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11 dicembre 2016

Gingerbread al cacao e 'na strofinatina di zenzero

zenzero-biscotti-natale


Zenzero, zenzero delle mie brame, qual'è la spezia più inflazionata del reame?
Quella che domani troveremo nella pasta o magari nel biberon dei nostri nanetti?

Provate a sfogliare qualsiasi rivista dedicata al benessere e fatevi il conto di quante volte viene nominato lo zenzero.
Candito, grattugiato, essiccato, a scagliette, mettine circa un pollice che altrimenti pizzica talmente tanto che chiami i pompieri, io ne metto quanto mi pare perché mi piace.
Col miele, senza miele, no con il limone, ma una puntina di aceto di mele è la morte sua.
Mettilo nella tisana, usalo come caramella, grattugialo sulla mela cotta del nonno e usalo come dentifricio.
Donna, 'na strofinatina dietro le orecchie e gli uomini cascano come mosche al tuo passaggio.
E tu uomo strofinalo dove non batte il sole che andrai come un treno tutta la notte.
Esagerata?
Un rapido giro tra usi e costumi del globo vi farà sorridere e converrete con me che zenzero e curcuma sono diventati i divi dei tuttologi.
Ovunque e comunque.

Però che dirvi? A me piace.
E tranne che strofinarlo dietro le orecchie e infilarlo nella mela del nonno, lo metto un pò ovunque.
Lo zenzero è vecchio come il cucco, solo che prima non se lo filava nessuno.
I primi biscotti preparati con il nostro protagonista risalgono, nientepopòdimeno, al 2400 a.c
Enrico VIII si narra lo usasse come rimedio contro la peste.
Io mi permetto di dissentire.
Ha avuto sei mogli, secondo me, 'na strofinatina nelle parti basse se la sarà anche data, poraccio 😝😜
Elisabetta I pare abbia fatto i primi gingerbread della storia che sono un pò un simbolo dell'Inghilterra.

Io i gingerbread li ho incontrati nel lontano 1981 per la prima volta a Zurigo, durante una delle mie vacanze natalizie in Svizzera. E da allora, il Natale per me sa di spezie e di zenzero. Adoro il pandoro e il panettone (SENZA CANDITI) ma datemi un pain d'epices e vi salverò il mondo ( e distruggerò il vostro girovita).

Oggi vi propongo i gingerbread ma al cacao.
Provateli da soli, con la cioccolata, con un tè fumante. Potete divertirvi a decorarli con la glassa o a lasciarli così, semplici, con una bella spolverata di zucchero a velo.


GINGERBREAD AL CACAO

100 gr farina
100 gr burro
25 gr cacao amaro
80 gr zucchero di canna
1 tuorlo
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1 pizzico di chiodi di garofano
1 pizzico di sale

Nella planetaria o nel mixer metti il burro a pezzetti (freddo), la farina, il cacao e le spezie. Frulla alla massima velocità e aggiungi lo zucchero, il tuorlo e il sale e frulla ad alta velocità. Il composto che otterrai sarà sbriciolato. Lavoralo brevemente con le mani fredde e mettilo in frigo per circa 30 minuti.
Stendi la frolla su due foglie di carta forno e e ritaglia i biscotti nella forma preferita.
Cuoci in forno caldo, statico, a 170° per circa 20 minuti.
Falli raffreddare e spolverali con zucchero a velo.


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29 novembre 2016

I biscotti della salute e sono un'aspirante egoista


biscotti-colazione-salento-.bambini



Sono un'aspirante egoista.
Lo confesso.
Ho tolto il saio e indossato i tacchi a spillo. Le calze a rete no, mi danno prurito.
Sono un'aspirante egoista. Aspirante perché ho frequentato solo le prime lezioni e appreso i primi rudimenti.
La prima lezione mi ha insegnato a relazionarmi con l'ennesima vecchina che mi pianta un gomito nello stomaco e mi sorpassa alla cassa. La guardo e le dico: "A nonnè, e no. Almeno chiedilo!!!" Perché io ti faccio passare più che volentieri, ma non posso donare una costola ad ogni vecchietta che sgomita. Le sto finendo e a qualcosa mi dovranno pur servire.

La seconda lezione mi ha insegnato a trattare con le persone che al mattino mi dicono: "Ma sempre a passeggio stai?". Imbecille, sono carica di buste della spesa come un mulo in procinto di imbarcarsi nell'arca di Noè, ho la busta della farmacia al posto degli orecchini e le divise del marito ritirate dalla lavanderia appese al collo, e tu mi dici pure buona passeggiata?
Ok, due secondi ci vogliono. Smonto il mio assetto da guerra mattutino e lo monto su di te. E già che ci sei mi porti anche la mia borsa della spesa fino a casa. E manco ti offro il caffè.


La terza lezione mi ha insegnato a trattare con i call center. Ho il massimo rispetto per il lavoro altrui, ma se ti dico di non aver bisogno dell'ennesimo purificatore d'acqua (che tra l'altro me lo proponi esattamente alle due  e cinque, quando con una mano giro il risotto, con l'altra affetto un pezzo di carne e la cornetta la tengo con il piede, ammazza quanto sò snodata), non ti stupire se d'ora in poi a casa mia ti risponderà la domestica filippina ..."No, signora non esserci, non tornare, io non conoscere nemmeno". L'ho assunta per corrispondenza va beh?

I biscotti della salute sono necessari per affrontare il logorio della vita moderna.
Quelli che vi propongo appartengono alla tradizione salentina. Semplici ed essenziali eppure deliziosi. venivano preparati in gran quantità dalle massaie salentine e cotte nel forno del paese. La struttura semplice ne faceva dei biscotti adatti ai bambini e ai malati. La ricetta che vi propongo è di Claudia Deb, la quale consiglia di gustarli da soli oppure a colazione spalmati di miele o marmellata.



