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30 novembre 2017

La torta al cacao, pere e cannella e la mia letterina a Babbo Natale

novembre 30, 2017 4 Comments

Torta pere, cannella e cacao


Prima di presentarvi la ricetta della torta cacao, pere e cannella permettetemi di scrivere una letterina al caro Babbo...ho qualcosa da dirgli....

Se volessi fare bella figura, mio caro Babbo Natale, ti chiederei di far cessare le guerre nel mondo. Ma non sono né una Miss Italia in odore di elezione né la nipote illegittima di Mefistofele, per cui lo do per scontato.
Penso sia un desiderio comune, a meno che uno non si chiami Adolph e non abbia il baffetto sospetto.

Non ti chiederò nemmeno di migliorare la mia vita. Io credo nell' "Homo fader fortuna suae”. L’uomo ha nelle mani il suo destino. Le mie giornate, i miei umori e le mie scelte dipendono soltanto da me.
Anche dagli eventi, dirai tu.
Certo. 
Ma la risposta agli eventi è solo mia.

Non ti chiederò di far sparire gli idioti, i maleducati, i prepotenti.
Non ce la fa l'Onnipotente e non vedo proprio come potresti farcela tu, che qualche potere in meno ce l'hai e pure qualche acciacco in più (senza contare che accanto hai la Befana che certo non ha lo staccocoscia della Belen).

Non ti chiederò di mandare a lavorare in miniera quella conduttrice tv quando afferma di essere stanca e di aver bisogno di riposo. Molte donne vorrebbero prendere la sua stanchezza e regalarle la propria, fatta di figli da crescere con difficoltà, bollette scadute e schiene spezzate dal lavoro.

Non ti farò nemmeno presente che quest'anno avrei diritto a un bonus visto che molte cose non sono andate per il verso giusto.

No, niente di tutto questo, caro il mio Babbo.

Ho un desiderio semplicissimo.

Insegnami ad usare Photoshop per favore.
Per le foto del blog, mi dirai tu, perché in effetti non è che tu sia proprio, che so io, Helmut Newton!

Macché Babbo Natà!

Ho bisogno di Photoshop per alzarmi le chiap... ehm le terga, pomparmi le tette e spianarmi le rughe.
E visto che ci sono lo userei anche per sfinarmi le cosce, magari le braccia e visto che tanto siamo in ballo, balliamo e mi faccio anche gli occhi celesti.

Perché in questo mondo virtuale le foto sono il lasciapassare, la chiave per entrare nell'immaginario e devono esser fatte bene.

Non ti capita mai, caro il mio Babbo, di vedere una persona in foto e dire "Però!!!! Ammazza che bella! “ E poi magari la incontri e la prima cosa che ti viene in mente da chiederle è semplicemente "Quando?"
"Quando cosa?" mi dirai tu.
"Quando ha avuto l'incidente”, ti rispondo io.

Perché dalla foto che ha su Facebook o sul blog alla realtà c'è la stessa differenza che c'era tra la terra prima e dopo l'era glaciale.
Un tracollo, un cedimento strutturale degli annessi corporali.

Vedi dovrebbero inventare un Photoshop che modifichi la persona non solo in foto ma anche nella realtà.
Un ologramma ecco. Dovremmo camminare con il nostro ologramma accanto! Lo carichi prima di uscire di casa e prima di mettere piede fuori dal portone ZAC lo spari e tu ci nascondi dietro. Che invenzione che sarebbe, capperi!!
Dici che il Photoshop 'ste persone lo dovrebbero usare per ritoccarsi il cervello?

Ora che ci penso...mi sa che hai proprio ragione caro il mio Babbo!!

Dolce alla pere, cannella, cacao

Ora veniamo a questa torta.

Le ricette provate nel corso degli anni non mi hanno mai soddisfatta fino in fondo. Buone si, ma mancava sempre quel quid, quel non so che mi faceva assaggiare la prima fetta e poi dimenticare la torta.

Il quid era l'acqua.
L'ingrediente scoperto anni fa grazie al meraviglioso ciambellone di Adelaide Melles che ha permesso al mio palato di abituarsi irrimediabilmente a una morbidezza inusuale e sorprendente.

La ricetta della torta cacao, pere e cannella è quindi il frutto di varie modifiche effettuate nel tempo. Questa è la versione definitiva, una preparazione un po' sui generis che vi regala un dolce morbido e profumato.
Per intenderci...non uno di quelli che per mandarlo giù vi occorre mezzo acquedotto! Vi è mai capitato? A me sempre quando sono invitata da qualche parte..mi chiedono è buono? E io cerco di sorridere mentre elaboro un piano di fuga per quel boccone secco che più lo mastico più assume la consistenza di una Big Babol!😝

Torta al cacao, pere e cannella

3 uova
200 ml di acqua frizzante
300 g farina (00, farro, integrale)
2 pere grandi
1 pizzico di sale
1 stecca di cannella
1 cucchiaino di cannella in polvere
5 cucchiai di olio vegetale (riso, mais, girasole)
40 g di burro
40 g di cacao amaro
150 g di zucchero (anche di canna)

Ti occorre: uno stampo tondo da 22/24 cm, una planetaria, la spatola in silicone

Cottura: forno caldo statico a 180 °C per 30/35 minuti

In un tegame piccolo metti 100 ml dell'acqua prevista dalla ricetta, la stecca di cannella e il burro. Fai scaldare leggermente e quando sta per raggiungere il bollore spegni. Fai raffreddare completamente e togli la stecca di cannella. Aggiungi la restante acqua e tieni da parte.

