31 ottobre 2014

Quanno parlo cu te...omaggio al maestro e il risotto al peperone rosso






Quanno parlo cu te



A parlà c' 'a luna e ' sole
songo buone tutte quante:
nnanz' 'a luna tu te ncante
e te miette a ragiunà.

Spicialmente 'a luna chiena
me risponne a tuono, a ssisco,
e me dice: "Te capisco,
saccio che ne' vuluto dì". 

Nnanze a te pure me ncanto,
tu però, quanno me siente,
nun capisce 'o riesto 'e niente!

Ma sta luna, fusse tu?

Una piccola parentesi partenopea per ricordare un grande Maestro.
Trent'anni di vuoto.
Eduardo de Filippo.






RISOTTO AL PEPERONE ROSSO 

Ingredienti:


Peperone rosso-1

Scalogno-1

Riso Carnaroli-350 grammi

Vino Bianco-1 bicchiere

Brodo vegetale bollente- 700 millilitri all'incirca
 
Parmigiano reggiano-50 grammi

Paprica dolce-1 cucchiaio

Formaggio cremoso morbido per mantecare-100 grammi (facoltativo)

Erba cipollina essiccata-1 cucchiaino

Foglie di basilico fresche-5

Concentrato di pomodoro-2 cucchiai

tempo di cottura:30 minuti

Preparazione:

Dividete il peperone rosso  in piccoli dadini.Fate appassire lo scalogno in un pò di olio.
Unite il riso Carnaroli e fatelo tostare per un minuto circa (dovrà diventare lucido). Unite il vino e fate evaporare totalmente.
Unite 2 mestoli di brodo bollente, scioglietevi il concentrato.
Unite la paprica, mescolate ed aggiungete i dadini di peperone.
Portate a cottura aggiungendo mano mano del brodo.
Quando il riso sarà al dente aggiungete il parmigiano, e togliendo il riso dal fuoco ,il formaggio morbido a pezzetti.
Aggiustare di sale, mantecare,unire l'erba cipollina, le foglie di basilico tritate e servire.
Per rendere più brioso il piatto si può aggiungere della scorza di limone insieme a del pepe grattugiato al momento.



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29 ottobre 2014

Rose di pasta alla zucca,salsiccia e funghi e una storia d'amore


(n.b. se volete accendete le casse, Bach vi attende ^_^)

Le acque del torrente si calmarono all'improvviso,
gli uccelli smisero di volare per ascoltare,
le fiere abbandonarono le proprie prede ammaliate da quel suono...
Orfeo suonava mentre le lacrime scendevano dalle sue guance ,rotolavano come piccole pietre preziose nel torrente.
Acqua con acqua....
Volti di donne persi nella sua memoria, profumi, labbra che non avevano più senso e forma.
Solo un volto, un paio di occhi, labbra e capelli.
Solo loro nella sua memoria.
Nelle sue mani.

Suonava Orfeo.
Suonava e cantava per chi non c'era più.
Per quell'amore che mai più avrebbe potuto essere.

Per quell'amore che lo aveva portato a sfidare gli inferi e Caronte.
Per quell'amore per il quale aveva suonato e cantato, supplicando al cospetto di Ade.

Perchè Euridice era morta,
la sua amata, mentre tentava di fuggire da chi voleva toccarla e profanarla.
Un serpente e il suo morso il suo destino.

E Orfeo aveva varcato la soglia dell'Inferno per riportarla indietro.
Ma al diavolo si paga sempre pegno.
E il pegno era non guardarla fino alla fine...
fino alla porta degli inferi...
fino alla luce del sole

Ma l'amore, quello vero si nutre di ombre, di paure e di dubbi.
Orfeo e la sua paura che non fossero i passi di Euridice a risuonare nei bui corridoi che protavano alla salvezza.

Orfeo e il desiderio di guardarla.
Orfeo che si gira e la perde, la vede morire per la seconda volta.
Questa volta per sempre...

Una delle storie d'amore più tragiche e insieme più belle della storia .
Un mito impermeabile allo scorrere del tempo......




