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11 dicembre 2017

Pan dolce dell'Avvento e la fuga

dicembre 11, 2017 1 Comments


Il Pan Dolce dell'Avvento è una ricetta perfetta per accompagnare il countdown natalizio. E' un pane semplice da realizzare e si mantiene fragrante per giorni, basta scaldarlo per qualche minuto in forno.

Vi do la ricetta e poi parto. La decisione l'ho presa e non torno indietro.
Prendo la valigia di cartone ed espatrio.
Me ne vado.

Ma dove?

Vado su Marte. La sonda Curiosity ha appurato la presenza di acqua, zolfo e composti organici nel pianeta? Ecco, quindi ci posso andare. L’acqua la bevo, per lo zolfo mi tappo le narici e con gli organici qualcosa ci tirerò fuori. Che dite, la temperatura è sui -140 gradi? Fa niente, ‘na sciarpetta in più ma io me ne devo andare.

Ma perché?

Perché se entro ancora dentro un supermercato in questi giorni rischio di infilare un panettone in bocca a tutti e volendo pure una bottiglia di spumante e tanti cari auguri.

Ma sta arrivando Natale o una guerra?

Mi sono trovata in mezzo a due tizie che a suon di parolacce si stavano strappando di mano l'ultimo panettone in offerta e ci stavo pure rimettendo un dente. Quindi siccome non intendo andare in giro a fare la spesa in tenuta antisommossa, me ne vado.

"Mi faccia trecento chili di prosciutto, mi raccomando ...tagliato fine"
Mizzica e quanti siete a Natale?
In quattro ma non si sa mai.
Non si sa mai??????

Ecco, questo è il quadro. E io me ne vado. Poi mandatemi una mail e fatemi sapere quando si firmerà l'armistizio tra umani e panettoni, cosi torno.
Forse 😓

Tornare a casa e mettermi un cucina in questo periodo è un'esperienza zen per la sottoscritta. Taglio, impasto, mescolo e le tensioni si sciolgono. 

La ricetta del Pan Dolce dell'Avvento prevede, tra gli altri ingredienti, uvetta, mirtilli e noci. Potete aggiungere canditi, nocciole, qualche dattero o albicocca secca. E' una ricetta base da arricchire come meglio credete.

Discorso a parte meritano le spezie. Io utilizzo una miscela per il pain d'epices, che ho trovato in un Carrefour della mia città e che conservo come une reliquia! E' il passepartout per ogni ricetta natalizia. Aprite il barattolino e lasciatevi inebriare dal profumo. Sa di Natale, ma quello vero eh? Con le renne, Babbo Natale, il Grinch e l'arzilla Befana. Se lo trovate vi consiglio di prenderlo. Costa sui tre euro ma vi dura tantissimo e potete utilizzarlo in varie ricette, anche per dare un accento diverso ai solito biscotti di frolla.

Provate ad esempio la ricetta del vero Pain d'Epices alsaziano, un classico del mio Natale e una specialità che adorerete!

Se non lo trovate o non avete voglia di trovarlo, in coda agli ingredienti vi do la lista delle spezie da utilizzare!









Pan dolce dell'Avvento

600 g farina 00
200 ml di latte e acqua (metà e metà)
100 g di burro
1 bustina di lievito di birra o 1 cubetto fresco
1 uovo
150 g di zucchero
1 cucchiaio di miele
70 g di noci
70 g di uvetta sultanina
50 g di mirtilli rossi essiccati
scorza grattugiata di un'arancia
1 cucchiaio abbondante di spezie per pain d'epices
 o un mix fatto da voi*
1 cucchiaino di essenza di vaniglia

* ingredienti per il mix di spezie:

1\2 cucchiaino raso di cannella
1\2 cucchiaino raso di noce moscata grattugiata
3 grammi di pepe nero
1 punta di chiodi di garofano in polvere
1\2 cucchiaino di zenzero in polvere
4 bacche di cardamomo
4 semi anice

Prendi la planetaria oppure. se preferisci, impasta a mano!

Scegli una bella teglia da plumcake e ungila bene con il burro e cospargila di farina.

Metti a bagno l'uvetta e i mirtilli in un bicchiere con acqua tiepida e 1 cucchiaio di rum.

In un pentolino metti latte, acqua e burro. Fai scaldare (senza fare bollire) mescolando per sciogliere il burro. Toglia dal fuoco e fai raffreddare.

Versa la farina nella planetaria, il lievito, le spezie, l'uovo, lo zucchero, le noci tritate, l'uvetta e i mirtilli che avrai provveduto a togliere dall'acqua.

Mescola brevemente. Monta il gancio a K oppure rovescia il tuo impasto su un piano da lavoro e fai un buco al centro. Versa il composto di burro, acqua e latte e inizia a incordare. Lavora per almeno 5,6 minuti. Se necessario aggiungi altra acqua.

Quando il tuo impasto sarà uniforme e compatto, mettilo a riposare per circa un'ora e mezzo in un posto tiepido.

Riprendilo, impastalo brevemente e sistemalo dentro il tuo stampo. fallo lievitare di nuovo per circa 30 minuti. Cuocilo in forno caldo a 180 °C per circa 45/50 minuti. Tieni la superficie coperta con un foglio di carta forno per almeno 30 minuti. Controlla il grado di cottura e tiralo fuori dal forno.

Fai raffreddare e conserva ben avvolto in un panno pulito.

30 novembre 2017

La torta al cacao, pere e cannella e la mia letterina a Babbo Natale

novembre 30, 2017 4 Comments

Torta pere, cannella e cacao


Prima di presentarvi la ricetta della torta cacao, pere e cannella permettetemi di scrivere una letterina al caro Babbo...ho qualcosa da dirgli....

Se volessi fare bella figura, mio caro Babbo Natale, ti chiederei di far cessare le guerre nel mondo. Ma non sono né una Miss Italia in odore di elezione né la nipote illegittima di Mefistofele, per cui lo do per scontato.
Penso sia un desiderio comune, a meno che uno non si chiami Adolph e non abbia il baffetto sospetto.

