14 aprile 2017

Il Baba Ganoush contaminato





Buona Pasqua a chi si crede Carla Cracca
e buona Pasqua a chi non si crede proprio.
Buona Pasqua a chi ha un sogno nel cassetto,
a chi lo ha realizzato,
e a chi lo ha tirato fuori,
gli ha fatto prendere un po' d'aria
e lo ha rimesso dentro.
Buona Pasqua a chi ha il cuore libero,
a chi lo ha occupato,
e a chi non lo vorrebbe proprio un cuore.

Buona Pasqua a chi sarà in compagnia
o a chi sarà solo.
Buona Pasqua a chi maledirà la dieta mancata
e a chi  "da martedì insalate e merluzzo"
Buona Pasqua a chi crede 
e Buona Pasqua a chi non lo sa se crede o no.
Buona Pasqua a me,
a voi
a chi ho amato
a chi amo e  
a chi incontrerò lungo la mia strada.





Oggi vi offro un Babaganoush, il famoso caviale di melanzane tipico della cucina mediorientale.
Questo ha una marcia in più.
E' contaminato.
Da un luogo speciale, il Punjab.
Una ricetta che offro a chi mi ha regalato una chance in più nella vita facendomi viaggiare e dicendomi, ogni volta che magari sbuffavo perché volevo stare con i miei coetanei...apri la tua mente.
Grazie Hans, so che da lassù mi guardi! 


Non sono praticante, credo in qualcosa e forse credo a modo mio, ma ci sono ricorrenze che sento molto.
Spero che la Pasqua sia un'occasione per tutti di comprendere e imparare a conoscere il diverso da noi.
Senza ghettizzarlo, senza mettergli noiose etichette addosso. E per diverso non intendo soltanto nella pelle ...ma diverso nel modo di pensare, di vestire, di amare.

La cucina è un linguaggio universale.
Il mio baba ganoush (anzi non è mio perché è di quel gran pezzo di figliolo di David Rocco) ha incontrato l'India ma anche l'Italia.
Una fusion confusion che vi conquisterà il palato.
Provatelo sul pane, come condimento per la pasta e sognate....sognate un mondo senza confini.
Senza bombe...

Buona Pasqua



BABA GANOUSH DEL PUNJAB

2 melanzane
1 cipolla piccola rossa
20 pomodorini pachino
1 cucchiaino di curcuma
1 spicchio di aglio
zenzero grattugiato
1 peperoncino fresco
1\2 cucchiaino di semi di cumino
prezzemolo o coriandolo fresco
olio sale e pepe

Prendi le tue melanzane e avvolgile nell'alluminio.
Mettile direttamente sul fornello, così, senza nessuna pentola. falle cuocere a fiamma media. Sono pronte quando riuscirai ad infilare una forchetta in tutta la melanzana.
Falle raffreddare.
Prepara un trito di aglio cipolla e peperoncino. Metti in un wok i semi di cumino e tostali velocemente. Aggiungi l'olio e il trito di ortaggi. Fai rosolare. Aggiungi i tuoi pomodorini tagliati a metà e fai ammorbidire.
Apri il cartoccio delle melanzane tiepide e togli la buccia.
Non ti preoccupare se qualche pezzetto rimane nella polpa. Contribuirà a rinforzare il sapore affumicato della melanzana. 
Metti la polpa su un tagliere e cerca di tritarla. Aggiungila nella padella (o wok) e fai rosolare. regola di sale e pepe, aggiungi la curcuma e lo zenzero. Trita il prezzemolo (o il coriandolo fresco) e mescola il tutto.
Fai intiepidire e servilo come antipasto!





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4 aprile 2017

Gli spaghetti di Favignana e la Sicilia che amo


tonno-capperi-acciughe-primi piatti-Sicilia


Un piatto è un viaggio low cost.
Senza disagi, senza bagagli da preparare o disfare in fretta.

Una ricetta è un viaggio mentale, è la tavola apparecchiata che si trasforma in una mongolfiera che accarezza leggera il cielo d'Oriente.

Un sapore è la mia mano tesa verso chi non conosco, verso un granello di sabbia diverso dal mio eppure così intimamente uguale.....

Io non lo so se questa è una ricetta tipica di Favignana. Così è narrato sui miei libri di cucina ma io, a Favignana, non ci sono mai stata.

Lasciatemi sognare però di mangiare su un piccolo tavolo sulla sabbia, immersa nella quiete dell'isola con la brezza della sera che mi scuote capelli e pensieri. 

