27 giugno 2014

Bocconcini in agrodolce e chi ha un sogno..


Siamo nel 1990.

David pensa che la vita forse è tutta in una tazza da caffè. Certo , lunga  come lungo è il caffè lì, negli Stati Uniti. Come lunghe sono le giornate a Charlottesville.
Un caffè,un pancake o magari una Bud.
E le dita che tamburellano forsennate. Con il rischio di farlo cadere quel dannato caffè.
Ma anche una monetina che scivola nel vecchio juke-box, quel tinitnnio è uno spunto per improvvisare un motivetto nella sua mente.

A David piace il lavoro di barista da Miller's ma sente chela sua strada è altrove..la musica gli scorre nelle arterie,nei pori. Musica per lavarsi i denti, per aprire la serranda di Miller's. Musica nella gelide serate d'inverno dove l'unica compagnia è la foglia che rotola solitaria sulla strada.

Ma l'autostima non la danno ai distributori automatici insieme ai profilattici e ai dentifrici.
E David pensa di essere un uomo mediocre.

Ma quando un uomo ha un sogno , la mediocrità sparisce come il buio quando si accende la luce.

E questo lo sa bene il suo amico Ross. Come una goccia cinese lavora sulle intenzioni di David e alla fine lo convince a registrare una demo della sua musica. Inizia a delinearsi una band.
La demo arriva nelle mani di Leroi Moore insieme all'invito di suonare con loro.
Ma Leroi, musicista jazz con esperienza, è scettico.
"E' un barista di Miller, niente più che un barista"
E annoiato e prevenuto decide di ascoltare la demo.
Gli piace. Gli piace a tal punto da entrare nella band.
Siamo nel 1991.

Il complesso si arricchisce di altri componenti, fanno le prove nel bar chiuso, ci credono.
American dream e bravura.
Un connubio esplosivo.

Mi piacciono le storie di chi ce la fa. Di chi ci crede fino in fondo.
E adoro questa band.
Accendete le casse. In sottofondo trovate una canzone che Dave e la band hanno voluto fortemente. E' la loro filosofia.
Vi cito i primi versi:
"To change the world 

Start with one step 
However small, 
First step is hardest of all 
But once you get to your gait 
You'll be walking tall 
You said you never did, 
‘Cause you might die trying "

"Per cambiare il mondo
Inizia con un passo
Anche piccolo,
il primo passo è il più difficile di tutti
ma una volta trovata la giusta andatura
camminerai a testa alta
hai detto che non l’avevi mai fatto
perché provandoci potresti morire "
(Dave Matthews band-You might die trying)


Vi piace?

Oggi vi propongo un piatto che a me piace tantissimo: bocconcini di maiale in agrodolce.
Un piatto di ispirazione cinese.
Mi piace dotare la mia cucina di un'anima.
Dare un perché alle ricette che propongo alla mia famiglia.
E le incursioni nelle cucine di altri paesi mi piacciono per abituare le mie figlie a ad apprezzare sapori e consistenze diverse dalle nostre.
Perchè forse il rispetto e la comprensione dell'"Altro da noi" passa anche attraverso una spezia, un sapore!
Tra tutte le ricette provate questa è la versione definitiva per quello che mi riguarda. Ben calibrata nei sapori e buona.
La ricetta proviene dal mensile "Gustosano"




Bocconcini di maiale in agrodolce

300 gr riso basmati
250 gr ananas (conservate il succo)
45 ml salsa di soia
30 ml concentrato di pomodoro
15 ml aceto vino bianco o di riso
1 cucchiaio di miele
10 ml ketchup (piccante se volete)
5 gr amido di mais
1\2 cucchiaino di zenzero in polvere
500 gr filetto di maiale tagliato a cubetti di 2 cm
un pizzico di pepe nero
1 peperone verde
1 peperone rosso
3 spicchi di aglio affettati sottilmente
1 cucchiaino di semi di sesamo (facoltativo)
olio extravergine d'oliva