I Biscotti della salute

330 grammi farina
130 gr zucchero
2 uova + 1 tuorlo
1 bustina di lievito
scorza grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale
100 ml olio di semi

Disponi la farina, setacciata con il lievito, sul tavolo da lavoro. Al centro pratica un buco e inserisci tutti gli ingredienti.
Impasta fino a ottenere un composto omogeneo.
Dividi l'impasto in due cilindri di media grandezza e mettilo in frigo per circa 30 minuti.
Accendi il forno a 180°.
Spennella con il tuorlo sbattuto la superficie dei cilindri.
Tira fuori il tuo impasto e cuocilo per circa 20 minuti.
fallo raffreddare completamente.
Taglialo a fettine di circa 1 cm e rimettilo nel forno caldo per circa 30 minuti a 150° fino a che le fette saranno dorate e croccanti.

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5 ottobre 2016

I biscotti al miele e olio d'oliva e quando l'adulterio salva una vita



biscotti-semplici-olio-miele-salute-buono-semplice







Due etti di zucchero
"Giacinta, le pillole per la pressione".
E Giacinta corre..
Tre etti di farina
"Giacinta, la pillola per la gastrite"
E Giacinta corre.
Due uova sbattute
"Giacinta ho freddo"
E Giacinta corre
Una bustina di lievito.
"Giacinta mi prude la tempia"
E Giacinta corre a grattarla, questa benedetta tempia.
Un bicchiere di latte e inforna il dolce.


Scene da un matrimonio.
Quarant'anni di corri Giacinta. La pillola, la piega del pantalone, la pasta ben cotta, i bambini al loro posto, la suocera venerata come Maradona, la sua immagine accanto a quella della Madonnina.
Corri Giacinta, che lui non sa fare nulla poverino. Corri Giacinta, che lui ha avuto un'infanzia difficile. Corri Giacinta, non hai che lui. E qualche schiaffo non fa la differenza, non più ormai.
Corri corri gli anni son passati.
E le rughe sono arrivate.
I figli sono andati via e così le risate.
E' rimasta Giacinta che rammenda calzini e sospira.


Sospira felice però Giacinta.
Perchè ha saputo che lui l'ha sempre amata.
Ma no, non lui, quello al quale prude la tempia.
L'altro. 

Quello che non diresti mai,quello che è peccato.
Ma se fosse realmente peccato Dio non ci avrebbe dato il cuore, si dice Giacinta mentre accende una candela in Chiesa.
Corri Giacinta.
Corri sorridendo.
Settant'anni e il cuore di una quindicenne.
Vola Giacinta.
A volte basta un piccolo segreto per vivere meglio.

p.s= Giacinta c'è, esiste, è reale. Questo è tutto per lei.










Una ricetta buona deve essere necessariamente difficile?
I biscotti al miele e olio d'oliva sono l'esempio che la semplicità a volte, per fortuna, vince.

Questi biscottini si fanno con niente e sanno di tanto. Perchè come tutte le cose semplici ammaliano e incantano.
Una ricetta semplice che Giulia mi ha fatto provare e della quale mi sono innamorata al primo morso.



BISCOTTI AL MIELE E OLIO D'OLIVA


1 uovo
200 gr di farina integrale (o 100 integrale e 100 farina 00)
la scorza di 1\2 limone
50 ml di olio di oliva
5 gr lievito in polvere per dolci
2 o 3 cucchiai di miele (se vi piacciono più o meno dolci)

Su un tavolo da lavoro infarinato metti la farina e fai un buco al centro. Metti tutti gli ingredienti e inizia a lavorare abbastanza velocemente. L'impasto è pronto quando non si attacca più alle dita.
Fallo riposare dieci minuti in frigorifero.
Stendi la frolla e lasciala abbastanza spessa perchè tendono a bruciare subito.
Cuocili in forno caldo a 180° per circa dieci minuti.
Falli raffreddare e servili così al naturale, spolverati di zucchero a velo o glassati.


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3 dicembre 2015

Biscotti con cuore al cocco e Ringraziamento




Mi lascio alle spalle una settimana pesante e piuttosto antipatica.
C'è bisogno di silenzio ogni tanto.
E il silenzio è il luogo dove solo la poesia può parlare

Vi lascio con una delle poetesse che amo di più , Wislawa Szymborska

RINGRAZIAMENTO

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

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8 novembre 2015

I Biscotti con la confettura nell'impasto







Cosa sarebbe un frigorifero senza quei due,tre barattolini di confettura che girano aperti e tristi.
Tutti li vogliono e nessuno se li piglia.
Perchè la fase "confettura mon amour" è esplosiva nella mia famiglia e contagia tutti insieme, peggio della varicella.
Perchè una figlia:"Mamma a me quella d'albicocche"
Un'altra "Mamma quella di fragole".
In più a questa già urticante equazione ,ci si aggiunge il marito :"Io solo quella di ciliegie".
Perfetto.
La fase confettura-addict però dura mediamente un giorno e sette minuti.
Poi passa.

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27 maggio 2015

I Ferrovieri




I Ferrovieri.
Ovvero quel biscotto che nessuna sa, che nessuno conosce.

Quel biscotto che in realtà è una crostata strana.
Quel biscotto che però ti piace perchè puoi metterci quello che vuoi.

Uno all'albicocca, uno alle fragole e uno al cioccolato.
Magari ci metto anche della panna o della crema pasticcera.
O una bella crema di pistacchi di Bronte.

No quella no, quella crea dipendenza.

