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5 giugno 2016

KartoffelSalat-Insalata di patate alla maniera bavarese






La Kartoffelsalat è un po’ come la Titina: la si cerca ,la versione tradizionale, ma non la si trova.
Perché parte della Germania che vai , insalata di patate che trovi.
Con la maionese , senza la maionese.
Con la panna , senza la panna.
Col cetriolino, senza cetriolino.
Dipende dall’etnia e penso anche dal gusto personale e dalla disponibilità del frigo.
Due cose vi posso dire con sicurezza.
La prima è metteteci un bel wurstel accanto oppure una bella Wiener Schnitzel.
E la seconda è che questa insalata di patata come è, è.
Ovvero l’è bona, ma tanto bona.
Soprattutto ora che il palato cerca refrigerio e pietanze preparate in anticipo per non sudare poi sotto il sole del mezzodì.
C’è anche una versione “spuria” della Kartoffelsalat che viene dritta dritta da quel di Thurgau, ovvero il cantone svizzero-tedesco dove vive mia sorella.
Mio cognato adorava la Kartoffelsalat.
La sua però era pura rivisitazione.
Il procedimento quello che tra poco vi illustrerò ma gli ingredienti… tutti di testa sua.
Servelade e scaglie di emmenthal come se piovesse, cipollina fresca, aneto e maionese a gogo.
Eretica diamine, quasi un foodporn..ma era ed è una bontà.
Ovviamente il tutto innaffiato dall’immancabile Bier.
Prosit!

La versione che vi propongo dovrebbe avvicinarsi molto a quella della Germania del Sud, per la precisione l’insalata bavarese.
Spartana, semplice.
Io vi do la versione base cosi come la faceva la mamma di una mia amica bavarese doc..jawhol  J
Voi poi aggiungetevi quello che vi pare.
Perchè va soddisfatto il palato, pur conoscendo la tradizione

Il brodo che andrete a versare sulle patate deve essere caldo
Uno degli ingredienti essenziali è la cipolla.
Fa la differenza ma se proprio non la tollerate non mettetela .
Fa nulla, viene bene lo stesso la ricetta
Io odio un luogo comune senza senso ovvero mi fa morire dal ridere quando tu non mangi qualche ingrediente perché non ti piace e ti rispondono “ però…non sai cosa ti perdi”
Non mi perdo nulla capperi se quella cosa non mi piace o no?
Tornando a noi, eccovi la versione base.
La Frau bavarese diceva che il brodo indicato dalla ricetta deve essere realizzato esclusivamente con il dado.
Voi regolatevi di conseguenza.
Io non dovrei dirlo, però ehm…col brodo di dado è vero viene meglio  J



 Ovviamente questa ricetta fa parte della raccolta: Un libro, una ricetta. Stavolta è stata ispirata dalla lettura e recensione di “Incubo” di Wulf  Dorn. Recensione che potete trovare QUI)

KARTOFFELSALAT – Insalata di patate alla maniera bavarese

1 kg di patate
250 millilitri di brodo vegetale
1 cipolla
1 cucchiaino di senape
2 cucchiai di aceto
2 cucchiai di olio
Pepe
Erba cipollina per guarnire
(eventuali aggiunte non previste dalla ricetta tradizionale: maionese, formaggio, prezzemolo,cubetti di prosciutto o tutto quello che la fantasia vi suggerisce)

Fai bollire le patate con la buccia e toglile quando saranno cotte ma ancora sode.
Falle freddare.
Intanto prepara il brodo come preferisci .
Fai bollire la cipolla tagliata finemente nel brodo (se proprio non ti piace non la usare per niente).
Prepara una vinaigrette sbattendo olio, aceto senape, sale e pepe.
Sbuccia e taglia le patate a rondelle.
Quando il brodo sarà a bollore, spegni il fuoco e versalo insieme alla vinaigrette sulle patate.
Fai riposare il composto almeno per due ore (il brodo verrà completamente assorbito dalle patate)

Aggiusta di sale e pepe, decora con l’erba cipollina e servi!

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25 novembre 2015

I Fusi di pollo al limone e cosa faccio per vivere






Che fai per vivere?

