software che utilizzo per questi danni accidentali è riuscito a recuperarle.
Anzi, ha recuperato files e foto che nemmeno un archeologo avrebbe potuto riesumare.
Ma quelle no.

E visto che sono testarda io pubblico le foto prova.
Con relativa ricetta, scusandomi in anticipo per la qualità delle immagini.
Ma sono delle sopravvissute.
Anzi, nel caso della ricetta in questione è LA sopravvissuta.
Mi è rimasta solo lei

La ricetta di oggi, che fa parte della raccolta "Back to the school, colazioni sane ed economiche" è una rielaborazione della frolla vegana di Marco Bianchi.

Stavolta la suddetta frolla l'ho resa un morbido involucro che racchiude una composta buona e genuina, quella che si ottiene con la ricetta della marmellata in otto minuti.

Preparatela la sera precedente.
Impastate la frolla che vuole un'ora di riposo in frigorifero.
Nel frattempo cuocete la composta .
Cuocete in forno caldo e lasciate riposare tutta la notte.
La mattina dopo avrete una meravigliosa sorpresa: un impasto umido, pieno di sapore, morbido al punto giusto.

Le dosi che vi propongo sono per una piccola frolla ripiena (il mio stampo è da 18 cm).
Raddoppiate le dosi se intendete farla più grande.


CROSTATA FARCITA VEGAN

per la frolla:

250 grammi di farina integrale
80 grammi di zucchero di canna
60 ml acqua fredda
60 ml olio di girasole
1 cucchiaino abbondante di ,lievito per dolci
scorza di limone grattugiata

composta di frutta:

3 pere
3 mele
50 grammi di mandorle leggermente tritate
80 grammi di zucchero
qualche goccia di limone
1 manciata di uvetta
cannella in polvere a piacere
1 cucchiaino di pangrattato

Prepara la frolla :

Sciogli l'acqua con lo zucchero.
Unisci la scorza del limone e la farina setacciata con il lievio.
Impasta velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Copri con la pellicola alimentare e fai riposare in frigorifero per un'ora.

Prepara la composta :

Metti a bagno in acqua tiepida l'uvetta .Sbuccia e taglia a dadini la frutta (il peso della frutta deve essere pari a 250 grammi). Mettila con lo zucchero e il limone in una padella antiaderente e falla cuocere a fuoco vivace. Schiaccia leggermente con la forchetta, spolvera con la cannella. Dopo otto minuti spegni e fai raffreddare

Accendi il forno a 180 gradi.
Dividi la frolla in due parti, una più grande.
Stendi quest'ultima tra due fogli di carta forno e appoggiala poi sulla teglia con i bordi della frolla che fuoriescono.
Cospargi il fondo con il pangrattato.
Unisci la composta .
Stendi il secondo disco di frolla e appoggialo sopra la composta stessa
Ripiega i bordi, sigilla bene e cuoci per circa 30 minuti in forno caldo a 180 gradi.
Controlla sempre che sia cotta , prima di tirarla fuori
Fai riposare tutta la notte
Spolvera poi di zucchero a velo e servila a colazione



2 settembre 2016

La Pasta frolla vegan di Marco Bianchi e 25 sostituzioni alimentari che vi faranno risparmiare tempo e denaro

settembre 02, 2016 10 Comments
vegetariano-vegano-intolleranti

Oggi sovverto le regole di quattro anni di blog e vi do prima la ricetta .
Sotto la ricetta della frolla vegana troverete la lista delle sostituzioni degli ingredienti in cucina.
Tenetela sempre a portata di mano , in molte occasioni può essere utile.

La ricetta di oggi è figlia proprio del concetto della sostituzione.
Sia che siate vegani, sia che vi siate  semplicemente dimenticati di comprare uova e burro per la frolla , sia che abbiate voglia di sperimentare qualcosa di nuovo questa è la ricetta che fa per voi.
Avevo provato altre frolle senza uova, senza burro ma nessuna mi aveva convinto fino in fondo.
Finchè non ho trovato questa di Marco Bianchi e mi è piaciuta tantissimo!
La condizione per la sua riuscita è il riposo di un 'ora circa in frigorifero.
Trascorso questo tempo sbizzarritevi!
La dose che vi propongo è per una piccola crostata di 20 cm di diametro.
Raddoppiate tranquillamente la dose se volete ottenere una crostata più grande!




PASTA FROLLA VEGANA DI MARCO BIANCHI

250 grammi di farina (scegliete voi quale)
80 grammi di zucchero di canna
60 di acqua fredda
60 di olio di mais
1 cucchiaino di lievito per dolci
scorza di un limone


Sciogli lo zucchero nell'acqua
Aggiungi l'olio
Unisci il tutto alla farina e il lievito
Unisci la scorza del limone
Impasta e fai riposare per un 'ora in frigorifero
Stendi e prepara quello che ti suggerisce la fantasia
Nel mio caso ho steso la frolla ,l'ho farcita con
confettura di pesche preparata in otto minuti, ho creato le grate e cotta in forno caldo a 180 gradi per circa venti minuti.