Setaccia la farina con il lievito, la cannella in polvere e il cacao.

Sbuccia e taglia a fettine non troppo sottili le pere. Mettile in un piatto, spruzzale con un po' di succo di limone per non farle annerire.

Nella planetaria monta le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungi a filo l'acqua aromatizzata alla cannella, i 5 cucchiai d'olio, la presa di sale.

E' il momento della farina setacciata. Falla scendere lentamente e mescola con la spatola di silicone fino a sciogliere tutti i grumi.

Imburra e infarina lo stampo (oppure foderalo con la carta forno). Versa metà del composto e aggiungi le fettine di pera che avrai leggermente infarinato (per non farle colare a picco nell'impasto!!).

Copri con il composto restante e cuoci nel forno caldo per circa 30/35 minuti. prima di tirare fuori la tua torta dal forno, ricorda sempre di verificare il grado di cottura con uno stecchino. Infilalo con delicatezza al centro. E' uscito pulito? Bene, il dolce è pronto!

A questo punto fai raffreddare e decora con lo zucchero a velo.




Piccole astuzie Se adori il gusto della cannella puoi regalare una marcia in più al tuo dolce decorandolo con un mix fatto di zucchero a velo e cannella in polvere. Ti piace la decorazione del mio dolce? Prendi un centrino della nonna, di quelli realizzati all'uncinetto. Appoggialo sulla superficie della torta e fai scendere il tuo zucchero a velo. Togli con delicatezza e ammira il risultato!

27 novembre 2017

Eplekake, la torta di mele norvegese

novembre 27, 2017 4 Comments
eplekake torta di mele


Quando mi capita tra le mani una nuova ricetta della torta di mele mi viene sempre in mente una frase che ho sentito in uno dei film che più ho amato e apprezzato negli anni, Mediterraneo di Gabriele Salvatores.

La frase è Ammazza ammazza so' tutti 'na razza.
Siamo tutti una razza.
Non importa se sulla carta d'identità c'è scritto Rossi, Smith o Muller.
Qui, sotto questo cielo così nuvoloso, siamo uguali, seppur diversi.

Il problema è che, per trovare la matrix comune, bisogna scendere nelle viscere, andare sotto la pelle, oltre il suo colore e arrivare dritti al cuore.

Oppure bisogna andare dritti al palato.
La cucina, se ha un merito, è quello di servire pane e tolleranza. La tavola unisce e non separa.

Prendete la torta di mele, come vi dicevo all'inizio.
Se c'è una cosa che mi piace di questo evergreen è la sua democraticità.
Sta bene ovunque e con chiunque senza preoccuparsi di latitudini o idiomi diversi.

Questa è la Eplekake, la torta di mele norvegese.
Non importa se loro di diverso hanno la lingua, l'aurora boreale, il sole di mezzanotte, il freddo glaciale e i fiordi. Amano le torte di mele, proprio come noi!

E' una ricetta semplice dove la dolcezza del pan di Spagna si sposa con lo strato superiore croccante e goloso che sa di mandorle, di cannella e di piccoli fiocchetti di burro. Sa di camino e di maglioni pesanti, quelli di lana con le trecce grosse! Sa di casa e di paesi lontani, di vetri appannati e di manine golose.

Provatela come ho fatto io in questa giornata un po' storta, dove il freddo esterno mi solleticava i sensi e a volte infreddoliva i pensieri. E' perfetta con una tazza di the caldo speziato e con il calore della propria casa.

La torta di mele è un po' il totem della felicità e se lo dicono i Norvegesi credeteci! Secondo il World Happiness Report 2017 il loro paese è il più felice al mondo perché i suoi abitanti vivono secondo i principi della generosità, della libertà, del benessere e dell'onestà.

Niente male vero?

Vi lascio con una frase di Mediterraneo, una di quelle che ho segnato in un piccolo quadernino, ormai lacero, che mi accompagna da sempre.

Buon inizio settimana!


Mediterraneo Una vita è troppo poco. Una vita sola non mi basta. Se conti bene non sono neanche tanti giorni. Troppe cose da fare, troppe idee. Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? ...perché penso che è passato un altro giorno. Dopo mi commuovo, perché penso che sono solo. Un puntino nell'universo. I tramonti mi piacerebbe vederli con mia madre, e con una donna che amo, magari.


Eplecake

3 uova
150 g di zucchero
130 ml di latte
130 g burro morbido
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
300 g di farina
3 mele belle grosse 

per la superficie della torta

80 g mandorle a lamelle
3 cucchiaini di zucchero di canna
1 cucchiaio abbondante di cannella in polvere
fiocchetti di burro

Prendi uno stampo da 22/24 cm, rivestilo di carta forno.
Sbuccia le mele e tagliale a fettine non troppo spesse e mettile da parte spruzzandole con qualche goccia di limone per non farle annerire.
Accendi il forno (statico) a 180°.

Sbatti lo zucchero con il burro fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungi, una alla volte, le uova e mescola con cura. Aggiungi il pizzico di sale e la farina setacciata con il lievito, alternandola con il latte.

Versa il composto nello stampo, metti le fettine di mela e decora la superficie con le mandorle, lo zucchero di canna, la cannella e il burro.