Respiro,mangio ,dormo.
Sempre la solita buontempona,dicevo cosa fai per vivere?
Faccio la writer.
E che d'è? (espressione forbita romanesca che tradotta suona più o meno : cos'è?)
Scrivo.
Ah....questa la risposta,accompagnata da un'espressione tipo questa:





Scrivi?e cosa scrivi?e soprattutto ci mangi?

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9 giugno 2015

Le Patate Arrosto e il Pollo al forno di Jamie Oliver ...con qualche trucchetto






Perchè pubblicare un'ennesima ricetta di pollo arrosto e patate?
Ognuno ha la sua ricetta, le sue patate perfette, il pollo a prova di suocera, il trucco da chef...

Queste due ricette stazionano nel mio archivio da circa un mese.
Ho visto la trasmissione "Savie with Jamie", ho preso nota e le ho realizzate, nonchè fotografate.

E poi sono rimaste lì, proprio per una sorta di pudore.

Poi un nuovo pensiero, scaturito da una discussione sulla mia bacheca facebook sul mondo calcistico, sul tifo.
Qualche intervento intelligente, qualcuno divertente, qualche luogo comune finchè il monito di un utente:parlate d'altro.

Ecco, mi direte voi, cosa "c'azzecca" il parlare d'altro con le patate arrosto?

Le due cose si sposano nella mia mente.
Perchè il parlare d'altro ha richiamato nella mia mente montagne, muri e foreste di parole impenetrabili.
Perchè parlare d'altro?
Perchè porre preclusioni alla natura del discorso, al motivo?

Perchè in quel caso era "solo" calcio...
ma poi è solo il meteo e le mezze stagioni che non esistono più,
è la Belen che litiga col marito,
è la moda primavera -estate...
o il nuovo libro sul comodino, la nuova canzone,
il politico di turno,
o un dubbio filo-esistenziale.

Un calderone fatto di luoghi comuni o meno, ma che tutti insieme fanno discorsi, idee, modi di pensare. Perchè occorre parlare d'altro?
Perchè un discorso magari semplice e "populistico" come il parlare di tifo non può diventare una riflessione più ampia?
Perchè tutta 'sta spocchia?

Il parlare di altro alla fine ha rivestito di dignità le patate arrosto ^_^
Perchè non parlarne?
Perchè è soltanto l'ennesima versione delle patate arrosto?
Pazienza.

Sono buone, sono diventate la mia ricetta definitiva, quindi perchè non proporle?
Alla faccia dei muri e delle preclusioni di pensiero!
(ricette JamieOliver.com)




LE PATATE ARROSTO DI JAMIE OLIVER

1 chilo e mezzo di patate
sale
pepe nero
olio extrevergine d'oliva
4 spicchi di aglio
1 cucchiaio di aceto

Spezie per insaporire:
combinazione 1:
oli, rosmarino, aglio ,sale e pepe

combinazione 2:
burro, salvia,sale, pepe e un pò di scorza di limone

combinazione 3:
timo fresco, foglie di alloro, burro e olio in egual parti, sale e pepe.

Mettete a bollire dell'acqua in una pentola capiente.
Pelate le patate e tagliatele a tocchetti (come vedete nella foto, non a fette sottili) tutti più o meno della stessa grandezza.
Salate l'acqua, unite le patate e calcolate 6 minuti dalla ripresa del bollore.
Scolatele e lasciatele ferme dentro lo scolapasta per cinque minuti.
A questo punto scuotete con energia le patate . Deve rompersi lo strato iniziale farinoso (questo passaggio vi consentirà di far assorbire il grasso di cottura alle vostre patate in maniera tale da averle croccanti poi).Non saltate questo passaggio, fa la differenza!!
Prendete una teglia che va anche in forno, unite le patate, l'olio, il sale,il pepe,l'aceto e gli spicchi d'aglio leggermente schiacciati e scegliete una delle combinazioni di sapori che vi ho elencato negli ingredienti.
Ripassate le patate per cinque minuti sul fornello, in modo da iniziare a creare una crosticina. Ponete in forno.
A questo punto fate andare la cottura per circa mezz'ora.
Qui vi aggiungo una tecnica che ho imparato anni fa:
alternate ogni dieci minuti la cottura, ovvero dieci minuti con forno statico, dieci con forno ventilato..
Tenete la temperatura intorno ai 200 gradi.
Una volta terminata la cottura aggiustatele di sale e pepe e servitele!