  • Versate il riso in una pentola con 650 ml di acqua. Coprite e portate lentamente a bollore. Riducete il fuoco al minimo. Cuocete per una ventina di minuti. Togliete dal fuoco e fate riposare per dieci minuti. Sgranate con una forchetta.
  • Sbattete in una ciotola il succo di ananas tenuto da parte , la salsa di soia, il concentrato di pomodoro, aceto, miele, ketchup, amido di mais e zenzero. Mettete da parte.
  • Ungete un wok (o una padella) con dell'olio extravergine e mettetelo su fuoco medio. Aggiungete la carne, il pepe nero e soffriggete, mescolando spesso fino a fine cottura. Trasferite i bocconcini in un piatto e mettete da parte. Tenete il wok sul fuoco.
  • Versate nel wok un altro cucchiaino di olio. Aggiungete i peperoni tagliati a dadini e l'aglio. Soffriggete per due minuti. Aggiungete l'ananas a tocchetti.fate soffriggere leggermente. Unite infine la miscela preparata prima e la carne di maiale con tutti i suoi succhi. Fate cuocere per cinque minuti o più (fino a che la salsa si addensa). Servite con il riso.
  • Guarnite con i semi di sesamo tostati e il cipollotto.




Continue reading

1 Comment

25 giugno 2014

La Torta al gelato...ovvero come ti riciclo il gelato avanzato



Problema:

Monica ha due figlie golose di gelato. Compra vaschette varie, ben sapendo che toccherà a lei raschiare il fondo di suddette vaschette per far fuori il gusto che alle pargole non garba.
Perché tanto ci sarà sempre un gusto che non andrà bene.
Il limone insieme alla fragola,il cioccolato insieme al pistacchio di Bronte. Il cetriolo vicino alla stracciatella.
Uno di questi sopravviverà sempre, tipo Highlander, agli attacchi famelici delle pischelle (per i non romani ,le due bimbe ^_^).
Quest'anno però Monica si è stancata di considerare il suo stomaco come una pattumiera a raccolta differenziata per cui le vaschette con il gusto solitario si sono accumulate nel freezer. Cosa farà la nostra eroina?

Soluzione:

la torta al gelato.
Ovvero mettiamo il gelato nell'impasto.
Il risultato è una tortina morbida, umida e semplice da fare.
Vederla su Taste of home e innamorarmene è stato un tutt'uno!

Alcuni accorgimenti:non utilizzate sorbetti o gelati light. La torta viene bene con gelati pastosi e ricchi di sapore. Potete utilizzare anche gelato di soia (quello che vedete nella foto è realizzato appunto con il gelato vegetale). I tre ingredienti che vi do sono la base dalla quale partire. Potete aggiungere 1 cucchiaio di zucchero,gocce di cioccolata,spezie o frutta. E' di una semplicità disarmante nella sua versione base e unica nella versione ricca.
Una ricetta svuotafrigo e salvatasche.
E non mi sembra un particolare trascurabile!!!!







Continue reading

11 Comments

23 giugno 2014

Insalata di orzo e gamberetti e la casa di ringhiera



Lucrezia era nobile nel nome e nella nascita.

Un pò meno nel carattere. Fiocco rosa ben inamidato sui capelli e nasino perennemente all'insù.
La sua tata le ripeteva in continuazione che "come dice Totò, signori si nasce ,e tu..." e distoglieva lo sguardo afflitta, senza finire la frase. Perchè Lucrezia non parlava ,ordinava. Perché Lucrezia era una piccola despota e non si fermava nemmeno dietro punizioni o sguardi disperati di tate & co.
I giochi invadevano le stanze dell'antico appartamento,grande quanto l'Ippodromo di San Siro.
Barbie, orsacchiotti, Winx, bambole parlanti, bambole piangenti, lego, cubi magici e affini.
Fermi, immobili come in un Museo.
Apparentemente.
Perché c'era solo il silenzio del museo, non la perfezione.Una Barbie era rasata, ad un'altra mancava una gamba, un'altra ancora aveva un piede mordicchiato.
Un Museo si, ma degli orrori.