Perchè il Ferroviere

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20 gennaio 2015

Gallette dolci e il selfie condiviso




C'è la connessione a colazione.
La connessione pre e post prandiale.
Poi quella delle cinque del pomeriggio, insieme a thè e biscottini che fanno tanto english style.
Poi la connessione prima di cena e quella prima di andare a letto.
E magari se Morfeo ha deciso di andarsi a fare due birrette con conseguente insonnia , c'è anche la connessione notturna.

Poi c'è la condivisione di ogni centimetro quadro della propria vita. Pure se è spuntato un pelo incarnito alla suocera dell'Antonietta .
Tutto è social, tutto va condiviso.

E sia ben chiara una cosa , la mia non è una crociata.
Io sono social e ne fruisco a piene mani.
Sono su facebook dai suoi primi vagiti e ho condiviso molto all'inizio, presa dall'entusiasmo..

Oggi mi piace aprire facebook e ridere.
Ridere delle frasi strampalate, dei vari link,video.
Condividere le esperienze culinarie, passare a trovare anche se in maniera silenziosa le mie amiche...

Però mi rendo conto di una cosa.
E' facile farsi prendere la mano.
E' facile lasciarsi andare.
Già... Facebook è pericoloso.
Se ci aggiungiamo anche l'altro prodotto del demonio (^_^) ovvero i selfie, produciamo un'associazione a delinquere, capace di mandare a gambe all'aria anche la più furba delle faine!!

Dite che sono esagerata?
Naaaaaaaa.
Ditelo a quel povero imprenditore veneto che ha tutta la mia stima.
Poverino.
Mica ha fatto niente di male.
A Venezia è andato.
Era un pò stanco e doveva staccare un pò.
E a Venezia , in mezzo a piccioni e acqua alta, è scattato il selfie.
E il selfie chiama Facebook.
E quindi la condivisione.
Altrimenti che senso ha farsi un selfie se nessuno lo vede?
Il poveretto in questione ha inserito il pilota automatico.
Selfie. Facebook. Condivisione.

E che sarà mai direte voi.
Niente di che, certo.

Peccato che il tizio in questione il selfie se l'è fatto con l'amante, con la quale era andato a smaltire un pò di stress nella città lagunare.
E peccato che sto selfie lo abbia visto in diretta la povera moglie , prima che il marito si rendesse conto del danno.

Che dite, gli costerà caro sto divorzio ???^_^


Oggi gallette dolci mie care.
Uno snack rompidigiuno, una merenda o uno sfizio dopo cena.
Croccanti al punto giusto e piacevolmente dolci senza essere stucchevoli.
Ve li propongo nella loro versione base.Ma posso dirvi una cosa? Provate ad aggiungere all' impasto due grandi cucchiaiate di arachidi salate tritate.Diventeranno delle gallette libidinose.
Testate ed approvate ^_^
Pronte?
(notizie provenienti da Venezia Today; ricetta Mes brouillons de cuisine)


GALLETTE DOLCI 

1 uovo
30 grammi di farina
100 grammi di burro fuso
150 grammi di zucchero di canna
1 cucchiaio di lievito in polvere 
1 pizzico di sale
100 grammi di fiocchi di avena
1 cucchiaino di cannella


Accendere il forno a 180 gradi.
Mescolare il burro fuso con i fiocchi di avena e mettere da parte.
Con le fruste elettriche montare lo zucchero con l'uovo e unire i restanti ingredienti.
Al termine unire i fiocchi di avena mescolati al burro.
A questo punto prendete la placca , foderatela con della carta da forno.
Prendete un cucchiaino, prelevate un pò di impasto e posizionatelo sulla placca.
Fate dei piccoli mucchietti tondi posizionandoli distanti gli uni dagli altri (in cottura si spatasciano assumendo la classica forma di gallette tonde e sottilissime).
Cuocetele in forno caldo a 180 gradi per massimo dieci minuti.
Tiratele fuori e fatele raffreddare (mano mano che si raffreddano diventano croccanti).
Conservatele in una scatola di latta




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12 settembre 2014

I falsi baci di dama .L'importante è non dirglielo.






Voi non glielo dite.
Magari pensatelo, ma senza proferir parola.

Perchè le parole sono come sottili morsi di serpente se non dosate.
Avvelenano a poco a poco.
Fino all'irreparabile fine.

A volte si pensa alla violenza solo come fisica.
A me forse spaventa anchequella verbale.
Perchè le parole a volte si buttano addosso agli altri come coriandoli.
Lo si fa con leggerezza e a volte sbadataggine.

Si arriva a giudizi affrettati, sommari come se ognuno di noi fosse il giudice dell'umanità.
Tutti depositari di un immaginario codice civile e penale dal quale attingere le condanne.

E poi via, strali di parole.
Addosso magari a malcapitati.
Addosso a innocenti.

Lo sentite quanto cicaleccio intorno a noi?
Tizio che parla male di Sempronio.
Caio che parla male di Tizio e Sempronio.

Parole, parole, giudizi, opinioni non richieste.
Che fatica.
E quante ingiustizie.

Lo sapete perchè ho studiato giurisprudenza all'Università?
Perchè ho avuto un colpo di fulmine nel sentire questo principio :
"Innocente fino a prova contraria".
La presunzione dell'innocenza.

E' una bella tutela non trovate?

Per questo vi chiedo di essere clementi.
Presupponete che siano innocenti questi biscotti.
Perchè inconsapevoli.

Loro sono convinti di essere dei baci di dama.

Ma chi glielo dice che dei famosi biscotti hanno soltanto la forma ( e pure quella più o meno)?
Gli mancano pure le nocciole.

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26 agosto 2014

Tre ingredienti e otto minuti ovvero i biscotti al cocco veloci ed economici!