Non ti chiederò nemmeno di migliorare la mia vita. Io credo nell' "Homo fader fortuna suae”. L’uomo ha nelle mani il suo destino. Le mie giornate, i miei umori e le mie scelte dipendono soltanto da me.
Anche dagli eventi, dirai tu.
Certo. 
Ma la risposta agli eventi è solo mia.

Non ti chiederò di far sparire gli idioti, i maleducati, i prepotenti.
Non ce la fa l'Onnipotente e non vedo proprio come potresti farcela tu, che qualche potere in meno ce l'hai e pure qualche acciacco in più (senza contare che accanto hai la Befana che certo non ha lo staccocoscia della Belen).

Non ti chiederò di mandare a lavorare in miniera quella conduttrice tv quando afferma di essere stanca e di aver bisogno di riposo. Molte donne vorrebbero prendere la sua stanchezza e regalarle la propria, fatta di figli da crescere con difficoltà, bollette scadute e schiene spezzate dal lavoro.

Non ti farò nemmeno presente che quest'anno avrei diritto a un bonus visto che molte cose non sono andate per il verso giusto.

No, niente di tutto questo, caro il mio Babbo.

Ho un desiderio semplicissimo.

Insegnami ad usare Photoshop per favore.
Per le foto del blog, mi dirai tu, perché in effetti non è che tu sia proprio, che so io, Helmut Newton!

Macché Babbo Natà!

Ho bisogno di Photoshop per alzarmi le chiap... ehm le terga, pomparmi le tette e spianarmi le rughe.
E visto che ci sono lo userei anche per sfinarmi le cosce, magari le braccia e visto che tanto siamo in ballo, balliamo e mi faccio anche gli occhi celesti.

Perché in questo mondo virtuale le foto sono il lasciapassare, la chiave per entrare nell'immaginario e devono esser fatte bene.

Non ti capita mai, caro il mio Babbo, di vedere una persona in foto e dire "Però!!!! Ammazza che bella! “ E poi magari la incontri e la prima cosa che ti viene in mente da chiederle è semplicemente "Quando?"
"Quando cosa?" mi dirai tu.
"Quando ha avuto l'incidente”, ti rispondo io.

Perché dalla foto che ha su Facebook o sul blog alla realtà c'è la stessa differenza che c'era tra la terra prima e dopo l'era glaciale.
Un tracollo, un cedimento strutturale degli annessi corporali.

Vedi dovrebbero inventare un Photoshop che modifichi la persona non solo in foto ma anche nella realtà.
Un ologramma ecco. Dovremmo camminare con il nostro ologramma accanto! Lo carichi prima di uscire di casa e prima di mettere piede fuori dal portone ZAC lo spari e tu ci nascondi dietro. Che invenzione che sarebbe, capperi!!
Dici che il Photoshop 'ste persone lo dovrebbero usare per ritoccarsi il cervello?

Ora che ci penso...mi sa che hai proprio ragione caro il mio Babbo!!

Dolce alla pere, cannella, cacao

Ora veniamo a questa torta.

Le ricette provate nel corso degli anni non mi hanno mai soddisfatta fino in fondo. Buone si, ma mancava sempre quel quid, quel non so che mi faceva assaggiare la prima fetta e poi dimenticare la torta.

Il quid era l'acqua.
L'ingrediente scoperto anni fa grazie al meraviglioso ciambellone di Adelaide Melles che ha permesso al mio palato di abituarsi irrimediabilmente a una morbidezza inusuale e sorprendente.

La ricetta della torta cacao, pere e cannella è quindi il frutto di varie modifiche effettuate nel tempo. Questa è la versione definitiva, una preparazione un po' sui generis che vi regala un dolce morbido e profumato.
Per intenderci...non uno di quelli che per mandarlo giù vi occorre mezzo acquedotto! Vi è mai capitato? A me sempre quando sono invitata da qualche parte..mi chiedono è buono? E io cerco di sorridere mentre elaboro un piano di fuga per quel boccone secco che più lo mastico più assume la consistenza di una Big Babol!😝

Torta al cacao, pere e cannella

3 uova
200 ml di acqua frizzante
300 g farina (00, farro, integrale)
2 pere grandi
1 pizzico di sale
1 stecca di cannella
1 cucchiaino di cannella in polvere
5 cucchiai di olio vegetale (riso, mais, girasole)
40 g di burro
40 g di cacao amaro
150 g di zucchero (anche di canna)

Ti occorre: uno stampo tondo da 22/24 cm, una planetaria, la spatola in silicone

Cottura: forno caldo statico a 180 °C per 30/35 minuti

In un tegame piccolo metti 100 ml dell'acqua prevista dalla ricetta, la stecca di cannella e il burro. Fai scaldare leggermente e quando sta per raggiungere il bollore spegni. Fai raffreddare completamente e togli la stecca di cannella. Aggiungi la restante acqua e tieni da parte.

Setaccia la farina con il lievito, la cannella in polvere e il cacao.

Sbuccia e taglia a fettine non troppo sottili le pere. Mettile in un piatto, spruzzale con un po' di succo di limone per non farle annerire.

Nella planetaria monta le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungi a filo l'acqua aromatizzata alla cannella, i 5 cucchiai d'olio, la presa di sale.

E' il momento della farina setacciata. Falla scendere lentamente e mescola con la spatola di silicone fino a sciogliere tutti i grumi.

Imburra e infarina lo stampo (oppure foderalo con la carta forno). Versa metà del composto e aggiungi le fettine di pera che avrai leggermente infarinato (per non farle colare a picco nell'impasto!!).

Copri con il composto restante e cuoci nel forno caldo per circa 30/35 minuti. prima di tirare fuori la tua torta dal forno, ricorda sempre di verificare il grado di cottura con uno stecchino. Infilalo con delicatezza al centro. E' uscito pulito? Bene, il dolce è pronto!