POLLO ARROSTO DI JAMIE OLIVER

1 pollo intero
1 limone
aglio
sale pepe
1 carota
1 cipolla grande

per la salsa:
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di farina
1\2 litro di brodo vegetale

Avete presente le patate di cui sopra?
Se avete intenzione di cucinare anche il pollo arrosto mettetele a bollire con un limone,leggermente punzecchiato.
Prendete il pollo intero.
Massaggiatelo con un pò di olio extravergine.
Prendete il limone bollito, punzecchiatelo ulteriormente e ponetelo all'interno del pollo stesso (questo è il trucchetto del limone bollito che vi permetterà di ottenere un petto molto umido e succulento).
Tagliate a strisce sottili la cipolla, la carota, e ponetele sul fondo della teglia che ospiterà il pollo.
Unite l'aglio, l'olio, salate e pepate leggermente sia le verdure si ail pollo e ponete quest'ultimi esattamente sopra il letto di carote e cipolle.
Ponete in forno caldo a 180 gradi per circa tre quarti d'ora.
Punzecchiate il pollo: se il liquido che esce è incolore, è cotto.
A questo punto togliete il pollo e occupatevi del fondo di cottura.

Prendete la teglia, versatevi il cucchiaio di farina e ponetela sul fuoco.
Cercate di raschiare il fondo di cottura il più possibile.
Unite il vino bianco e sfumate, raschiando sempre il fondo della teglia.
A questo punto unite il brodo e fate sobbollire per dieci minuti o almeno fino a quando non raggiunge il grado di densità da voi desiderato.
Prendete la salsa e passatela al setaccio con cura.
Deve venire fuori un sughetto denso e scuro.
Aggiustate di sale e pepe
Servite il pollo accompagnato da questa salsa!


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29 aprile 2015

La melanzana sulla fiamma per un pranzo con i fiocchi!!





Questi sono "i miei mercoledi con me stessa".
La casa tace, il ritmo è lento, le ore scorrono rotolando sui minuti.

Il mercoledi è un giorno particolare perchè le ragazze tornano più tardi, mio marito pranza in caserma e io sono qui al centro di questa tavola, come un'improbabile regina senza corona.
Una tavola lunga e apparecchiata con le cose che piacciono a me.
Coltello, forchetta e fantasia.

Perchè è l'unico pranzo della settimana che dedico a me stessa.
L'unico dove devo soddisfare un'unica esigenza, la mia.

Scrivo questo post ancora con il palato coccolato e qualche mollica che si deposita sulla tastiera.
Foto fatte di corsa e lasciate abbastanza "rustiche" un pò per l'impazienza di mangiare un pò per lasciare intatto quel profumo di brace , di affumicato che sento sprigionarsi.

La melanzana sulla fiamma.
Forse avrò scoperto il banale e il noto ma per me è stata una nuova frontiera.
Ho visto questo modo di cuocere le melanzane prima sul Gambero Rosso (il mio amato Max Mariola...oh ci fosse una sua ricetta che non riesce, sono tutte a prova di dummies ^_^) e poi l'ho rivista da Sigrid.

La melanzana viene cotta direttamente sulla fiamma!!!
Senza accendere forno, senza sporcare nulla.
In un quarto d'ora avrete una cremina deliziosa da aromatizzare come volete e da spalmare sul pane.
Un gusto affumicato, come se fosse stata sulla brace.

Lo confesso.
Ero molto scettica.
Mi sono dovuta ricredere...con poca fatica ho ottenuto una versione semplificata del babaganoush.
Un piatto leggero e saporito.
Io l'ho accompagnato con della feta marinata e fette di pane tostate.
Una manciata di pomodori e olive a completare questo semplice sano ma goloso pranzo

(poi ho mangiato anche mezza vaschetta di gelato ma non diteglielo al mio dietologo shhhhhh )



LA MELANZANA SULLA FIAMMA

per quattro persone:

4 melanzane medie

per condire:

fior di sale
origano (o quello che vi suggerisce la fantasia)

per la feta marinata:

1 confezione di feta
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di origano
1 spolverata di pepe bianco
1 pizzico di paprica
1 pizzico di alloro in polvere


Per cuocere le melanzane avvolgerle completamente nella carta stagnola.
Appoggiarle sulla fiamma (media) del fornello, avendo cura di girarle almeno due volte.
Saranno pronte quando proverete ad infilzarle con la forchetta e le sentirete morbide.
A questo punto (facendo attenzione a non bruciarvi ) aprite l'involucro, tagliate la melanzana come vedete nella foto, conditela con sale e quello che gradite di più e spalmate la cremina cosi ottenuta su fette di pane tostato, accompagnando il tutto con cubetti di feta marinata

Per la feta marinata:
due ore prima del pranzo, tagliate a cubetti la feta. In una ciotola emulsionate le spezie con l'olio e versate il tutto sul formaggio.
Riponete in frigo fino al momento dell'utilizzo!


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27 aprile 2015

Le Patate in carrozza





Nel mezzo del cammin della mia vita mi ritrovai in una farmacia che la diritta via era smarrita.
Ahi quanto svuoterò il mio portafoglio per due miseri farmaci,ahi.
La ricetta allungo al garbato dottore che con gesto fulmineo sparisce nei meandri mefistofelici del suo laboratorio.
O Dio dell'amato paradiso a quanto ammonterà mai tal salasso?
Torna con ghigno soddisfatto il caro dottore.
Incarta le medicine e si avvicina di soppiatto e con fare misterioso ,socchiude i cerulei occhi e sibilando mi chiede:
"Ce l'ha la tessera fedeltà?"
O poffarbacco ma in un ridente supermercato entrai e non me ne accorsi?
Giro le terga in cerca di insegne luminose .mi affaccio sulla via e vedo che proprio farmacia è scritto.
Torno dentro e senza proferir parole inutili piglio le medicine incartate e il subdolo dottore mi dice "No tessera ? No sconto!" E se ne va ghignando sotto baffi invisibili.
Mi avvicino alla cassa ed ecco la cassiera che si avvicina con fare sinuoso e mi dice: " Mia gentil signora proporle vorrei una visita tricologica . Una dottoressa assai qualificata questo suolo calpesterà e i suoi capelli visiterà cosi non più li perderà"
Va bene.
Ora basta. 
Tu mi proponi una visita tricologica per arrestare la perdita di capelli. Io ti propongo una visita oculistica , ma da uno bravo però. Perchè dico , ti sembro una che perde capelli? Una che ha problemi di calvizie?
E poi la tessere fedeltà!! Cosa mi regali alla fine? Un pappagallo ( e non intendo l'uccello ^_^)? Una fornitura di antibiotici per un anno? Cerotti per i calli?
Non voglio le tessere fedeltà , non voglio visite anticalvizie.
Vorrei semplicemente entrare in farmacia senza il libretto degli assegni in mano!
Un'influenza delle mie figlie in media mi costa trenta euro di tachipirine varie e fialettine per areosol .
Le mie emicranie costano un euro ciascuna ,e se poco poco mi viene un mal di pancino e ho bisogno dei fermenti lattici beh meno di quindici euro non trovo nulla.
Trentamila lire del vecchio conio capito?
Trentamila lire solo perchè la mia flora intestinale deve essere nutrita!!!
Ma perchè ,un panino con la mortadella non le basta??????

Vi vanno due patate in carrozza?
Ovvero un contorno veloce veloce semplice semplice...adatto alla mani di questa povera moribonda ovvero me medesima?
Facili son facili.
Ricetta a prova di bomba ,visto che sono riuscita a metterla in piedi tra uno starnuto e un colpo di tosse ^_^
Ricetta tratta dal libro:"La Grande Cucina"


PATATE IN CARROZZA

3 patate grande
pangrattato quanto basta
10 cucchiai di grana grattugiato
1 cucchiaino di paprica
1 cucchiaino di origano secco
2 uova sbattute
sale pepe

Lessate le patate in una pentola d'acqua bollente per circa un quarto d'ora.
Passatele velocemente sotto il getto dell'acqua fredda e fatele raffreddare leggermente.
Mescolate in una terrina il pangrattato, il formaggio e la paprica.
Versate in un altro piatto le uova sbattute.
Sbucciate le patate e tagliatele a fette.
Passatele nelle uova e nel composto di pangrattato.
Friggetele in olio caldo, poche per volta, finchè non saranno dorate.
Sgocciolatele su fogli di carta cucina , spolveratele di sale fino e peperoncino in polvere (se vi piace) e servitele.
Sono ottime da sole ma anche come contorno ad un piatto di pesce.
Volendo potete impanare le fette di patate e friggerle in un secondo momento, tenendole in frigo.