"Bella mattinata.
 Piena di luce.
 Soffia un vento lieve.
 Lo straordinario sole dell'Africa.
 Azzurro profondo.Uccelli bianchi.
 Sotto,sedie calde sulla sabbia.
 E naturalmente il mare.
 E comunque mancano allcuni alberi.
 E una o due navi sul fondo.
 Ad indicare che uno può sempre partire..."


Non so di chi siano i versi qui sopra.
So solo che sono scritti in un vecchio foglietto, strappato da un giornale, che mi porto dietro dalla notte dei tempi.
Leggerli e farli miei è stato un tutt'uno.
Ci sono io in poche righe,il mio essere.C'è la libertà di ogni individuo.
Quelle navi sul fondo...si può sempre partire,si può sempre ricominciare.
Anche se non fisicamente,con la testa.Si,si può.
Anzi si deve.
Sempre.
La prima parte della poesia narra di un cielo azzurro,del sole,della sabbia.
Chiudete gli occhi.
A quale sapore accostereste queste sensazioni?
Io al cocco.
Il profumo del caldo.


E la ricetta di oggi parla proprio di cocco.
Allo stato puro.


Biscotti semplici.
Tre ingredienti e otto minuti.
Fantastico, non trovate?

E non solo.
Economica e "riciclosa" come piace a noi.

Perchè ci consente di far fuori quei due,tre albumi che ci danno una noia pazzesca nel frigo.




BISCOTTI AL COCCO (fonte:Non sprecare )

2 albumi
120 gr farina di cocco
100 gr zucchero

Riunite tutti e tre gli ingredienti in un mixer. Mescolateli brevemente, fate delle palline e rotolatele nella farina di cocco.Appoggiatele su una teglia rivestita di carta forno e fatele cuocere a 180 gradi per 8 minuti.




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17 giugno 2014

Le ciambelle degli sposi







Lei si chiama Gabriella.
Ha incontrato il suo lui a quattordici anni.
Non si sono più lasciati.
Nel corso degli anni ha accumulato corredo,aspettative e foto di abiti da sposa.
Ha immaginato bomboniere,invitati e dato il nome a tre figli,due maschi e una femmina.
Carlotta,Leonardo e Iacopo.
Ha atteso paziente il lavoro del suo lui.
Ha atteso paziente che le mani sapienti di suo papà completassero la casa.
Ha atteso paziente che i tempi maturassero,come fa il grano al sole.

E poi.
Poi è arrivato il valzer impazzito che suona quando i sogni diventano realtà.
E l'abito diventa,seta reale,i confetti hanno il gusto della mandorla e la tovaglia,quella buona,quella di lino,ricamata a tombolino ,è proprio sul tavolo della sala.
Pronta ad accogliere i regali che mano mano arriveranno .
E lei li guarderà,li accarezzerà,vedendo riflesso nell'acciaio delle posate,quelle regalate da zia Evelina,il suo futuro.Un futuro splendido.

Gabriella ama le tradizioni.
E nel suo paese ce ne è una che le piace particolarmente.
le partecipazioni al matrimonio vengono consegnate insieme ad un pacco di ciambelle degli sposi.
Croccanti ruote ricoperte di granella di zucchero.
Le sogna sin da piccola.
Adorava il momento in cui arrivava un bimbo ,parente degli sposi, e le consegnava.
Le sgranocchiava cosi,al naturale oppure le tuffava nelle tazze fumanti di latte.
Raccoglieva con il dito la granellina che cadeva nella busta.

Ora è il suo momento.
Sei ciambelle per gli amici e il vicinato.
Otto per gli invitati e i cugini.
Dodici per gli zii e i nonni.
Diciotto per la comare di Battesimo.
Ventiquattro per la comare di Cresima.

Le ha fatte preparare dal forno del paese.
Ne sforna tante,soprattutto in estate quando i sogni d'amore sanno tanto di confetti e bouquet fioriti.
Il dubbio la assale all'ultimo momento:avrà fatto bene a non partecipare alla realizzazione delle ciambelle?
Sua madre dice che porta male se la sposa le prepara.
Sua suocera sostiene invece che la sposa debba grattugiare il limone al momento della preparazione delle ciambelle.
Solo cosi il suo matrimonio sarà benedetto dalla felicità.

Ma può la felicità esser legata ad un limone?

Lasciamo qui la nostra Gabriella.
Piena di sogni e aspettative per il futuro.
Gabriella ovviamente è un parto della mia fantasia .
Le ciambelle degli sposi invece  esistono realmente.Sono una tradizione tipica di un paesino arroccato nei castelli Romani:Rocca di Papa.
Sono entrate da poco a far parte dei prodotti tipici laziali e,credetemi,sono una delizia,pur nella loro semplicità.
Pare che addirittura Renato Zero ne sia un consumatore seriale.Settimanalmente parte da Rocca di Papa una fornitura diretta a casa sua.
La ricetta manco a dirlo è segreta nelle dosi e non la cavi di bocca a nessuno!
Quella che vi propongo è,dopo vari tentativi,quella che vi si avvicina di più per sapore e consistenza.
Vi va di provarle?

Un ultimo consiglio:provate realmente a tuffarle nel latte.
Sono una delizia per il palato.
Un supplizio per la culotte de cheval.






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23 maggio 2014

Facciamo i Digestive?(ma poi faranno digerire o no?)


Digestive.
Boh.
Io mica digerisco quando li mangio.
Anzi.
Mi si blocca anche la bile visto che ne mando giù a tonnellate.
Sia la versione base che quella cioccolatosa.
Uno è un palliativo.
Dieci un numero abbastanza decente per cominciare a sentire la soddisfazione gastrica.