Lasciatemi sulla Cala Rossa a caccia di improbabili farfalle e idee scomposte come un quadro di Picasso. Fatemi sognare di Ulisse e atmosfere antiche o di sole.

Venite con me, in questo improbabile viaggio alla ricerca di un po' di quel sole caldo e schietto che trovo solo in Sicilia e che trovo solo nei miei affetti che, guarda caso, sono tutti siciliani....


Spaghetti di Favignana

400 grammi spaghetti
3 scatolette di tonno sott'olio
300 grammi pomodori pachino
3 filetti di acciughe sott'olio
2 cucchiai di capperi
finocchietto selvatico
1 cipolla
1 spicchio di aglio
80 grammi mandorle
prezzemolo
burro
olio sale e pepe

Fai tostare le tue mandorle in padella e mettile in un mixer con le acciughe, le mandorle, i capperi e il tonno.
Soffriggi in una padella la cipolla e l'aglio tritati. Appena prendono colore, unisci i pomodorini a pezzetti e regola di sale, pepe e un pizzico di zucchero.
Prendi un'altra padellina e sciogli nel burro (una noce) il tuo pesto di acciughe, mandorle e tonno. Unisci le due salse, e inondale con il finocchietto selvatico e il prezzemolo tritato fai insaporire e poi, una volta pronta la pasta, falla saltare aiutandoti con un po' di acqua di cottura.
Servi ben caldo, con una spolverate di peperoncino se ti piace.








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22 marzo 2017

La frittata senza uova di Marco Bianchi

Una frittata senza uova, con una buona quantità di proteine ma senza grassi saturi? Ce l'ho.

Una frittata adatta anche alle esigenze dei vegani, vegetariani e intolleranti alle uova? Ce l'ho.



Marco Bianchi. ceci, vegan. vegetariano


O meglio, ce l'ha Marco Bianchi nel suo "Un anno in cucina con Marco Bianchi".
Il segreto? 
La farina di ceci!

Io non avevo un buon rapporto con siffatto ingrediente. La annusavo, la scrutavo e la mettevo da parte.
Finché non ho incontrato la mitica FARINATA DI CECI . L'ho cucinata, amata subito e riproposta fìno allo sfinimento.

Da lì è iniziato uno studio, un interesse che addirittura mi ha portato a lavarmi i capelli con suddetta farina.
Storcete il naso?
E' una delle ultime tendenze in fatto di bio e ritorno a quello che madre natura ci ha regalato. Un decluttering cosmetico che a me gusta 'na cifra.

La farina di ceci contiene saponine quindi, semplicemente, lava!! Provate ad addizionarla con un po' di acqua e qualche goccia di Tea Tree Oil. Il cuoio capelluto e le doppie punte vi faranno la Hola, mentre mister silicone farà le valigie, diretto nei mari del Sud.

Ma la farina di ceci nella frittata...ma dai!
Ma sarà buona?
Ma sarà gustosa?
Ma non saprà de..cecio?

L'ho provata e, ahimè, è comparso il cartello, nei vari supermercati della città, con la mia faccia con su scritto: lei non può entrare. Perché svaligiavo scaffali su scaffali di farina di ceci, lasciando i palermitani senza panelle e i liguri senza farinata.

E' buona, ve lo assicuro...anche senza niente.
Io ve la propongo nella versione di Marco, con cipolle e curry, ma in realtà potete infilarci di tutto...no, la pancetta no, è vegana la frittata, santo maiale!
Piselli, carote, broccoletti, fagiolini, asparagi, spezie e dai, quello che avete nel frigo 😉



In questo caso cipolle e curry sono il mammasantissima della frittata di ceci. Ma il curry deve essere di prima qualità e le cipolle beh, provate quelle rosse di Tropea IGP, ne vale veramente la pena. QUI trovate tutte le caratteristiche di tale vanto italico e già che ci siete fatevi un giro nel sito per vedere quante e quali prelibatezze possono essere realizzate sfruttando gli aromi e i sapori tipici della cipolla di Tropea.

Se volete leggere le linee guida per una sana alimentazione vi invito a visitare il Magazine della fondazione Umberto Veronesi , dove troverete altre ricette di Marco Bianchi.
Qui nel mio blog potete reperire alcune sue creazioni come:

Le barrette ai cereali

Le crepes senza uova

Pronti?
Dieci minuti e siete in tavola!

                                           FRITTATA di farina di CECI

1 tazza di farina di ceci 
2 tazze di acqua tiepida
sale
2 cipolle rosse di Tropea
pepe nero
1 cucchiaino raso di curry
olio extravergine d'oliva

Occorre fare due precisazioni.