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30 novembre 2014

Le Cime di rapa stufate "Ammodomio"




La Bagna Cauda la chiedo ad un piemontese.
La cotoletta alla milanese beh,parla da sola.
Se possibile ,la sfoglia la rubo con gli occhi ad una "zdora".
La Ribollita l'è cosa da toscani .
La carbonara come la pizza dolce di Pasqua (tipica umbra) la chiedo a me stessa.

E se voglio mangiare delle cime di rapa come si deve vado virtualmente in Puglia.
E nella fattispecie vado nel mio Sancta Sanctorum personale ovvero l'Ornella Nazionale.
Per dirla tutta ci vado anche per ricette che vanno oltre i confini pugliesi.
E' una garanzia 'sta donna insieme alla Paola Lazzari.

Una garanzia pure perchè se ti deve dire una cosa mica ci gira intorno.
Diretta e precisa.
Arguta.
A volte dissacrante.
E' ossigeno puro in un mondo un pò  troppo edulcorato e dall'atmosfera a volte un pò bizzarra

Ora l'Ornella ha proposto questo modo di cucinare le cime di rapa.
Stufate.
Laddove per stufato si intende proprio il metodo di cottura.
Il recipiente posto sul piano di cottura (la stufa) e li lasciato , coperto, a temperatura bassa e a lungo.

Io avrei stufato di tutto..tranne che le cime di rapa.
Eppure...
Eppure mi sono buttata a capofitto

E ho ottenuto il miglior piatto di cime di rapa mai mangiate.
Un sapore che mi ha preso per mano e non mi ha più abbandonato.

Ormai sono diventate un must qui da noi.
E da "quasi" vegetariana ormai stufo di tutto.
Pure il mi marito.
^_^

Per quanto riguarda la preparazione delle cime di rapa e il modo esatto di pulirle vi rimando alla spiegazione precisa di Ornella che trovate QUI.

Io mi limito a riportarvi la ricetta con un diktat:PROVATELA!!
E poi ci saprete dire.



CIME DI RAPA STUFATE "AMMODOMIO"

1,5 chilo di cime di rapa
3 tazzine da caffè di olio extravergine d'oliva
1 bicchiere colmo di vino bianco secco
succo di un limone
1 spicchio d'aglio
peperoncino (facoltativo)
sale

Mettete le cime di rapa pulite e lavate (non sgoccioatele troppo) in  una pentola e fatele appassire lentamente, a fuoco moderato e con  il coperchio. Se dovessero buttare acqua toglietela mano mano (è la parte amarognola).
La verdura si è ridotta? bene, a questo punto aggiungete l'olio, l'aglio (lasciatelo con il suo bel vestitino e bucherellatelo con una forchetta),il sale e il peperoncino se preferite un sapore più ardito .
Lasciate insaporire e versate poi il vino bianco fino a ricoprire a filo le verdure.
Coprite e fate cuocere a fuoco basso.Controllate ogni tanto la quantità del liquido. Se dovesse evaporare troppo aggiungete pure altro vino bianco.
Controllatele ogni tanto. Quando saranno tenerissime aggiustatele di sale e unite il limone.
Coprite di nuovo e fate riposare.
Servitele calde o tiepide

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15 ottobre 2014

La Torta sette vasetti salata



Lo confesso.
Conoscevo solo la versione dolce.
Rimbalzava come una palla impazzita tra blog e forum vari.

Una ricetta molto carina.
Mi piacciono tutte quelle ricettine che non prevedono l'uso della bilancia e della precisione al milligrammo.
Mi sanno tanto di mamme che pesavano gli ingredienti ad occhio o al massimo con un cucchiaio.