Ma Digestive perchè?
Perchè pare che contengano bicarbonato e visto che i biscotti in questione non sono proprio giovincelli,beh..un tempo si era diffusa la credenza che potessero far digerire.

Il che ci potrebbe anche stare in linea teorica.

Il problema è che ogni impasto dovrebbe prevedere ,che so io,almeno mezzo pacchetto di bicarbonato di sodio per poter espletare la funzione digestiva.O no?

Ve lo immaginate il gusto?

Questi che vi propongo sono proprio buoni.
Tra tutte le ricette provate è quella che secondo me ci si avvicina di più.
La ricetta originale prevede il burro.Potete tranquillamente sostituirlo con l'olio vegetale.

La versione che vedete realizzata è quella base.Per un risultato più goloso potete far sciogliere del cioccolato e immergervi i biscotti.
Una goduria.

Alla faccia della prova costume.
Al limite si andrà in montagna quest'anno!!

(fonte ricetta Food 52,London Bakes)


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4 maggio 2014

I biscotti nuziali messicani e siamo diventati maggiorenni!!


Diciotto anni fa,più o meno a quest'ora ,stava iniziando una grossa avventura.
Questa:


Diciotto anni ,caspita, fa impressione.Sono scivolati via .Il risultato sono due figlie,una gatta,tre traslochi all'attivo.Rose ,fiori e spine.
Perchè la spina è necessaria,altrimenti non apprezzeresti la sensazione che viene dopo.Lo stare bene,la sensazione che il pericolo è passato e che quella piccola ferita non ti sanguina più.
Risate,complicità,qualche lacrima e tante parole.
Soprattutto quando litighiamo.
Siamo abili nell'arte oratoria.
Ci sfiniamo,consapevolmente.
Per poi sorridere e archiviare tutto.
Diciotto anni pieni pieni.Di tutto.
Non ha mai spezzato le ali al mio essere al di fuori degli schemi.
Lo ha sempre rispettato.
Me lo trovo dietro ad ogni mia iniziativa.
Serio nell'appoggiarmi,propositivo e incoraggiante quando ho un progetto.
Imperturbabile quando rientra dal lavoro e mi trova stesa sul tappeto:
"Ma che sta facendo la mamma?" chiede alle due squinziette
"Sta provando l'autoipnosi"
"Ah ,okay"
Mi scavalca e tranquillamente va a farsi un caffè.
Non si stupisce ma anzi .Dice che la nostra vita è un copione improvvisato giorno per giorno.
Con uno sguardo ormai ci capiamo.
Con lo sguardo ci facciamo lunghi discorsi in mezzo alla gente.
Diciotto anni,ragazze.
Siamo diventati maggiorenni!!


Rimaniamo in tema con la ricetta di oggi.
Vi propongo i biscotti nuziali messicani.
Vengono serviti,appunto, durante le nozze in Messico.
Ma in realtà sono ibridi.In Spagna vengono realizzati durante il Natale,sono parenti stretti dei Kourabiedes greci e in Russia venivano serviti durante il diciottesimo secolo con il thè.
Io vi propongo la ricetta base con in più due aromi:la scorza dell'arancia e la cannella per una marcia in più.
Due precisazioni:attente alla cottura perchè scuriscono presto (infatti i miei sono un pò abbronzati).Essenziale poi è l'immersione nello zucchero appena caldi e poi di nuovo appena raffreddati!
(fonte No Quite Nigella)






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29 aprile 2014

I biscotti Thin Mints tradizionali e in versione furba!!



Coraggio,compassione,onestà,sorellanza,sicurezza e carattere.Questi i valori insegnati nelle Girl Scout americane e sicuramente nei gruppi scout a qualsiasi latitudine.
Mi ha sempre affascinato il loro mondo.
Un pò meno le loro ginocchia scoperte con la tramontana di gennaio.
Invano ho tentato di invogliare le mie figlie,coadiuvata da un marito ex-scout.
Non c'è stato niente da fare.
Per questo mi è piaciuta tanto la storia dei biscotti delle Girls Scout americane.
Avete presente quei gruppi di scout che trovate nei film statunitensi?Quelli con il banchettino fuori dal supermercato ?O quelli che vi vengono a bussare a casa con in mano dei coloratissimi pacchetti?Ecco,vi stanno vendendo proprio quei biscotti,biscotti di cui i Thin Mints che oggi vi propongo sono i capostipiti.
Gli Americani li adorano,li cercano,li comprano senza problemi proprio perchè con il ricavato si vanno a sovvenzionare numerose opere di beneficenza.
Mi piace quest'idea della ragazzina scout che vende porta a porta.
L'ho detto a mia figlia grande.
"Pensa che bello Tati,andare a bussare alla porta della gente e vendere questi biscotti.Ti piacerebbe?"
"Ma stai scherzando?E metti che ti apre Jack lo Squartatore,o Freddy Krueger o peggio ancora un serial killer?"
Ho capito due cose quindi:
- mia figlia non farà mai la girl scout
-forse è il caso di farle vedere meno Criminal Minds!!!!

In realtà vi propongo due versioni di Thin Mints.La prima è quella canonica,da brava foodblogger sempre presente,sempre desiderosa di fare e mai stanca.L'altra è la versione...ehm...con la scorciatoia.La versione della foodblogger nelle giornate no,quelle giornate in cui si guardano in cagnesco mestoli e affini. Perchè a me capitano queste giornate,molto spesso direi e quindi ben vengano anche le versioni furbe!!
ovviamente la caratteristica di questi biscotti è il connubio tra cioccolata e un leggero sentore di menta.Nulla vi vieta però di realizzare la ricetta omettendo la menta stessa.Ovviamente non saranno più gli stessi biscotti ma...de gustibus non est disputandum.Gli americani consigliano di tenerli in congelatore una volta preparati perchè più sfiziosi.Io non ho provato.So solo che il giorno dopo sono ancora più buoni!!