Fai cuocere per circa 30 minuti a 180 °C.

Prima di tirare fuori la tua torta controlla sempre il grado di cottura. La prova stecchino non mente. Infilane uno sulla superficie. Se esce pulito, la torta è pronta!

2 novembre 2017

La torta di mele affondate

novembre 02, 2017 4 Comments
torta mele panna da cucina




Lo sapevi che.... Ricche di fibre e vitamine, le mele sono degli alleati formidabili per la nostra salute. Abbassano il colesterolo, aiutano a dimagrire, stimolano il sistema immunitario, rallentano l'invecchiamento cutaneo e combattono la ritenzione idrica.

Ti prego, lasciamelo dire almeno una volta dai....

Una mela...beh una mela al giorno leva il medico di torno.
Ok, lo so fa tanto non ci sono più le mezze stagioni oppure si stava meglio quando si stava peggio.

Però in realtà è così, in barba al luogo comune. La mela è un toccasana. Prova a mangiarne una e a bere subito dopo un bel bicchiere di acqua naturale, all'incirca mezz'ora prima dei pasti.
Beh ci credi? E' l'unico sistema per far dire alla sottoscritta, nota divoratrice  di gambe di tavoli in tek, alluminio e legno nostrano, "scusa ma sono piena".

E poi niente, fai anche tanta plin plin che se permetti ha il suo perché prima di una serata importante dove quelle maledette scarpe col tacco 12 me devono entrà a tutti i costi. Mangio una mela e i piedi non sembrano due salsicce avvolte dal budello alias décolleté nere.

Ma poi la mela vuoi mettere?
Dici mela e ti compare subito Eva che ammicca maliziosa ad Adamo.
Aridici mela e ti compare il baldo Paride che la dona ad Afrodite oppure Guglielmo Tell che, sfiga delle sfighe, deve colpire il frutto posizionato niente di meno che sulla testa del proprio figliolo.

La mela è anche subdola. Sta lì sulla dispensa che ti guarda rubiconda e rassicurante mentre invece in realtà nasconde una doppia anima.

Non ci credi? 
Un pomeriggio di qualche tempo fa una delle mie figlie doveva fare una ricerca sulla famosa vicenda biblica della mela ed Eva.

Prova a digitare su Google la mela di Eva .

Ti esce nell'ordine:

- Un'agenzia di escort
- Un sito che vende oggetti non specificati per una sessualità serena e giocosa
- Prodotti per la bellezza intima ?????? 😕

Io dovevo solo aiutare mia figlia a fare una ricerca biblica!

E sai perché è anche subdola e traditrice la cara mela?
Perché in inverno  mica te la puoi mangiare così, fredda, triste, sola.

Dici mela a novembre e immagini:
strudel
torte
crostate
muffins
e pure caramelle, crepi l'avarizia!

Tutto questo tradotto in termini spicci per noi donnine ha un solo significato:

Wellcome cellulite e maniglie dell'amore, anche quest'anno non possiamo fare a meno di voi.

Il web è pieno di torte di mele, fatte in tutti i modi e anche in questo blog ne trovate a bizzeffe. Però, e dico però, a me mancava quella di Paoletta, pubblicata nel lontano, sigh, 2008.

Ora la sua torta di mele è diversa perché utilizza la panna da cucina. Non storcere il naso perché tanto lo so che ce l'hai nascosta in dispensa dietro la busta di fagioli secchi e il sale rosa dell'Himalaya.

Ce l'abbiamo tutti anche se tutti diciamo Giammai, 'sta schifezza.

Io la compro a mesi alterni, immancabilmente me la dimentico (proprio perché nascosta bene dietro i fiocchi d'avena) e scade.

Mi ha incuriosito l'idea di utilizzarla in una torta.
Il risultato è eccezionale.

Due modifiche: ho tolto l'olio per tranquillizzare il mio colesterolo e messo la cannella perché la mela senza cannella è come Rocco Siffredi senza...ohm..😇



Torta di mele affondate

200 g farina 00
150 g zucchero
2 uova
1 confezione di panna da cucina UHT
1 cucchiaino raso di cannella
3 mele golden
1\2 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
succo di 1\2 limone

Hai bisogno di: uno stampo tondo di 20 massimo 22 cm di diametro, planetaria , mixer o olio di gomito, spatola in silicone.

Cottura: 180° C per circa 30 minuti

Taglia a fette spesse le mele e spruzzale con il succo del limone per non farle annerire.
Mettile da parte.
Setaccia la farina con il lievito.
Monta per circa 5 minuti le uova con lo zucchero, aggiungi mezza confezione di panna e la cannella.
Unisci la farina e mescola con la spatola in silicone per togliere eventuali grumi.
Aggiungi quello che rimane della confezione di panna.
Mescola con cura e versa l'impasto nella tortiera che avrai imburrato e infarinato.
Disponi le fette di mela a raggiera.
Cospargi con zucchero semolato, qualche fiocchetto di burro e un po' di cannella.
fai cuocere per circa 30 minuti ma ricorda sempre che ogni forno è diverso. Controlla sempre la tua torta prima di tirarla fuori dal forno.
Fai raffreddare prendi il tuo libro preferito e fatti conquistare da una torta di mele soffice e profumata.


Sapevi che... -Le varietà di mele sono più di 7000. Vuoi provarle tutte? Mettiti comodo, è stato stimato che per farlo occorrono ben 20 anni!