Ma quant'è allegra la zucca?
E soprattutto quanto è buona!
Oggi prendo ispirazione da una ricetta di Jamie Oliver.
Usiamo la sfoglia per lasagne, quella fresca.
E una cascata di zucca
Una manciata di salsiccia
Funghi porcini...
E mozzarella come se piovesse...

Ma potete metterci quello che volete.
Jamie usa spinaci,feta e zucca.

Un'altra variante golosa è pancetta e zucca..

E poi la forma.
Tante piccole rose golose.
Tutte appoggiate, strette strette su un letto di salsa vellutata di pomodoro.
Croccanti in superficie e piacevolmente morbide alla fine.

Una pasta ricca, senza dubbio.
Un'esperienza da ripetere...





Rose di pasta alla zucca, funghi e salsiccia

Per il ripieno:

Zucca-2 chili
Salsicce-8
Funghi porcini-6 o 7 di media grandezza
Cipolla rossa-1
Mozzarella-250 grammi
Parmigiano grattugiato-quanto basta
Aglio-1 spicchio
Prezzemolo-1 manciata
Vino bianco-1\2 bicchiere

per il sugo:

Passata di pomodoro-700 millilitri
Aglio-2 spicchi
Basilico-4 foglie
Zucchero-2 cucchiai
Sale-1 cucchiaio

Lasagne in sfoglie sottili-500 grammi

Cottura in forno:25 minuti (20 minuti più 5 di grill)-funzione ventilata-200 gradi

Prepariamo il sugo:
in una pentola facciamo soffriggere l'aglio.
uniamo la passata di pomodoro.Prendiamo la bottilgia vuota della passata, riempiamola d'acqau e versiamola nella pentola. Uniamo lo zucchero, il sale e facciamo restringere il sugo.
Cinque minuti prima della fine della cottura, uniamo le foglie di basilico

Laviamo, sbucciamo e tagliamo a dadini la zucca.
In una padella soffriggiamo la cipolla rossa tritata e uniamo poi i dadini di zucca. regoliamo di sale, di pepe e portiamo a cottura, unendo dell'acqua se il composto tende ad asciugarsi troppo.
Una volta cotta frulliamola con il minipimer oppure schiacciamola ben bene con una forchetta.
Lasciamo raffreddare.

Togliamo l'involucro alla salsiccia,tagliamola a pezzettini sottili e mettiamola a cuocere in una padella a fuoco lento, in maniera tale che possa buttare tutto il suo grasso.
Puliamo e affettiamo finemente i funghi.
mettiamoli a soffriggere con uno spicchio di aglio.
Sfumiamo con il vino, regoliamo di sale e di pepe e facciamoli cuocere ma non troppo.

prepariamo una pentola con l'acqua e portiamola a bollore.
Saliamola leggermente.
Prendiamo le sfoglie di lasagne e facciamole ammorbidire per circa 20 secondi.Toglietele e mettetele su un telo steso sul tavolo a scolare.
Continuate cosi fino ad esaurimento delle lasagne .

A questo punto prendiamo una sfoglia.
La cospargiamo di zucca tritata.
Ci mettiamo la salsiccia, i funghi, un pò di mozzarella e il parmigiano grattugiato.
la arrotoliamo dal lato corto e formiamo una specie di salsicciotto che andremo a tagliare in due o tre parti.
Il composto uscirà un pochino, non vi preoccupate.Potrete sempre rimetterlo dentro le rose che si sono formate una volta sistemate in teglia.




Nella teglia da forno formate uno strato di sugo (dovrà arrivare circa a metà della teglia).
Sistemate dentro in verticale i pezzetti ottenuti e continuate cosi via via avendo cura di metterli stretti stretti.
Una volta terminate e sistemate tutte le sfoglie,unite un mestolo di sugo avanzato, cospargete di parmigiano e mettete in forno caldo per venti minuti. Gli ultimi cinque minuti utilizzate il grill.
Mi raccomando è importante, è una parte essenziale del piatto:ci deve essere il contrasto tra la parte morbida sottostante e quella croccante in superficie.
fate raffreddare leggermente e gustate!