Thin mints versione tradizionale:



Preparazione:

In una ciotola mettete la farina,l'amido di mais,il cacao e il pizzico di sale..In un altro contenitore mettere il burro con lo zucchero e lavorarli a crema.Aggiungere il latte e la menta e la vaniglia.mescolare con le fruste elettriche ed aggiungere il composto preparato prima con la farina.Lavorate il tutto brevemente con le mani e date la forma cilindrica al composto.Avvolgerlo nella pellicola e tenerlo in freezer per una ,due ore.Trascorso il tempo necessario,toglietelo,tagliatelo a fette non troppo spesse e i biscotti cosi ottenuti sistemateli su una teglia foderata di carta forno.Cuocete in forno caldo,funzione statica,180 gradi per non più di un quarto d'ora.Una volta cotti tirateli fuori e fateli raffreddare completamente prima di immergerli nella glassa.
Preparazione della glassa:
sciogliere il cioccolato con la menta.Immergervi i biscotti ed appoggiarli su una gratella per farli rapprendere.


Thin mints con il trucco

Ingredienti:

1 scatola di Ritz
300 gr cioccolata fondente
1 cucchiaino di sciroppo di menta (o estratto di menta per uso alimentare)

Far sciogliere al microonde o a bagnomaria il cioccolato fondente con la menta.Immergervi i Ritz,ricoprirli interamente e metterli a raffreddare.Tutto qui!!


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27 aprile 2014

I Biscotti al limone






Chi è che non cambia mai idea nella vita?
Io la cambio spesso,guardandomi intorno e sperimentando.
E il limone ne è la dimostrazione più ovvia.
Un tempo odiavo il giallo e il limone.
Oggi il giallo è uno dei miei colori preferiti.
E il limone è il primo compagno della giornata.
Acqua tiepida e un bel limone spremuto.
I primi tempi una tortura,oggi una piacevole abitudine.Le mie mattine ormai iniziano con quel rituale.Lo bevo nel silenzio della casa che ancora dorme.
I benefici sono arrivati con la costanza.Pelle,vitalità,piccoli dolori scomparsi.
E' senza dubbio un potente alleato per quanto riguarda la salute e non solo.Deodora,sgrassa,rende i capelli più chiari utilizzato nell'ultimo risciacquo.
Applicato su un brufolo ne agevola la scomparsa e sbianca i denti...
Ne volete altre?
Passatelo sull'acciaio e sciacquate.Brillerà come nuovo!Oppure messo in un piattino con aceto,acqua e limone sarà un potente deterrente contro le formiche.Utile soprattutto per chi come me ha degli animali domestici e non può quindi disseminare la casa di pericolosi insetticidi chimici.
Oggi il limone ve lo propongo nei biscotti.
Una ricetta semplice,veloce (mezz'ora e sono pronti) ed estremamente golosa nella sua semplicità!!





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6 novembre 2013

I Biscotti a vetro



Oggi un altro tormentone di qualche tempo fa:i biscotti a vetro.
Li avevo in archivio da tempo immemorabile.Dopo Halloween avevo la casa invasa dalla caramelle e ho deciso di provare,anzi le mie figlie hanno deciso di provare.Sono semplicissimi da realizzare e di grande effetto.Quelli che vedete proposti da me non sono perfetti ovviamente,sono il frutto delle mani delle mie pargolette.Mi ripropongo di provarci prima delle feste natalizie perchè mi piacerebbe regalarli.
La base è un frolla.Usate la ricetta con la quale vi trovate meglio.Avete fretta?usate quella già pronta.
Dovrete procurarvi inoltre delle caramelle dure ,colorate (senza ripieno),due stampi della forma desiderata (uno più grande l'altro più piccolo) e ..buon divertimento!!!
La ricetta che utilizzo io per la pasta frolla è Questa,la migliore finora per me!



Biscotti a vetro

200 gr farina
100 gr zucchero
100 gr burro a temperatura ambiente
2 tuorli
un paio di cucchiaini di latte
1 pizzico di sale

caramelle dure di vari colori

Prepariamo la frolla:su un piano da lavoro infarinato mettete la farina a fontana e fate un buco al centro.Unite lo zucchero,il burro morbido tagliato a tocchetti ,il sale,i tuorli e il latte.lavorate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo.Mettete in frigo per una mezz'ora.
Dividete in base al colore le caramelle e riducetele in polvere con il minipimer.
Tirate fuori la frolla,stendetela non troppo sottile.Con lo stampo prescelto,il più grande, tagliate la pasta della forma desiderata.
Accendete intanto il forno a 180 gradi.
A questo punto prendete lo stampino più piccino e fate un buco nel centro.Ponete tutti i biscotti cosi ottenuti su una placca foderata di carta forno.
Mettete i biscotti nel forno caldo e fateli cuocere finchè non saranno solo LEGGERMENTE dorati.
Tirate fuori la teglia e al centro di ogni biscotto inserite la polvere di caramella colorata.Rimettete in forno e fate sciogliere.
A questo punto i biscotti sono pronti.
Fateli raffreddare completamente prima di staccarli dalla teglia.
Ovviamente se trovate delle caramelle dure piccoline potete anche non tritarle.In tal caso mettetele subito al centro del biscotto,prima di iniziare la cottura in forno.In questa maniera la piccola caramella avrà tutto il tempo di sciogliersi!