A questo punto fai raffreddare e decora con lo zucchero a velo.




Piccole astuzie Se adori il gusto della cannella puoi regalare una marcia in più al tuo dolce decorandolo con un mix fatto di zucchero a velo e cannella in polvere. Ti piace la decorazione del mio dolce? Prendi un centrino della nonna, di quelli realizzati all'uncinetto. Appoggialo sulla superficie della torta e fai scendere il tuo zucchero a velo. Togli con delicatezza e ammira il risultato!

27 novembre 2017

Eplekake, la torta di mele norvegese

novembre 27, 2017 4 Comments
eplekake torta di mele


Quando mi capita tra le mani una nuova ricetta della torta di mele mi viene sempre in mente una frase che ho sentito in uno dei film che più ho amato e apprezzato negli anni, Mediterraneo di Gabriele Salvatores.

La frase è Ammazza ammazza so' tutti 'na razza.
Siamo tutti una razza.
Non importa se sulla carta d'identità c'è scritto Rossi, Smith o Muller.
Qui, sotto questo cielo così nuvoloso, siamo uguali, seppur diversi.

Il problema è che, per trovare la matrix comune, bisogna scendere nelle viscere, andare sotto la pelle, oltre il suo colore e arrivare dritti al cuore.

Oppure bisogna andare dritti al palato.
La cucina, se ha un merito, è quello di servire pane e tolleranza. La tavola unisce e non separa.

Prendete la torta di mele, come vi dicevo all'inizio.
Se c'è una cosa che mi piace di questo evergreen è la sua democraticità.
Sta bene ovunque e con chiunque senza preoccuparsi di latitudini o idiomi diversi.

Questa è la Eplekake, la torta di mele norvegese.
Non importa se loro di diverso hanno la lingua, l'aurora boreale, il sole di mezzanotte, il freddo glaciale e i fiordi. Amano le torte di mele, proprio come noi!

E' una ricetta semplice dove la dolcezza del pan di Spagna si sposa con lo strato superiore croccante e goloso che sa di mandorle, di cannella e di piccoli fiocchetti di burro. Sa di camino e di maglioni pesanti, quelli di lana con le trecce grosse! Sa di casa e di paesi lontani, di vetri appannati e di manine golose.

Provatela come ho fatto io in questa giornata un po' storta, dove il freddo esterno mi solleticava i sensi e a volte infreddoliva i pensieri. E' perfetta con una tazza di the caldo speziato e con il calore della propria casa.

La torta di mele è un po' il totem della felicità e se lo dicono i Norvegesi credeteci! Secondo il World Happiness Report 2017 il loro paese è il più felice al mondo perché i suoi abitanti vivono secondo i principi della generosità, della libertà, del benessere e dell'onestà.

Niente male vero?

Vi lascio con una frase di Mediterraneo, una di quelle che ho segnato in un piccolo quadernino, ormai lacero, che mi accompagna da sempre.

Buon inizio settimana!


Mediterraneo Una vita è troppo poco. Una vita sola non mi basta. Se conti bene non sono neanche tanti giorni. Troppe cose da fare, troppe idee. Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? ...perché penso che è passato un altro giorno. Dopo mi commuovo, perché penso che sono solo. Un puntino nell'universo. I tramonti mi piacerebbe vederli con mia madre, e con una donna che amo, magari.


Eplecake

3 uova
150 g di zucchero
130 ml di latte
130 g burro morbido
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
300 g di farina
3 mele belle grosse 

per la superficie della torta

80 g mandorle a lamelle
3 cucchiaini di zucchero di canna
1 cucchiaio abbondante di cannella in polvere
fiocchetti di burro

Prendi uno stampo da 22/24 cm, rivestilo di carta forno.
Sbuccia le mele e tagliale a fettine non troppo spesse e mettile da parte spruzzandole con qualche goccia di limone per non farle annerire.
Accendi il forno (statico) a 180°.

Sbatti lo zucchero con il burro fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungi, una alla volte, le uova e mescola con cura. Aggiungi il pizzico di sale e la farina setacciata con il lievito, alternandola con il latte.

Versa il composto nello stampo, metti le fettine di mela e decora la superficie con le mandorle, lo zucchero di canna, la cannella e il burro.

Fai cuocere per circa 30 minuti a 180 °C.

Prima di tirare fuori la tua torta controlla sempre il grado di cottura. La prova stecchino non mente. Infilane uno sulla superficie. Se esce pulito, la torta è pronta!

2 novembre 2017

La torta di mele affondate

novembre 02, 2017 4 Comments
torta mele panna da cucina




Lo sapevi che.... Ricche di fibre e vitamine, le mele sono degli alleati formidabili per la nostra salute. Abbassano il colesterolo, aiutano a dimagrire, stimolano il sistema immunitario, rallentano l'invecchiamento cutaneo e combattono la ritenzione idrica.

Ti prego, lasciamelo dire almeno una volta dai....

Una mela...beh una mela al giorno leva il medico di torno.
Ok, lo so fa tanto non ci sono più le mezze stagioni oppure si stava meglio quando si stava peggio.

Però in realtà è così, in barba al luogo comune. La mela è un toccasana. Prova a mangiarne una e a bere subito dopo un bel bicchiere di acqua naturale, all'incirca mezz'ora prima dei pasti.
Beh ci credi? E' l'unico sistema per far dire alla sottoscritta, nota divoratrice  di gambe di tavoli in tek, alluminio e legno nostrano, "scusa ma sono piena".

E poi niente, fai anche tanta plin plin che se permetti ha il suo perché prima di una serata importante dove quelle maledette scarpe col tacco 12 me devono entrà a tutti i costi. Mangio una mela e i piedi non sembrano due salsicce avvolte dal budello alias décolleté nere.

Ma poi la mela vuoi mettere?
Dici mela e ti compare subito Eva che ammicca maliziosa ad Adamo.
Aridici mela e ti compare il baldo Paride che la dona ad Afrodite oppure Guglielmo Tell che, sfiga delle sfighe, deve colpire il frutto posizionato niente di meno che sulla testa del proprio figliolo.