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27 ottobre 2014

Una semplice torta all'ananas e la perfezione del diverso




Le sfumature.
Sono quelle che rendono interessante un volto.
Espressioni.
Sono quelle che rendono indimenticabile una persona.

Perché a vent'anni, magari, è tutto bianco o nero.
Poi invece ti rendi conto che è il particolare che arricchisce l'umanità.
La piccola sfumatura del diverso.
Un neo, un piccolo strabismo di Venere.
Una esse trascinata nel parlare che rende tutto ,anche la più semplice delle parole, di una sensualità inaudita.

Magari un modo diverso dal mio di vedere un angolo del mondo.

Sono tutti valori aggiunti che arricchiscono l'anima.

Penso che la stessa cosa avvenga  in  cucina.

Ho un passato da talebana.
Si fa cosi.E basta.
Complice la crescita in un ristorante accanto ad un fratello chef.

Poi l'esperienza, la curiosità e il supporto di una amica-sorella mi hanno fatto comprendere che esiste altro dal manuale della perfezione.
E che forse la perfezione non è poi cosi esaltante ed appagante come si ritiene.

E allora ho capito che un piatto con una sfumatura od un sapore diverso può essere interessante ed ammaliante.
Proprio nella sua difformità dal modello.

Come questa torta all'ananas.
Semplice.
Ma disarmante nella sua semplicità
Spogliata dal caramello,
dalle fette sistemate sul fondo della teglia come tanti piccoli soldatini ubbidienti.

E' semplice come le sue piccole briciole che si attaccano alle dita.
Perchè va mangiata cosi.
Guardandosi negli occhi e chiudendo la realtà complicata fuori dalla porta.
Semplice.
Buona.
Facile.



Torta semplice all'ananas

Farina- 300 grammi
Uova- 3
Olio di mais (o altro)- 1 bicchiere (circa 130 ml)
Succo d'ananas- 1 bicchiere (circa 130 ml)
Sale- 1 pizzico
Ananas fresco o in scatola al naturale- 5 fette
Zucchero- 180 grammi
Lievito per dolci- 1 bustina
Scorza grattugiata di un limone

Utensili: fruste elettriche, teglia da 24 centimetri imburrata e infarinata.

Cottura: forno statico-180 gradi

Tempo di cottura: 30/35 minuti

Nella ciotola della planetaria rompete le uova, unite lo zucchero e montate il composto finchè sarà gonfio e spumoso (ci vorranno all'incirca cinque minuti).
Aggiungete il pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone e il succo di ananas. mescolate ancora a velocità bassa con le fruste elettriche, finchè il composto sarà omogeneo e ben amalgamato.
Setacciate la farina con il lievito.
Aggiungeteli in tre volte al composto alternandolo con l'olio (versate in sostanza un pò di farina e lievito e un pò di olio).
Una volta esauriti tali ingredienti mettete l'impasto nella teglia imburrata e infarinata.
Sistemate le fettine di ananas in superficie (finiranno nel mezzo dell'impasto durante la cottura, non vi preoccupate quindi, è normale e voluto).
Spolverate con una cucchiaiata di zucchero semolato e infornate.
Una volta cotta, lasciate la torta per cinque minuti nel forno spento, con lo sportello leggermente aperto.
Tiratela fuori, fatela raffreddare e decoratela con lo zucchero a velo



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22 ottobre 2014

Pan di Mele




Il Pan di mele è quel dolce che non ti aspetti.
Rustico e casalingo come solo il pane può essere.

Disarmante nella sua ricca semplicità.
Come solo una mela sa mostrarsi.

E' una strana unione per una colazione che sa di "casa", di tepore mattutino.
Di pigiami, capelli arruffati e  occhi che piano piano si spalancano curiosi sul nuovo giorno.

Pochi ingredienti.
Semplici.