16 ottobre 2017

La Torta Tati ovvero quando Montersino ci mette lo zampino!

ottobre 16, 2017 1 Comments



La Torta Tati nasce per festeggiare un compleanno in ritardo o forse per festeggiarlo come si deve, visto che non ha funzionato il detto "buona la prima". La vita a volte prende pieghe inaspettate, impolvera un po' i pensieri e le spalle. E tu ne devi prendere atto e seguire l'onda per rimanere a galla.

Dopo quindici giorni abbiamo riprovato a festeggiarlo come si deve e stavolta è andata...con nostra enorme soddisfazione :-)

Il problema era la torta. Chi vi scrive non è amante del cake design.
E' che sono un po' antiquata inside 😊
Immaginare una torta per il compleanno per me vuol dire affogare in una nuvola di panna montata e soffici pan di Spagna. Il cake design lo guardo, lo ammiro, invidio cotanta arte ma poi beh...non lo mangio e mi sembra anche un peccato andare a distruggere quelle opere d'arte!

La Torta Tati nasce dall'incontro tra il pan di Spagna che mi accompagna da anni, trovato tanto tempo fa Qui, e la crema chantilly allo zabaione di Montersino (trovata qui) e si sa...quando Luca ci mette le mani il risultato è garantito!

Realizzarla è semplicissimo, veramente a prova di dummies e il risultato è a parer mio spettacolare. Equilibrata, dolce al punto giusto con quella punta di alcool che stuzzica un po'!

Chi è Tati? Martina, mia figlia, la più grande, una splendida sedicenne che, insieme a sua sorella, illumina la mia strada come una stella polare...per non farmi trascinare giù dalle mille brutture della vita.





Torta Tati

Ingredienti:

per la base:

3 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
75 gr farina 00
50 gr amido di mais
50 gr burro sciolto
qualche goccia di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale


per la crema chantilly allo zabaione:

175 grammi zucchero
125 grammi di tuorli
32 grammi amido di mais
200 ml di Marsala
50 ml vino bianco
panna pari peso della crema

per la bagna:

250 gr zucchero semolato
110 ml acqua


Prepara la base (puoi farlo anche il giorno prima)


Separa i tuorli e gli albumi. Monta i rossi d'uovo con 3 cucchiai di acqua bollente. Aggiungi il sale, lo zucchero e la vaniglia. Monta per circa 5 minuti, dovrai ottenere una massa gonfia e spumosa. Unisci il burro, la farina setacciata con il lievito e mescola con cura. Alla fine incorpora gli albumi montati a neve.
Metti il composto in una teglia imburrata e infarinata di 20 cm di diametro. Cuoci a 180°C per circa mezz'ora. Fai raffreddare e avvolgi in un canovaccio pulito.


Prepara la bagna:

In un pentolino d'acciaio mescola lo zucchero con l'acqua. SE vuoi puoi aggiungere qualche goccia di vaniglia o di Marsala. Porta a ebollizione, abbassa la fiamma e fai sobbollire per circa dieci minuti. Se vedi lo sciroppo troppo liquido tranquilla, tenderà ad addensarsi una volta freddo. Spegni e fai raffreddare.


Prepara la crema:

Fai bollire il Marsala con il vino  bianco. A parte monta i tuorli con lo zucchero. Quando avrai ottenuto una massa gonfia e spumosa, aggiungi l'amido, mescola e unisci tutto al vino in ebollizione. Mescola con cura e fai addensare, ci vorranno pochi minuti. Se la crema dovesse impazzire, niente paura! Prendi il frullatore a immersione e azionalo per cinque secondi, il composto tornerà bello liscio! Fai raffreddare con cura prima a temperatura ambiente poi nel frigorifero. Pesa la crema e prepara lo stesso quantitativo di panna da montare. Prendi la planetaria e unisci nel contenitore la crema allo zabaione e la panna. Aziona la frusta per pochi minuti e magicamente vedrai comporsi davanti ai tuoi occhi una crema soffice e vellutata. 


Componi la tua torta Tati:

Taglia la base in due parti. Spennella con la bagna la base inferiore. Spalma con la crema e se ti piacciono impreziosisci il ripieno con gocce di cioccolato fondente. Inumidisci con lo sciroppo anche la base superiore e copri con questa la crema. A questo punto puoi scegliere di decorare la torta con semplice zucchero a velo oppure panna montata come ho fatto io.

Metti in frigo e fai riposare per almeno una notte!