Laura era una bimba che di nobile aveva solo l'animo.

Viveva in una casa di ringhiera, piccola come il taschino dal quale suo papà ogni sera faceva uscire una caramella o un piccolo fiore. Anche lei aveva il nasino all'insù e tante lentiggini sparse. Rideva facilmente ed era sempre in giro a casa delle sue vicine. Riconosceva a naso le spezie utilizzate da Aisha, da Shanti l'indiana e da Ivanka la russa. Un mix di profumi, di lingue e di colori che rendevano il suo condominio un luogo magico.
Laura aveva solo una bambola, Maria, che la sua mamma aveva sapientemente cucito con i resti delle stoffe degli abiti che confezionava per "le signore" della Milano bene.
Maria aveva un suo lettino , ricavato da una scatola di scarpe e tutte le settimane faceva il bagno e Laura usava per i suoi capelli di lana un balsamo speciale. Glielo aveva dato Aisha con l'aria solenne di chi sta regalando un tesoro...diceva che era il segreto di bellezza delle donne arabe!

Un giorno Lucrezia e la mamma capitarono in quel bizzarro condominio. La bimba portava con se Milky, l'orso senza un braccio. Suonarono proprio alla porta di Laura. La mamma di Lucrezia aveva bisogno di un tailleur su misura e le amiche del circolo di beneficenza le avevano indicato quella sartina di ringhiera, "tanto brava ma tanto sfortunata".

Le due bimbe non si sorrisero .Lucrezia seduta immobile come una statua, con il nasino disturbato dall'odore di un mondo che non era il suo. Milky posato accanto a sè , senza nessuna grazia.
Laura era lì vicino. Raccoglieva i ritagli di stoffa che trovava in terra e improvvisava vestiti e scialle per la sua bambola. E la accarezzava,la baciava e la cullava.
Milky osservava incuriosito la scena.
Allora c'era altro al di là della 'appartamento grande quanto l'Ippodromo.
C'erano bimbi diversi.
C'era amore.
Tanto.

La sera, nel buio del grande appartamento , Milky svegliò le Barbie, le Winx, cercò il cubo magico nascosto nell'armadio, i Lego al completo e le bambole.
Raccontò della sua avventura del pomeriggio, della dolcezza di quella bimba lentigginosa, dell'amore verso una bambola fatta di niente.

Bastò uno sguardo intorno a loro,a quel marmo freddo,a quelle pareti bianche,immacolate.

Ken e Big Jim aprirono la porta finestra. I più grandi presero un lungo lenzuolo e mano mano tutti i giochi della stanza di Lucrezia furono fuori nella notte buia. Con un'unica destinazione: la casa di ringhiera.
Quatti quatti arrivarono alla finestra. Il piccolo nasino all'insù splendeva nella luce argentea della notte. Milky sospinse la finestra e lentamente tutti i giochi entrarono , annusando l'aria che sapeva di spezie , amore e tanta allegria.

Si misero tutti intorno il letto di Laura, aspettando fiduciosi il risveglio di quella bimba che sapeva trattare con amore e rispetto le sue cose.

Milky sorrideva tra sè , pensando che a volte basta un piccolo atto di coraggio per cambiare la propria vita.






Un bel piatto freddo oggi.Un'insalata d'orzo gustosa e sana!

INSALATA D'ORZO AI GAMBERETTI

350 gr orzo perlato
15 pomodori pachino
2 cucchiai di brandy (o in mancanza vino bianco)
1 limone
prezzemolo tritato
5 foglie di basilico
300 gr code di gambero sgusciate
1 spicchio di aglio
olio extravergine