Un pò per trovare nuove strade e nuovi modi per usare le mele.
Un pò per stupire il palato.
In primo luogo il mio.

Torta o pane?
Per Martina è più pane.
Per Sara è più torta.
Per mio marito è tutte e due con qualcosa in più.

Per me è semplicemente una coccola mattutina, un odore e un sapore da stampare addosso alla mia famiglia...un filo d'Arianna teso fino al loro rientro...





PAN DI MELE

Farina-500 grammi
Lievito di Birra-25 grammi 
Mele-3
Miele-3 cucchiai
Zucchero-3 cucchiai
Uvetta-80 grammi
Cannella in polvere-2 cucchiaini
Olio vegetale (facoltativo:usandolo il composto viene leggermente più morbido)-5 cucchiai
Sale-1 pizzico
Acqua tiepida-250 millilitri


Tagliate a dadini le mele e spruzzatele con succo di limone.
Mettete a bagno l'uvetta.
Spolverate leggermente di farina il tavolo o un altro piano di lavoro.
Mettete la farina al centro e il pizzico di sale.
Date una bella mescolata e poi mettetela nella classica posizione a fontana, con il buco al centro.
Unite lo zucchero, il miele e la cannella.
Strizzate l'uvetta ,aggiungetela e cosi anche l'eventuale olio.Mettete il lievito di birra.
Con una mano iniziate ad impastare e con l'altra versate mano mano l'acqua. Mescolate velocemente il tutto e iniziate a lavorarlo.
Quando sarà leggermente amalgamato unire le mele e lavorare il composto per circa cinque minuti.
dategli una forma tonda e ponetelo in un luogo tiepido per farlo raddoppiare di volume.
Ci vorrà un'ora all'incirca.
Una volta lievitato, riprendetelo, lavoratelo leggermente e mettetelo in una teglia rivestita di carta forno. dategli la forma desiderata e fatelo lievitare per altri trenta minuti.
Intanto accendete il forno a 200 gradi.
Mettete il pan di mele nel forno a cuocere per circa trenta minuti.
prima di tirarlo fuori spolverate la superficie del pane con dello zucchero semolato e mettetelo cinque minuti sotto il grill.
Si formerà una golosa crosticina!
Fatelo raffreddare e servitelo a fette, magari accompagnato da una delicata confettura di albicocche.


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17 ottobre 2014

Torta di pane e spinaci...la sfida della cucina degli avanzi



La cucina degli avanzi.

Mi piace.
Mi piace e mi rende fiera di non aver buttato nulla.
Anzi.

Con poco e con tanta fantasia è incredibile i piatti che si riescono a tirar fuori.
A volte la cucina ha modi e ingredienti mirabolanti e estremamente costosi.
Ricette meravigliose e altisonanti.

Ma...
la cucina povera esercita su di me un fascino arcaico,ammaliante.
E' una sfida continua.

Una sfida che questa ricetta ha vinto alla grande.
L'ho vista da Mariangela ,una blogger alla quale sono particolarmente affezionata.
Una di quelle blogger silenziose, che entrano in punta di piedi.
Brava, precisa ,simpatica.

Con tante idee che tira fuori dal cappello e con poco ti stupisce.
Questa è la sua torta di pane.
Questa è l'unica maniera che ho di far mangiare la frittata alla piccola.

Prendi del pane raffermo, delle uova, della provola,degli spinaci e tiri fuori un secondo piatto buonissimo.

Il passaggio in forno gli regala morbidezza ma allo stesso tempo gratina con cura e rende croccante la parte superiore.

Inganni i sensi e la vista perchè non sai se stai mangiando una frittata o una torta croccante.

Io ho seguito con qualche variante la ricetta di Mariangela
Ma la ricetta si presta a varie interpretazioni.
L'ultima volta l'ho proposta con i resti di una peperonata.
Divina anche in questa versione.

E' una ricetta a tutto tondo.
Un abile contenitore per smaltire quello che avanza.

Gusto, risparmio e rispetto per il cibo.
Non posso pretendere di più.