Finchè un giorno gironzolando col naso all'insù nel web non incontro il sito Non Sprecare.
Carino, ben fatto.
Valida anche la sezione delle ricette low-cost.

Mi piacciono le ricette non sprecone.
Oltre ad essere economiche, la maggior parte delle volte sono strabuone.
Un pò come tutta la cucina povera.

Mi imbatto in questa versione salata della Sette Vasetti.
Avevo giusto un mix di ortaggi nel frigo che chiedevano pietà.
Un peperone, 2 zucchine,qualche taccola.
E uno yogurt in scadenza.

Detto fatto.
Il risultato è stato piacevole e gustoso.
Una torta salata che ricorda una focaccia.
Una torta che potrete farcire come meglio credete.
Una ricetta svuotafrigo e salva tasche.
Il che non è mai un punto a sfavore!



TORTA SALATA SETTE VASETTI

1 yogurt magro
2 vasetti di farina
1 vasetto di fecola
1\2 vasetto di olio
1 vasetto di latte
1 vasetto di parmigiano grattugiato o grana
1 bustina di lievito per torte salate
3 uova
1 cucchiaino di sale


per il ripieno:

1 peperone rosso
1 cipolla
1 spicchio di aglio
10 taccole
1 manciata di piselli surgelati
1 melanzana
1 zucchina
1 cucchiaino scarso di paprica
1 cucchiaino di erba cipollina
prezzemolo e basilico
formaggio dolce a dadini (se lo gradite)
sale olio e pepe

Prepariamo il ripieno (che potrete ovviamente variare secondo i vostri gusti):
in una padella capiente mettiamo a soffriggere l'aglio e la cipolla tritati finemente.
Aggiungiamo poi tutte le verdure tagliate a dadini sottili e portiamole a cottura, aggiungendo acqua se necessario. Uniamo il sale, la paprica, l'erba cipollina e a fine cottura il prezzemolo e il basilico.
Facciamo leggermente raffreddare.

Accendiamo il forno a 180 gradi e cospargiamo di olio e pangrattato una teglia (se gradite una torta bassa come la mia utilizzate una teglia da 26 cm almeno;altrimenti se gradite una torta salata alta diminuite la circonferenza della teglia stessa).

In una ciotola uniamo tutti gli ingredienti previsti per la torta e mescoliamo con cura.
Aggiungiamo il ripieno,il formaggio a dadini e rovesciamo il tutto nella teglia.
Livelliamo la superficie della torta con un cucchiaio bagnato e mettiamo in forno.
Cuociamo (forno ventilato) per circa 30 minuti.
Facciamo la prova stecchino prima di tirar fuori la teglia.
Se la torta è cotta poniamola a raffreddare.

Questa torta dà il meglio di se stessa gustata tiepida o fredda!

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15 settembre 2014

Le Polpette di melanzane e un augurio per tutte noi




Poche parole oggi .
E' iniziata la scuola e con essa orari, corse, attese e il mio iniziale stordimento dopo tre mesi passati a respirare a tempo pieno le mie figlie.

Ho mezz'ora di tempo.
E la dedico a questo piccolo posticino.
Piccolo ma pieno di soddisfazioni, di persone che pur se virtuali diventano quasi di carne e ossa per gli scambi, le parole, le sfumature d'animo che rimbalzano di parola in parola.

Per questo voglio semplicemente augurarvi e augurarmi uno splendido inizio settimana con questa frase, che ho trovato per puro caso,sottolineata  più volte , in un vecchissimo libro che ho comprato sulle bancarelle dell'antiquariato.
E vi abbraccio tutte quante!

"Chi avanza fiducioso nella direzione indicata dai propri sogni e cerca di vivere la vita che si era immaginata va incontro ad un successo inaspettato"
(Thoreau)






POLPETTE DI MELANZANE  (dal Pasto Nudo)

500 gr melanzane
100 gr mollica di pane raffermo
1 uovo
1 spicchio d’aglio
olio extra vergine d’oliva
pangrattato 
un mazzetto di basilico fresco
qualche rametto di timo fresco
sale marino 
100 grammi di formaggio grattugiato
pepe in grani da macinare (facoltativo)


Tagliate la mollica di pane a cubetti e mettete a bagno con un pò di acqua.
Sbucciate e tagliate la melanzana a dadini molto piccoli.
In una padella fate soffriggere uno spicchio di aglio. Toglietelo appena avrà raggiunto la doratura.
Aggiungete le melanzane e fatele cuocere.
Mettetele poi in una ciotola e fatele raffreddare.
Una volta fredde aggiungete tutti gli ingredienti previsti dalla ricetta e mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Se fosse troppo morbido, aiutatevi aggiungendo altro pangrattato.
Formate le polpettine e passatele una ad una in uno strato di pangrattato.
Friggetele in olio caldo.
Servitele tiepide insieme ad una insalata di pomodorini ciliegia!