25 settembre 2017

Pane alla ricotta e cannella

settembre 25, 2017 5 Comments

pane di ricotta,colazione


Ho una mia personale playlist che mi accompagna quando decido di cucinare qualcosa di diverso. Sabato ad esempio, ho impastato questo delizioso e fragrante pane alla ricotta in compagnia dei Rolling Stones. In un improbabile duetto con Mick Jagger, cantavo a squarciagola Angie per poi passare a Satisfaction senza dimenticare un bel falsetto per Shine a Light. Impastavo il pane e mi perdevo nelle note rock, rendendo l’atto del cucinare quanto mai catartico e rilassante. Vi è mai successo? Il bello è che prima di lavorare non ci facevo nemmeno caso. Entravo in cucina, accendevo la radio e via. Ora, che di tempo ne ho poco, mi capita di voler rendere speciale ogni piccolo istante della mia vita. Perché cucinare è una piccola emozione che spesso è travolta dalla quotidianità. Il pane con la ricotta è figlio di questi pensieri in libertà. Certo, c’è stata una volta che avevo messo su i mitici Nirvana e mi è impazzita la maionese (giuro, non sto scherzando!!). E’ che magari mi faccio prendere la mano ma non è il caso di questo pane giuro!! Provate a mettere la vostra musica preferita in sottofondo se ancora non lo fate e lasciatevi trasportare. Vedrete che risultati ^_^ Il mio ultimo arrosto è venuto una meraviglia, merito dei miei amati Muse. Cucinare diventa più salutare di una seduta di psicanalisi! La ricetta del pane in questione l’ho tirata fuori da un giornale di cucina. Non vi dirò nemmeno sotto tortura quale perché era totalmente sbagliata. Troppi liquidi, poca farina, poca cannella. Un disastro. Vorrei dirvi che grazie al mio occhio esperto me ne sono accorta subito e sono intervenuta…macché. L’ho fatta e l’ho buttata. In mano avevo un impasto a metà strada tra il pongo e lo skifidol altro che ricetta di pane con la ricotta e cannella (questo il suo nome per intero). Beh, testarda, l’ho rifatta un sabato sera alle undici di sera mentre aspettavo il ritorno della grande. Sarà stato merito dei Rolling Stones, del fato, degli dei o semplicemente una botta di chiuppolo che ogni tanto non guasta….
Questo è il risultato. Un morbido pane di ricotta ideale per la prima colazione, da mangiare così oppure con il miele o la marmellata. Va beh, pure con la crema di nocciole dai.




Pane alla ricotta e cannella


500 grammi di farina
250 grammi di ricotta
1 bustina di lievito di birra
70 grammi di zucchero
10 grammi di sale
1 cucchiaio di cannella in polvere
50 ml di olio vegetale (mais o girasole)
200 ml acqua tiepida

Prendi 200 grammi di farina e impastali con il lievito e 100 ml di acqua tiepida. Quando hai ottenuto un panetto omogeneo, mettilo in un luogo coperto e fallo riposare per circa 45 minuti. 

Setaccia la ricotta ( o lavorala con una forchetta) in una ciotola. Aggiungi l'impasto lievitato e lavora con cura i due composti per amalgamarli. Sciogli il sale nella restante acqua. Unisci all'impasto la cannella, l'olio, l'acqua e lo zucchero e la restante farina (300 grammi). Lavora con la planetaria o a mano fino a ottenere un panetto non appiccicoso. Fai lievitare per circa due ore.


Metti il tuo impasto lievitato in uno stampo da plumcake dopo averlo lavorato brevemente.
Accendi il forno a 180°.
Fai lievitare di nuovo per trenta minuti e cuoci per circa 35 minuti.
Verifica il grado di cottura.
Fai raffreddare e spolvera con zucchero a velo.
Se lo prepari per il giorno dopo, conservalo, una volta freddo, avvolto in un telo pulito.

20 settembre 2017

Aargauer Rüeblitorte, la torta di carote più buona che c'è!

settembre 20, 2017 3 Comments

carote, torte colazione


C'era una volta il paese delle carote.
Carote a colazione, carote a pranzo, carote a cena.
In tegame, al forno, spalmate sul pane, frullate e fritte.


Carote ovunque.
Sul viso per spianare le rughe, sui mobili per spianare le crepe, sull'asfalto per spianare la suocera.

Carota era la prima parola ad uscire dalle tenere boccucce dei bambini, "prometti tu di cucinare le carote a tuo marito nella salute e nella malattia" la frase che il prete sull'altare rivolgeva a baldanzose e alquanto rubiconde spose.
Tutte rigorosamente con i capelli alla...Pel di carota ovviamente.

Ma gira che ti rigira sempre cocuzza è, dice una mia amica pugliese.
E gira che ti rigira sempre carota è.

L'ingegno femminile del paese delle carote si mise in movimento e inventa oggi e butta domani, nacque la sublime Torta alle carote, la Rüeblitorte.

Ok smetto di fare la cretina e divento una foodblogger seria.



L'Aargauer Rüeblitorte nasce nel cantone di Aargau, in Svizzera, non a caso chiamato il paese delle carote. Se ne producono così tante da soddisfare l'intero fabbisogno delle nazione. La carota, nella confederazione elvetica, è l'ortaggio più consumato dopo il pomodoro.

La Torta alle carote nasce nel 1892 e diventa ben presto uno dei dolci più popolari tra i bambini. Non c'è festa senza Rüeblitorte. I piccoli l'adorano per la sua consistenza umida, per il delicato sapore alla nocciola e il profumo di cannella e spezie che fa tanto Babbo Natale, neve, luci e ricchi cotillons.

La Aargauer Rüeblitorte è perfetta per gli intolleranti al glutine.
E pure al lattosio.
La quantità di farina è minima e si può sostituire con farina di riso o farina di grano saraceno.
Cosa dirvi... provatela.

La superficie potete decorarla con una golosa glassa bianca e piccole carotine di zucchero o semplicemente con una spolverata di zucchero a velo.

Un piccolo consiglio però: dovete grattugiare 300 grammi di carote.
Se non siete dotate di robot multifunzione o marito volenteroso come la sottoscritta, andate al supermercato e comprate quelle deliziose confezioni con le carote già grattugiate.