La mela è anche subdola. Sta lì sulla dispensa che ti guarda rubiconda e rassicurante mentre invece in realtà nasconde una doppia anima.

Non ci credi? 
Un pomeriggio di qualche tempo fa una delle mie figlie doveva fare una ricerca sulla famosa vicenda biblica della mela ed Eva.

Prova a digitare su Google la mela di Eva .

Ti esce nell'ordine:

- Un'agenzia di escort
- Un sito che vende oggetti non specificati per una sessualità serena e giocosa
- Prodotti per la bellezza intima ?????? 😕

Io dovevo solo aiutare mia figlia a fare una ricerca biblica!

E sai perché è anche subdola e traditrice la cara mela?
Perché in inverno  mica te la puoi mangiare così, fredda, triste, sola.

Dici mela a novembre e immagini:
strudel
torte
crostate
muffins
e pure caramelle, crepi l'avarizia!

Tutto questo tradotto in termini spicci per noi donnine ha un solo significato:

Wellcome cellulite e maniglie dell'amore, anche quest'anno non possiamo fare a meno di voi.

Il web è pieno di torte di mele, fatte in tutti i modi e anche in questo blog ne trovate a bizzeffe. Però, e dico però, a me mancava quella di Paoletta, pubblicata nel lontano, sigh, 2008.

Ora la sua torta di mele è diversa perché utilizza la panna da cucina. Non storcere il naso perché tanto lo so che ce l'hai nascosta in dispensa dietro la busta di fagioli secchi e il sale rosa dell'Himalaya.

Ce l'abbiamo tutti anche se tutti diciamo Giammai, 'sta schifezza.

Io la compro a mesi alterni, immancabilmente me la dimentico (proprio perché nascosta bene dietro i fiocchi d'avena) e scade.

Mi ha incuriosito l'idea di utilizzarla in una torta.
Il risultato è eccezionale.

Due modifiche: ho tolto l'olio per tranquillizzare il mio colesterolo e messo la cannella perché la mela senza cannella è come Rocco Siffredi senza...ohm..😇



Torta di mele affondate

200 g farina 00
150 g zucchero
2 uova
1 confezione di panna da cucina UHT
1 cucchiaino raso di cannella
3 mele golden
1\2 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
succo di 1\2 limone

Hai bisogno di: uno stampo tondo di 20 massimo 22 cm di diametro, planetaria , mixer o olio di gomito, spatola in silicone.

Cottura: 180° C per circa 30 minuti

Taglia a fette spesse le mele e spruzzale con il succo del limone per non farle annerire.
Mettile da parte.
Setaccia la farina con il lievito.
Monta per circa 5 minuti le uova con lo zucchero, aggiungi mezza confezione di panna e la cannella.
Unisci la farina e mescola con la spatola in silicone per togliere eventuali grumi.
Aggiungi quello che rimane della confezione di panna.
Mescola con cura e versa l'impasto nella tortiera che avrai imburrato e infarinato.
Disponi le fette di mela a raggiera.
Cospargi con zucchero semolato, qualche fiocchetto di burro e un po' di cannella.
fai cuocere per circa 30 minuti ma ricorda sempre che ogni forno è diverso. Controlla sempre la tua torta prima di tirarla fuori dal forno.
Fai raffreddare prendi il tuo libro preferito e fatti conquistare da una torta di mele soffice e profumata.


Sapevi che... -Le varietà di mele sono più di 7000. Vuoi provarle tutte? Mettiti comodo, è stato stimato che per farlo occorrono ben 20 anni!

23 ottobre 2017

Il ciambellone al cacao: le intramontabili ricette della nonna

ottobre 23, 2017 3 Comments



L'ha detto il conte di Chesterfield. Ogni cosa che merita di esser fatta, va fatta bene.

Quindi io per il furto indosserò la tutina di Eva Kant. Va beh, qualche in taglia in più della sua, stiamo a vedè er capello. Lo stivalone nero inguinale stile panterona già mi aspetta fuori dalla scarpiera. Un po’ abbioccato su se stesso, ma non importa. Una volta indossato farà egregiamente il suo dovere.

I capelli? I capelli li ho tinti. Biondo platino. Mica posso fare Eva Kant col capello da Maria Maddalena. Certo, non è che 'sto colore mi doni molto, ma per la GIUSTA CAUSA questo e altro. L’unico problema è che mi manca Diabolik accanto. Mio marito s'è rifiutato. Dopo ventuno anni di onorato servizio accanto alle mie bischerate, ha detto che stavolta passa il turno. Va beh, ma con tutta l'emancipazione femminile che c'è stata, Eva può fare a meno anche di Diabolik. O no?

Agirò stanotte, col buio e di soppiatto. Ho studiato tutta la planimetria della casa, ho fatto appostamenti travestita da turista tedesca col sandalone da frate e la cartina turistica in mano. Ho studiato orari, partenze e rientri. Stasera il colpo di scena. Niente potrà andar storto, lo so. E alla fine sarà mio!

Che cosa?

Un filmato. Molto compromettente. Non potrò concorrere né alla casa Bianca né al Quirinale e nemmeno all'elezione di Miss Bruschetta 2018 finché il filmato sarà nelle mani sbagliate....
Lo so, un momento di debolezza. Non mi ero accorta della telecamera. La carne è carne, il sangue pure e non potevo dire di no.
Il dado ormai è tratto, la frittata è fatta e io ne piango le conseguenze.
Ecco perché mi intrufolerò nella villa e ruberò il tal filmato.
Nessuno dovrà vedermi mai in quelle pose, in quelle condizioni.

Giuro che non accadrà più. Nessuno riuscirà più a filmarmi mentre ballo il Pulcino Pio con mia figlia!
Ma vi rendete conto? Per far contenta la mia carotina piccola e non mandare a raccogliere ravanelli il mago-animatore ho dovuto ballare con tanto di mosse la canzoncina del Pulcino ad una festicciola.