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28 agosto 2014

Caponata di melanzane e i melanconici umori





Tossica.
Pensavano fosse tossica.
Addirittura che provocasse "melanconici umori", secondo il medico arabo Ibn Botlan.
Per questo il suo consumo era destinato alle classi basse.
Che muoia la plebe.
Come al solito.

Poco importa se ha gli occhi a mandorla visto che nasce in Cina.
O forse in India, come sostengono alcuni.
La melanzana ormai fa parte delle nostre glorie patrie.
Per usucapione, se permettete.

A me la melanzana sa d'estate.
Di sole.
Di golosità.
Oltre che di versatilità.
Oggi vi presento il piatto principe secondo me , insieme alla parmigiana.

La caponata.
La mia è semplicemente una delle tante versioni.
Non ha pretese di assoluto.
E' una versione casalinga,
quella che fa mia suocera ,siciliana doc,dop e igp!

E' buona ,ovviamente.
Ancora di più dopo un adeguato riposo!



CAPONATA SICILIANA

1,2 kg di melanzane medie
500 gr cipolle rosse
500 gr pomodri maturi
3 coste di sedano
150 gr olive verdi
50 gr capperi sotto sale
1 mazzetto di basilico
1 cucchiaino di zucchero
1 dl aceto di vino
1 bicchiere di olio extravergine
sale

Tagliate le melanzane a dadini dopo averle lavate (io tolgo anche la buccia).
Salare questi dadini ,metterli in un colapasta e lasciarli riposare almeno un'ora per fargli perdere l'acqua di vegetazione.
Snocciolare le olive, lavare abbondantemente i capperi per togliere il sale.
Lavare il basilico.
Affettate sottilmente la cipolla e fatela rosolare in padella con un pò di olio.
Lavate e togliete i semi dai pomodori. tagliateli a filetti.
Aggiungeteli al fondo di cipolle rosolate. e cuocete per una decina di minuti.
Tagliate a striscioline il sedano, aggiungetelo nel sugo. Unite i capperi, il basilico e le olive. regolate di sale.
Sciacquate velocemente le melanzane  e friggetele a parte in un'altra padella.
Quando saranno colorite, aggiungetele al sugo.
Unite l'aceto,lo zucchero e fate evaporare.
Fate raffreddare e riposare un pò prima di servire.



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27 agosto 2014

Curry di patate e Sheherazade









"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle
attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio
alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo
terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella
in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......."



Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo.
Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.
La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.
Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura?
Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano.....


Curry di patate
(fonte:ecurry)

2 cucchiai di olio vegetale
1 cucchiaino di semi di cumino
1 bastoncino di cannella
2 bacche di cardamomo (facoltativo)
1 cipolla media rossa
1\2 peperoncino verde
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere
1\2 cucchiaino di curcuma
1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati
sale
prezzemolo fresco

Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente.
Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza.
Per il curry:
per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato.
Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo.
Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli.
mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino.
Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico.
A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde.
Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura.
Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti.
Aggiungere i pomodori .
A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere).
Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti.
Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua.
Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.





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11 agosto 2014

I pomodori a mezzo e sono un monaco zen...tranne che per un coltello..


Se la cucina è un'autostrada zen allora mi sto avviando verso la via della catarsi.
Forse sto diventando un monaco.
Sotto mentite spoglie femminee, ma pur sempre un monaco.
Perchè ultimamente ,come non mai, cucino.
E cucino.
E cucino ancora.
A volte cibi essenziali, altre vago nei continenti ala ricerca di qualche viaggio mentale (non sono in trip tranquille ^_^).
E taglio taglio.
Affetto affetto.
Sminuzzo sminuzzo.
Soffriggo, annuso, aggiusto.
Friggo, butto sale, pepe e spezie come se stessi dando semi ad una terra avida di semi.
Aggiusto e cerco colori e contrasti.
Cerco ricette come il santo Graal.