Prendete l'orzo e lavatelo sotto l'acqua corrente. Mettetelo a lessare in una pentola capiente con acqua salata (ci vorranno all'incirca  35 minuti).
Nel frattempo in una padella mettete dell'olio e uno spicchio di aglio.
Fate soffriggere e versatevi i gamberetti. Unite il brandy e fate sfumare. Aggiungete i pomodori pachino privati dei semi e tagliati a dadini. Salate, pepate e dopo cinque minuti spegnete.
Scolate l'orzo.
Se avete tempo unite l'orzo ancora caldo con i gamberetti cotti con tutto il loro sughetto. Aggiustate di sale e di pepe. Unite olio extravergine, il succo del limone , il basilico e il prezzemolo tritati.
Se invece il tempo è tiranno, raffreddate l'orzo sotto acqua corrente e unite il condimento , le spezie , l'olio , il sale e il pepe.
Servite freddo ,avendo cura di coprirlo durante il riposo in frigorifero.





Continue reading

3 Comments

19 giugno 2014

Gnocchi all'acqua ripieni di pancetta piacentina D.O.P e lo gnocco al chiodo ;-)




Avevo appeso lo gnocco al chiodo.
Quello di patate ovviamente.
E che diamine sono una foodblogger.
Anzi una buongustaia prima di essere una scrittrice di cibo.
E io gli gnocchi li adoro.
Ma non mi riescono.
Mai.

Lo so.
Giusta punizione per chi ha esclusivamente proteine nel sangue come la sottoscritta.
Non ho fatto mai mistero di preferire i secondi piatti.
Però ogni regola ha la sua eccezione.

Appunto,gli gnocchi.

Ma ahimè,erano andati a finire veramente appesi al chiodo.Insieme alle frittate.
Maledette frittate.
Perchè a casa mia la frittata va a nutrire esclusivamente le piastrelle della cucina .
O in alternativa il pavimento.
Le spatascio,le scaravento a terra o nell'atto di girarle,siccome mi sento nipote di primo grado di Gualtiero Marchesi,le appiccico sulle piastrelle.
Avranno fame anche loro,cribbio ^_^!!.

Ma grazie a due chiacchiere con una persona a me cara, è venuta fuori questa ricetta.
Come non la conoscevi?
No,mai sentita.
E mi si è aperto un mondo.

Perchè, se il segreto delle cose della vita è mediare,beh,io l'ho fatto.
Addio alle patate.
Acqua e farina a gogo.
E voilà gli gnocchi.
Consistenti,deliziosi,"ciccosi" il giusto.

La prima versione è stata la più semplice.Acqua farina e sugo di pomodoro.
Un successo.
La seconda versione invece l'ho impreziosita con un prodotto dell'eccellenza italiana:la pancetta piacentina D.O.P.
E lo gnocco è diventato uno scrigno che racchiude al suo interno un prodotto prezioso e genuino,un prodotto fiore all'occhiello del nostro territorio.

Una raccomandazione:acqua e farina devono avere sempre lo stesso peso.Mi raccomando ,altrimenti non riuscite a lavorare l'impasto!
Per quattro persone ho calcolato 700 grammi di farina e 700 ml di acqua.Sono venute fuori delle porzioni abbondanti.La pancetta ne avevo all'incirca un quattrocento grammi tagliata a dadini.Ovviamente è un lavoro certosino il riempire gli gnocchi uno per uno,ma credetemi,verrete ricompensate dalla fatica!




Gnocchi all'acqua ripieni di pancetta piacentina D.O.P.

700 gr di farina 00
700 ml acqua 1 cucchiaio di olio
2 cucchiaini di sale
pancetta piacentina D.O.P (quanta ne occorre)

per condire:
salsa al pomodoro e basilico


In una pentola capiente mettete a bollire l'acqua,il sale e l'olio.Una volta raggiunto il bollore ,allontanate dal fuoco e versate tutta in una volta la farina,cercando di girare con un mestolo.Rimettete per alcuni istanti sul fuoco,continuando a girare.A questo punto dovreste aver ottenuto una palla di impasto.Mettetela sulla spianatoia e lasciatela raffreddare un pò.
Trascorso il tempo necessario iniziate a lavorare l'impasto per renderlo omogeneo (ci vorranno pochi minuti).
Staccate dei pezzi di impasto,lavorateli fino a formare un cordoncino e staccate degli gnocchi di medie dimensioni.Inserite a centro un pezzetto di pancetta,richiudete e procedete cosi via via con tutto l'impasto.
Mettete a bollire dell'acqua salata e tuffatevi gli gnocchi preparati.Scolateli quando vengono a galla e conditeli con della salsa di pomodoro aromatizzata al basilico o all'origano.