Io gliel'ho spiegato al caro mago che io mi animo da sola senza il suo intervento ma quello non capiva. E m'ha pure filmato l'infamone.
Ma tanto giustizia sarà fatta stanotte. 😉



Vi va un semplice ciambellone al cacao, di quelli morbidi morbidi che assaggiarli e iniziare a scaldare una tazza di latte è tutt’uno? Perché sapete, possiamo inventarci quel che ci pare.
Il ciambellone arrosto.
Il ciambellone al tè matcha.
Il ciambellone col sale rosa dell’Himalaya.
Il ciambellone saltato con la vaniglia dell’Uzbekistan.
Ma la verità è che alla fin fine sempre al ciambellone di mammà torniamo!
Enjoy it!!





Ciambellone al cacao

4 uova
250 g farina (anche integrale)
80 g farina di riso
170 g zucchero
60 g cacao amaro
1\2 cucchiaino di cannella (facoltativo)
gocce di cioccolato fondente (facoltativo)
250 ml latte
180 ml olio di semi
1 bustina di lievito per dolci

Hai bisogno di: uno stampo per ciambellone di 20 massimo 22 cm diametro, una planetaria o un mixer, spatola in silicone, due ciotole.
Temperatura forno: 180 °C
Tempo di cottura: 30/35 minuti

Questo ciambellone si prepara con la tecnica utilizzata per realizzare i muffin. Quindi prendi due ciotole. In una metti il latte, l’olio di semi, le uova e il pizzico di sale. Mescola velocemente con la spatola in silicone. Nell’altro contenitore mescola le due farine e la cannella con il lievito e il cacao. Metti gli ingredienti liquidi in questa ciotola e mescola brevemente con la planetaria il mixer.
Prepara lo stampo imburrando e cospargendo di farina la sua superficie. Unisci l’impasto e fai cuocere in forno caldo a 180 °C per almeno 30 minuti. Verifica sempre, prima di spegnere il forno, il grado di cottura con uno stuzzicadenti.


Fai raffreddare e decora con semplice zucchero a velo o, se ti piace, una ganache al cioccolato.

27 settembre 2017

I muffin al caffè e il problema delle keyword

settembre 27, 2017 8 Comments
muffin,caffè,senza burro


I muffin al caffè


Se fossi una brava web content writer a questo punto dovrei piazzare una bella keyword principale per far trovare questo benedetto post al signor Google. Il problema è che alla voce muffin al caffè esce una kw che a me fa rotolare dalle risate ovvero muffin al caffè gnam gnam.

Furba direte voi. L'hai già piazzata.
Eh già, forse è un trucco del mestiere.
O forse no.

Fatto sta che a me sto gnam gnam mi sta sulle zucchine. Come mmmhhhh, yuppie, slurp. Ma cos'è? Cosa vuol dire?
Buoni, deliziosi, profumati, morbidi oppure duri, amari, cattivi  o indigesti come il cappone della zia Assunta.
Usiamoli 'sti aggettivi!

Gnam gnam.
Ma nella realtà parliamo così?
Io no anche perché mi sentirei una cretina.
Vado a preparare la cena gnam gnam.
I tuoi pasticcini sono slurp.
Ho voglia di qualcosa mmmmmhhh (e non ditemi che una frase del genere non vi fa immaginare immediatamente le calze a rete, Rocco Siffredi e le patatine Crik e Crok, Amica, Pai e vattelappesca tutte insieme)!

Allora mio caro Google il mio post non lo avrai. 
Gnam gnam lo lascio dire a Paperino di fronte alla torta di Nonna Papera.

Io ti dico solo che i muffin al caffè delle mie amiche di Un condominio in cucina sono i migliori .
Buoni, morbidi, soffici e il bello è che non hanno manco un grammo di burro!
Avete letto bene muffin senza burro (si è una keyword principale 😀).

Due raccomandazioni:

- raddoppiate la dose, soprattutto se avete gli amici dei vostri figli a casa

- non usate la panna acida al posto della panna fresca

(p.s. per la storia della panna acida andate a dare un'occhiata nel loro POST alla voce commenti dove le poverine hanno dovuto sopportarmi in qualità di stalker delirante).


Muffin al caffè


Ingredienti secchi:

160 grammi farina
80 grammi zucchero
50 grammi gocce di cioccolato fondente
2 cucchiaini rasi di lievito istantaneo
1 cucchiaino di caffè solubile

Ingredienti liquidi:

1 uovo
100 ml panna fresca
35 ml caffè ristretto
40 ml olio di girasole

Dose per 8 muffin 

Accendi il forno e metti i pirottini nello stampo.
In una ciotola metti tutti gli ingredienti secchi.


Prendi una seconda ciotola e versa gli ingredienti liquidi. Versali sui secchi e gira velocemente con la spatola o addirittura con una forchetta e mi raccomando ...8 giri non di più perché altrimenti il dio dei muffin si vendicherà regalandoti un pasticcino più duro del travertino romano!

Non ti preoccupare se risulta grumoso è proprio così che deve essere!
Riempi gli stampini e cuoci a 180° per circa 15 minuti.
Verifica il grado di cottura e tirali fuori dal forno.

Fai raffreddare e spolvera con zucchero a velo!