TORTA DI PANE E SPINACI

120 gr pane raffermo
200 gr spinaci
2 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
100 gr pancetta affumicata
100 gr provola dolce
latte
olio
sale e pepe


Prendere gli spinaci già cotti e passarli brevemente in padella con uno spicchio di aglio.
Scaldate il latte.
Versatelo sul pane per farlo ammorbidire.
Lavoratelo brevemente ,giusto per ammorbidirlo un pò, senza farlo diventare eccessivamente sfatto.
Sbattiamo le uova con il parmigiano. Uniamole al composto di spinaci, aggiungiamo il pane,la pancetta , la provola tagliata a dadini.
Aggiustiamo con il sale e il pepe (io ho aggiunto anche 1 cucchiaino di paprica dolce).
Accendete il forno a 180 gradi.
Foderate una teglia con carta forno (io la bagno cosi rilascia umidità durante la cottura mantenendo cosi il composto ben idratato).
Cuocete per una ventina di minuti.
Eventualmente passate sotto il grill brevemente per rendere croccante la parte superiore.


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15 ottobre 2014

La Torta sette vasetti salata



Lo confesso.
Conoscevo solo la versione dolce.
Rimbalzava come una palla impazzita tra blog e forum vari.

Una ricetta molto carina.
Mi piacciono tutte quelle ricettine che non prevedono l'uso della bilancia e della precisione al milligrammo.
Mi sanno tanto di mamme che pesavano gli ingredienti ad occhio o al massimo con un cucchiaio.

Finchè un giorno gironzolando col naso all'insù nel web non incontro il sito Non Sprecare.
Carino, ben fatto.
Valida anche la sezione delle ricette low-cost.

Mi piacciono le ricette non sprecone.
Oltre ad essere economiche, la maggior parte delle volte sono strabuone.
Un pò come tutta la cucina povera.

Mi imbatto in questa versione salata della Sette Vasetti.
Avevo giusto un mix di ortaggi nel frigo che chiedevano pietà.
Un peperone, 2 zucchine,qualche taccola.
E uno yogurt in scadenza.

Detto fatto.
Il risultato è stato piacevole e gustoso.
Una torta salata che ricorda una focaccia.
Una torta che potrete farcire come meglio credete.
Una ricetta svuotafrigo e salva tasche.
Il che non è mai un punto a sfavore!



TORTA SALATA SETTE VASETTI

1 yogurt magro
2 vasetti di farina
1 vasetto di fecola
1\2 vasetto di olio
1 vasetto di latte
1 vasetto di parmigiano grattugiato o grana
1 bustina di lievito per torte salate
3 uova
1 cucchiaino di sale


per il ripieno:

1 peperone rosso
1 cipolla
1 spicchio di aglio
10 taccole
1 manciata di piselli surgelati
1 melanzana
1 zucchina
1 cucchiaino scarso di paprica
1 cucchiaino di erba cipollina
prezzemolo e basilico
formaggio dolce a dadini (se lo gradite)
sale olio e pepe

Prepariamo il ripieno (che potrete ovviamente variare secondo i vostri gusti):
in una padella capiente mettiamo a soffriggere l'aglio e la cipolla tritati finemente.
Aggiungiamo poi tutte le verdure tagliate a dadini sottili e portiamole a cottura, aggiungendo acqua se necessario. Uniamo il sale, la paprica, l'erba cipollina e a fine cottura il prezzemolo e il basilico.
Facciamo leggermente raffreddare.

Accendiamo il forno a 180 gradi e cospargiamo di olio e pangrattato una teglia (se gradite una torta bassa come la mia utilizzate una teglia da 26 cm almeno;altrimenti se gradite una torta salata alta diminuite la circonferenza della teglia stessa).

In una ciotola uniamo tutti gli ingredienti previsti per la torta e mescoliamo con cura.
Aggiungiamo il ripieno,il formaggio a dadini e rovesciamo il tutto nella teglia.
Livelliamo la superficie della torta con un cucchiaio bagnato e mettiamo in forno.
Cuociamo (forno ventilato) per circa 30 minuti.
Facciamo la prova stecchino prima di tirar fuori la teglia.
Se la torta è cotta poniamola a raffreddare.