Continue reading

9 Comments

17 giugno 2014

Le ciambelle degli sposi







Lei si chiama Gabriella.
Ha incontrato il suo lui a quattordici anni.
Non si sono più lasciati.
Nel corso degli anni ha accumulato corredo,aspettative e foto di abiti da sposa.
Ha immaginato bomboniere,invitati e dato il nome a tre figli,due maschi e una femmina.
Carlotta,Leonardo e Iacopo.
Ha atteso paziente il lavoro del suo lui.
Ha atteso paziente che le mani sapienti di suo papà completassero la casa.
Ha atteso paziente che i tempi maturassero,come fa il grano al sole.

E poi.
Poi è arrivato il valzer impazzito che suona quando i sogni diventano realtà.
E l'abito diventa,seta reale,i confetti hanno il gusto della mandorla e la tovaglia,quella buona,quella di lino,ricamata a tombolino ,è proprio sul tavolo della sala.
Pronta ad accogliere i regali che mano mano arriveranno .
E lei li guarderà,li accarezzerà,vedendo riflesso nell'acciaio delle posate,quelle regalate da zia Evelina,il suo futuro.Un futuro splendido.

Gabriella ama le tradizioni.
E nel suo paese ce ne è una che le piace particolarmente.
le partecipazioni al matrimonio vengono consegnate insieme ad un pacco di ciambelle degli sposi.
Croccanti ruote ricoperte di granella di zucchero.
Le sogna sin da piccola.
Adorava il momento in cui arrivava un bimbo ,parente degli sposi, e le consegnava.
Le sgranocchiava cosi,al naturale oppure le tuffava nelle tazze fumanti di latte.
Raccoglieva con il dito la granellina che cadeva nella busta.

Ora è il suo momento.
Sei ciambelle per gli amici e il vicinato.
Otto per gli invitati e i cugini.
Dodici per gli zii e i nonni.
Diciotto per la comare di Battesimo.
Ventiquattro per la comare di Cresima.

Le ha fatte preparare dal forno del paese.
Ne sforna tante,soprattutto in estate quando i sogni d'amore sanno tanto di confetti e bouquet fioriti.
Il dubbio la assale all'ultimo momento:avrà fatto bene a non partecipare alla realizzazione delle ciambelle?
Sua madre dice che porta male se la sposa le prepara.
Sua suocera sostiene invece che la sposa debba grattugiare il limone al momento della preparazione delle ciambelle.
Solo cosi il suo matrimonio sarà benedetto dalla felicità.

Ma può la felicità esser legata ad un limone?

Lasciamo qui la nostra Gabriella.
Piena di sogni e aspettative per il futuro.
Gabriella ovviamente è un parto della mia fantasia .
Le ciambelle degli sposi invece  esistono realmente.Sono una tradizione tipica di un paesino arroccato nei castelli Romani:Rocca di Papa.
Sono entrate da poco a far parte dei prodotti tipici laziali e,credetemi,sono una delizia,pur nella loro semplicità.
Pare che addirittura Renato Zero ne sia un consumatore seriale.Settimanalmente parte da Rocca di Papa una fornitura diretta a casa sua.
La ricetta manco a dirlo è segreta nelle dosi e non la cavi di bocca a nessuno!
Quella che vi propongo è,dopo vari tentativi,quella che vi si avvicina di più per sapore e consistenza.
Vi va di provarle?

Un ultimo consiglio:provate realmente a tuffarle nel latte.
Sono una delizia per il palato.
Un supplizio per la culotte de cheval.