Vi descrivo una scena.
Siete nella vostra cucina.
Grembiule, mattarello, formine e tanta buona volontà.

La ricetta appena stampata o copiata a mano con appunti che sembrano presi direttamente da un ricettario assiro-babilonese per quanto sono incomprensibili;
il foglio immacolato che da li a cinque minuti presenterà più impronte digitali lui che un'intera stazione di polizia di Law & Order.

Iniziate il conto degli ingredienti

Farina: ce l'ho
Latte: pure.
Burro, me pare de si.
Uova.
Le uova.
Dove sono le uova???

Semplice.
Non ci sono.
Perchè l'ingrediente in cucina risponde alla legge di Murphy.
Quando serve non c'è.

E allora?
Allora meglio tenere a portata di mano la lista dei sostituti.
Quelli che, come in teatro ,vengono chiamati quando l'attore principale non c'è.

Io vi propongo quello che ho raccolto nel corso degli anni.
Sarà un post sempre aperto,mano mano aggiungerò altri trucchi che sperimenterò io o che magari mi proporrete voi..

Nella lista trovate anche ingredienti per delle ricette tipicamente americane: magari molte volte avete lasciato perdere per l'impossibilità di reperire questo o l'altro ingrediente.
Pronte?

Uovo (1)
-1 cucchiaino di farina+ 1 cucchiaino di acqua mescolati
-2 cucchiai di fecola
-2 cucchiai di maizena
-2 cucchiai di purea di banane
-3 cucchiai di acqua + semi di lino tritati nel mixer
-3 cucchiai di acqua + semi di chia



 Latte vaccino
(1 bicchiere)

-1 bicchiere di acqua

-latte di soia di riso o di avena.
Questi vegetali spesso hanno un sapore forte  che può alterare il sapore della ricetta. Regolatevi allora cosi: su una  quantità di 200 ml di latte vaccino calcolate 150 di latte vegetale e 50 millilitri di  acqua naturale


Latticello(1 tazza)
-1 tazza di latte+ 1 cucchiai di aceto o limone, far riposare per 15 minuti


-1 tazza di latte+ 1\2 cucchiaino di cremor tartaro.Far riposare per circa una decina di
minuti

-stessa quantità di latte e yogurt fatta riposare per un quarto d'ora
(metodo migliore)


Maionese
( come farla in casa in 30 secondi)
1 uovo freddo
225 millilitri di olio di girasole
1 cucchiaio di succo di limone (o  aceto)
2 grammi di sale
Unite tutti gli ingredienti nell'ordine descritto e frullare con il minipimer.
Trenta secondi e avrete una maionese migliore di quella comprata

Maionese senza uova
(vegana )

100 milliltiri latte di soia freddo
130 olio di semi
2 grammi di sale
1 cucchiaino di succo di limone o aceto
Frullate con il minipimer.Trenta secondi ed è  pronta


Panna fatta in casa

100 millilitri di latte (possibilmente intero e freddo)
150 millitri di olio vegetale (mais o girasole)
sale.Unite latte e sale, iniziate a frullare con il minipimer e versate a filo l'olio e continuare a frullare per una manciata di secondi.La panna è subito pronta





Pangrattato (1 bicchiere)
-1 bicchiere di crackers sbriciolati
-1 bicchiere di cornflakes sbriciolati




Burro (100 grammi)
-80 millilitri di olio (extravergine, riso, soia, mais,girasole))


Cremor tartaro
-1 cucchiaino di aceto e succo di limone da aggiungere al lievito

Cipolle
-porro o scalogno

Zafferano
-curcuma (o viceversa)

Yogurt
(125 ml)
-130 grammi di ricotta all'incirca

Strutto
-stesso peso di olio

Burro o olio
(1 bicchiere)
-1 bicchiere di yogurt greco o yogurt molto denso

Burro o olio  (sostit. vegana)
-1\2 tazza di banana frullata

Amido di mais(1 cucchiaino)
-2 cucchiaini di farina

Salsa di soia (1\2 bicchiere)
-4 cucchiai di salsa Worcesterhire + 1 cucchiaio acqua

Dragoncello
-semi di finocchio o anice

Sciroppo di mais
(per ricette statunitensi)
-miele



Coriandolo
-prezzemolo

Cioccolato in tavoletta
(1 quadratino)
-3 cucchiaini di cacao in polvere+ a scelta, 1 cucchiaino di burro o 1 cucchiaino di acqua