Sono una donna, non sono una foodblogger seria ^_^



Aargauer Rüeblitorte

300 grammi di carote crude
4 uova
200 grammi di nocciole o mandorle tritate
70 grammi di farina di riso, grano saraceno o 00
150 grammi di zucchero
1 cucchiaino abbondante di cannella
succo e scorza di un limone
1 cucchiaino abbondante di lievito
1 pizzico di sale

Prepara uno stampo da 24 cm e foderalo con carta forno.
Accendi il forno a 180°.
Grattugia la scorza del limone e spremi il succo.
Separa i tuorli dagli albumi e monta a neve quest'ultimi.
Grattugia le carote.

Nel mixer elettrico monta i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungi scorza e succo del limone, le carote, le nocciole (o le mandorle), la cannella, la farina, il sale e il lievito. Mescola con cura.

Unisci con delicatezza al composto gli albumi montati a neve.
Versa nello stampo e cuoci per circa 40 minuti.
Verifica il grado di cottura prima di tirarla fuori dal forno.

Fai raffreddare e decora con semplice zucchero a velo o glassa bianca.






14 settembre 2017

Torta rustica di grano saraceno... e l'outing della sglutinata

settembre 14, 2017 2 Comments

torta, colazione, grano saraceno, confettura

Oggi ho deciso di fare...ehm..come dicono quelli bravi...outfit...no.....outing...ecco!

Confesso.
Confesso di aver odiato con tutta me stessa la farina di grano saraceno.
Confesso di aver pregato presso il dio dei lievitati l'implosione di qualsiasi torta, pane, snack , grissino o biscotto a base di grano saraceno.
Confesso di aver progettato con la cura della banda Bassotti la mia evasione dalle cene in cui il piatto forte aveva come protagonista sta benedetta farina.

Confesso anche di non aver colpa però.
La prima volta che io e "Mamma li turchi" (così la chiamavo) ci siamo incontrate diciamo che lei, beh, non si è curata di presentarsi nella maniera migliore.
Una torta appoggiata su un pezzo di Scottex, il coltello rosso che sfido chiunque a non averlo mai avuto nel cassetto delle posate salvo poi negare la sua esistenza anche al KGB..


"Mò, assaggia, senti che delizia sta torta è proprio bona ed è pure sglutinata."

Ok, sglutinata.
Va beh, fa niente.
Assaggiamola.
Mi sono ritrovata a masticare un boccone fatto di segatura di legno, due o tre pezzi di trucioli e qualche Big Babol stantia. 
Per mandarla giù ho bevuto tre bicchieri di acqua e uno di Mister Muscolo.
Alla fine ce l'ho fatta.
Ma ho deciso che io e Mamma li Turchi non eravamo compatibili, come quelle coppie dove lei ama lui, ma lui ama l'altra, o lui ama lui, o lei ama loro.
Questione di tempi, indirizzi e treni sbagliati.

Però la vita è beffarda.
Dopo dieci anni la sglutinata sono io.
E ho capito che a volte non è l'ingrediente ma la mano a fare la differenza.
O la sorte che mette sul tuo cammino la ricetta perfetta.

Stavolta la confluenza dei fattori è stata ineccepibile.
La mia recente intolleranza al glutine, un pacco di farina di grano saraceno comprata dal marito e la ricetta su un giornale preso al supermercato.

Ho deciso di darle una chance e stavolta Mamma li Turchi mi ha ripagata con una torta buona, soffice, umida.
Senza segatura, senza Big Babol.

Provatela anche se non siete sglutinati come la sottoscritta.
Ne vale la pena!

Con le dosi proposte viene una tortina di circa 20 centimetri di diametro.



Torta al grano saraceno

(da Fiorfiore coop)

150 grammi burro
150 grammi di farina di grano saraceno
2 cucchiai di farina 00 (io farina di riso)
1\2 bustina di lievito per dolci
3 uova
150 grammi di zucchero

farcitura: confettura di mirtilli o frutti di bosco

Accendi il forno a 180°.
Fodera lo stampo prescelto con la carta forno.
Separa i tuorli dagli albumi, monta questi ultimi a neve e mettili da parte.

Lavora il burro morbido con lo zucchero.
Aggiungi i tuorli e mescola fino a ottenere una crema omogenea.

Setaccia le due farine con il lievito.

Unisci al composto e mescola con una spatola in silicone, cercando di eliminare tutti i grumi.

Aggiungi gli albumi. Mescola con delicatezza dall'alto in basso.

Versa l'impasto nello stampo e cuoci a 180 ° per circa 30 minuti.

Verifica il grado di cottura, ogni forno è diverso!

Sforna la tua torta, falla raffreddare e dividila a metà.
Spalma la superficie inferiore con la confettura, ricomponi e decora con lo zucchero a velo!


7 marzo 2017

La Torta della Nonna per intolleranti al lattosio e spiegatemi il perché...

marzo 07, 2017 16 Comments



senza lattosio




Le forbici giganti mi inseguono.
Io cerco di scappare ma loro sono più veloci. 
Corro corro ma inciampo, inciampo e cado. Come nella miglior tradizione cinematografica.
Mi raggiungono e ........

Ecco, questo è uno dei miei incubi. La forbice che mi insegue. E sapete perché? Perché ormai sono traumatizzata dal nemico pubblico numero uno delle donne: la Parrucchiera, o hair stylist giusto per darmi un tono e fare la chic.