Questa torta dà il meglio di se stessa gustata tiepida o fredda!

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13 ottobre 2014

Le Lasagne verdura e pesto e l'importanza di chiamarsi Tettarifatta





Oggi ho scoperto che..

Ho scoperto che a Pavia se infilo la lingua nella bocca di tre tizi diversi mi offrono un cocktail.
Se arrivo a 15 mi regalano addirittura la brocca.
Altro che gratta e vinci, poker on line o macchinette ciuccia soldi nei bar rionali.
Questa è la nuova frontiera del vinci sicuro.
Basta essere di bocca buona.

Ho scoperto che Bill Gates è anche un guru.
Perchè di fronte ad una cerimonia di consegna di diplomi ha detto ai ragazzi che la scuola non insegna molte cose.
Non insegna che andare a lavorare in un fast-food non è "abbassarsi" ma semplicemente lavorare.
Ma ha anche detto che la vita è ingiusta e che bisogna abituarsi.
Per fortuna che ha tirato fuori questa perla di saggezza.
Ora sono più tranquilla e consapevole.
Grazie dear Bill.
Metterò la tua effigie sul comodino .

Ho scoperto che non si potrà più accusare nessuno dal 2050 in poi di aver sceso la pasta troppo cotta.
Non è colpa di un ritardo personale.
Sarà colpa del buco dell'ozono.
L'anidride carbonica funzionerà da ciuccia proteine.
Quindi  buona pasta collosa a tutti.

Ho scoperto che non posso chiamarmi come mi pare.
Va bene chiamarsi Monica, Francesca o Simona.
Ma se voglio chiamarmi BeataMinkia, Asdrubala o Tettarifatta devo prepararmi al solenne giudizio altrui.
E quindi ho scoperto che il web non è poi quel posto cosi libero che pensavo.
Un posto dove ognuno fa quel che più gli pare senza nuocere a nessuno.
Ma sono rimasta l'unica alla quale non importa un fico secco di quello che fanno gli altri?

Che poi ognuno sarà capace di decidere che cosa vuol fare di questo spazio senza dover rendere conto a qualcuno...o no?

Ho scoperto che mi piace Ligabue quando dice che vuole un mondo all'altezza dei sogni che ho.
Io, ecco, cosi lo voglio.
Un mondo libero dove io possa indifferentemente chiamarmi Tettarifatta o Cenerentola.
Dove posso esprimermi liberamente senza timore di scatenare polemiche.
Dove io possa indossare tacchi alti se ne ho voglia.
Ma dove io possa andare in giro anche in ballerine una di un colore e una di un altro.

Voglio un mondo dove ci possa essere spazio per tutti.
Indifferentemente.
E' chiedere troppo?

Ho scoperto che preferisco la lasagna di verdure a quella classica.
Lo hanno scoperto anche le mie figlie.

Pesto, sfoglia, besciamella e verdure come se piovesse.
Piatto goloso.
E anche ciccioso.

ma...ho scoperto che nel mondo c'è posto anche per le curve ^_^





Lasagne di verdure e Pesto

1 confezione di lasagne
150 gr pesto
3 peperoni
3 zucchine
300 gr piselli
500 ml besciamella
parmigiano grattugiato
1 cipolla grande
1 spicchio di aglio
peperoncino (facoltativo)


Volete fare le cose a puntino e avete un pò di tempo?
Allora cuocete le verdure separatamente.
Preparate un battuto con la cipolla e l'aglio.Tritateli finemente e suddivideteli in tre padelle diverse.
in una mettete i piselli, in un'altra le zucchine tagliate a dadini e nell'ultima i peperoni anch'essi tagliati a dadini.
Sorvegliate le cotture, aggiungendo pochissima acqua e cercando di mantenerle croccanti.
Spegnete la fiamma quando suddette verdure saranno ancora al dente.
Prendete una bella pirofila da forno.
Versate una cascata di besciamella.
Unite il primo strato di lasagna.
Su questo adagiate di nuovo la besciamella, unite le verdure, il pesto (qualche cucchiaiata) e un pò di parmigiano.
Coprite con un'altra lasagna e continuate fino ad esaurimento degli ingredienti.
L'ultimo strato sarà formato da besciamella, parmigiano e pesto.
Infornate a 200 gradi per venti minuti.
Tiratele fuori quando saranno dorate, gonfie e croccanti agli angoli.
Buon appetito!!