E mi libero.
Taglio siepi mentali e di "pancia".
Sorrido e magari anniento col mio coltellone qualche sensazione o qualche viso non gradito (lo so questo è poco zen ma è tanto liberatorio!!).

Mi prendo in giro silenziosamente dicendomi che mi manca un bel calice con il vino e la mia cucina potrebbe essere benissimo un set cinematografico.
Una novella Doris Day o Sandra Dee col grembiulino, il sorriso stampato perenne come incollato, intenta a sfornare prelibatezze per la propria famiglia media americana.
Marito,moglie,figlio maschio,figlia femmina.
E un cane di nome Buck.
Io però non ce l'ho il maschio e la femmina.
Ho solo due figlie femmine.
E una gatta snob e simpatica a giorni alterni ,proprio come le targhe
Che dite rovino l'immagine, il clichè yankee?

Poco importa se magari dopo una giornata passata con i fornelli accesi la cucina sia degna di un traghettamento di Caronte verso il ben noto posto caldo e diabolico.
E se magari, tiro fuori un uovo e nel micro-tragitto tra frigo e fornelli  si rassoda seduta stante

Io sto bene.
Mi sento bene.

Cooking therapy.
Suona anche in maniera confortevole.

E mi accorgo sempre più che vado verso il mondo vegetale, attirata come non mai dal sapore e dal colore di quel mondo.
Il mercatino rionale diventa per me più attraente di Johnny Deep (BUGIAAAA ma suonava bene)

Il mio spacciatore personale di spezie internazionali ormai si preoccupa quando non mi vede per più di tre giorni.

Una strana e pazza estate.

E voi ne fate le spese.

Perchè il mio blog quest'anno non può e non vuole andare in ferie.
Ho tanto da scrivere e da sperimentare.

Prendiamo oggi ad esempio.
Un piatto economico, veloce, facile.
Una cucina sana e povera.
Nonchè appartenente alla tradizione romana.
Anzi ebraico-romana.

Pomodori a mezzo.
Ovvero pomodori (i casalini e solo quelli secondo la cucina ebraica) tagliati,profumati con un pò di odori e spezie e cotti al forno.
Una sciccheria ..che ve lo dico a fare.
Magari non propriamente dietetica perchè oltre a sviluppare un sughetto magnifico tali pomodori richiedono a gran voce la presenza di quintalate di pane.
Magari proprio quello lievitato naturalmente.
Cotto nel forno a legna.

Un contorno che in realtà diventa pasto.
Almeno per me.
Perchè è un tuffo in quel sapore vero ,forte ,estivo che solo un pomodoro riesce a dare.

Io ho usato una strada parallela rispetto alla ricetta tradizionale.
I pomodori casalino non si trovano qui ,dai miei spacciatori di verdure e ortaggi.
Ironia della sorte visto che sto a venti minuti dalla capitale.
"A signò che te frega dei casalino. Usa questi che so li mejo"
I "mejo" in questione sono stati dei pomodorini succosi ,pieni di sapore e ancora attaccati ai rami

Risultato celestiale.
Ma se voi li doveste trovare e ci realizzate questa ricetta fatemi sapere.
L'indirizzo del "verduraio" ,ovviamente.

Alcune precisazioni:
-l'aglio:

Se avete in programma di sconfiggere Dracula,abbondate e mettetelo tritato. Altrimnenti mettetelo a spicchi interi,con l'anima centrale tolta, perchè come dice Max mMriola del Gambero Roso,l'aglio deve essere una scelta e non un'imposizione

-gli odori:

Sceglietene uno tra basilico,origano o prezzemolo.Basta un solo aroma oppure niente.




POMODORI A MEZZO

pomodori casalino
spicchi di aglio
sale
pepe
1 cucchiaio di zucchero
odori (scegliete tra prezzemolo,basilico origano oppure lasciate cosi al naturale)
olio extravergine d'oliva (ABBONDANTE)







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