Continue reading

10 Comments

13 giugno 2014

Torta di Bled




Le alpi Giulie
La Slovenia
Un lago.
Un'isola al centro di questo lago.
Una piccola chiesa.
Una vedova inconsolabile,Polissena.
E il suo desiderio di creare una campana da donare a quella piccola chiesa al centro del lago.

Un naufragio che colpisce l'imbarcazione che dalle sponde del lago doveva trasportare la campana.
La nave cola a picco.
E con essa la campana.
Ma ancora oggi,se chiudete gli occhi e vi immergete nel silenzio dell'isola,potete sentirne i rintocchi sott'acqua.
Sogno o realtà?
Leggenda o verità...
Poco importa esprimete un desiderio
Questi sono luoghi da favola.



(fonte:Bled,imago paradisi)

Un piccolo gioiello incastonato.
La torta di Bled.
Inventata nel 1953,una specie di millefoglie,tagliata rigorosamente a quadrati di sette per sette cm.
La particolarità?Una crema pasticcera realizzata con la farina di grano duro.Consistente,densa,sontuosa.Stemperata poi dallo strato di panna montata.
Vale la pena provarla,soprattutto in questi giorni di caldo extra.
Essenziale il passaggio in freezer di un'ora,un'ora e mezza.Serve a rendere compatti gli strati per poi riuscire a tagliarli!

(fonte ricetta Pronto in tavola)





Continue reading

12 Comments

10 giugno 2014

Insalata di farro e tonno e io "speriamo che me la cavo!"




Da domani dieta.
Va bene amore.

Mangerò solo frutta.
Va bene amore.

Mangerò insalate scondite e yogurt magri.
Va bene amore.

Farò un'ora di tapis-roulant e mezz'ora di crunch.
Crunch?Icchillè?
Addominali mamma.
Va bene amore.

Comprami i pesi da mezzo chilo perchè mentre corro rinforzo le braccia.
Va bene amore.

Ha più calorie una mela o un'albicocca mamma?
Mi sa che mangio una carota.
Va bene amore.

Ho bisogno di un bikini ma con il sotto a pantaloncino e il sopra gialloocraneroverdeapois.
Va bene amore.

Mi faccio lo shatush ma giallo canarino.
Va bene amore.

Oggi vado in piscina.
No,non ci vado.
Si,ci vado.
Va bene amore.

Sarà una lunga estate ragazze.
Corsi e ricorsi storici.
Ricordo ancora con orrore la mia adolescenza ed ecco che all'improvviso è arrivata quella di mia figlia.

Per ora mi difendo con il mantra:Va bene amore.
Poi col progredire dei giorni non so.
Chiederò numi e consiglio al santo protettore delle mammedifiglieadolescenti.

Faccio slalom degni dell'Alberto Tomba dei periodi migliori tra:brufoli,ormoni impazziti,amiche,fette di pane e nutella e lacrime di coccodrillo,canzoni cantate a squarciagola,sguardi in cagnesco e "Ti voglio bene mamma" che spuntano come fiori in un deserto di pazzia.

Perchè l'adolescenza è una calda,tenera pazzia.

Si salvi chi può.

Io non lo so.

Io "speriamo che me la cavo"

Oggi insalata di farro al tonno.
Perchè non sia mai che d'estate fai quella cosa calda che corrisponde al nome di pasta.
Giammai.

Questa è la solfa di tutti gli anni a casa mia da giugno a settembre.

E allora quest'anno ,ove possibile,faccio accomodare anche voi in questo tripudio di piatti freddi di casa Emporio 21.