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30 ottobre 2013

Io ho ucciso e i Crinkles (forse)

La notte è come da copione.
Buia e tempestosa.
La luce del lampione fuori casa non funziona.Cerco le chiavi nella borsa,le mani irrigidite dal freddo e da una sottile sensazione di disagio.
Finalmente riesco ad aprire la porta.
Due scatti.Due solitari scatti.E il conto non mi torna.
Ripasso mentalmente i gesti abituali mattutini.
Prendo la borsa,le chiavi,mi chiudo la porta alle spalle e do tre mandate.
Due,non tre.
L'interruttore alla mia destra è un'ancora di salvezza,un faro allontana brividi.
La luce fioca invade l'ambiente.Maledico la mia passione per le luci tenui,poco accentuate.
E maledico anche quel rivoletto di sudore gelato che mi percorre la schiena.
Il posacenere,quello con i cuoricini,quello che lascio sempre sporco sul termosifone non c'è .Non lo lavo mai prima di uscire.
E' appoggiato pulito e lucente sulla mensola sotto lo specchio.
Forse mio marito?
Ma no,è fuori per lavoro.
Allora sono stata  io.Mi sa che comincio ad avere qualche problema di memoria.Pesce,devo mangiare più pesce.
Mi tolgo gli stivali lanciandoli sotto la scarpiera.Ho bisogno di farmi una doccia,sono stanca.
Se non fosse che non mi dona la divisa da carcerata(le righe mi allargano e non posso permettermelo),ucciderei il mio capoufficio.
Salgo al piano di sopra.
"Maledetta memoria" mi dico. Non ricordo nemmeno di aver chiuso tutte le porte.Non lo faccio mai.Una porta chiusa è un limite,una frontiera,un addio senza ritorno.Voglio aria,voglio andare e tornare,senza barriere..Il rivoletto di sudore diventa un torrente in piena.
Troppo ordine in giro,dettagli spostati.Un profumo strano nell'aria.
E' una sensazione ,ma so di non essere sola.
Deglutisco,mi sembra di sentire dei rumori.
Apro la porta del bagno.
Di solito gli assassini si nascondono dietro la tenda della doccia.
Ma no,no, la paura mi fa straparlare.Di solito è la vittima che ignara si fa una doccia di otto ore e mezzo e poi arriva il serial killer.
Comunque controllo.Nella doccia solo un gruppo sparuto di capelli sopravvissuti al getto d'acqua.
Un tonfo.
Stavolta ho la certezza.
C'è qualcuno.In camera mia.
Passi pesanti,respiro forte.
Lancio una maledizione a mio marito...proprio la notte di Halloween doveva andare in trasferta,mannaggia la paletta.
"O mio Dio" penso all'improvviso" ma allora questo killer mi conosce bene.sapeva di trovarmi da sola!"
Basta,devo agire.
Apro lentamente.
Lui è di spalle,inginocchiato davanti al mio cassetto della biancheria intima.
Minchia che fortuna.Killer,psicopatico e pure feticista.Vedo solo la sagoma.
Apre un altro cassetto.Lo sento bofonchiare.Scuote con vigore la testa,sembra quasi con disapprovazione.
Ariminchia.Killer,psicopatico,feticista e amante dell'ordine.Giuro solennemente sullo Swiffer che se sopravvivo da domani in poi metterò in fila per sei col resto di due calze e calzini.
Il pazzo sta per alzarsi.
Devo agire.Il vaso cinese alla mia destra mi chiama a gran voce.
Afferrarlo e scaraventarlo sulla testa dello psicopatico è un tutt'uno.
Un grido lacera l'aria.
Mentre il malcapitato plana come un geco urlante a terra io mi rendo conto di conoscere quel grido.
L'ho già sentito di fronte alle mie lasagne.E anche di fronte al pollo arrosto.E quella volta che non ho usato l'ammorbidente per lavare il maglioncino di lana.
Un dubbio tremendo mi assale.
Lo psicopatico giace di schiena inerme.
Lo giro e stavolta sono io ad urlare.
HO ACCOPPATO MIA SUOCERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E buona vigilia di Halloween a tutte ^_^




Ovviamente qualsiasi riferimento a fatti o persone è puramente casuale.Mia suocera è sana come un pesce,non l'ho accoppata e ci vogliamo bene.Lei sa che l'affetto che provo per lei è pari solo alla mia goliardia,che mi porta a pigliarla in giro appena posso.Mi fa turbinare le zucchine a volte come io a lei ma ci vogliamo un gran bene.
Però è Halloween.Trick or treat?Dolcetto o scherzetto?
Spiacente,le è toccato lo scherzetto!
Ma visto che sono buona anche un dolcetto.
I Crinkles di Martha Stewart.
Che poi tanto crinkles non mi sono venuti.
Ma il risultato è stato strepitoso,crinkles o non crinkles,ovvero "crepati" o non "crepati"

I Crinkles (ma anche no) di Martha Stewart


115 gr cioccolato nero
90 gr farina
25 gr cacao amaro 
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci
60 gr burro morbido
130 gr zucchero di canna
1 uovo
40 ml latte (possibilmente intero)

per l'esterno:

zucchero a velo
zucchero semolato


Setacciare insieme il lievito,il cacao e il lievito.
Fondere il cioccolato a bagnomaria.Montare a crema il burro e lo zucchero di canna.Incorporare l'uovo e il cioccolato fuso.Aggiungere la farina,il latte,mescolare.Incorporare il resto della farina.
Coprire il contenitore con la pellicola e mettetelo per due ore in frigo.
Accendere il forno a 180 gradi.
Preparare due ciotole.In una mettere lo zucchero a velo e nell'altra lo zucchero semolato.
Prendere l'impasto,formare una pallina non molto grande e rotolarla prima in uno zucchero poi nell'altro.
Porle su una teglia e cuocerle per non più di dodici minuti.
Farli raffreddare prima di staccarli dalla teglia.