25 settembre 2017

Pane alla ricotta e cannella

settembre 25, 2017 5 Comments

pane di ricotta,colazione


Ho una mia personale playlist che mi accompagna quando decido di cucinare qualcosa di diverso. Sabato ad esempio, ho impastato questo delizioso e fragrante pane alla ricotta in compagnia dei Rolling Stones. In un improbabile duetto con Mick Jagger, cantavo a squarciagola Angie per poi passare a Satisfaction senza dimenticare un bel falsetto per Shine a Light. Impastavo il pane e mi perdevo nelle note rock, rendendo l’atto del cucinare quanto mai catartico e rilassante. Vi è mai successo? Il bello è che prima di lavorare non ci facevo nemmeno caso. Entravo in cucina, accendevo la radio e via. Ora, che di tempo ne ho poco, mi capita di voler rendere speciale ogni piccolo istante della mia vita. Perché cucinare è una piccola emozione che spesso è travolta dalla quotidianità. Il pane con la ricotta è figlio di questi pensieri in libertà. Certo, c’è stata una volta che avevo messo su i mitici Nirvana e mi è impazzita la maionese (giuro, non sto scherzando!!). E’ che magari mi faccio prendere la mano ma non è il caso di questo pane giuro!! Provate a mettere la vostra musica preferita in sottofondo se ancora non lo fate e lasciatevi trasportare. Vedrete che risultati ^_^ Il mio ultimo arrosto è venuto una meraviglia, merito dei miei amati Muse. Cucinare diventa più salutare di una seduta di psicanalisi! La ricetta del pane in questione l’ho tirata fuori da un giornale di cucina. Non vi dirò nemmeno sotto tortura quale perché era totalmente sbagliata. Troppi liquidi, poca farina, poca cannella. Un disastro. Vorrei dirvi che grazie al mio occhio esperto me ne sono accorta subito e sono intervenuta…macché. L’ho fatta e l’ho buttata. In mano avevo un impasto a metà strada tra il pongo e lo skifidol altro che ricetta di pane con la ricotta e cannella (questo il suo nome per intero). Beh, testarda, l’ho rifatta un sabato sera alle undici di sera mentre aspettavo il ritorno della grande. Sarà stato merito dei Rolling Stones, del fato, degli dei o semplicemente una botta di chiuppolo che ogni tanto non guasta….
Questo è il risultato. Un morbido pane di ricotta ideale per la prima colazione, da mangiare così oppure con il miele o la marmellata. Va beh, pure con la crema di nocciole dai.




Pane alla ricotta e cannella


500 grammi di farina
250 grammi di ricotta
1 bustina di lievito di birra
70 grammi di zucchero
10 grammi di sale
1 cucchiaio di cannella in polvere
50 ml di olio vegetale (mais o girasole)
200 ml acqua tiepida

Prendi 200 grammi di farina e impastali con il lievito e 100 ml di acqua tiepida. Quando hai ottenuto un panetto omogeneo, mettilo in un luogo coperto e fallo riposare per circa 45 minuti. 

Setaccia la ricotta ( o lavorala con una forchetta) in una ciotola. Aggiungi l'impasto lievitato e lavora con cura i due composti per amalgamarli. Sciogli il sale nella restante acqua. Unisci all'impasto la cannella, l'olio, l'acqua e lo zucchero e la restante farina (300 grammi). Lavora con la planetaria o a mano fino a ottenere un panetto non appiccicoso. Fai lievitare per circa due ore.


Metti il tuo impasto lievitato in uno stampo da plumcake dopo averlo lavorato brevemente.
Accendi il forno a 180°.
Fai lievitare di nuovo per trenta minuti e cuoci per circa 35 minuti.
Verifica il grado di cottura.
Fai raffreddare e spolvera con zucchero a velo.
Se lo prepari per il giorno dopo, conservalo, una volta freddo, avvolto in un telo pulito.

20 settembre 2017

Aargauer Rüeblitorte, la torta di carote più buona che c'è!

settembre 20, 2017 3 Comments

carote, torte colazione


C'era una volta il paese delle carote.
Carote a colazione, carote a pranzo, carote a cena.
In tegame, al forno, spalmate sul pane, frullate e fritte.


Carote ovunque.
Sul viso per spianare le rughe, sui mobili per spianare le crepe, sull'asfalto per spianare la suocera.

Carota era la prima parola ad uscire dalle tenere boccucce dei bambini, "prometti tu di cucinare le carote a tuo marito nella salute e nella malattia" la frase che il prete sull'altare rivolgeva a baldanzose e alquanto rubiconde spose.
Tutte rigorosamente con i capelli alla...Pel di carota ovviamente.

Ma gira che ti rigira sempre cocuzza è, dice una mia amica pugliese.
E gira che ti rigira sempre carota è.

L'ingegno femminile del paese delle carote si mise in movimento e inventa oggi e butta domani, nacque la sublime Torta alle carote, la Rüeblitorte.

Ok smetto di fare la cretina e divento una foodblogger seria.



L'Aargauer Rüeblitorte nasce nel cantone di Aargau, in Svizzera, non a caso chiamato il paese delle carote. Se ne producono così tante da soddisfare l'intero fabbisogno delle nazione. La carota, nella confederazione elvetica, è l'ortaggio più consumato dopo il pomodoro.

La Torta alle carote nasce nel 1892 e diventa ben presto uno dei dolci più popolari tra i bambini. Non c'è festa senza Rüeblitorte. I piccoli l'adorano per la sua consistenza umida, per il delicato sapore alla nocciola e il profumo di cannella e spezie che fa tanto Babbo Natale, neve, luci e ricchi cotillons.

La Aargauer Rüeblitorte è perfetta per gli intolleranti al glutine.
E pure al lattosio.
La quantità di farina è minima e si può sostituire con farina di riso o farina di grano saraceno.
Cosa dirvi... provatela.

La superficie potete decorarla con una golosa glassa bianca e piccole carotine di zucchero o semplicemente con una spolverata di zucchero a velo.

Un piccolo consiglio però: dovete grattugiare 300 grammi di carote.
Se non siete dotate di robot multifunzione o marito volenteroso come la sottoscritta, andate al supermercato e comprate quelle deliziose confezioni con le carote già grattugiate.

Sono una donna, non sono una foodblogger seria ^_^



Aargauer Rüeblitorte

300 grammi di carote crude
4 uova
200 grammi di nocciole o mandorle tritate
70 grammi di farina di riso, grano saraceno o 00
150 grammi di zucchero
1 cucchiaino abbondante di cannella
succo e scorza di un limone
1 cucchiaino abbondante di lievito
1 pizzico di sale

Prepara uno stampo da 24 cm e foderalo con carta forno.
Accendi il forno a 180°.
Grattugia la scorza del limone e spremi il succo.
Separa i tuorli dagli albumi e monta a neve quest'ultimi.
Grattugia le carote.