Insalata di farro e tonno

300 gr farro
1 peperone 
1 confezione di mais
160 gr tonno sgocciolato
1 cucchiaino di dragoncello (o prezzemolo)
foglie di basilico
olio extravergine d'oliva
aceto di mele
pomodorini pachino

Prendete il farro e lavatelo sotto l'acqua corrente.
mettetelo a bollire in una casseruola con acqua salata e calcolate una mezz'ora dall'inizio del bollore.
Trascorso questo tempo,scolatelo,conditelo con un pò di olio e fatelo raffreddare (se il tempo è poco,scolatelo,raffreddatelo sotto il getto dell'acqua corrente e poi conditelo).
In una terrina sminuzzate il basilico con le mani,il tonno,unite il peperone crudo a pezzetti,il mais e i pomodorini .A parte create un'emulsione con l'olio,l'aceto di mele,il sale,il pepe e il dragoncello (o prezzemolo).Sbattete con una forchetta fino ad avere un composto omogeneo (l'ideale sarebbe avere un barattolino piccolo,tipo quello degli omogeneizzati ,dove mettere gli ingredienti dell'emulsione.Chiudete con il tappo e sbattete il contenuto come se fosse uno shaker).
Versate l'emulsione sugli ingredienti,unite il farro raffreddato,mescolate bene e fate riposare per una mezz'oretta al fresco prima di servire!





Continue reading

7 Comments

5 giugno 2014

Risotto rosso con chips di pomodoro e basilico croccante e la promessa




La sentite?
E' nell'aria.
E' arrivata.
Puntuale peggio di una cartella di Equitalia.
Almeno lei però è piacevole.
E' la promessa dell'estate.
Annusate il cielo.
Profuma di anguria e di solare al cocco.
La promessa si vede negli occhi dei bimbi.
I grembiuli della scuola ormai archiviati perchè tanto fa caldo nelle aule. 
Stirati e impacchettati con destinazione settembre.

La si trova nelle mani inesperte degli adolescenti che sognano baci e improbabili amori sotto l'ombrellone.

Diventa compagna assidua dei pensieri delle mamme che lavorano...un pensiero al necessario stipendio e un altro al bimbo che da lasciare presso nonni,zii o centri estivi.
mamme che si sentono colpevoli..
Come sempre del resto.
Arte sopraffina femminile.
Sentirsi colpevoli seppur innocenti

Una promessa che si ritrova negli occhi del figo di turno pronto a far strage di cuori e tette femminili da esibire come un trofeo al gruppo di amici.

Una promessa che diventa realtà nel mio mercatino rionale dove il colore della frutta diventa cosi forte da sembrare irreale.
Affondo le mani nelle ciliegie felice .
Resisto a malapena alla tentazione di metterne un paio a mò di orecchino come facevo da piccola in campagna.

Sta arrivando veloce e come tutti gli anni se ne andrà altrettanto veloce.
Anche se sembrerà lunga.

E allora un piatto dai colori accesi oggi.
Rosso e verde.
Un piatto che certo non è estivo.
Ma che sa di estate perchè fatto con il pomodoro rosso rosso,quello tondo,profumato che solo d'estate troviamo.
E il basilico che mette fame appena un filo di vento ne scuote le foglie e il suo profumo arriuva alle nostre narici.
Un risotto che va bene per gli intolleranti al lattosio,ai vegetariani,per chi cerca un primo a basso impatto glicemico.
Un risotto adatto a chi l'estate se la mangia in un boccone!

La ricetta è stata presa dal mensile "Cucina Naturale" di giugno.





Continue reading

4 Comments

4 giugno 2014

I Twists di sfoglia alla cannella e frammenti di vita




Amo leggere .
La mia rovina è stato il corso di lettura veloce all'Università.
Una volta imparate le tecniche non te le dimentichi più.
E quindi macini pagine su pagine.
A volte cerchi di interrompere il gioco oculare che ti hanno insegnato ma non c'è nulla da fare.

Ho passato fasi alterne.
Non ho mai storto il naso di fronte a nulla.
Ho iniziato con le favole e la mia "Educazione sentimentale" è avvenuta con i libri Harmony.
Parliamo di trent'anni fa.
Immersa nel silenzio estivo delle Alpi svizzere,vedevo mia sorella (molto più grande di me) sdraiarsi sul divano e leggere sti libricini ,mentre buttava giù tonnellate di cioccolata alle nocciole.
Ecco,ho aperto a undici anni per puro caso uno di quei libri.
Più che altro per avere la scusa per mangiare anche io la cioccolata.
Fondente ,però.
E mi ci sono appassionata.
Sognavo schiere di principi azzurri.Belli,forti,virili.Ricchi,perchè no.