E mica ho torto.
Perché io, gaia e baldanzosa, entro in questo modo:


(ve lo ricordate il cugino It della famiglia Addams?)

Faccio presente alla serial killer di parrucchini...Mi raccomando, solo una spuntatina, please. 
Due,tre centimetri non di più. 
Ed esco così:


Io e lo zio Fester Addams due gocce d'acqua.

E allora ditemi :

1) Perché? Perché queste care ragazze sono nemiche della spuntatina?

2) Faccio bene ad avere gli incubi?

Santa patata, in quarantacinque anni di onorata carriera di capellona ricciona non ho mai incontrato una, ma dico una parrucchiera che mi abbia assecondato sulla spuntatina. Quando vedono la mia massa ipertricotica vengono prese da un raptus che nemmeno un derviscio rotante sarebbe all'altezza!!

Ora, detto questo, passiamo alla nostra cara torta della nonna.

Se, come me, avete oltrepassato la quarantina, ricorderete bene che la torta della nonna era tra le protagoniste del carrello di dolci al ristorante. Golosa e rassicurante come il toupet di Nonna Papera.

Oggi ve la propongo nella versione senza lattosio, adatta a chi, come me, ogni tanto (o sempre) deve affrontare una dieta per le intolleranze.

La frolla è sempre lei, la MITICA FROLLA ALL'OLIO.
E la crema pasticcera è realizzata con il latte vegetale.
Pronte?


TORTA DELLA NONNA per intolleranti

per la frolla:

400 g farina
180 g zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci
scorza grattugiata di un limone
2 uova
1 pizzico di sale
100/120 ml olio vegetale

per la crema:

2 uova
400 ml latte vegetale (soia, riso o avena)
130 g zucchero
vaniglia (vanillina o, meglio, essenza di vaniglia)
30 g farina

per la superficie:

50 g pinoli

Prepara la crema

Fai scaldare il latte. In un contenitore sbatti le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo e gonfio. Aggiungi la farina, il pizzico di sale e il latte caldo. Metti sul fuoco e porta a bollore, mescolando spesso. Una volta raggiunta la corretta densità, spegni e fai raffreddare.

Prepara la frolla:

nella planetaria o sul tavolo infarinato metti la farina a fontana, pratica un buco al centro e unisci mano mano tutti gli ingredienti. Se il composto fatica ad agglomerarsi, niente paura! Unisci poche gocce d'acqua alla volta per aiutarti.

Prepara la torta:

accendi il forno statico a 180 °C.
Prendi uno stampo da 22 cm.
Dividi il tuo panetto in due.
Prendi un foglio di carta forno e stendi la prima metà dell'impasto. Rivesti il fondo della tortiera.
Riempi con la crema.
Stendi il secondo panetto di frolla e copri la superficie della torta. Ricopri con i pinoli e fai cuocere per circa 30 minuti. Prima di tirarla fuori, controlla che sia ben cotta.
Fai raffreddare e decora con lo zucchero a velo.

n.b: preparala la sera prima per gustarla il giorno dopo. Il riposo ne migliora il sapore!

10 gennaio 2017

Torta di mele irlandese ovvero la torta che si fa senza sporcare nulla (o poco più)

gennaio 10, 2017 5 Comments

mele-cannella-vaniglia-apple pie



Le torte di mele non mi stancano mai.
Sono il mio angolo privato fatto di sogni e piccole malinconie, di dolcezze promesse e mantenute. Adoro ogni consistenza e abbinamento, soprattutto con la cannella.

Questa è l'apple pie tipica irlandese. Una promessa di delicate consistenze che vi conquisterà immediatamente.
Ma la cosa bella, mie care chef o cuoche improvvisate, è che ci vuole una spatola e un contenitore, massimo due per realizzarla. Abbandonate l'idea di cucine invase dalla farina e da miriadi di posate, fruste e ciotole.

Non avete scuse, dovete prepararla!
(ricetta letta e modificata da Formine e Mattarello)



TORTA DI MELE IRLANDESE

360 grammi farina
150 grammi burro freddo a tocchetti
150 gr zucchero
2 uova
160 ml latte
2 cucchiaini di lievito
1 cucchiaino pieno di cannella (potete anche aumentare la dose)
qualche goccia di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale
4 mele grandi
2 cucchiai di zucchero

Accendi il forno a 180°.
Fodera uno stampo con carta forno (diametro 24 cm).
Sbuccia le mele e tagliale a pezzetti.
Prendi una ciotola capiente e versa dentro la farina, la cannella, il lievito e la vaniglia.
Prendi il burro, mettilo nel mix di farina e inizia a lavorare con le mani fino ad ottenere un composto sbriciolato. Unisci lo zucchero, le mele, il latte, le uova sbattute e il sale.
Versa tutto nella tortiera, spolvera con i due cucchiai di zucchero semolato la superficie e metti in forno. Cuoci per venti minuti a 180°, abbassa la temperatura a 170° e continua la cottura per altri dieci minuti.
Prima di tirare fuori dal forno la tua torta, verifica la cottura con uno stecchino. Se esce pulito...è pronta!



E mentre gustiamo una fetta di torta parliamo di....