La prima è relativa alle cipolle. Marco le utilizza crude nel suo impasto. Se la cosa non ti attrae per niente, cuocile prima, per circa dieci minuti, facendole stufare in poco olio e aggiungendo, mano mano, acqua fino a cottura. Falle raffreddare un po' e mettile nell'impasto.

La seconda precisazione riguarda la tazza da utilizzare. Deve avere una capienza pari a 500 ml per circa 4 persone e una padella di 24 cm.

Diluisci la farina di ceci con 2 tazze di acqua tiepida e mescola con una frusta. Io di solito utilizzo il frullatore ad immersione per essere sicura di togliere tutti i grumi della farina.
Aggiungi il sale, il pepe, il curry e un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva. Unisci le cipolle affettate finemente (crude o cotte).
Ungi con l'olio una padella antiaderente e falla scaldare. Versa la pastella di farina di ceci e cuoci all'incirca dieci minuti per lato.
Puoi anche cuocerla in forno come una comune frittata se vuoi!
Servila con un contorno a base di insalata mista (finocchi, rucola, pomodorini, lattughino, qualche oliva e una manciata di noci).



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21 marzo 2017

Libri da leggere-L'Arminuta, Donatella Di Pietrantonio

Donatella Di Pietrantonio- libri da leggere

Hai mai pensato, dopo aver letto la parola fine, che quel libro avresti voluto scriverlo tu?

Io si.
Ho letto l'Arminuta con la stessa foga con cui, a suo tempo, ho letto Harry Potter, divorando pagine, righe, punti e virgole con la stessa voracità di un animale selvatico.
Perché il romanzo di Donatella Di Pietrantonio mi ha reso selvatica...ha toccato corde che ormai giacevano silenti in quella zona d'ombra che ognuno di noi crea per poter tirare a campare. Lei ha saputo parlare al mio lato oscuro, a volte con tenerezza, altre con crudeltà. Nessuna soluzione, nessuna pietà, nessuna concessione.

Il romanzo si apre con un incipit straordinario, di quelli che nelle scuole di scrittura cercano di insegnarti ma che, nella realtà, difficilmente riescono a vedere la luce.... tranne se il tuo nome è Baricco.

"A tredici anni non conoscevo più l'altra mia madre"
Il primo colpo allo stomaco e i primi indizi.
Tredici anni, sei ancora piccola, ancora da proteggere.
Non conoscevo più l'altra mia madre...e qui il fragore di un tuono, un'anomalia, una contrazione involontaria della bocca dello stomaco.
Inizia il racconto di una bimba che viene depositata nella casa di chi l'ha partorita da parte di chi l'ha portata via un giorno per offrirle una vita migliore.
Torna al mittente, l'Arminuta, ovvero colei che torna.
Lei abituata alle attenzioni di una mamma scrupolosa, si trova catapultata in una casa dove "c'erano fratelli ovunque". Lei con il suo borsone di scarpe confuse e con una mente aperta e vivace, deve confrontarsi con la sua famiglia d'origine, con le grettezze di chi ogni giorno deve trovare il modo di campare e sfamare numerose bocche.

L'Arminuta è un crescendo di tensione, di episodi fino all'epilogo finale che non vi svelo. Geniale, secco, dritto al punto. La scrittura dell'autrice è un sasso che cade senza sbagliare traiettoria.

Non conosco la storia personale dell'autrice. So solo che ha interpretato alla perfezione il senso di sgomento che appartiene a noi, noi che siamo cresciuti senza mamma. Ho tentato molte volte di dare un nome a questa strana sensazione senza mai riuscirci,...eppure lavoro con le parole, accidenti.

"...Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. E' un vuoto persistente, che conosco ma non supero". Questo è quello che proviamo noi, privati molto, troppo presto della figura materna. Un luogo che non conosciamo....

Vi invito a leggerlo, magari nel fine settimana, con calma, per assaporarlo fino in fondo. Accendete una candela profumata, stendetevi sul divano, con accanto il vostro amico a quattro  zampe e mettete in sottofondo la colonna sonora adatta. In questo caso, ho voluto cullarmi sulle note del fado. Ascoltate un best of di Amalia Rodrigues, capace di solleticare le note più nascoste dell'anima. 


L'Arminuta
Donatella Di Pietrantonio
Ed. Einaudi- Supercoralli
pagine 162
versione cartacea/ ebook


Colonna sonora consigliata:
Best of Amalia Rodrigues





Trama (fonte ibs):

La protagonista suona a una porta sconosciuta. Le apre sua sorella Adriana,: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche piú care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo

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