Nel mixer elettrico monta i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungi scorza e succo del limone, le carote, le nocciole (o le mandorle), la cannella, la farina, il sale e il lievito. Mescola con cura.

Unisci con delicatezza al composto gli albumi montati a neve.
Versa nello stampo e cuoci per circa 40 minuti.
Verifica il grado di cottura prima di tirarla fuori dal forno.

Fai raffreddare e decora con semplice zucchero a velo o glassa bianca.






14 settembre 2017

Torta rustica di grano saraceno... e l'outing della sglutinata

settembre 14, 2017 2 Comments

torta, colazione, grano saraceno, confettura

Oggi ho deciso di fare...ehm..come dicono quelli bravi...outfit...no.....outing...ecco!

Confesso.
Confesso di aver odiato con tutta me stessa la farina di grano saraceno.
Confesso di aver pregato presso il dio dei lievitati l'implosione di qualsiasi torta, pane, snack , grissino o biscotto a base di grano saraceno.
Confesso di aver progettato con la cura della banda Bassotti la mia evasione dalle cene in cui il piatto forte aveva come protagonista sta benedetta farina.

Confesso anche di non aver colpa però.
La prima volta che io e "Mamma li turchi" (così la chiamavo) ci siamo incontrate diciamo che lei, beh, non si è curata di presentarsi nella maniera migliore.
Una torta appoggiata su un pezzo di Scottex, il coltello rosso che sfido chiunque a non averlo mai avuto nel cassetto delle posate salvo poi negare la sua esistenza anche al KGB..


"Mò, assaggia, senti che delizia sta torta è proprio bona ed è pure sglutinata."

Ok, sglutinata.
Va beh, fa niente.
Assaggiamola.
Mi sono ritrovata a masticare un boccone fatto di segatura di legno, due o tre pezzi di trucioli e qualche Big Babol stantia. 
Per mandarla giù ho bevuto tre bicchieri di acqua e uno di Mister Muscolo.
Alla fine ce l'ho fatta.
Ma ho deciso che io e Mamma li Turchi non eravamo compatibili, come quelle coppie dove lei ama lui, ma lui ama l'altra, o lui ama lui, o lei ama loro.
Questione di tempi, indirizzi e treni sbagliati.

Però la vita è beffarda.
Dopo dieci anni la sglutinata sono io.
E ho capito che a volte non è l'ingrediente ma la mano a fare la differenza.
O la sorte che mette sul tuo cammino la ricetta perfetta.

Stavolta la confluenza dei fattori è stata ineccepibile.
La mia recente intolleranza al glutine, un pacco di farina di grano saraceno comprata dal marito e la ricetta su un giornale preso al supermercato.

Ho deciso di darle una chance e stavolta Mamma li Turchi mi ha ripagata con una torta buona, soffice, umida.
Senza segatura, senza Big Babol.

Provatela anche se non siete sglutinati come la sottoscritta.
Ne vale la pena!

Con le dosi proposte viene una tortina di circa 20 centimetri di diametro.



Torta al grano saraceno

(da Fiorfiore coop)

150 grammi burro
150 grammi di farina di grano saraceno
2 cucchiai di farina 00 (io farina di riso)
1\2 bustina di lievito per dolci
3 uova
150 grammi di zucchero

farcitura: confettura di mirtilli o frutti di bosco

Accendi il forno a 180°.
Fodera lo stampo prescelto con la carta forno.
Separa i tuorli dagli albumi, monta questi ultimi a neve e mettili da parte.

Lavora il burro morbido con lo zucchero.
Aggiungi i tuorli e mescola fino a ottenere una crema omogenea.

Setaccia le due farine con il lievito.

Unisci al composto e mescola con una spatola in silicone, cercando di eliminare tutti i grumi.

Aggiungi gli albumi. Mescola con delicatezza dall'alto in basso.

Versa l'impasto nello stampo e cuoci a 180 ° per circa 30 minuti.

Verifica il grado di cottura, ogni forno è diverso!

Sforna la tua torta, falla raffreddare e dividila a metà.
Spalma la superficie inferiore con la confettura, ricomponi e decora con lo zucchero a velo!


5 settembre 2017

La Zopf, la treccia al burro svizzera

settembre 05, 2017 3 Comments
colazione,lievitati,Svizzera,burro,brioche


La Zopf sta agli Svizzeri come il crauto alla Merkel o la Paella a Enrique Iglesias o la matriciana alla Sora Lella.
Ho reso l'idea?

Ho avuto il privilegio nella mia vita di trascorrere tutte le vacanze estive nella Svizzera tedesca, ho imparato lingua, usi, costumi e soprattutto ho imparato ad apprezzarne le abitudini culinarie.

La Zopf ovvero la treccia al burro, anche se ormai si trova quotidianamente al supermercato, è sempre stato il pane della domenica. La morte sua è la Nutella, almeno per la me stessa di venti, ehm, trenta anni fa.

Oggi la adoro con il miele, il burro e la confettura.
E' dolce? No, assolutamente...ma nemmeno salata. E' quel gusto neutro, quell'impasto candido profumato di burro che ti conquista al primo istante. Ho sempre avuto difficoltà nel prepararla finché, durante la mia vacanza recente in quel di Turgovia, una delle mie amate nipoti non mi ha ammollato la ricetta semplice e veloce.

Il risultato? Vi stupirà. Morbida e profumata al punto giusto e con poca fatica.

Magari i puristi storceranno il naso ma poi a casa ci siamo noi, con la fretta che ci azzanna alla giugulare e la voglia di qualcosa di buono che non ci lascia mai.

La parte difficile è fare la treccia. Io non ci riesco. Me lo fa mia figlia, la grande. Vi metto il video dove vi mostra con pochi passaggi come fare una Zopf degna di questo nome.