Qual'è la forma dell'amicizia?
Secondo me questa:
L'amicizia è un insieme come questi qui sopra.
Prendetene uno a caso. Quello con gli animali ad esempio. La radice è comune ed eguale per tutti i componenti, ma sono i componenti stessi dell'insieme ad essere diversi.
Così come le varie sfumature dell'amicizia stessa.
Ci sono quelle amiche con le quali sei una cosa sola, un solo respiro, una sola anima. Quelle amiche che si accorgono del tuo stato d'animo semplicemente con un'occhiata. Quelle amiche che sanno quello che tu vuoi prima ancora di te. L'affetto che provano nei tuoi confronti le pone sempre un passo davanti a te. Pronte a sostenerti, a spronarti o anche a pigliarti a testate se necessario. Avete presente il detto: "Chi trova un amico trova un tesoro?"

Poi ci sono quelle con le quali non ti senti da un secolo. Non vi chiamate, non vi vedete. Ma questo risulta essere un particolare trascurabile. Alla prima difficoltà ci siete l'una per l'altra. Oppure al primo incontro riprendete tutto dal punto in cui vi siete lasciate. Senza rancore. Perché questa è la forma della vostra amicizia.

E poi ci sono quelle dal potenziale inespresso. Riuscite a cogliere una grande affinità d'animo, d'intenti. Volete un gran bene a quella persona, magari per alcuni periodi riuscite anche a far funzionare la cosa.....ma poi alla fine vi accorgete che nonostante tutto manca sempre qualcosa. Voi non ci siete e lei non c'è. Vi girate indietro e vi rendete conto che in tutti i momenti importanti della vostra vita lei non c'è stata e nemmeno voi per lei. Ma non per cattiveria, ma perché i binari sono paralleli e proprio per loro natura non si incontreranno mai. Non ci sono recriminazioni ma una sorta di "celeste nostalgia" per qualcosa che poteva essere e non sarà mai perché alla fine gettate la spugna.

Complicato parlare di amicizia, incastonarla in assiomi e teoremi. Non si può. Soprattutto quella femminile. Le sfumature sono enormi, le tinte sono fosche, brillanti, tenui, neutre. Proprio come l'animo femminile.


5 gennaio 2017

La torta al limone di Mrs Pettigrew

gennaio 05, 2017 4 Comments
Mrs Pettigrew-Lemon Cake-limone



Mi sono sempre chiesta perché la torta di Mrs Pettigrew sia speciale.
E me lo chiedo ogni volta che la preparo.
E' il mio pronto intervento quando ho bisogno di genuinità, quando mi accorgo che a volte ci si muove in un mondo di sentimenti tarocchi, ma così tarocchi che a confronto la Vuitton del senegalese sotto casa sembra vera.

Perché il segreto di questa torta è proprio la schiettezza.
Non ha trucchi, non ha inganni, solo ingredienti ancestrali e classici. Eppure è buonissima e ho perso il conto delle volte che l'ho realizzata.

La Lemon Cake di Mrs Pettigrew è una delle torte più famose di questa deliziosa signora inglese che ha fatto del tè la sua vocazione e il suo lavoro. Vi dico soltanto che nelle librerie italiane gira un suo libro intitolato "Manuale del sommelier del tè"! Negli anni '80 era la proprietaria di un bellissimo locale a Clapham Common, a Londra, realizzato in art decò, dove serviva un tè fantastico e tanti bocconcini dolci e salati. Oggi è una signora pluridecorata, con tanto di medaglie avute da quella simpatica ragazza che indossa cappellini bizzarri e che risponde al nome di Queen Elizabeth!😊

Provatela, in un pomeriggio piovoso e freddo con l'immancabile tazza di tè accanto, ne vale la pena. E' semplicemente perfetta, anche se non ha effetti speciali o ingredienti particolari.

Come la maggior parte delle ricette anglosassoni, nella lista trovate la farina autolievitante. Potete sostituirla in questo modo: 160 grammi farina 00+50 grammi di fecola+1/2 bustina di lievito.

E se ti piacciono le torte al limone prova anche queste ricette:
 e per gli amici vegani un classico di questo blog:







LA TORTA AL LIMONE DI Mrs. PETTIGREW

200 grammi farina autolievitante
100 grammi burro morbido
2 uova
3 limoni
175 grammi di zucchero (io ne metto sempre 150 al massimo)
2 cucchiai colmi di zucchero a velo
90 ml latte

Accendi il forno a 180°.
Imburra e infarina uno stampo il cui diametro non deve superare i 22 cm.
Grattugia la scorza dei limoni, spremi per ottenere il succo.
Preleva circa la metà del succo ottenuto e mettilo da parte.
Sbatti il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso .
Aggiungi le uova, una per volta.
Prendi una spatola in silicone e mescola dopo aver aggiunto il succo di limone e la scorza grattugiata.
Unisci la farina (o il mix creato per sostituire la farina autolievitante), mescola per togliere gli eventuali grumi e aggiungi il latte.
Metti nello stampo e cuoci per circa 35 minuti (ovviamente controlla sempre prima di tirarla fuori dal forno).
Mentre cuoce, mescola lo zucchero a velo previsto con il limone tenuto da parte.
Togli la torta dal forno, falla raffreddare per cinque minuti e poi, aiutandoti con uno stecchino, fai tanti piccoli buchini sulla superficie. versa lo sciroppo al limone e fai raffreddare totalmente.
Se ti va, spolvera la superficie con lo zucchero a velo.