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17 ottobre 2013

I biscotti alla Nutella e love me tender


Love me tender.
Amami teneramente.
Ora e sempre .
Amami cosi...semplicemente come ti amo io.
Io sono felice perchè ho realizzato il mio sogno:
amare te.
Senza chiederti nulla,senza voler nulla in cambio.
Amare per il semplice gusto di amare.
Love me tender.
Amami a lungo.
Senza farmi andar via.
L'eternità ad un passo a noi.
Un traguardo nascosto da un lungo cammino.
Spine,pause e sorrisi.
Love me tender.
Dimmi che sei mio,
io lo sarò attraverso gli anni fino alla fine dei tempi.


Questa è una delle canzoni che preferisco di Elvis.La trovate in sottofondo nella versione di Lisa Lois.
Poche parole,semplici.
Perchè tanto l'amore non è mica cosi complicato.
Basta amare.

Love me tender.
Amami teneramente.
Come ho amato teneramente questi biscotti fin dalla prima volta che li ho visti QUI dalla mia carissima amica Stefy.
Una valanga di Nutella e poco altro.
E tante manine di bimbi sporche di briciole,risate e zucchero  a velo.

Love me tender.
E' tutto qui.


Biscotti alla Nutella (dose per 22 biscotti)

1 uovo
180 gr Nutella
160 gr farina


Prendete i tre ingredienti previsti e mescolateli in un contenitore.Prima con un mestolo e poi a mano,fino ad ottenere una palla belle omogenea.Prelevare delle palline d'impasto,schiacciarle leggermente e deporle sulla placca del forno.
Cuocetele a 170 gradi su una teglia rivestita di carta forno per una decina di minuti circa (non di più) perchè dentro devono rimanere belli morbidi.
Una volta freddi,una bella spolverata di zucchero a velo se vi piace e buona merenda


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24 giugno 2013

I tarallini alla birra e la panterona da spiaggia

Una scommessa.Di quelle che non ti puoi tirare indietro.
"Prima di parlare prova.Ma tanto tu non ce la farai mai"
C'eravamo lasciate l'anno scorso con questa scommessa
Ora dovete sapere che io ho un'amica pantera.Lo è sempre.Lo è in città,al telefono,al supermercato,mentre spolvera.Ma la cosa per la quale l'ho sempre presa per i fondelli è quando fa la pantera in spiaggia.Sia ben chiaro:le viene un gran bene,ce l'ha nel Dna.
Ma in spiaggia le ho sempre detto di smontare le impalcature e rilassarsi.
E' scomodo,dico io.
Manco per niente,mi ribatte lei.
Il trucco ti si scioglie,obietto.
Usi quello resistente all'acqua,mi dice.
La criniera di capelli non è trendy in spiaggia,le dico.
Tu capisci di moda e bellezza quanto Rosy Bindi,mi fa lei.
Poi la fantomatica frase"Prova prima di parlare".Io che evito di giudicare a priori,di sospettare,di tramare...beh la stavo giudicando.
Mettiti nei miei panni.
Ma l'anno scorso con il piede rotto ad agosto mi veniva male.
Abbiamo rimandato a quest'anno.
Quindi ieri.
Bikini leopardato?Ce l'ho.Un pò striminzito perchè risalente all'anteguerra,ma ce l'ho.
Pareo in tinta col bikini?Ce l'ho.
Trucco bello evidente?fatto.
Zoccolo in legno tacco 12?ce l'ho.
Capelli stile savana?Ce l'ho.Il riccio sparato a diecimila.
Aspetta,manca il profumo.
Pure il profumo.
Ed esco dalla cabina.La passerella in legno davanti a me...va beh,provamo a fà la panterona da spiaggia.
Un passo traballante,due,tre,quattro.Lei cammina sicura,io un pò meno.Lei non suda,io si.
Cinque,sei,sette passi.....e poi...
Fuggo.
Fuggo come una furia verso la cabina.
Con una mano mi strucco,con l'altra cerco il costume olimpionico per nuotare.Scaravento gli zoccoloni in aria e prendo le mie amate infradito.
Domo la chioma in una coda,approssimativa ma tanto comoda.
E volo,mangio la passerella in legno correndo.Mi tuffo in acqua con la consapevolezza che ognuno è quello che è e che ognuno è giusto che sia quello che vuole.
L'importante è star bene con se stessi.
Non sarò mai una panterona da spiaggia,ma nemmeno da città!
Scommessa persa e gelato pagato! ^_^


Quante volte avete una bottiglia di birra aperta che gira nel frigo?A me capita spesso.Questa ricetta l'avevo appuntata su un foglio da tempo immemorabile.Non ne conosco la paternità,non mi ricordo dove l'ho presa.Se qualcuno la riconosce si faccia avanti o taccia per sempre ^_^



Tarallini alla birra

1 bicchiere di birra
1 bicchiere di olio di mais(Olio di semi di mais vitaminizzato Dante)
1 bicchiere di zucchero
1 presa di sale
 farina quanto basta ( a me ne sono serviti circa 400 gr)
1 cucchiaino di lievito
1/2 cucchiaino di cannella

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti.Mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo e ben lavorabile..Se volete fare i tarallini,prendete un pezzo d'impasto,arrotolatelo e chiudetelo ad anello.Spolverizzate con zucchero semolato.Oppure se volete ottenere delle ciambelline,stendetelo e ritagliate dei cerchi con il buco al centro.Spolverizzate con zucchero a velo e cuocete in forno caldo a 180 gradi per una decina di minuti.
(nella seconda foto troverete i vari modi per presentare questa ricetta:tarallini,ciambelle,ciambella grande con zucchero semolato e ciambella grande con zucchero a granella).







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