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9 ottobre 2014

Il Banana Chai Bread e Laura nel Vagone Ristorante




A volte mi capita di guardare gli accessi di questo blog.
Numeri, statistiche,chi entra e chi esce.

Cifre?
No.
Volti.
Storie.
Respiri.

Mi piace immaginare il visitatore numero 103 ad esempio.
Gli occhi, la faccia, il carattere, la sua casa, la sua giornata.

Manie da scrittrice.
Curiosità felina.
Ma una abitudine irrinunciabile.
Perchè le cifre sono aride.
Soprattutto se lasciate da sole come singoli granelli di sabbia.
Non compongono il deserto.

La maggior parte delle volte tutto rimane una pura fantasia.
Finchè noti un accesso dall'Australia.
Uno, due, dieci.
E poi quell'accesso diventa una mail che non ti aspetti.
Una cifra che diventa volto.
Carne, ossa seppur virtuali.

Lei è Laura.
Ventisette anni.
Un passato remoto in Italia, un passato prossimo in un viaggio che ti cambia i connotati dell'anima via terra Milano-Singapore in dieci mesi (QUI trovate il resoconto di questa avventura).
E un presente in una terra lontana e densa di promesse:l'Australia.

Una ragazza che è uno scrigno da aprire lentamente e gustare con le sue mille sorprese e la sua innata gentilezza.
Una cosa che mi colpisce.
Perchè non la riscontro spesso.

Laura è diventata una realtà.
E' diventata una presenza e non più una cifra.
Attraverso Laura ho conosciuto lo chef Peter.
Un uomo buono e preciso, un uomo dalle mani e dal cuore d'oro.
Lo scenario è quello del Dizzy Witch cafè,a Northbridge.

La nostra Laura ha lavorato lì per un periodo e se ne è andata portandosi dietro un souvenir meraviglioso:la ricetta del banana Chai Bread.

Un pane di origine anglosassone fatto col trucchetto dello chef.
Niente burro ma panna acida, o formaggio spalmabile o anche ricotta (come ho avuto modo di provare).
E il risultato è strabiliante.
Addirittura nei giorni a venire.
Morbido, gustoso, con un leggero sentore di banana.
In caffetteria, scrive Laura, lo servivano tostato su un tagliere di legno,accompagnato da dei morbidi riccioli di burro.
Io l'ho mangiato anche con il cioccolato, con la marmellata e accompagnato da sciroppo d'acero.
Una colazione formidabile!

Se vorrete andare a trovare Laura questo il suo blog:IL Vagone Ristorante!




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6 ottobre 2014

La Torta di mele risveglia sensi, accidenti alla mela



Servizio da the'?
Troppo scontato.
Servizio di posate acciaio 18\10?
Roba da plebei
Portafoto in argento con tutti ghirigorinisottilisottiliaiqualinonsaidiredino?
No, ne avevano ricevuti a vagonate.

Il matrimonio di Zeus ed Hera si avvicinava velocemente e Gaia, la Madre Terra aveva pronto tutto:trucco,parrucco, pochette...l'unica cosa che le mancava era un dannato regalo.

Seduta alla finestra , si smangiucchiava le unghie, incurante della french fresca fresca e guardava il giardino delle Esperidi, disperata ed affranta.
Il matrimonio del secolo e lei non sapeva cosa regalare.

Finchè...