Ah, un'ultima cosa: il giorno dopo è divina!!

ZOPF

500 grammi di farina (anche manitoba)
1 uovo
80 grammi burro morbido
1 cucchiaino scarso di sale
1 cucchiaino di zucchero
250 millilitri latte intero tiepido
1 bustina di lievito di birra

(io ho aggiunto 1 cucchiaio di miele e 1 di latte in polvere per migliorare la consistenza dell'impasto ma potete anche ometterli, in realtà cambia poco o niente!!)

Prendete il mixer o la planetaria, sbattete l'uovo e tenetelo da parte. Sciogliete il lievito nel latte e versatelo nella coppa dove procederete all'impasto. Unite il burro morbido e iniziate a mescolare con il gancio adatto. Unite lo zucchero, la farina, il sale, l'uovo sbattuto. Continuate a mescolare fino a ottenere un impasto uniforme e compatto. Fate lievitare, coperto da un panno umido, per circa due ore. Riprendetelo, sgonfiatelo leggermente e dividetelo in due parti. Da queste due parti ricavate due rotoli lunghi circa 60 cm. Formate la treccia seguendo il video che vi propongo oppure secondo il metodo che preferite.


Sistemare su una teglia o dentro uno stampo per plumcake e spennellate la superficie con un mix composto da latte e rosso d'uovo. Mettete in forno senza preriscaldare e cuocete per circa 35 minuti a 200 gradi.


10 marzo 2017

La Crostata Vegan perfetta (anche per gli intolleranti)

marzo 10, 2017 7 Comments
vegan-vegetariano-senza glutine-senza lattosio-senza uova-crostata-marmellata

Annunciaziò! Annunciaziò!

Se vi dico che è lei dovete crederci.
Lei chi? 
La frolla vegan o adatta per intolleranti al lattosio, alle uova o addirittura al glutine (utilizzando farina apposita), che vi farà gridare: FINALMENTE!!!

Ne ho provate molte nel corso degli anni. Non sono vegana né vegetariana (anche se lentamente mi sto avvicinando a questo mondo) ma sono mediamente intollerante (più alle persone che ai cibi).

E allora vai con la frolla allo yogurt, la frolla senza questo, senza quello, senza uova...uff, mai trovata una che mi abbia fatto gridare Eccola! L'unica che nel corso degli anni mi ha dato molte soddisfazioni è QUESTA, ma ha comunque le uova! 

Finché Santo Pinterest non mi ha fatto scovare questa ricetta di crostata integrale vegana e ho deciso di provare.

E' veramente buona, morbida, gustosa e si fa in un battibaleno. Con la dose che vi do fate una crostata di circa 24 cm di diametro e un buon numero di biscottini che si sciolgono in bocca.

Questa frolla è adatta agli amici vegan e agli intolleranti. Visto che amo la precisione, devo chiarire alcuni punti.

Per noi intolleranti, la scelta delle farine o dello zucchero è libera. Possiamo utilizzare sia il bianco che quello di canna. Per le farine, se vogliamo realizzare un prodotto senza glutine, utilizziamo la farina di grano saraceno.

Se siete vegani e volete realizzare questa frolla :

-  utilizzate farina integrale, farina di tipo 1, farina integrale di grano saraceno, farina integrale di farro, kamut o riso

- il lievito  da utilizzare è il cremor tartaro, un agente lievitante naturale estratto dall'uva oppure leggere le etichette! Molte aziende stanno iniziando a produrre i propri lieviti chimici in assenza di ingredienti animali

- per lo zucchero il discorso è più complesso. A volte, nemmeno lo zucchero integrale di canna è totalmente privo di ingredienti animali. Il suo processo di raffinazione prevede, a volte, l'utilizzo di carbone proveniente da ossa animali incenerite per lo sbiancamento. Cosa fare? Consultando il sito della PETA o quello del The Vegetal Resource Group potete trovare la lista degli zuccheri di canna integrali certificati vegan.

Spero di essere stata abbastanza esaustiva. Vi fornisco la ricetta con tutte le possibili varianti degli ingredienti....provatela ne vale davvero la pena!!!


CROSTATA VEGANA  o ADATTA per INTOLLERANTI

500 gr farina (se vegani: farina integrale di frumento, farina di grano saraceno, farina integrale di riso, farina di kamut, orzo o segale)

180 g zucchero integrale di canna certificato (se intolleranti potete utilizzare zucchero di canna o zucchero bianco)

120 ml acqua naturale tiepida
120 ml olio vegetale

1 bustina di cremor tartaro ( o 2 cucchiaini abbondanti di lievito chimico se non siete vegani, se celiaci o intolleranti al glutine controllate l'etichetta)
scorza 1 limone grattugiata

marmellata per farcire

Nella planetaria metti lo zucchero e l'acqua tiepida. Aziona la frusta per qualche secondo, in modo tale da amalgamare i due ingredienti.
Versa tutti gli altri ingredienti previsti ed aziona la planetaria per pochi minuti.
Rovescia l'impasto sul piano infarinato, forma una palla con le mani e mettilo da parte (se utilizzi la farina di grano integrale potresti aver bisogno di una dose di acqua leggermente maggiore per compattare l'impasto. Aggiungine poca per volta fino al momento in cui il composto non si sbriciola più)

Accendi il forno a 180 °C statico e metti sul piano di lavoro uno stampo da 24 cm.
Dividi il tuo panetto in due metà, una leggermente più grande. Prendi quest'ultima, stendila tra due fogli di carta forno e rivesti il fondo dello stampo.

Stendi la marmellata .

Aiutandoti con un po' di farina, stendi il panetto restante e forma le strisce che andrai a posizionare delicatamente sulla superficie della tua crostata.

Con l'impasto che avanza puoi farci dei biscottini buonissimi!

Cuoci per circa 30 minuti (180 °C) e controlla bene il grado di cottura prima di tirarla fuori dal forno.