Poi è iniziata la fase del liceo.
Sono diventata dark.
Esistenzialista nel midollo.
E giravo con Sartre e "La nausea" da una parte e dall'altra Camus con "La peste".
E siccome ero pure masochista me li leggevo in francese.
Giravo vestita di nero e con le ciocche verdi.
Oggi sono normali.
In un liceo di provincia trent'anni fa no.Non lo erano.

E poi..poi è arrivata l'Università.
L'impegno politico,l'amore per il diritto.
La costituzione italiana sul comodino e gli ideali per una società più giusta nell'altra.

A trent'anni Agata Christie.Con lei Maigret.
E insieme a loro un amore viscerale per i gialli,i thriller,il noir.
E continua ancora dopo anni.
Ho perso il conto di quanti ne ho letti.
Ultimamente mi sono buttata negli psicothriller tedeschi.

Cavoli ragazze.
Se siete amanti del genere ve li consiglio vivamente.
Coinvolgenti,tenebrosi.
Paurosi,oserei dire.
Perchè tremendi sono i meandri più nascosti della mente umana.
Dovrei avere la corazza ormai,dopo anni di letture di questo genere.
Invece figuratevi che mentre li leggo ,salto in aria al minimo rumore!
Ho vietato alle mie figlie di raggiungermi silenziosamente alle spalle perchè salto che manco una cavalletta 
potrebbe tanto!

Questa la mia ultima lettura.Ve la consiglio vivamente,se siete amanti del genere!



La ricetta di oggi è una di quella iper veloci ma buone veramente.L'idea viene da Foodnetworktv e nello specifico è una ricetta di Giada De Laurentiis.
Ho modificato alcune dosi senza però alterare la sostanza di questa semplicissima e simpatica ricetta.
Potete gustare i twists da soli oppure accompagnati dalla salsina che vi propongo.






Continue reading

6 Comments

2 giugno 2014

Confettura di fragole,menta e limone






Capita a volte per strane connessioni planetarie...
o per volere di chissà chi...
che si incastrino delle giornate 
le une sulle altre..
Giornate fatte di eventi ordinari e a volte straordinari
che ti fanno riscoprire il gusto delle cose semplici





Ore ,minuti e secondi che ballano nella tua anima.
E ti prendono per mano e ti raccontano....

Del rosso della fragola,
dei suoi semini,
della sua dolcezza quando la schiacci con denti.

Del verde della menta.
Del suo aroma pungente.
Della bellezza delle sue foglie.

Del giallo del limone.
Del suo profumo.
Acre sicuramente.
Ma necessario a volte per farti apprezzare poi il dolce.




Un pò il gioco della vita,il suo equilibrio.

Quell'aroma pungente della menta,l'aspro del limone.
Quell'aroma pungente del pericolo,l'aspro della delusione e a volte dell'astio.

Necessari.

Per farti scoprire che la fragola è ancora più dolce ma non banale.

Soprattutto se la trovi dopo quei sapori che non ti aspettavi.

Come questa confettura.

Dolce,aspra e pungente.

Vi do la dose minima.Ne faccio sempre poca,perchè mi piace consumarla subito.
A volte a cucchiaiate come una bimba golosa.
Altre in un guscio goloso di frolla.

Nello svolgimento della ricetta troverete anche le indicazioni sul come conservarla.In tal caso vi conviene raddoppiare le dosi.






Continue reading

3 Comments

Followers

Visualizzazioni :

Google+ Followers

Search This Blog

Popular Posts

Pages

Blog Archive

monicapennacchietti@l'emporio21. Powered by Blogger.

Buzzoole

buzzoole code

histats

Follow by Email

Se vuoi contattarmi:



Collaboro con:

Translate

Follow us

Instagram