Finchè non senti un "Porca mela".
Ladon, il serpente che non dormiva mai, si era appisolato furtivamente proprio sotto l'albero delle mele.
Ops.
Una gli era caduta in testa.
Conseguente bernoccolo .
E fantastica ideona da parte di Gaia!
Avrebbe regalato ai due novelli sposi un albero di mele d'oro.
Già immaginava i titoloni su Olimpo2000:
"Stratosferico regalo da parte della dea più "stilosa" di tutte :Gaia:"

Se lo avesse saputo però l'incauta dea...

Se glielo avessero detto che quelle sarebbero state le mele della discordia.
Tentazioni ,corruzioni.
Seduzioni...una fra tutte :
Paride ed Elena.
Il matrimonio di Atlanta poi.

La mela.

Simbolo di innocenza ma anche della più tenace delle seduzioni.
Mela candida e mela peccaminosa.

Raffigurata accanto al bambino e alla Madonna è il simbolo della purezza e della fertilità:



Dipinta accanto ad Adamo ed Eva diventa il peccato, la seduzione,la tentazione per eccellenza:


La mela che diventa il simbolo dell'intuizione geniale di un uomo:


O ancora quella meravigliosa lucida mela che la strega dà a Biancaneve. Di nuovo la mela come simbolo, psicologico ed esoterico:



Quante storie, quanti miti e leggende su uno dei frutti più semplici e più essenziali presenti sulle nostre tavole.

Per me la mela è soprattutto tentazione.

Perchè l'adoro nelle torte
Declinate in tutte le versioni.
Ciambelloni, crostate,sfoglie.

Tra una torta al cioccolato e una alle mele scelgo sempre e comunque quest'ultima.

Ve l'ho detto.
Lussuria, gola e tentazione all'ennesima potenza.
E voi, di che mela siete?


La torta di mele di oggi..

La morbidezza dell'acqua, la ricchezza delle uova , dell'olio e poi...
La dolcezza della mela rossa incontra lo sprint del limone e dello zenzero.
Al primo morso sentirete la fragranza del frutto.
Al secondo vi arriverà l'aspro del limone e alla fine lo zenzero vi sveglierà tutti i sensi.
Anche quelli andati ormai in letargo.
In tutto questo un leggero sentore di cannella a tenervi compagnia in ogni ondata di sapore.
Pronte?



Torta alle mele risveglia sensi


300 gr farina

180 gr zucchero di canna
3 uova
1 bicchiere (di quelli di plastica per intenderci) di olio
1 bicchiere di acqua frizzante
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di cannella
1 cucchiaio colmo di zenzero in polvere o 3 cm di radice di zenzero grattugiata fresca
scorza e succo di 1 limone
5 mele rosse
1 bustina di lievito per dolci

-Teglia da 26 cm imburrata e infarinata



Accendete il forno a 180 gradi.

Tagliate le mele a fette e spruzzatele con del succo di limone per non farle annerire.
Mettetele da parte.
Montate con le fruste elettriche le uova con lo zucchero. Montatele fino a farle diventare soffici, spumose.Ci vorranno quattro, cinque minuti.
Unite ora il pizzico di sale e l'acqua frizzante.
Mescolate delicatamente con una spatola per non smontare il composto di uova.
Iniziate ora il rituale di spezie e aromi.
Unite la cannella, lo zenzero (se utilizzate lo zenzero fresco sarete inebriati dal profumo!!) e via con la scorza del limone e il suo succo.
Mescolate ancora con cura.
A questo punto setacciate la farina con il lievito.
Prendete l'olio e iniziate ad unire lentamente un pò di farina e un pò di olio.
Girate, mescolate, annusate.
Quando il composto sarà omogeneo versatelo nella tortiera.
Decorate la superficie con le fettine di mela.
Spolverate con dello zucchero semolato.
Infornate.
Trenta, trentacinque minuti.
fate la prova con uno stecchino.
I forni amano distinguersi gli uni dagli altri.
Se lo stecchino esce pulito ,la torta è pronta.
Fatela raffreddare e buon risveglio di sensi!

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